Questione di parole

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il venerdì, 31 agosto 2007,10:01

Io non sono di certo una cima, ho a malapena finito il liceo scientifico – che mi faceva schifo – solo ed esclusivamente per avere un pezzo di carta. Non ho fatto l’università perché non ho trovato niente che mi ispirasse. E ho preferito lavorare perché avevo bisogno di soldi. Questo, in breve, la mia carriera scolastica. Certo, oggi, 10 anni dopo l’esame di maturità mi piacerebbe iscrivermi all’università. Frequentare qualcosa che mi interessi veramente, farlo PER ME e basta. Non per avere una cosa da incorniciare in casa, ma per soddisfazione personale, ecco. Si, lo farei. Ma a parte questo che non c’entra nulla, anche se non ho studiato e non sono un premio Nobel (ma nemmeno Brut…) ho rispetto per la lingua italiana. Intendiamoci, pure io ogni tanto faccio certi strafalcioni che non sono da poco. Per esempio ho scoperto da poco che “quel è” si scrive senza l’apostrofo. Lo so, a quasi 30 anni non è bello, ma è una cosa alla quale non avevo mai fatto caso. Eppure leggo. Leggo *decinaia e decinaia* di libri. Piu’ o meno tutti i generi. Vado a periodi. Da ragazzina, introno ai 16 anni mi scoppiavo dei mattoni assurdi perché volevo fare l’intellettualloide (intellettuale non è proprio adatto a me). Poi ho avuto il periodo thriller e mi sono appassionata al genere, poi ogni tanto ho ancora il periodo “spegniamo il cervello” in cui qualche “i love shopping” et similia arrivano sul mio comodino. Mi piace approfondire gli argomenti a me cari e sono una persona curiosa, che credo sia il mio miglior pregio e il mio peggior difetto. Con la curiosità non si è mai morti dentro. E’ pur vero che non sempre è una cosa positiva. A volte la mia curiosità mi ha spinta a scelte di vita non proprio ortodosse, ma no è il caso di parlarne. Non piu’. Comunque, tornando al discorso iniziale (un altro mio difetto è quello di saltare di palo in frasca) dicevo, non sono una cima ma non rasento a malapena l’italiano. Con Mr. T il nostro gioco era riprendersi per i congiuntivi sbagliati, che nella lingua parlata sembrano essere caduti in disuso. Io stessa faccio quest’errore. Se solo pensassi un microsecondo in piu’ eviterei tante forme sbagliate. Pero’ per lo meno non dico cose come “se avrei” e “se potrei”. Quindi mi reputo una persona mediamente ignorante. Ma solo mediamente. Il problema nasce quando la persona che in questo momento ti ha rapito se non proprio il cuore, almeno un’altra parte di te, che vedi bello come il sole, interessante, solare, ironico, poliedrico e metteteci tutti gli aggettivi positivi che vi vengono in mente ti manda un messaggio sul cellulare e tu sei lì con la bustina che lampeggia sul display che quando vedi il mittente le cavallette nello stomaco saltano tutte assieme e ti si azzera la salivazione e hai le mani sudaticce che quasi il telefono ti sguscia via dalle mani e apri febbricitante la bustina per scoprire che lui è invitato a cena da amici  e che faranno la paella e che ha un amico che è un ottimo SCEF. Scritto così. SCEF! Siccome sei pinola e non vuoi pensare che sia possibile scrivere una cosa del genere inizia a dirti: eh ma sai, il T9 è programmato in italiano, forse non se ne è accorto. Beh, ma in fondo no ha studiato il francese, uno si puo’ anche sbagliare. Probabilmente sta scrivendo il messaggio mentre guida e davanti a lui c’è stato un tamponamento con una mucca posteggiata in mezzo alla strada e non ha avuto modo di rileggere il messaggio prima di spedirlo. Oppure mentre lo stava scrivendo è entrata un’ape nell’abitacolo della macchina e nel tentare di cacciarla via ha schiacciato i tasti sbagliati. O...insomma, te la racconti. E quel che è peggio è che ci credi. E continui a vederlo come l’uomo con il sorriso strappamutande che ti fa ridere e al quale davvero non riesci a dire di no, perché è quello che finalmente ti ha strappato dal cure Mr. T e che per una volta nella vita vorresti essere coinvolta in una storia, non in stile bungee jumping come hai sempre fatto nella vita che “tanto poi si torna indietro”. E passano le serate a chiacchierare, e le telefonate, e gli sms e tenti di infilar e ogni tanto qualche film leggermente diverso da Eccezziunale veramente (che per altro reputo anche io un cult) e tenti di fargli apprezzare un film che è per te il principe di tutti i film comici e quando è finito ti dice “ma è vecchio che è girato in bianco e nero?”e tu pensi immediatamente alla faccia che potrebbe fare Mel Brooks davanti a un’affermazione del genere e stringi i denti quando tu una sera d’estate ti definisci un “Dr. Jekill e Mr Hyde” quando lui ti risponde – probabilmente anche convinto di colpirti per la citazione - “gobba? Quale gobba?” scambiandolo per Frankeinstein Jr. Ma non vuoi vedere che il tuo Principe si sta trasformando in rospo. Non puoi accettare questo e quindi ti illudi che “puo’ capitare a tutti”. Fai finta di niente quando ti scrive senza l'apostrofo nei messaggi perché pensi che voglia solo fare in fretta. Ma poi c’è la classica goccia che fa traboccare il vaso e quando leggi “L ai fatta la spesa o passo io a prendere le birre”(anacoluto a parte, che tutto sommato a me non dispiace, come avevo già detto, anche se è sbagliato) tu per un attimo pensi “ho letto male” e allora torni indietro e rileggi. Ma quell’h proprio non c’è. Guardi se ha mandato un secondo sms scrivendo “scusa, ho dimenticato l’h” o qualcosa di simile, ma non c’è nient’altro nei messaggi in ricezione. Rispondi un po’ titubante e un po’ con la delusione sperando che sia solo sfuggita da qualche parte. Si prospetta una serata carina, birra e dvd sul divano. Comunque sarà piacevole. Ma lo strappamutande cade nuovamente e ti scrive di nuovo un sms dicendo che i suoi amici ANNO deciso di andare alla sagra del tortello ripieno, e se tu hai voglia di andarci. Anzi probabilmente se non fosse stato scritto direttamente a me a questo punto dovrei scrivere se tu AI voglia di andarci. E proprio non ce la fai. Ti viene un groppo in gola e anche un po’ voglia di vomitare. E sinceramente mi vedo già proiettata nel futuro con tanti piccoli strappamutandini che metteranno le H un po’ dove capita e mi viene in mente un racconto che avevo letto alle elementari con la maestra Nadia dove un accento una volta era caduto su un faro trasformandolo in un faro’ e rido, rido da sola pensando che ha ragione la mia amica quando mi dice che io ho bisogno dell’uomo TT, che non è riferito all’Audi ma al Taci e Trombami. Il che non è nemmeno corretto, perché quando parla almeno non si sa se ci mette l’h oppure no.  Forse era piu’ facile una volta dove non esistevano i telefonini e i messaggini. Uno era costretto a telefonarti a casa (con il batticuore che rispondesse la mamma, o peggio, il papà) e era costretto a parlarti e almeno evitava certe figuracce. Come è capitato alla mia amica con un tizio che un girono ROMANTICISSIMO le ha scritto “mi fai venire il battuQuore”. Inutile dire che la mia amica ha cancellato il numero.

istruzioni per l'uso

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il mercoledì, 29 agosto 2007,15:24

Metti caso che ti ritrovi in macchina con il tuo migliore amico che sembra un po’ un Principe, se vogliamo, ma dopo aver girato Trainspotting, ecco. Un Sick Boy vestito sportivo. Mettiamola così. Metti anche che il viaggio che era stato preventivato in ore 2 sulla tabella di marcia, causa imbecille che si incastra con il camion sotto la galleria diventi di ore 4. Metti anche caso che cassa numero 1 di birra stia piano piano diventando cassa numero mezza e si sta avvicinando sempre piu’ a cassa numero zero. Mettici tutto questo (e già non mi sembra male) e aggiungi che uno appena uscito dall’ uovo di pasqua ha sollevato un polverone perché:

 

1-     TU ti sei permessa di andare via tutta la sera con il tuo migliore amico. E sei un’idiota se pensi che il suo “no, figurati vai pure non sono affatto geloso” significhi realmente “no, figurati vai pure non sono affatto geloso”. In realtà dicendoti così vorrebbe dirti “possibile che non ci arrivi da sola insipida sgualdrina che appena ti vedo salire sulla sua macchina penso che voi due trombiate come ricci sull’autostrada alla *famolo strano* e io vorrei che invece stessi a casa a ricamare al tombolo mentre mi aspetti che rientro da una serata *biliardo e birra* con gli amici che stasera ho voglia di dormire da te”

 

2-     Accettato il fatto che tu comunque andrai via con il tuo amico perché avete bisogno di una serata insieme, il tizio in questione inizia a rafficare di domande del tipo “chi c’è, ma quanti siete, ma dove andate (un fiorino, aggiungerebbe Benigni)” sperando in un tuo “ma perché non vieni anche tu” che in realtà SAI che dovresti dire ma che in realtà NON VUOI dire perché l’amicizia tra te e Picchio è una cosa ESCLUSIVA, è come un paio di mutande, mica le presti in giro.

 

3-     Fattogli digerire il fatto uno e il fatto due tutto sembrerebbe a posto. SEMBREREBBE e io che a volte rasento a malapena l’ITAGLIANO so che mai tempo e modo verbale fu piu’ azzeccato. Si perché dopo la vostra seratina passata parlando di lei e di lui e dell’altro e dei progetti e di impegni da qui al duemilacentoventitrè siete belli belli in macchina di rientro che il tizio ha URGENTE BISOGNO di dirti un po’ di cose su quel lavoro che (forse) dovreste fare assieme (e ignora che nel preciso istante in cui butterai giu’ la comunicazione SE LO SCORDA che tu gli dia una mano per quel suo progetto del cazzo). Ti chiama e tu rispondi con le “esse” un po’ troppo “esce” perché la birra effettivamente era bella pesa soprattutto considerando che 8 lattine sono state aperte PRIMA di riuscire a infilare qualcosa nello stomaco che fosse qualcosa di lontanamente solido. Se poi ci mettiamo l’aggravante che quel pirla del tuo amico non sta zitto un minuto e ti scappa da ridere è abbastanza normale che il tizio se la prenda male.

 

E il viaggio in macchina delle successive ore due non puo’ che essere infarcito di pirla, testa di cazzo, coglione a altri soprannomi tanto carini che non è proprio il caso di scrivere. Il problema non è il fatto che si sia incazzato in sé, non è nemmeno il fatto che avrebbe voluto esserci anche lui magari alla cena (Picchio fa parte della mia vita da sempre, questo qui è arrivato domani e pretende di farne parte? Aria, bello!) Il problema è che lui è stato quello del “non ti prometto niente” e poi si comporta peggio del mio ex fidanzato. Dorme stile koala costringendomi a fuggire dalla morsa dei suoi abbracci fino alla mattina che sono letteralmente rotolata giu’ dal letto pigliando una capocciata mondiale sul comodino. Viene a casa mia a farsi raccontare delle vacanze che ho concluso , a vedere le foto, e se ne va 5 ore dopo soltanto dopo aver parlato (leggasi: non ci vediamo da 15 giorni e non mi dai nemmeno due timbulate date bene? Mah….), ti chiama ogni giorno che ha fatto il Signore solo per parlare, ti manda gli sms per aggiornarti sui suoi spostamenti del week end prossimo e ti manda il resoconto di quello appena passato. E non ha ancora capito di avere a che fare con una donna un po’ fuori dagli stereotipi comuni. Che non ha intenzione di avere a che fare con un uomo che le tenga sotto controllo la vita. Ma io mi domando se veramente ho fatto un corso specializzato per trovarli tutti io. Ora faccio veramente “Stex: manuale di istruzioni” così almeno uno arriva, mi vuole conoscere, gli consegno il bugiardino, se lo legge, se lo studia a memoria e se non gli vado bene in posologia e indicazioni, gira i tacchi e se ne va’.

 

PRIMA DELL’USO LEGGERE CON ATTENZIONE TUTTE LE INFORMAZIONI CONTENUTE NEL FOGLIO ILLUSTRATIVO

Questa è una persona autosufficiente che potete usare in caso di mancanza di affetto, voglia spasmodica di una relazione che non debba necessariamente sfociare in un matrimonio, serate divertenti, discorsi seri e inopportuni. Puo’ essere usato quindi senza ricetta ma va usato correttamente per assicurare l’efficacia e soprattutto la durata della stima che essa nutrirà nei vostri confronti.

Per maggiori informazioni rivolgersi alla diretta interessata.

Consultate il medico prima dell’assunzione in caso voi foste: psicotici, masochisti, calcio-dipendenti, palystation-dipendenti, allergici a qualsiasi manifestazione di affetto, sostenitori dell’anello di fidanzamento, allergici a qualsiasi proposta temporale al di fuori di “stasera”, sfigati in linea generale, mammoni, allergici agli amici di lei, gelosi.

 

Composizione:

persona unica e inscindibile anche se ha il peso di due. Altezza 171 cm, larghezza, anche. Massa grassa 24%, massa magra 76%. Materia grigia 100% Simpatia 100% Depressione n.p. Principio attivo: essere felice.

 

Come si presenta:

Capelli neri, tinti, in realtà sarebbe un castano dorato che fa tanto scialbo, occhi verdi, 2 per la precisione. Un piccolo neo al lato sinistro del labbro che vorrebbe piu’ marcato alla Julia Roberts ma l’unica volta in cui ha tentato di accentuarlo con una matita sembrava avesse un porro grosso come l’Australia. Pelle tendente al verdognolo quasi sempre. Peso specifico del plutonio, stazza da baobab e movenze da Bulldozer.

 

Che cosa è:

viene catalogata nell’ordine delle donne solo per il fatto di avere due pere. Ma questo non deve trarre in inganno. Non si aspetta che le apriate la portiera della porta del passeggero, anche perché vuole quasi sempre guidare lei e si siederebbe dalla parte sbagliata, quella senza volante. Non si aspetta che le mandiate i fiori e in ogni caso quando lo fate non mandate - in casi di festa della donna - le mimose che le fanno venire mal di testa e MAI MAI MAI le banalissime rose rosse. E’ una donna da rose tea (che ha imparato a chiamarle così solo grazie alla parole crociate della settimana enigmistica) , da margherite e da gigli bianchi (si, lo so, sembra stano anche alla fabbrica di produzione ma è così)

 

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio:

papà e mamma

 

Produttore e controllore finale:

un tizio che è scappato a Monaco di Baviera con la sua collega, i due bambini della suddetta e i tre cani e che ha avuto il coraggio di usare la mia carta di credito per pagare il viaggio. Tutto questo solo perché quando mi ha fatto *La Proposta* mettendomi l’anello al dito ho detto “si” e 5 giorni dopo ho detto “scusa, ho scherzato. Ci devo pensare”.

 

Perché si usa:

perché non si puo’ fare a meno di una Donna Esagerata con tutte le maiuscole del caso quale è il prodotto.

 

Quando non deve essere usato:

in caso smodato di svuotamento di coglioni, in stati depressivi dopo essere stati mollati dalla fidanzata storica, quando non c’è niente di meglio in giro da fare, quando si è già felicemente o infelicemente sposati/conviventi/fidanzati, quando sei una donna, quando vuoi fare l’amico ma in realtà sei l’avvoltoio che sta aspettando che lei sia abbastanza ubriaca per non ricordarsi il giorno dopo che cosa è successo.

 

Quando puo’ essere usato solo dopo aver consultato la sua migliore amica e il suo migliore amico:

se sei un suo ex e hai deciso di tornare alla carica devi prima passare dalla Corte Suprema.

 

Cosa fare durante la gravidanza e l’allattamento:

Se sei tu il responsabile prenditi tutte le responsabilità del caso.

Se non sei tu, non domandare “ma chi è il padre?”

 

Quali medicinali o alimenti possono modificare l’effetto del medicinale:

rimane pressoché una persona normale tranne in presenza di: pizza, birra, porto rosso, vino rosso, vino bianco, profiteroles, gelato al pistacchio, rhum scuro (meglio se con zucchero di canna e lime e mentuccia), funghi, grappa, fettuccine paglia e fieno con il pomodoro fatte dalla sua mamma, verdure di tutti i tipi tranne le rape, meringata, genepì.

 

Come usare questo medicinale:

non essere assillanti e nemmeno troppo menefreghisti, non voler per forza partecipare alle serate di sole donne organizzate in casa sua o delle sue amiche, non voler per forza conoscere i genitori, non voler entrare nel cuore del fratello, non azzardarsi mai a esprimere un giudizio negativo nei confronti delle sue amiche, non far mai notare che “stai mettendo su qualche chilo”, non lamentarsi se russa, non pretendere che sia vestita perfetta da capo a piedi specialmente durante il week end in cui è libera di girovagare per casa con una fascia rosa nei capelli, scalza e una felpa di Sing Sing vecchia di 12 anni che le sta oramai tre volte, non azzardarsi mai a toccare le sue scarpe e spostarle dall’ordine cromatico in cui sono state posizionate, non toccare i suoi  libri divisi per genere, autore, anno di edizione, non mescolare i dvd dei suoi film preferiti accostati per regista, non parlare e tantomeno domandare qualcosa pretendendo una risposta prima che abbia assunto il terzo caffè, non lamentarsi se non risponde alle telefonate e/o ai messaggi, è sempre colpa del telefonino, non pretendere che cammini mano nella mano con voi o che vi baci in pubblico, pena la morte, non lamentarsi degli orari di lavoro a cui si sottopone, non lamentarsi del disordine lasciato per casa, lei nel suo ordine ci capisce e se sistemate lei non troverà piu’ cio’ che sta cercando, non farle pesare il fatto che nel week end è quasi sempre in giro con il suo migliore amico, NON ESSERE ASSOLUTAMENTE GELOSI DEL SUO MIGLIORE AMICO, non pretendere di arrivare primi in classifica quando prima di voi ci sono nell’ordine: la sua famiglia di origine (il che comprende papà, mamma, fratello, cognata, nipote, cane, gatto, cavallo, criceto, zii acquisiti e non e così fino ai cugini di 14° grado), le sue amiche, il suo migliore amico, il lavoro. Che vi vada bene potete conquistare un 5° posto per il rotto della cuffia.

 

Quando e per quanto tempo:

a piccole dosi, preferibilmente la sera. Evitare accuratamente la mattina, per le prime 2 ore dal risveglio.

 

Istruzioni per l’apertura del contenitore:

un po’ di fantasia, bimbo. Come minimo hai 30 anni, non hai mai visto le api e i fiori?

 

Cosa fare se avete preso una dose eccessiva:

come minimo hai già tatuate sulla faccia 5 dita. Che ti vada bene.

 

Effetti indesiderati:

puo’ causare assuefazione, ma non è detto che la stessa cosa valga anche per lei nei tuoi confronti.

 

Scadenza e conservazione:

da qualche anno dimostra e dichiara sempre 25 anni. Il che significa ETERNA.

 

Revisione del foglio illustrativo fa parte del Ministero della Salute

Agosto 2007

 

Mo’ vediamo se il prossimo funziona.

 


 

 


un kebab ti salva la vita

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il martedì, 28 agosto 2007,11:12

Che io e la cucina non andiamo d’accordo è cosa risaputa. Vivo sola da 5 anni e la mia cucina è stata utilizzata si e no 5 volte. All’inizio ci sballavo pure: invitavo amici a casa e cucinavo. Poi, al terzo ricovero per avvelenamento ho smesso. La cosa piu’ complicata che so fare è mettere le verdure surgelate nel microonde schiacciando il tasto “scongela”. (Ogni volta mi viene in mente la battuta di Marx “lei è un’ottima cuoca” “ah no, guardi non so fare nesun piatto complicato” disse versando i maccheroni nella teiera). Ma proprio se ho voglia di sbattermi. Anche fare la spesa mi fa schifo. I supermercati? LI ODIO. A parte il mio periodo di cazzate alimentari, che se guardo indietro mi sembra impossibile essere stata così cretina, negli altri periodi rifuggo il supermercato come la peste. E comunque anche all’epoca visitavo solo due reparti: il reparto delle verdure rigorosamente imbustate che non sia mai che io abbia bisogno di istruzioni, e il reparto joghurt nel quale sono riuscita a prendermi il raffreddore stazionandoci 1 ora e mezza alla ricerca dello joghurt perfettamente bilanciato, senza frutta in pezzi, che non fosse acido, che avesse una confezione comoda da poter trasportare, che non avesse grassi e che mi facesse la permanente la mattina. Dagli Activia alla Yomo in ordine alfabetico so decantare tutti i contenuti di calorie, carboidrati, proteine e grammi di grasso degli joghurt in commercio. Ora che la mia alimentazione deve essere controllata perché se no il Dottor C mi spacca in due come una mela mi ritrovo la sera in casa a guardare i fornelli e sperare nelle bacchetta di Harry Potter per poter tirare fuori una cena che sia degna di questo nome. Le uova sono quasi sempre la mia risorsa preferita. Peccato che abbia anche con loro qualche difficoltà. Come avevo già detto non sono io che decido se mangiare l’uovo strapazzato o all’occhio di bue, è lui che decide per me. 9 volte su 10 lo devo fare strapazzato perché il secondo mi si spatascia tutto, se va bene nella padella, se va male sul ripiano della cucina. Le uova sode spesso sono state ribattezzate uova esplosive perché mi dimentico i tempi di cottura. E il guscio si rompe e così faccio le uova con l’ernia. Non parliamo poi dell’uovo in camicia, che io fino a pochi anni fa pensavo che fosse una presa per il culo invece esiste sul serio. Un giorno un’amica mi ha spiegato come fare e alla fase “prendi un cucchiaio e giri l’acqua in modo da creare un vortice e lo spacchi dentro” mi ero vista già la casa invasa da uovo e acqua che colava dal fornello. Non ci ho nemmeno mai provato, potrei avere bisogno dei pompieri (il che guardando certi pompieri non guasterebbe nemmeno)

Ieri sera rientro a casa sfatta, sto accusando la stanchezza accumulata nel week end e apro il frigo. Il deserto dei tartari. Da una settimana intera continuo a ripetermi che dovrei fare la spesa. Ma ancora non ho trovato il coraggio. Lo joghurt che la scorsa settimana occupava il mio frigo si è impiccato per la solitudine e il mio frigo somiglia sempre piu’ alla canzone di Califano “c’è un’oliva con il ghiaccio intorno”. Scovo in fondo al ripiano una busta si parmigiano grattugiato che spero non essere diventato verde. E’ l’unica risorsa del mio frigo oltre a 3 Guinnes, una bottiglia di Moet, una di limoncello e tre Beck’s. Ah no, c’è pure mezzo limone. In realtà è piu’ la Rita Levi Montalcini dei limoni. Ma non per l’intelligenza. No, decisamente no. Chiudo sconsolata il mio Sahara-Frigo e apro gli scaffali della dispensa. Non che ci sia molto di piu’ ma riesco ad adocchiare una scatola di tonno che stavolta non sembra scaduto. Gli annali annoverano un episodio oramai divenuto celebre: la volta in cui ho trovato una scatola di tonno che scadeva nel 98 e io avevo comprato casa nel 2002. Vedo un pacco di spaghetti integrali, e del risotto di quelli in busta già pronti piu’ o meno solo da scaldare o qualcosa di simile. Opto per il risotto. Per lo meno ci dovrebbero essere le istruzioni sopra.

Cerco una pentola adeguata. Nel primo cassettone che dovrebbe essere destinato alle pentole in casa mia trovo ancora qualcosa di imballato. Ignoro cosa sia e apro il secondo e trovo una cosa che potrebbe fare il caso mio. So che non è proprio da Cucchiaio d’argento, ma sono sola e che mi importa se è una roba che serve a bollire il latte? Prendo quello e ci metto dentro un bicchiere di riso e due bicchieri di acqua e metto sul fuoco. Io che sono scaltra metto il fuoco al minimo perché so già che me ne dimentichero’. E infatti mentre sono lì che mi faccio gli affari miei caricando nuove canzoni sull’i-pod  sento sfrigolare qualcosa dalla cucina. Torno di corsa verso la pentola e il riso è tutto bell’attaccato al fondo. Le istruzioni dicevano di mescolare di tanto in tanto. Evidentemente io ho mescolato di mai in mai. Così il mio bellissimo risotto alla milanese ha assunto un colore a metà tra il giallo risotto e il nero pece. Sono convinta che spossa salvare ancora, provo a tirare su con il cucchiaio ma la sbobba si appiccica tutta e viene via compresa la pentola. A monte, tutto da rifare. Solo che adesso ho solo gli spaghetti. E tra le altre cose in casa non ho nemmeno l’olio. Ho la malsana idea che mi balugina per un attimo di condirli con una scatoletta di tonno ma anche per me diventa veramente troppo. Ritorno mesta verso il piccì e scollego l’i-pod.. Finisco quelle due mail che devo scrivere per forza perché sono già in ritardo e scendo dal kebabbaro sotto casa che questa settimana ha riaperto. Ora si spiega per quale motivo nonostante la dispensa vuota e il frigorifero perennemente con l’eco mia madre non abbia una bambina che pesa trenta chili con il cappotto bagnato e le borse della spesa.

categoria:stex e la cucina, stex e il cibo, stex e il dottorc
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un bullone è per sempre

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il venerdì, 24 agosto 2007,10:21

Tutta colpa di quella troia di cenerentola.  Eh si. E’ tutta colpa sua! Se Bisio anni fa scriveva quella Vacca di Nonna Papera, io ho tutto il diritto di dare della troia a Cenerentola e tutta la stirpe delle FdC ovvero, Fiche di Cristallo. Biancaneve sotto i nani, quell’altra Maiala della Bella addormentata che per quanto ne so io è l’unica ad essersi punta con un fuso. Io i fusi li trovo per strada. Solitamente tra i 30 e i 40 anni. Il problema non siamo noi fanciulle che crediamo di poter trovare per strada il Principe Azzurro sul cavallo bianco, il problema sono i Principi che si convincono che da qualche parte del mondo ci siano le loro Cenerentole. Con le scarpette di cristallo. Che se io mi azzardassi mai a mettere una scarpetta di cristallo, la voglio vedere dopo cedere sotto il mio peso. Ma poi, quando piove come si fa? Mi direbbe la nonna – donna d’altri tempi – quando piove si sta a casa. Si, come no. Solitamente quando piove a me succede quasi sempre di dover cambiare la ruota di scorta della macchina, altro che stare a casa. Io il Principe non so esattamente dove stia di casa. Intendo: in quale pianeta.  In realtà sono come i Gremlins, cambiano, si trasformano, andando avanti con l’età poi la maggior parte di loro ha sempre piu’ spesso il ciuffo bianco. Credono di svegliarti con un bacio come Biancaneve. Ma come ha detto Covatta, io la voglio vedere una che si è tenuta in bocca per 100 anni un pezzo di mela che fiatella che si ritrova. Io poi la mattina sono intrattabile. Non parlo fino al 4 caffè, figuriamoci baciare qualcuno. Al solo pensiero devo prendere il Geffer. Proprio non ce la posso fare. Già il fatto di dividere il talamo con qualcuno mi fa rabbrividire. Poi non si sa perché noi donne siamo sempre convinte che gli uomini ci debbano vedere come esseri perfettissimi. Persino Sex and the city ha dedicato una puntata intera a Carrie che ha fatto la cacca nel bagno di Big. Ma insomma, cosa credono? Che noi non caghiamo e che la nostra si autodistruggerà entro tre secondi? Ma a chi la vanno a raccontare? Una mia amica è rimasta sconvolta perché un giorno parlando con Picchio *ho avuto l’ardire*  di dirgli “che non riuscivo a fare la cacca da quattro giorni” e mi ha vista come un essere ultraterreno nemmeno avessi rivelato al mondo la formula della Coca Cola o avessi annunciato che si, ero stata io ad uccidere Kennedy. A me non sembrava di aver detto chissà che cosa e invece io l’avevo messa in imbarazzo perché avevo parlato DAVANTI A UN UOMO di non riuscire a fare la cacca. Ma io mica gli ho detto se aveva un moment rosa. E’ un discorso tabu’ per alcune evidentemente. Ma insomma, non è che Dio ci ha fatti poi tanto diversi, a noi ci ha tolto due etti e ci ha messo un paio di pere. Insomma, le differenza mi sembra che finiscano piu’ o meno lì. Potrei capire se gli avessi chiesto che so io, se pensava che fosse il caso o no di fare l’epidurale per il parto, ma non mi sembrava di aver rivelato chissà quale segreto. E invece sembrava che mi fossi permessa di parlare di una cosa che deve rimanere segreta. Le donne fanno la cacca ma non ditelo a nessuno. E’ come la masturbazione. Gli uomini ne parano tranquillamente mi sembra senza tanti problemi, le donne no. Guai a parlarne. Ma se Dio non avesse voluto la masturbazione ci avrebbe fatte con le braccia piu’ corte e avrebbe fatto nascere gli uomini con un manuale per le istruzioni su come va trattata una donna. Che certe volte ne trovi di quelli che sono come il polpo con le patate: tante mani ma freddi e che non sanno dove infilarle.  E alcuni sono fastidiosi come il prezzemolo che alcuni ristoranti ci piazzano dentro.

Pero’ ci sono ancora in giro uomini che pensano di aver a che fare con un branco di Belle Addormentate (e nel mio caso direi nemmeno bella, ma questo è un altro discorso). Niente parolacce che non sta bene, invece loro posso bestemmiare liberamente che – anzi… fico! E i capelli sempre in ordine e puliti ma che non si veda che sei stata dal parrucchiere, mi raccomando! Io mi pettino con i petardi, quando mi pettino. Anzi no, non mi pettino, odio i pettini, io ho solo la spazzola in casa e non la uso nemmeno sempre. In testa mi è stato messo uno scolapasta da bambina, ho i capelli come spaghetti, scendono giu’ come il filo a piombo. Come li metti stanno, e non mi stanno fermi nemmeno con gli elastici. Sono un caso disperato di capelli ribelli. Poco male, Fabi ci ha pure fatto una canzone sopra. Pero' lui è un uomo e va bene così, evidentemente. Adoro i trucchi ma non ne sono schiava, mi piace essere curata questo si, ma stamattina che non avevo voglia sono liscia liscia senza niente in faccia, nemmeno la crema. Che la do solo ed esclusivamente quando me ne ricordo o se ho un’eritema. Se mi metto l’eye liner faccio dei casini stratosferici che mi fanno uscire di casa che sembro un Furby.

Tengo all’igiene personale come qualsiasi persona dotata di buon senso ma non sono maniaca dei prodotti. Se mi devo fare il bidet posso prendere tranquillamente la prima cosa che capita. Invece al supermercato ci sono *decinaia e decinaia* di scaffali con il detergente all’acido lattico, e quello contro le allergie, e quello aromatizzato allo joghurt (giuro! L’ho visto ieri: joghurt e ylang ylang che ignoro totalmente cosa sia) che io quando ho letto joghurt ho subito pensato a una maialata degna di nota e ho  pensato “ma vai che non si usa piu’ la panna!” E invece mi sbagliavo. Poi c’è quello alla camomilla. Nemmeno avessi la patata nervosa. Alla camomilla. E perché invece non al rhum per le donne frigide allora che magari si disinibiscono un attimo? No, perché sono problemi seri anche questi. E magari ne facciamo pure uno alla pasta d’acciughe che lui preferisce il salato. Al gusto Ritz da accompagnare l’aperitivo. Ma per favore! O al Big Babol per gli under 15. Non dico di non lavarsi ma a tutto c’è un limite. E’ come tirare fuori un Labello al Gusto Minchia. Secondo me potrebbe avere un’impennata nelle vendite. Mi rifiuto di pensare che abbiamo bisogno di tutto questo. Non dico nemmeno di non lavarsi ma cazzarola, a tutto c’è un limite. Si che l’ascella del vicino è sempre piu’verde, in tram, pero’ basta un minimo della comune igiene personale.

E così ci sfiniamo dietro a tutte queste minchiate che si posso trovare in commercio. E la cosa peggiore secondo me è che gli uomini pensano davvero che “siamo così” quando ci svegliamo la mattina. Non è vero! Non è vero! Diffondiamo il messaggio che anche noi ci svegliamo con le caccole negli occhi e con la fiatella che mi devi stare a sei metri di distanza. Picchio lo sa, con Picchio divido viaggi e tenda da millanta anni, non ho problemi con lui. Russo pure. Si, le donne russano. Ecco svelato il mistero del Big Bang. E non sono l’unica, ho diviso una camerata con 20 ragazze in età adolescenziale e mi ricordo che ce n’erano per così che russavano. O si sono fatte tutte operare oppure alcune di loro russano ancora, di questo ne sono certa.

Non sono la Paris Hilton della situazione sempre alla moda. Ci sono giorni in cui vengo in ufficio – come oggi – con un vestitino piuttosto carino ma con i camperos perché voglio vivere comoda e non voglio studiare da fachiro e ci sono giorni in cui proprio non ne ho voglia, mi cospargo di vinavil e mi rotolo nell’armadio. Io non mi commuovo davanti ai bambini. Ok, adoro mia nipote ma perché è sangue del mio sangue, è normale, ma non sono una da “pucci pucci” e “micci micci” e “ghiri ghiri” che proprio no, non mi ci vedo. No, grazie. Non vado in estasi per un anello. Io sono una da pinze e trapano e martello. A me uno mi conquista il cuore se mi regala una punta nuova per il trapano, un cacciavite. Se poi mi prende pure una pappagallo allora sarà sicuramente il padre dei miei figli. Mi pettino con i petardi e posso fare tranquillamente la doccia fredda senza dire una parola, girare per strada con gli shorts di jeans, una maglietta con su scritto “mangia un castoro, salverai un albero” e un paio di anfibi viola a fiori gialli al 24 di agosto non mi fa pensare di essere “poco donna”. Cazzarola. Non è un abito che fa di me una donna. Vedo in giro comodini vestiti D & G che non hanno nemmeno la metà della “donnità” che ho io. Perché con la donnità ci nasci. Ok, magari la prima volta che mi ha vista il tizio che ero dietro a smontare il carburatore del motorino non è stato proprio il massimo stringergli la mano con le mani sporche (posso usare la scusante che avevamo 16 anni all’epoca?). Pero’ non ci vedo nemmeno niente di male.

Non ho mai avuto una gonna gialla, una camicia bianca con le maniche a palloncino e quel demenziale fiocchetto rosso nei capelli. Non mi sono rimasti i piedi taglia 32 come a Candy Candy che è diventata sei metri e trentatré di altezza e aveva sempre gli stessi stivali. E con i codini. Ma brutta demente hai 45 anni, 6 nipoti e giri ancora con i codini? Togliteli. Tagliati i capelli. Fai qualcosa!

Non sto qui a pettinare la bambole, e in tutta sincerità non l’ho mai fatto nemmeno da piccola. Ricordo ancora mia madre abbastanza terrorizzata quando mi ha ritrovata con la bambola con la pancia squartata e la sottoscritta, all’epoca seienne o settenne o giu’ di lì con le forbici in mano che sorridendo le rispondeva “volevo vedere cosa abbiamo dentro”. Io impazzivo per i lego. Le uniche bambole che mi piacevano erano le Barbie. Che pero’ poi gli facevo fare le cose porno con il Ken. Il Ken perché il Big Jim non aveva il pacco. Sono sempre stata un po’ anomala. Mio padre sognava una specie di Carla Fracci vestita di rosa con le treccine. Ha avuto una figlia che è un incrocio tra Terminator e Saddam Hussein. Ma che ci posso fare se a me piace smontare i motori delle macchine e delle moto e non sto lì ad anelare alla vita da principessa? Ma poi, sai che palle e il diadema, e la gonna che fruscia, e balli , che io poi ho la mobilità di un comodino per altro. Io adoro i bulloni. Altro che diamanti. Un bullone è per sempre. Meglio inox, grazie.

Carta moschicida per casi umani

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il giovedì, 23 agosto 2007,11:45

Io. Me medesima. Si perché io davvero non ne posso piu’. Se c’è un caso umano nel giro di decinaia e decinaia di chilometri si attacca addosso come una patella allo scoglio, di quelle che nemmeno un coltello da sub riesce a tirare via.

La saga dei casi umani è iniziata per fortuna abbastanza tardi. Fino ai miei 19 anni per mia fortuna ho avuto il mio primo fidanzamento durato ben 4 anni che se anche non è stato proprio come quello delle favole non ci mancava poi tanto. Come poi è normale che sia, quando hai 19 anni dici “eccheccazzo, prima di sposarmi questo voglio vedere cosa c’è in giro per il mondo” Ora, 10 anni dopo mi dico che forse avrei potuto benissimo sposarmi il piccolo Maurizio senza farmi troppe domande. Ma per lo meno mi sono divertita e ho conosciuto un sacco di gente con la quale avrei potuto scrivere uno di quei tanti libri di self-help che vanno di moda. "Piccoli casi umani" e il suo secondo volume "Piccoli casi umani crescono". Avrei riscosso un grande successo. Tra le mie amiche sicuro. Avrei potuto vendere credo almeno una decina di copie.

 

In cima al podio sempre lui, caso umano numero uno per eccellenza. Il rafficatore di sms. Trentenne schizoide amico di amici di amici che ha avuto da qualcuno di questi (e ancora non ho scoperto il colpevole) il mio numero di telefono. Anni tre per la precisione di sms a orari notturni quasi sempre tra le 3 e le 5 spesso concentrati nel week end, probabilmente quando il tasso alcolico inizia ad essere ben oltre non solo il palloncino, ma la mongolfiera. Con cadenza precisissima arrivano sms adulatori di una melensaggine da far salire la glicemia a chiunque. L’ottimo si raggiunge quando questi sms arrivano la notte tra la domenica e il lunedì almeno inizio la giornata ridendo inoltrando il messaggio di turno alla mia migliore amica che credo li stia raccogliendo in vista di farne un blog che sarebbe di sicuro successo. Nota bene: facendo due rapidi conti a spanne, 52 week end per 3 anni fanno circa 156 sms, che saranno sicuramente pochi ma facciamo finta che. Risposte da parte mia: NESSUNA: Mai che gli venga un dubbio?!?!? Mah….

 

Caso umano numero due: conosciuto in discoteca in una delle rarissime volte in cui ho accettato di recarmici. Belloccio, laureato, sportivo, romantico. Di una provincia vicina che si adegua perfettamente alla mia esigenza di non avere una piattola tra le palle tutti i giorni e nemmeno di vederlo con un volo intercontinentale a Natale e Ferragosto. Sulla carta funziona tutto. 15 giorni di vacanza con le amiche e anche lì l’sms di corteggiamento che qualsiasi donna avrebbe sempre voluto. Sembra perfettissimo. Inizio a pensare che o ce l’ha piccolo o non gli tiri. Al rientro dalle ferie posso constatare piacevolmente che non si tratta di nessuna delle due. Due mesi passati tra le nuvolette rosa e le lenzuola viola fino a una serata romantica in cui parla tu che parlo io mi dice che non gli ho chiesto una cosa. Inizio a scansionare mentalmente che cosa potevo aver mancato di così tremendo. Le analisi del sangue? Sarà malato di aids? Il compleanno? La religione? Mettiamo caso che è musulmano mi cambia la vita. Mumble mumble. Ma cosa cazzo non gli ho chiesto? Il conto in banca? La dichiarazione dei redditi? E’ un evasore fiscale, ecco. No, la fedina penale dovevo chiedergli. Ecco lo sapevo. Allora è un serial killer e adesso qui su questa panchina mi sgozza e mi ritrovano domani in un burrone con le mosche che mi volano intorno e…”non mi hai chiesto se sono single”

Dunque: fatemi capire. Questo qui MI viene a conoscere mentre IO sono al tavolo con le MIE amiche. MI chiede il numero di telefono. GLI do il numero di telefono. Inizia a mandare sms che non son scritti proprio da Suor Germana. Rispondo con toni che non sono AFFATTO di Suor Germana (e che vuole intendere intenda e gli altri vadano in camper o come cazzo gli pare). Ci vediamo al mio rientro dalle ferie e non certo per lezioni di ricamo al tombolo. Ecco. E adesso, dopo mesi due passati tra cene e scopate e scopate e chiacchiere e risate e scopate e cinema e..no, al cinema no, pero’ dopo va beh,. Non andiamo oltre insomma: ADESSO mi dici che IO dovevo chiederti se sei single? Boh…

 

Il caso umano numero tre lo abbiamo avuto tutte. Credo. E’ il tipo del “non riprometto niente” e a te sta bene così, quindi ti fai anche i cazzi tuoi (che poi volendo pignoleggiare è anche letteralmente sbagliato per una donna ma fa lo stesso) e poi te lo ritrovi sotto casa stile body-guard ma che di Kevin Costner non è che abbia poi molto, con fanali della macchina puntati addosso e domande del tipo ”chi era quello di ieri con la Citroen C3 targata XY pustufatrunt KZ color azzurro carta da zucchero ingiallita nel cassetto della nonna dal '32” e cose come “perché ieri mattina sei uscita di casa alle 7.52 anziché alle 8.00 e nella borsa non avevi messo i kleenex?” E tu sei lì che ti domandi: ma quando sono atterrati gli ufo? I cerchi nel grano a volte sembrano “unisci i puntini” della settimana enigmistica a confronto di certi personaggi.

 

L’ultimo caso umano (in senso temporale ma tra il primo e l’ultimo ce ne sono una valanga) è un grossista di dolciumi. Che se ci pensiamo bene, per una che da quando aveva 16 anni ha sofferto e sta tentando di uscire dai disturbi alimentari risuona un po’ come una bestemmia in chiesa. Il tizio in questione è – come spesso succede- amico di amici di amici con il quale una sera mi sono ritrovata a cena. Distanza tra di noi: circa 8 persone. Parole scambiate nell’occasione 3:”piacere, Stefania” quando sono arrivata. “Ciao” quando sono andata via.  Interessi comuni: non pervenuti. Prestanza fisica: alto che sta in piedi sotto un tavolino, capigliatura alla Kojak che avrei voluto regalargli un chupa chups per l’occasione, abbigliamento alla “c’ho troppo i sacchi, io” che ci mancava che avesse la pelle tatuata LV. Bicipite destro grosso come una coscia solo per poter sopportare l’orologio/pendolo d’oro (Rolex? Cartier?) che pesava come una Ferrari. Argomenti trattati: macchine, viaggi, SPA, investimenti in borsa e…altro? Mi sfugge. Sport? Libri? Musica? Film? Niente di tutto questo? Ovviamente, per la legge di Murphy se si deve appiccicare a qualcuno, quella sono io. Io che, come dice mia madre, se non fosse per la pillola sarei sempre incinta perché non so dire di no (oddio, non è che proprio la do via come un frisbee, pero’ che non so dire di no alla gente è abbastanza vero. In senso lato, of course). Vengo salvata in extremis dall’amica che deve vomitare per la troppa sangria (quando non tutto il male viene per nuocere). E torniamo a casa. Settimane dopo ci si ribecca, per sbaglio, a una festa. Saluto educatamente e mi fiondo sull’ *abbuffè* visto che è il mio giorno libero dalla mia rieducazione mentale ed alimentare (che detto così suona un po’ come una cosa da riformatorio, ma non è poi tanto distante) VOGLIO TUTTO QUELLO CHE MI PUO’ FAR VENIRE IL COLESTEROLO -in questo momento preciso in cui scrivo per esempio ho una voglia incommensurabile di kebab, ma non c'è un kebabbaro nel giro di 8 miglia-. Il tizio in questione mi marca  stretto nemmeno fosse …(i puntini servono a far mettere il vostro calciatore preferito, io di calcio non c’azzecco una fava). Io mi annego nella birra. L’idea è lampante: RUTTO così questo non puo’ voler stare con una donna che rutta come un cinghiale, parla come uno scaricatore di porto e mangia come un’idrovora. Non mi viene. Non riesco nemmeno a ruttare. Che donna di merda. Alla fine ci scappa l’invito a cena. Riesco a rinviare fino alla prossima settimana. Ora mi devo inventare qualcosa. Suggerimenti? Rapita dagli ufo? Mi è venuto il gomito del tennista e non riesco a tenere in mano la forchetta? Accetto e a metà cena mi faccio chiamare da un’amica facendo credere che la mia casa sta bruciando? Si accettano proposte.

categoria:stex e gli uomini, stex e i casi umani
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slogata la mandibola

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il giovedì, 23 agosto 2007,09:27

Non per mangiare nè per parlare - come sosterrebbe invece il mi amico Picchio. Niente di tutto questo. Solo per il ridere. Ieri, a casa, uova pronte nel piatto (voglia di cucinare saltami addosso - annotare mentalmente di sposare un cuoco e/o un militare e/o un cuoco militare e/o un multimiliardario che abbia qualcuno in casa che cucini) tiro pacco alla riunione. Voglio andare a nanna presto. Gli occhi degli occhi di bue mi scrutano. Pensando al fatto che siano occhi di bue mi fanno un po' schifo ad essere sincera. Anche se è già tanto che siano rimasti interi. Io non scelgo se mangiare l'uovo strapazzato o l'uovo al tegamino. Devo affidarmi alla sorte. Sono LORO che decidono come essere cotte. Solitamente il secondo o il terzo si rompono. Ieri mi è andata di culo: due su due intere. MEglio non comprare il gratta e vinci che mi andrebbe sicuramente buca. Dicevamo: ieri sera ho deciso il mio filmino serale. Dopo aver passato in rassegna tutti i DVD la mia scelta è caduta inesorabilmente su uno dei miei preferiti. Che poi è anche uno dei preferiti di Donnie. Anche se per storie diverse. Lui adora la storia di Mark e Juliet e io adoro la storia di Sam e Johanna . Ma la mia scena preferita rimane questa. E non ci sono anti nè madonne che tengano. Rido. Rido, rido come una matta. Mi scendono giu i lacrimoni e non ci posso fare niente.

Ora, che io sia fava con il pc è cosa risaputa. Quindi, beccatevi il link e amen, non sono come quei geni che riescono a mettere il video direttamente nel post. Io ho la funzione on e off sul pc. On che sta per ONniziato e off che sta per OFFinito. Stop.

p.s. chi ancora non avesse visto il film è pregato di correre ai ripari. Merita.

categoria:stex e i film, stex e gli uomini del desiderio
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stare bene

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il mercoledì, 22 agosto 2007,09:40

Stanotte ho dormito dall’altra parte del letto. Quella che fino a poco tempo fa sostenevo essere la parte di Mr. T. Verso il calorifero. Io dormo dall’altra parte. Sempre. Cioè, di solito. Stamane mi sono svegliata “di là”. Che è l’unica definizione alternativa che ho trovato. Possibile che dopo quasi due anni continui ad indentificarla come “dove dormiva Mr. T”? No! Anche a Picchio le prime volte che si fermava a dormire da me dicevo “Tu dormi dalla parte di Mr. T” E si incazzava a morte. Con ragione. Ieri sera mi ha chiamata. Picchio. Non Mr. T. Alle 18.30 circa. Io avevo già cenato. Avevo fame. E se una ha fame, ha fame, eccheccazzo. A mezzogiorno avevo fatto un finto-pasto e a casa mi sarei mangiata un cinghiale in corsa, con pelo e zoccoli annessi. Picchio mi propone una pizza. Gli spiego la cosa. Guarda l’ora “ma non sono nemmeno le sette!” “Dillo al mio stomaco, pirla! Mica ho mangiato un orologio” Ok, passa a prendersi la pizza lui e se la porta da me. Si, la birra c’è rompicoglioni che non sei altro. Tranquillo. Si, è in frigo. Non è calda. Ecco. Io che mi ero già vista il film della mia serata: divano, pancia piena, tazzona di tea tiepido sulla mensola accanto al divano, la mia felpa di Sing Sing grigio topo, taglia orca assassina addosso e i calzini antiscivolo arancioni, il mio libercolo che mi fa ridere. Niente di tutto questo. Un’ora dopo Picchio sta salendo le scale verso casa mia. E io sono lì che lo aspetto sulla porta con le braccia conserte e rido già. Ha la barba incolta. Barba, che eufemismo! Ha 4 peli in croce nonostante l’età. E’ come i sedicenni, non gli cresce mica piu’ di tanto. Ha le chiazze. Mentre mangia la pizza, tutt’e due sul tappeto del salotto a gambe incrociate, lui con una Ceres tra le mani (che io odio per fortuna) e io con una Coca Cola Zero (che non so perché ma mi fa venire in mente sempre Muccino nella pubblicità della Vodafone) chiacchieriamo di cazzate. Mi offre ripetutamente la birra per farmi cadere in tentazione. Non cedo. Faccio il caffè. Non ho lo zucchero in casa. Io non lo uso. No, non ho nemmeno il latte. Senti ma se sei venuto a scroccare la cena dillo. Domani ti do le chiavi e vai al supermercato e ti compri quello che vuoi e rimpingui frigorifero e dispensa. No, non l’ho fatta nemmeno stasera la spesa. Non ne avevo voglia. Ho della roba in freezer. Ma come fai ad avere fame dopo una pizza 4 formaggi bianca + salame piccante? E pesi trenta chili con la merenda in tasca! Come sarebbe sto dimagrendo troppo? Non è vero. Si ho perso qualcosa. Qualcosa come 10 chili. In un mese e mezzo. No, non sto facendo la fame. Sto mangiando. Te lo giuro. No, niente dita in gola. Da quanto? Mumble mumble. Non lo so. Non li conto. Sicuramente piu’ di due mesi. Sicuro. Te lo giuro. Non ti direi mai una bugia. Ok, non piu’. Non ti direi piu’ una bugia. Il passato è passato. Perché se io saprebbe….se io sapressi…se io soppressi?!?!?!? Ridiamo. Cazzo! Il caffè! Allora per te niente? Ma come? Ma guarda che il caffè va preso così, nudo e crudo. O meglio nudo e cotto. Perché è caldo. L’acqua bolle, quindi è cotto, in qualche modo. No, non ho né zucchero né latte (arimo’!). Il latte mi fa acido in pancia, e lo zucchero non lo uso. Ah, ma ho dello zucchero di canna da qualche parte. No, quello non si fuma. Te lo giuro STO MAN-GIAN-DO! Come te lo devo dire? Vuoi qualcosa di scritto? Non ti fidi? Perché io mi fido, tu ti fidi e egli sifilide? Ok la pianto. Ci guardiamo un film? Italiano dai. No, non ho voglia del Signore degli anelli, che domani ci trovano qui spalmati sul tappeto in stato semicomatoso tipo Trainspotting nella scena della Madre Superiora. Bevo. Coca Cola Zero. Muccino. Silvio Muccino. Ma non prima maniera che non si capisce un cazzo e serve l’interprete. Piu’ in là. Quello con Verdone. No, non l’ultimo, quello prima. Il penultimo? Eh beh, se non è l’ultimo ma quello prima sarà il penultimo. Ok, vada per Manuale d’amore. Dovrei vedere anche il 2. Sono curiosa. Ok, metti su il dvd che io prendo il caffè. No, quella è la MIA tazza, lo sai che non la puoi nemmeno toccare. Come sarebbe non c’è “inizio film”? Pirla, hai messo il dvd “contenuti speciali". Quello non è il film. Sei un pasticcio ambulante. Ridiamo. Ci spalmiamo sul tappeto. Cosa l’ho comprato a fare il divano? Per poggiare la schiena, giusto. Che palle sta pioggia. Chiudi la finestra che non si sente il film. Si ma così fa caldo. Magari togliere quei 5 maglioni che hai addosso è il caso. Non credi? Cazzi tuoi. Muori di caldo allora. Ridiamo. Qualsiasi cazzata. Ridiamo. Io sto bene così. No, la felpa non me la tolgo. Si, con l’anacoluto! A me piacciono gli anacoluti. Mi hanno sempre ricordato il gufo della Spada nella Roccia, che si chiamava Anacleto ma è lo stesso. Anacleto. Bel nome. Quasi quasi compro un cane e lo chiamo Anacleto. No, meglio un gatto. Nero. No, quello nero se è maschio lo chiamo Cagliostro. Se è femmina Morgana. Ho già decido. A pelo lungo. Sul letto. Va beh, se non ci vuole stare ce lo piazzo io. Ce lo inchiodo. Come sarebbe non sono capace? Va beh ma il quadro venuto giu’ è un dettaglio. E poi mica faccio il quadraio di mestiere. Come nessuno fa il quadraio? Beh, all’inizio ci sarà stato qualcuno che per primo ha deciso di mettere su una parete un quadro, no? Beh, quello diventa automaticamente un quadraio. Da grande voglio fare il quadraio. Piu’ che altro ho fatto la quadrata. O la tonda. No, non è vero che sono dimagrita troppo. Ancora pochi chili e poi mi fermo. Me lo dice anche il Dottor C che sto facendo un buon lavoro. Domenica mangio pure i ravioli. Sbav. Sbav. Ravioli. Detto alla Homer Simpson. No, quello è O. J. Simpson, è un altro, ti sbagli. E’ un po’ diversa la cosa. Ma come? Ci sono già la Buy e Rubini? E il pezzo prima? Ce lo siamo perso? No, cazzarola. No dai, stai zitto che tra poco c’è la Littizzetto. Quella mi fa moritre. Quando le spacca il tergicristallo. Ma te la ricordi quella volta che abbiamo lavato i vetri con la birra? Che puzza terrificante in macchina! Si, ma era un porcaio quella macchina. Ma dai! Ma se mentre guidavi io tagliavo il salame! Che dementi che siamo. Si, è vero, ci siamo divertiti. E’ vero. Ma ora è di nuovo come prima. Si, lo so che vi siete mollati. No, non me lo hai detto tu, l’ho saputo da tua sorella. Ma no, dai non ne parliamo che non ne ho voglia. A meno che non ne abbia voglia tu. Ma si che ti abbraccio sciocco. Ma no che io e te si sarà sempre qui insieme.A quanto? 35 anni? Come Julia Roberts ne “il matrimonio del mio migliore amico”? E chi ci mettiamo a fare la parte di Ruper Everett? Quel fico paura! Si lo so che è gay ma fammi sognare almeno un minuto. Dammi solo un minuto un soffio di fiato, un attimo ancoraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa. Stare insieme è finito abbiamo capito…ops…forse ho sbagliato canzone. Ahia! I pizzicotti a tua sorella! Stronzo! Va beh, ma non sei sportivo. A me mica mi facevo le coccole quando mi sono mollata con Mr. T. NON ERA UNO STRONZO! Beh, forse un po’. Ok, un po’ tanto stronzo. Ho capito. Ascolta. Facciamo così: discorsi vietati: Mr. T  e Vanessa. Non parliamone. Ok? Ok. Dai, che andiamo a nanna, sono stanca. Mi hai rotto il mio programma serale. No, non tre ballerini brasiliani. Era andare a nanna presto. Come sarebbe a dire che non ne sono capace? Il martedì è serata-nanna. Mangio presto e volo a letto prima delle nove. Va beh, che c’entra è solo perché ho problemi ad addormentarmi che poi chiudo la luce a mezzanotte passata. Come sei pignolo. Si, tu dormi dal calorifero. No, lo sai che quella è la mia parte del letto. Non Rompere. E’ sempre stata mia. Ok, te la cedo ma solo perché almeno hai la luce vicina. E non svegliarmi all’alba domattina. A che ora devi alzarti? Ehhhhhhhhhhhhhhhhhh?!?!?! Ma le sei non è un orario UMANO! Ok, basta che nn mi svegli. Bacio della buona notte. E non russare. Non sono io quella che russa. Ok, non mi sono mai sentita, ma dormo sempre da sola io che ne so? Ok, ti credo. No, non è il caso di registrare, grazie. Ok, bacio. Buonanotte. E svegliarsi la mattinaaaaaaaaaaaaaaa con la voglia di parlare…….solo con te…..e non è niente di specialeeeeeeeeeeeeeeeeeeee….ma questo mi fa stare beneeeeeeeeeeee.

Frullata

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il lunedì, 20 agosto 2007,11:01

Rientrare dalle ferie è sempre qualcosa di strano. Da un lato si vuole anche un po’ di normalità, dall’altro ci scoccia riprendere i ritmi, la sveglia che suona, il vicino di casa che rompe all’alba, i vestiti “da ufficio” che non ci si puo’ mica presentare in costume e pareo (ah no?) e la scarpa “decente” che l’infradito sarà pure comodo ma è inguardabile, e la spesa da fare e guarda che il frigorifero è vuoto e guarda che anche se ti vedi meglio forse qualche chilo lo hai pure preso, ma non è vero che sei piu’ tonica e si che lo sono, guarda qui che muscoli nelle gambe, ma ti sembrerà a te, ma no, guarda che sono tosta come un pezzo di marmo e guarda che domani devi riprendere per forza gli allenamenti sul tapiro e si che li riprendo ma solo due volte a settimana e no stasera non posso che devo finire di scrivere quel pezzo che lo devo consegnare a fine settimana, ma guarda che tutti sono utili ma nessuno è indispensabile, ma no ti sbagli io sono indispensabile e se non ci penso o gli altri mica ci pensano ECCHEPPALLE! FERMATI UN ATTIMO RIPRENDITI LA VITA IN MANO PER UN NANOSECONDO!

Andiamo CON OR-DI-NE HO DET-TO.

Urge visita al supermercato che stamattina quando ho aperto il frigorifero c’era uno yoghurt che si è impiccato, ha sofferto la solitudine. E la mattina inizia con una mug di caffè sorseggiata mentre tenti di infilare un sandalo bianco con il tacco prima di renderti conto che ti fa male la caviglia destra a tua insaputa, evidentemente due settimane di piedi scalzi e scarpe comode si fanno sentire. Via il sandalo e ben vengano gli stivali estivi con il tacco basso ma pur sempre eleganti che tanto fuori ha piovuto pure e allora il sandalo diventa persino ridicolo. Il vestito bianco e nero effetto optical non si trova. Non si sa dove sia finito, forse tenuto in ostaggio dalla tintoria che aprirà a fine mese. Poco male, si cambia programma. Ma qualcosa di comodo. Pantalone di lino largo largo e una maglia nera giusto perché il bikini non è indicato. Borsa a spalla e via, nella frescura del mattino dettata da questo temporale notturno del quale proprio non ti sei resa conto. E i buongiorno signora del bambino di tre anni che abita a piano due di questo condominio ti irrita. Dio quanto di irrita. Sorridi per convenienza ma chi ti conosce lo sa che non è un sorriso ma una paresi. Inforchi gli occhiali scuri dalla forma di televisore anni 70 e esci dal portone calcando i ciottoli della via diretta alla macchina. Che dio solo sa se riuscirai di nuovo a guidare nel traffico cittadino. E la sosta per il caffè? No, perché il solito bar è chiuso per ferie. Che bella pero’ la città quasi deserta ancora. Poche macchine, poche bici , pochi pedoni, ma tanti vigili come al solito e tu che nascondi il cellulare facendo finta di cambiare marcia per non farti togliere punti due dalla patente che non è proprio il caso. E urli all’interlocutore dall’altra parte. Solo il tuo amico Picchio puo’ chiamare a quell’ora indegna del mattino per mettersi d’accordo per il week end. Dell’8 dicembre pero’. E tu gli dici che a) sono le otto del mattino e non sei nemmeno sufficientemente viva per rispondere qualcosa di diverso da sgrunt b) l’8 dicembre non sai nemmeno se sarai ancora viva figurarsi dirgli si per un week end fuori porta che non sai nemmeno cosa mangerai stasera a cena. Fino a che implacabile il tuo ok, va bene, accetto, consideralo un si ti scappa. E ridete. E lo senti il suo sorriso dall’altra parte. Con gli occhi nocciola che gli brillano perché ha la certezza che tu ci sei. E sei piu’ viva e forte che mai. Nonostante questa vacanza separata che fa strano tra voi due. Ma che bello rivedersi dopo tutti questi giorni. Con le foto e i racconti e i “vorrei che ci fossi stato anche tu” detti quasi contemporaneamente davanti a una birra lui e a un’acqua tonica tu, che sai, il dottore mi ha vietato anche la birra con le pastiglie che sto prendendo e lo dici senza vergogna perché lui sa e capisce e non giudica e sorride anche se un po’ gli spiace che tu non sia piu’ la compagna di sbronze. Ma sei compagna in tutto il resto. E ogni tanto si insinua di nuovo il tarlo che vi suggerisce la gente. Del perché e del percome non state insieme voi due. E ogni tanto anche voi due ve lo domandate. Ma sapete che va bene così. Perchè tutto sarebbe un’altra cosa. Sarebbe un ricominciare da capo e nessuno dei due ha voglia di rovinare questo perfetto equilibrio sottile che c’è tra voi due. E di nuovo giu’ di risate fino a far male al pancia. E si torna a casa nella notte fresca del pre-temporale notturno che si scatenerà. Mano nella mano come due bambini. Il cich e ciach delle scarpe di gomma che risuona sull’asfalto e i silenzi così pieni che nessuno dei due si imbarazza. E salendo le scale di casa ti domandi che coaa vi siete detti e la risposta è ASSOLUTAMENTE NIENTE. Perché alla fine le serate con lui sono così. Si parla si parla e non si dice niente. Ma quella leggerezza nel cuore che senti è qualcosa di piu’ dell’amicizia pura e semplice. E’ qualcosa che va al di là di qualsiasi legame sia mai stato descritto. E non c’è niente di piu’ bello che sdraiarsi sul letto con la finestra aperta che fa entrare il rumore della pioggerellina inconsapevole che si scatenerà in un tornado notturno e sapere che al mondo lui c’è. Ed è lì. Per te. Sempre. E ricominciare la vita normale non è poi così grigio come puo’ sembrare se in questa normale vita c’è lui e la certezza che lui ti è mancato. E adesso, è di nuovo qui. Per te e con te.

Bene e male, ottimo e pessimo, vero e falso

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il mercoledì, 01 agosto 2007,15:16

O forse…non so…

In realtà non so nemmeno io

Per sommi capi

Perché i pensieri sono così tanti che non saprei da quale iniziare.

Il dottor C è andato in ferie, e io non so se mi sento orfana o l’amante abbandonata.

E’ contento (bene)

Ho perso 3 chili (ottimo)

Dichiarati

In realtà ne ho persi 7 (pessimo)

In 15 giorni (pessissimo)

E non gliel’ho detto (esiste qualcosa di piu’ pessimo del pessissimo?)

Io mi vedo bene (piu’ o meno)

E sto anche bene (piu’ o meno)

Mangio (vero)

Non sempre (vero anche questo)

Ma mangio

In realtà due cene le ho saltate perché ero stanca (falso)

Volevo andare a letto presto per saltare la cena (vero)

Ma ora non lo faccio piu’ (vero)

Tra due gironi parto per le ferie (bene o male?)

Devo ancora soltanto pensare a che cosa portarmi via

Me stessa, sicuramente e lo spazzolino

Il resto, fa volume.

Sono diventata maniaca della pulizia e dell’ordine

Della persona e della casa

Non esco di casa struccata (bene e male)

Non esco di casa senza il tacco (boh…)

Sto pensando a raparmi a zero i capelli

Il caldo soffoca

Non mi mangio piu’ le unghie (bene)

Sono schiava dello smalto (male)

La mamma mi aspetta a cena (bene)

Sono 5 giorni che non mi vede (male)

Mi vedrà decisamente troppo dimagrita (pessimo)

Non l’ho fatto apposta (vero e falso)

Mi riprendero’ in montagna (vero)

Mi mancano 8 chili al peso forma (bene)

Ne vorrei 15 in meno (male)

Mi accontentero’ di 10 (il medio giusto tra bene e male)

In montagna mangero’ sano (bene)

E tutti i giorni (bene)

Magari tre volte al giorno (bene)

Parto con Roberto (bene)

Dividiamo la tenda (bene)

Roberto russa (male)

La gente inizia già a sparlare (male)

Come ha sempre fatto (male)

Come era successo con il mio migliore amico Picchio (pessimo)

Verrà su anche lui (bene)

Dorme da solo (male)

Parte dopo pochi giorni (pessimo)

Ieri ci siamo visti (bene)

Gli ho parlato del tizio (bene)

L’ho rivisto la settimana scorsa (bene)

Non mi chiama da tre giorni (pessimo)

Picchio è sincero (bene)

Picchio mi vuole bene (bene)

Picchio mi dice che io sono troppo. (male)

Troppo intelligente

Troppo prosperosa

Troppo simpatica

Troppo dolce

Troppo lunatica

Troppa testa e troppe tette

(pessimo, pessimo, pessimo, pessimo)

Se lo sapevo nascevo Paris Hilton ma non mi risulta che sia stata convocata a Stoccolma….Lo dice come se fossero difetti. Mumble mumble…gli uomini sono strani. L’anno scorso mi ha dichiarato di essere innamorato di me e adesso di punto in bianco tutta sta roba dice che è TROPPO. Che spavento gli uomini (la mattina è probabile) che io li metto con le spalle al muro perché non trovano un argomento sul quale sentirsi superiori (ok, se uno magari mi parlasse ogni tanto di un fuoricampo baseball magari non avrei nulla da ribattere, ma evidentemente sono tutti piatti e prevedibili che parlano di calcio, corde, tennis o rafting o arrampicata o insomma, tutti argomenti che mastico quotidianamente assieme alle carote pre-pasto) Ergo, appena mi inquadrano scappano a gambe levate. Al matrimonio della mia migliore amica – dice lui – ero la piu’ elegante e a tono. Ho classe nel vestire (e dio solo sa che cosa intenda lui, ma non ero uscita dalla Maison Chanel, almeno credo) Ho carattere. Mi sono emozionata proprio quando non centrava nulla e quando nessuno se lo aspettava. Il trucco ha retto fino a sera (lui forse non conosce gli spray che rendono il trucco tatuato? Boh, no, forse no). Insomma, tutto quello che a me sembrava un pregio è un difetto. E’ riuscito persino a  dire “non puzzi mai”, sembri uscita da una rivista. Mo’ sta a vedere che devo stare tre o quattro giorni senza lavarmi perchè questo qui mi richiami…mah…gli uomini…gente strana…il mio amico piu’ di tutti. Ma per fortuna che c’è Riccardo che da solo gioca a biliardo..no, questo non c’entra nulla. Ma per fortuna (e stavolta sul serio) c’è la mia famiglia che mi dice “parti, vai, estraniati dal mondo e divertiti, non pensare al cibo né alla cura, goditi le ferie e non ti preoccupare, quando torni siamo qui” Ah, se non ci fossero loro! E l’ufficio incombe, e non riusciro’ a finire prima dipartire e mi toccherà di posticipare di un paio di gironi e evo ancora pensare allo zaino, a cosa portarmi, le medicine da comprare, il gatto da sistemare, la macchina fotografica da riparare e dio solo sa se riuscro’ a fare tutto. E intanto i pensieri si affollano e quando mi metto qui davanti al foglio bianco mi blocco e faccio dei casini e salto di palo in frasca senza sapere dove andare a parare. Ma sono viva. Incasinata ma viva. Serena? Forse un po’, quel peso, inutile nasconderlo, mi fa stare bene, e saliro’ lassu’ sulle mie montagne, con meno fiatone e piu’ gioia di vivere negli occhi e tornero’ giu’ sicuramente brillante, sicuramente meno mocio vileda che questi giorni ultimi. Non rileggo,. Inutile, cancellerei tutto. Chiudo per ferie e chissà se riapriro’ dopo ferragosto….