Natale è sempre Natale
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Eh già, anche una allergica alle feste come me si arrende all’evidenza. C’è poco da fare, non si riesce a fare finta di nulla con Natale. Anche perché se uno ci prova, comunque sia tutto gli ricorda che Natale si avvicina. Io, che vorrei già fosse il 7 gennaio, mi ritrovo ad uscire di casa e il buongiorno mi viene dato dalla facciona di un babbo natale di plasticaccia orrenda appeso alla porta della mia vicina di casa con tanto di ghirlanda a fargli da contorno. Forse pungitopo, ma non mi sono soffermata abbastanza per capirlo. E poi, è sempre mattina, quindi ho la giustificazione Signora Maestra.
Scendo dal Prestinaio a prendere la solita michetta integrale per fare colazione e vengo trattenuta dal pungitopo all’ingresso che mi tira i fili del maglione (e sospetto che qualcuno che non aveva idee per il regalo sia arrivato a l punto di architettare tutto questo per potermi regalare un maglione identico a quello che porto in questo preciso momento, ma io lo frego e lo rimaglio, tiè!). Il Prestinaio, che già non è un bel vedersi di prima mattina, gira con in testa un’orribile cappello da babbo natale con…no…non ci credo…non ci posso credere….le stelline che lampeggiano, manco lavorasse all’ANAS. Faccio finta di niente e mi dirigo al lavoro.
Lungo la strada luci ancora accese (è mattina presto, è buio) ovunque, tra l’altro alcune belline, altre veramente pacchiane. Io poi queste luminarie proprio le detesto è piu’ forte di me. Adesso poi, negli ultimi anni è scoppiata questa mania dei babbi natali appesi ovunque. E piu’ sono originali piu’ la gente ci sballa. Ci sono quelli che si arrampicano dai balconi, quelli attaccati alle corde che scendono dal davanzale, quelli attaccati alla corda per il collo perché secondo me il marito non lo sopportava piu’, quelli in mutande che stanno fuori dalla porta-finestra a prendere del freddo…ora che ripenso, secondo me quello era l’amante della Sora Cesira, ma lasciamo perdere cheè Natale anche per lui.
Mia madre, come ogni anno, ha esordito con “ah, quest’anno non faccio niente da mangiare, che poi tanto avanza sempre un sacco di roba e io e tuo padre dobbiamo mangiare avanzi fino a Pasqua”. Ovviamente ha iniziato con il suo “faccio solo…” elencando le pietanze. Ha iniziato il 28 novembre e ancora deve finire, e non siamo arrivati nemmeno ai secondi .
A parte che OGNI ANNO, da tradizione, mia madre mi propina sotto il naso il brodo di carne che io annuso già quando apro il portone del palazzo (manco dalla porta, no no!) e che a me fa schifo (non si dice “mi fa schifo” si dice “non mi piace”. No, non è vero ma mi fa proprio vomitare! E nessuno mai che lo capisca) e così, riprendo il discorso, ogni anno mi propina ‘sta brodaglia con quell’odore nauseabondo sotto il naso e io ogni anno lo allontano dalla mia vista e dal mio olfatto dicendo “io non lo mangio” e ogni anno (come se mia madre avesse vissuto per 25 anni in casa con un’estranea!) mi chiede “ma come mai non lo mangi? Ma nemmeno poco poco poco? Eddai che ci ho messo tutto il pomeriggio a farlo” Scatenando in me l’ansia da non essere la figlia perfetta che rifiuta il cibo cucinato amorevolmente dalla mamma. E come se non bastasse rincara la dose “E’ Natale, pensa a quanta gente non ha tutto questo” scatenando in me dei sensi di colpa grossi come il Titanic prima della colata a picco. Insomma, ogni anno le scene si ripetono, piu’ o meno come le sequenze di Natale in Casa Cupiello, che dopo la lite per il brodo io e la mamma ogni anno ci guardiamo in videocassetta ridendo come matte, pur sapendo che papà s’incazza perché non capisce un’accidenti di quello che dicono.
Ah, le mamme se non ci fossero…non esisterebbe l’esaurimento nervoso e gli psichiatri non servirebbero a una cippalippa.
Poi ogni tanto ha i colpi di genio e mi telefona a qualsiasi ora per comunicarmi qualsiasi cazzata le venga in mente. Poco importa se io sono in riunione e sto tentando di dare una svolta alla mia carriera. Dovrà pur sapere immantinentemente quale è la circonferenza toracica della figlia che lei è così impegnata a sceglierle la giacca ma è anche così indecisa tra una L e una XL (sono problemi questi, mica il buco dell’ozono!) che non vorrai mica non avere il pacchetto sotto l’albero. Che poi guarda, è un modello così carino che nemmeno te lo immagini (notare: io e mia madre siamo il girono e la notte, il buio e la luce,il sole e la luna, Dr. Jekill e Mr. Magoo, insomma, i gusti di mia madre sono diametralmente opposti ai miei, quindi già TREMO all’idea del “modello così carino” Comunque, alla fine le butto lì una cifra a caso, tipo lunghezza dell’equatore e la sistemo per i prossimi due giorni.
E questo non è che l’inizio. Eh si, perché alla mia età (circa 20 anni, e sottolineo il CIRCA) si ha oramai una rete sociale piuttosto fitta. E allora da qui le tanto temute cene di Natale.. La cena con i colleghi, la cena con le amiche amiche amiche (che non è una ripetizione ma sono quelle storiche), la cena con i compagni del tennis, la cena con gli amici dell’arrampicata, la cena che ti ha invitato l’amico del cugino del cognato di tuo fratello perché c’è il fratello di quello là non so se te e lo ricordi che vorrebbe vederti (no non me lo ricordo ma ho il frigo vuoto e va bene anche questa cena) . Insomma, da Santo Stefano alla Befana è un fiorire di Citrosodina e Geffer. Per forza.
E poi secondo me in questo periodo dovrebbero abolire il ritiro punti patente perché uno è fisiologico che si impaperi di Spumanti e Champagne. Iniziero’ a girare in bici così butto giu’ anche il torrone di troppo.
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