su la testa
Pettinata come Sailor Moon, o come
Pettinata come Sailor Moon, o come
Mumble mumble mumble, cosa sia non lo so, sta di fatto che da giorni ho la lacrima facile, e non è bello gestirla se non hai un kajal e un rimmel waterproof (annotare mentalmente di passare in profumeria-n’atra volta?- si, n’atra volta!) Sono fastidiosa come una zanzara. Mi do fastidio da sola, non sopporto gli orecchini, l’orologio e il bracciale, mi danno noia. Non sopporto le scarpe, voglio camminare a piedi scalzi, possibilmente sull’erba. O sulla sabbia, ma quella tiepida della sera, non quella che scotta. Mi danno noia i pantaloni e stamattina non sopportavo l’elastico in vita della gonna. Ho voglia di un vestito, anzi no, un caftano, magari come quello che portavo in vacanza pochi giorni fa, lungo fino ai piedi con le maniche larghe larghe di un bel colore bianco anche se mi sa sembrare un frigorifero e chi se ne frega per una volta. Non è possibile che scoppi in lacrime ogni volta per una cazzata! Nemmeno fossi in crisi post-parto! Tutt’al piu’ posso essere in crisi post-arrivo visto che 15 giorni fa l’unico impegno era quello di spalmarsi di crema protettiva. Un po’ come la pubblicità della costa crociere, ecco, se vogliamo. Ma poi, diciamocelo, non è da me. Non dico che voglio fare wonder woman per la donna che non deve chiedere mai, ma….suvvia…io no sono mai stata una persona *triste* anche quando i miei momenti down sono neri neri neri riesco sempre a trovare il lato positivo della cosa, diciamo che le lacrime non mi si addicono ecco. Stonano. Eppure mi basta niente ultimamente. Con la mamma. Con papà. Con mia cognata. Leggendo una mail. Guardando Sex and the city. Semplicemente guardando fuori dalla finestra. Persino pulendo le cipolle ieri sera. No, un momento, quello è normale. Possibile che non abbiano inventato ancora le cipolle anti-pianto? Sarebbe la cosa piu’ logica. Sta di fatto che non riesco a iniziare e finire una giornata truccata decentemente. Mi cola giu’ il trucco lungo le guance perché ogni tanto mi si riempiono gli occhi, stile cartone animato e la cosa non mi va proprio! Uffa! Io non sono così! Che cavolo mi sta succedendo? Mi hanno clonata? Mi hanno rapita gli alieni?
L’avevo detto e l’ho fatto: solo oggi. O meglio, solo ieri. E così è (se vi pare) E oggi va già meglio. Ho dormito da mamma e papà perché stamattina mi hanno portato a fare una tac,. I risultati me li daranno venerdì. Niente di allarmante, ma gli esami, oltre a non finire mai, sono anche sempre una scocciatura. A me i camici bianchi mi irritano. Anche se adesso si stanno ravvivando grazie alle Crocs a me i medici non sono mai stati simpatici, non c’è niente da fare. Fatto sta che l’ultimo esame è andato e ora devo solo aspettare il verdetto. Quindi niente tapiro di prima mattina perché ero dai miei Ansia? Solo un po’, stasera ho prenotato un massaggio con un’americana che sembra essere parente di John Cina dalle braccia che si ritrova. Giusto per provare, e per rilassarmi un po’. E poi a casetta la cena già pronta da ieri in frigo e poi di corsa a riunione. Gira il mondo gira nello spazio senza fine con gli amori appena nati con gli amori già finiti. Piu’ che amori direi impegni. Mi sento un po’ una trottola, e nemmeno quella della Pupa di qualche anno fa, per dirla giusta. Bevo caffè e acqua in questa mattinata in cui non ho ancora pianificato la mia vita fino al 12 ottobre, stranamente. Per poi non mantenere mai con me stessa gli impegni presi ma mantenerli con gli altri. Sono sempre stata così. Agli altri do sempre degli ottimi consigli. Dovrei telefonarmi e chiedermi qualche consiglio. O magari scrivermi una mail così ho anche piu’ tempo per riflettere. Si, questa potrebbe essere un’idea.
Cazzate a parte forse come ho già detto a Irene dovrei ricominciare a scrivere sul serio. Ci penso. Si, ci penso. Non mi costa nulla. Invece, sempre a proposito di costi il primo "investimento" che faro' a breve sarà catapultarmi da Angelo, di nome e di fatto e affidarmi alle sue mani perchè decespugli un po' questa chioma leonina che mi ritrovo. Già trovato il taglio da fare. Dicono che il taglio dei capelli corrisponde aun taglio con il passato. Non so se sia vero o no, sta di fatto che un cambiamento lo voglio fare e allora inizio da lì. Via il capello lungo e scalato benvenuto taglio corto. Il resto, si vedrà. Quando faccio così mi sento un po' Rossella O' Hara, mi staro' montando la testa?
sveglia all'alba. caffè senza zucchero. pantalone rosa. nike rosa. e via di tapis roulant alle 6 del mattino. 30 minuti. belli tesi. auricolare dell'ipod che mica si puo' svegliare il vicinato a quest'ora del mattino. no no. george micheal prima maniera. ai tempi degli wham. quando ancora noi ragazze si ignorava che fosse gay e giu' a piangere sul video di last chrismast. shakira. che fa muovere il culo. musica trash che fa ritmo giusto. sei andato a scuola sai contare? si so contare? sai camminare? si so camminare. e allora dai: conta e cammina. uno, due, tre, quattro. il ritmo è quello. gambe fluide. braccia ad angolo retto. sono le sei del mattino e ci sono duemilagradi in mansarda a correre. mi premia il pensiero della doccia. guardo avanti. un muro bianco. devo comprare un televisore e mettere uno sfondo di viale alberato in autunno per quando corro. e un sottofondo musicale di crick e crack foglie smosse. la mattina mi ci vuole il cardiologo il veterinario una plastica faccial. 20 minuti. tiro il fiato. manca poco. penso. rido da sola. mi sorrido allo specchio immaginario di me stessa. sento lo stomaco bronotolare. è una sensazione strana. fame. si chiama fame. è semplice. 4 lettere. una parola sola. penso a mauro domenica pomeriggio "da quanto tempo non mangi?" "abbiamo mangiato insieme ieri sera" "ste, un pezzo di parmigiano e una bottiglia di vino non è una cena" " ah no?" rido. lui no. lui non ride. io si. mi sento forte. è una cosa strana. l'assenza di cibo mi da una sensazione come di droga. è cretino? si, è cretino e lo so. eppure non riesco a farci nulla. caffè, sigarette e acqua. tre giorni così. e domenica BADABUM! lunga a terra. "è il sole, fa caldo e ho la pressione bassa" NON DICIAMO CAZZATE!!! domenica sera una pizza nel piatto. mezza è andata bene. l'altra mezza non ce la faccio. e va bene così. 25 minuti. occhi aperti solo a metà schiavo dentro una scatola solo e illuso nella realtà tra la fiaba e la verità. 28 minuti. inzia il defaticamento. braccia lungo i fianchi. cammino,. piano piano. gira la testa. è il caldo. scendo. gira tutto. mi aggrappo a qualcosa che stabile non è . no, l'sciugamano appoggiato sul tapis non è un punto d'appoggio valido. scendo giu'. bevo acqua e zucchero. la sensazione di stordimento è qualcosa che mi gasa. sono idiota e so di esserlo. è una giustificazione? no. mangio un kiwi. bevo un caffè. il secondo. fumo una sigaretta. a polmoni aperti. la colazione ste, la colazione. no. oggi no. solo oggi. lo giuro, signora maestra.
Imperversa nelle radio, ma io Vasco ho smesso di ascoltarlo dopo “Gli spari sopra” Ultimo album degno di questo nome a parer mio. Pero’ a volte “basta poco” davvero. Mercoledì ero in crisi nera. Anzi, nerissima se esiste qualcosa piu’ nero del nero. Inutile nascondersi dietro un dito, non mi basta un baobab per nascondermi. Mercoledì sera crisissima (ma si dice? si, io lo dico e mi piace) Ogni tanto succede qualche scivolone, ma senza crearmi un alibi, a volte puo’ succedere no? E allora! E’ vero, ho ricominciato a fumare perché ho pensato che se due cose mi fanno sclerale tanto vale scegliere quella meno dannosa. Piu’ avanti quando saro’ fuori da questa prigione smettero’ di nuovo, ma adesso no, adesso non ce la posso fare. Giornate catatoniche passate sul divano guardando Sex and the city, una delle poche cose che mi fa spegnere il cervello e che mi fa bene perché altrimenti scivolerei nella Stefania con i pantaloni della tuta, invece vedere qualche Manolo Blanik che passa mi fa pensare di non uscire in ciabatte e pinze per capelli da parrucchiere. Purtroppo per me ultimamente il mio conto in banca sta per avere una tendenza al colore di moda quest’estate: il rosso. Devo resistere bene ancora una quindicina di giorni e forse ce la posso fare. Ai miei non l’ho detto, se mio padre spesse che mi sono sputtanata tutti quei soldi non so cosa penserebbe di me. Sta di fatto che se proprio non sono capace a studiare da formica dovrei almeno provarci. L’altra sera sono andata a cena da loro, avevo bisogno di un guscio in cui rifugiarmi. Proprio non ne uscivo. Ho la lacrima facile in questo periodo. E i miei genitori sono sempre i miei genitori. E così davanti a un piatto di pasta mi sono scese le lacrime come se niente fosse. Come se la pasta al pesto potesse commuovere...Soccorso figlia. AIUTATEMI STO ANNEGANDO! I miei hanno acceso la sirena. E così venerdì di nuovo a casa loro, sabato mattina mi hanno presa come una cavia e mi hanno portata da un dottorone in camice bianco e barba nera che mi ha succhiato via sette o otto litri di sangue. Ho ancora il livido sul braccio. Sembro una tossica. Aveva un foglio con tutti i nomi strani esistenti sulla faccia della terra. Non pensavo che ci potessero stare tutte quelle cose dentro al mio sangue. Domani devo di nuovo andare a dormire da loro, mercoledì devo andare a fare un altro pezzo di analisi, mi sento un po’ un topo da esperimento. Ma stavolta voglio dargli retta. E stamattina anche se avrei voluto mettermi un sacco di iuta addosso mi sono vestita quasi carina e ho messo un tacco da tredici centimetri che sfida qualsiasi legge di gravità. Mi sento altissima. Anzi no, sono altissima, a conti fatti sono quasi un metro e ottantacinque, mica pizza e fichi., Che poi non ho mi capito che cacchio voglia dire. Io non ho mai preso la pizza con i fichi, la sola idea mi fa rabbrividire. E poi le pizze, io al messimene ho ordinate di tre tipi. Odio quelle pizzerie che sbandierano 101 tipi di pizza che io già alla terza non mi ricordo che cacchio ci fosse nella prima, e alla fine quando arriva il tizio a prendere l’ordinazione la mia risposta è sempre quella: funghi. Ma lasciamo perdere le pizze e torniamo (ma perché? Dove eravamo andati? Io non mi sono mossa da questa scrivani e da questa tastiera…mah…) ai miei genitori. Che, Dio solo sa quanto sono preziosi. Mi dispiace angosciarli con i miei problemi, ma sono i miei genitori, se non ne parlo con loro con chi ne dovrei parlare? Allora, alla fine abbiamo trovato un accordo. Siccome io ovviamente quando ho questi momenti (Dio, quanto mi odio!) poi sparo a zero su tutto e tutti, avrei voluto ordinare su e- bay un mitra. Ma non l’ho trovato. Alla fine papà mi ha fatta ragionare e allora non abbandono la mia terapista. Ma intensifichero’ le sedute (e lei che pensava di potermi mollare da qui a poco, illusa!) e in piu’ dopo tutti gli esperimenti di laboratorio che mi stanno facendo mi porteranno da uno specialista che sembra aver fatto miracoli con una loro carissima amica. Staremo a vedere. Dal canto mio invece oggi mi rendo conto che in primis sto spendendo veramente troppi soldi e secondariamente non mi sto dedicando abbastanza a me stessa. Quindi quel che posso fare io per me sarà iniziare a tirare giu’ una scaletta di impegni e cure quotidiane che non includa attività fisica forsennata e cose simili. E soprattutto, sarà meglio togliere le carte di credito dal portafoglio. Ma i tredici centimetri di tacco che oggi mi fanno sentire così non hanno prezzo.
Così, detto alla mo’ di Luciana Littizzetto. Una donna (mezza?) un mito (due!) Io l’adoVO. Ha un’intelligenza sottile e acuta che io adoVO. Se mi dicessero a chi vorrei assomigliare risponderei quasi certamente lei. Mumble…mumble…si, al momento non me ne vengono in mente altre. Almeno lei mi sta simpatica. L’unica bellissima che salvo che mi sta pure simpatica è la cosa…lì…la…come cavolo si chiama “io valgo?” La bionda…Non è paragonabile alla Littizzetto pero’ se dovessi scegliere ecco…Maremma non mi viene il nome…comunque si è capito no? Che ha fatto pure una comparsatina in “Love Actually”, incontra/scontra quasi alla fine del film Liam Neeson. Che ha il bambino piu’ simpatico e tenero del pianeta terra. Io adoro quel film! Ultimamente l’ho rivisto un’infinità di volte. E ho pianto. Per il figlio di Liam Neeson. Anche perché sono dei bastardi, le musiche porca vacca ti condizionano un casino! Si, ok, lo fanno apposta (se no sarebbero degli imbecilli) pero’ caspiterina…Poi la scena piu’ bella è quando Hugh Grant si mette a ballare al n.10 di Downing Street. Lì proprio muoio dal ridere. Già lui mi fa impazzire. Per di piu’ in quella scena è veramente ridicolo. Ma come ci sono finita a parlare di Hugh Grant partendo dalla Littizzetto? Ah si, ma non volevo nemmeno parlare del film. No. Dunque, ricomincio che sto facendo i nodi con il cervello. Meglio cambiare, dicevo. Si, dunque, la mia decisione di smettere di fumare è quanto di piu’ saggio potessi fare nella vita. Non per il gesto in sé ma per tutta una serie di cambiamenti che sta portando nella mia vita senza per questo sconvolgerla.
Si perché questa mia decisione mi ha portata a guardare la vita con occhi diversi. Si, sono non fumatrice da poco, pochissimo: 9 giorni, 17 ore e 31 minuti in questo momento mentre scrivo, e già mi sento un’altra. Diventero’ scuramente una di quegli ex fumatori rompicoglioni alla morte con chi fuma ancora. Ma questo era da mettere in preventivo. Allora, non dico di non avere assolutamente voglia di fumare, sarei ipocrita. Pero’ non posso nemmeno dire di avere voglia di una sigaretta. Perché anche il fumo passivo inizia a darmi fastidio. In realtà non è che ho voglia di una sigaretta. Magari sto aspettando qualcosa o qualcuno e mi manca la ritualità della sigaretta, ma non il fumo in sé. Quando mi vengono questi pensieri e quindi la voglia di accendermene una penso immediatamente a quanto bene sto da qualche giorno. Niente fiatone facendo le scale, pelle piu’ bella, piu’ sapore nei cibi. E qui, la chiave. Piu’ sapore nei cibi. Io che mi anestetizzavo le papille gustative con le sigarette ora sento il sapore. Non solo, Usavo la sigaretta al posto del cibo. Come sostitutivo di un pasto. Abbinata al caffè. Ora no. Oddio, questo non è merito dello smettere di fumare, il sale in zucca l’ho messo da un po’ di tempo (...ridi,didi TU ma un pochetto l'ho messo!!) , ma da quando ho smesso ho una nuova consapevolezza. Si, perché non posso proprio dire di aver messo tutto il sale in zucca (...visto?). Ecco. Ogni tanto qualche scivolone c’è stato. Mi sono sbucciata le ginocchia. Ecco. Mettiamola così. Da un eccesso all’altro. E così mi ritrovavo a mangiare in modo compulsivo davanti al frigo. Come ad annullare chissà che cosa. Boh, questo non lo so. Comunque, nodi a parte (ho il cervello che sembra una versione complicata dello shangai stamattina) se prima facevo tutta una serie di cazzate (alleluia, l’ho detto!) ora l’obbiettivo principale è stare bene. E la chiave del successo è stato il cambiamento che ho fatto smettendo di fumare. E così da qualche mattina quando mi sveglio e devo fare colazione il pensiero anziché volare a sfogliatine calde ripiene di nutella, fragranti treccine ripiene di marmellata di ribes o conchiglie di sfoglia ripiene di crema pasticcera per poi passare la mattinata in preda ai sensi di colpa, o peggio, china sul cesso, è caduto inesorabilmente sun due fette di pane tostato con marmellata di fragole fatta in casa e una bella tazza ci caffè bollente. E tutto qusto senza vederlo come una restrizione. Senza vederlo come una punizione ma vedendolo esattamente come quando non fumo una sigaretta, una cosa che faccio per me, per stare bene e sentirmi sempre meglio. Perché a ben pensarci alla fine nei momenti di digiuno o di abbuffata non è che io stessi proprio bene. E non ne faccio un discorso estetico di ingrassare troppo/dimagrire troppo ma proprio di come mi sento fisicamente. Pesantezza, bruciori di stomaco, occhio pallato, nervi a fior di pelle, gonfiore. Insomma, ma chi cavolo me lo faceva fare? Mica me lo ha ordinato il medico di stare così di merda. Bisogna essere imbecilli per trascinarsi in queste situazioni per anni. (Ok, questo pezzo me lo stampo e me lo appendo sul frigorifero e in bagno, non sia mai che questo momento di lucidità sia come la cometa di Machloz) Va beh, l’importante è che adesso io l’abbia capita (Ma l’avro’ capita sul serio?) Sta di fatto che davanti agli occhi in questo momento riesco a visualizzare soltanto me medesima, zaino in spalla, pinocchietto di plastica d’ordinanza, sotto il sole cocente su per quella salita che l’anno scorso mi aveva fatto scendere all’ultimo posto in cordata. No, quest’anno, non dico che saro’ prima ma…beh, perché non pensare positivo?