Periodo un po’ così
Inutile, ogni tanto qualche scivolone c’è ed è inutile che io mi sforzi di uscire da un bozzolo che mi tiene caldo, ritornano i fantasmi del passato, ritornano le ossessioni, le compulsioni, i ritmi frenetici, il controllo assoluto di tutti e tutto, le modalità non proprio da manuale nel condurre una vita e allora ci rintana un po’ in se’ stessi, per perdersi e ritrovarsi, per guardarsi in faccia e dirsi “ehi, guarda quanta strada hai fatto, non vorrai mollare la presa proprio ora, no?” No, la risposta è no, non si molla mai. E allora ti riprendi la vita nelle mani e la mattina sembra un po’ meno nera, e magari ricominci a sorridere
Stex-struzzo mode-off
E allora, abbiamo detto che ci si rialza? Certo, un po’ come quando si vede una donna incinta sul tram che ci si alza e la si fa accomodare. Insomma, poco importa se la carta di credito ha fatto piu’ strisci del mio ginecologo o se la casa trabocca di vestiti nuovi e creme e cremine e profumi che tanto non usero’ mai, l’importante è che la mattina ci si svegli con il sorriso, anche se è presto, prestissimo. Si, perché la promessa è stata mantenuta, e il Novello Baldini ha avuto VERAMENTE il coraggio di farsi vivo alle ore 5.30 del mattino. Ma potevo io, innamorata di lui da millanta anni farmi trovare impreparata? No, e allora ci si sveglia non alle 5 per essere pronti, no no. Alle 4. Eh si, nemmeno io sapevo che esistesse quest’ora del mattino. L’avevo vista spessissimo a tarda notte, un po’ sfocata dal rhum, ma giuro che ignoravo esistesse nella mattinata. E la radio sveglia che a quell’ora non trasmette niente di interessante mi sveglia dal torpore delle mie golosissime 4 ore di sonno, 4 Siore e Siori!
Si perché la mattinata inizia con la colazione dei campioni: un’intera Bialetti colma di caffè versata nella mia tazza preferita,
Perchè voglio essere perfetta, così si inizia con le cremine perché la pelle va idratata, il correttore perchè ci sono quei brutti segnacci sulla faccia che il cuscino mi ha lasciato, un po’ di illuminante che qui le sigarette si fanno sentire, un po’ di fondotinta color naturale per uniformare l’incarnato, un velo di cipria per opacizzare, che poi togliero’ con il pennello perché convoglio che si veda. E gli occhi? La mia parte migliore sono gli occhi, tanto vale fare qualcosa per valorizzarli, e allora, quell’ombretto marrone steso bene bene che non si veda giusto per dare profondità allo sguardo, una passata di kajal io la metterei, pero’ effettivamente si vedrebbe che sono truccata. Soluzioni? Idea! Il Kajal beige che si vede e non si vede. E poi un paio di passate di mascara per fare gli occhi da cerbiatta. Insomma, ad occhio e croce una ventina di euro spalmati sulla faccia che non si devono vedere. Questa si che è coerenza. E poi l’acqua profumata che sembra che io sotto le ascelle per natura ho due Arbre Magique alla Vaniglia. E l’ultima passata di colluttorio che non sia mai che
Nota per i non Piemontesi:
E così dopo aver passato la sera prima da Decatlon a scegliere la mise perfetta mi ritrovo con Pantajazz neri (si sa che il nero snellisce) di quelli con il accetti al ginocchio, maglietta nera,felpina nera da annodare dopo i primi tre minuti di corsa in vita che è double face. Non nel senso che si gira e ha un altro colore, semplicemente ha la doppia funzionalità della scusa del “sai, se ho freddo almeno ce l’ho” quando in realtà serve solo a nascondere –inutilmente aggiungerei – il culo grosso. Coda di cavallo d’ordinanza e già che ci siamo, esageriamo e facciamo i professionali, cardiofrequenzimetro al posto con fascia toracica (sia mai che la voglia vedere…. La fascia toracica, of course)
Eccomi pronta, ore 5.22.
Suona il cellulare
Gulp.
Ho un balzo al cuore
Ho la salivazione azzerata
Rispondo.
“Ste, mannaggia, piove, facciamo un altro giorno?”
Ma perché io non apro le finestre la mattina Santa Cleopatra?!?!?!?!?!
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