Mi fidanzo ergo sum

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il venerdì, 26 settembre 2008,01:06

No, fermi tutti che qui non si parla di me! Non mi fidanzo, state tranquilli, deve ancora nascere quello che leggeràma soprattutto COMPRENDERA' il famoso o famigerato bugiardino.
Il punto è uno: le donne sono convinte che...riformulo: LA MAGGIOR PARTE delle donne è convinta che sarà COMPLETA solo quando e se troverà l'uomo.
Sono nell'età critica. 30 anni ma vado per i 25. E intorno vedo le mie amiche che si affannano alla corsa dell'orologio biologico. A me sta cosa mi mette l'angoscia. A un certo punto una mattina si svegliano e nella lista della spesa mettono: pane, latte, marito e pupo (con la minuscola, non quello con la maiuscola anche se sta nel cestino anzichè nel carrello). Così. Si svegliano con quest'idea. E poco importa se il tipo è alto, basso, bello, brutto, riccio, calvo, ricco, pov...ricco o tanto ricco. Si convincono persino che da lontano somigli a Robbie Williams, non si rendono conto che da vicino somiglia a Mughini. No, non gliene frega niente. DEVONO sposarsi. DEVONO procreare. DEVONO comprare le tende (questa cosa delle tende io proprio non la capisco ma sembra che tutte abbiano un debole per le tende. io personalmente ho un debole per le scarpe che -come mi ha detto la psicologa - è dettato dal fatto che sia che io ingrassi sia che io dimagrisca mi andranno sempre bene. Effettivamente le tende seguono lo stesso principio). Quante volte ho sentito "ora si che mi sento completa" Ma perchè? Prima posteggiavi sui disabili? No, fatemi capire perchè io se ho vissuto per...ipotesi....15 anni almeno senza uomo (facciamo una media) ora mi devo reputare INCOMPLETA perchè SINGLE.
Le amiche sposate ti guardano come se avessi la peste. Poi in realtà rosicano perchè tu puoi andare al cinema da sola a vedere un film strappalacrime al quale loro marito non le porterà mai ma loro non possono lasciarlo a casa perchè "non è bello" (il gesto o il marito? ).
"Ora mi sento realizzata". Si vede che lavare le mutande sgommate del marito, raccattare i calzini Hyroshima, sacrificare metà del tuo armadio, della scarpiera e dover cucinare ogni sera è un modo per realizzarsi.
Oppure quelle ancora single ma ancora alla disperata ricerca dell'altra metà della mela (io come minimo devo cercare l'altra metà dell'anguria) affermano "quando lo incontrero' lo riconoscero' tra mille e allora saro' felice" con gli occhi a "kiss me licia" e il naso sempre un po' all'insu'.
Mi domando perchè la gente aspetta di essere felice anzichè assaporare cio' che ha fino a "succhiare il midollo della vita". Perchè rimangono lì ad aspettare un tram che si chiama desiderio. E se quel giorno c'è sciopero? Che fai? Rimani lì fino all'indomani? Sono diventata piu' pratica. Sono single e faccio la vita da single. Sono single per scelta di un altro. Ma mi adeguo e faccio cio' che posso fare per essere felice ORA QUI E ADESSO. Non come anni fa che mi ripetevo instancabilmente: "quando saro' magra allora SI CHE SARO' FELICE" B-A-L-L-E!!! Ero magra e mezza morta. Ero di una tristezza infinita. Non posso lasciare che la mia felicità dipenda dal peso, dai soldi, o da un uomo. Io voglio essere felice grassa o magra ricca o povera single o sposata. E se poi sono lì che aspetto il mio tram chiamato desiderio e magari temendo che non ne passino piu' salto sul primo tram chiamato serial killer? Che faccio? E' facile sbagliare tram al giorno d'oggi. Insomma, puo' capitare. Io sul tram voglio vedere la scritta bella luminosa, se no piuttosto vado a piedi. Ho due gambe per camminare e non saliro' sul primo tram solo perchè saro' stanca di aspettare. Mi fanno specie le amiche che "oramai ho l'età giusta". E' come volersi infilare un vestito che non è della propria taglia. Puo' essere di sartoria, bellissimo, all'ultima moda ma se non è della mia taglia faro' sempre la parte del cotechino fuori stagione. Per cosa poi? Per la festa? Per l'abito bianco? Conosco coppie che si sono separate prima che arrivasse l'album finito. Erano quelle del "finalmente mi sento completa" che poi iniziano a sentire scricchiolare il rapporto e allora decidono di fare un figlio perchè "quando saro' mamma allora si che saro' felice" E poi? I figli crescono e se ne vanno e ti ritrovi con quello che "era passato di lì' per caso" e se a 30anni ancora ancora avevi una vita sociale a farti stare in piedi a 60 è un po' piu' difficile. Le vedi che sono attaccate ai propri compagni come malati terminali alle flebo. Che se lui non c'è loro non muovono un dito, che senza di lui non vanno da nessuna parte. E poi? Se tutto finisce? Senza quella flebo come faranno? No, io preferisco essere così. Sicuramente cinica, sicuramente autoritaria, sicuramente troppo indipendente, ma non voglio che la mia felicità sia appesa a una flebo, a chi passerà per sbaglio, a un figlio che potrei non avere mai, ai chili in meno, ai soldi in piu'. Io voglio essere felice con questa Stefania che conosco. Quella che scrive alle due di notte sul blog e se anche fa rumore non deve chiedere scusa a nessuno, quella che spegne una sigaretta dopo l'altra e chi se ne frega se nuoce gravemente alla salute, quella che beve latte di soia freddo di frigo. Tutto il resto, casomai, se sarà, se accadrà sarà solo un valore aggiunto.

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Alice

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il lunedì, 22 settembre 2008,21:10

Alice ha 26 anni.
Ci siamo conosciute al centro per i disturbi dell'alimentazione.
Io ero arrivata ed ero 4 volte il suo peso.
Lei era un pulcino bagnato infagottata in una felpa troppo grande con gli occhi spauriti che fissava il vuoto.
A me è venuto spontaneo avvicinarmi e tenderle la mano.
Forse l'ho stretta troppo forte, ora che ci ripenso.
Negli anni ci siamo continuamente scritte, continuamente sentite.
Un sms, una telefonata, una lettera, quelle vere scritte a mano.
Il pensierino a Natale che partiva nel pacchetto blu delle poste italiane.
Al centro ci incrociavamo qualche volta.
Un anno non c'era.
Ho temuto il peggio.
Quando una non torna al centro non sempre è una buona notizia.
Questa volta lo era.
Alice aveva preso peso, aveva di nuovo la fiducia che le era mancata.
Ero contenta di non vederla.
Anche se mi mancava.
Ma l'ho sentita serena nelle ultime telefonate.
Alice mi ha scritto stamattina un messaggio.
"è morto il mio migliore amico"
Ho pensato ore ed ore a cosa rispondere.
Troppo vuote le parole che comparivano sul display del cellulare.
Sono parole che non esistono.
Come dire "sono morto" nessuno lo dirà mai. Nessuno che è morto davvero potrà dirlo.
Le ho telefonato.
Poteva essere inopportuno ma l'ho fatto d'istinto.
Le ha fatto piacere.
Alice non ha pianto.
Non ha piu' lacrime oramai, mi ha detto.
"vorrei poter avere una pastiglia per dimenticare i ricordi brutti"
"mi metto all'opera e te laporto io domani stesso" le ho risposto d'istinto.
Poi ci siamo salutate e io ho continuato a guidare. E pensavo.
Pensavo alla pastiglia, a questa pillolina rosa da ingoiare che promette di cancellare tutti i ricordi brutti.
Poi ha cominciato a piovere. Proprio quello che ci voleva.
E a un tratto ho capito: se potessimo cancellare i ricordi brutti, che fine farebbero i ricordi belli?
Non sarebbero una cosa normale che nessuno riuscirebbe piu' ad apprezzare?
Non sarebbe uno spreco non avere il senso del dolore?
Se Alice non avesse passato cio' che ha passato quando era 37 chili, ora sarebbe lo stesso felice e orgogliosa di essere cio' che è adesso?
Alice tra qualche anno non si girerà indietro a guardarsi? Io credo di si, e vedrà i momenti passati con Manuel e sorriderà ancora ripensando a quelle piccole cose. Sarà un ricordo doloroso, ma sono certa che lei supererà anche questo.
Alice non si piegherà come non si è piegata nè spezzata negli anni. E dire che quel mucchietto d'ossa sembrava doversi rompere da un momento all'altro. Quel primo soggiorno insieme, l'ultimo giorno ci siamo abbracciate, avevo paura di romperla davvero.
Alice guardava i gatti in cortile e io le cantavo sempre *Alice guarda i gatti e i gatti guardano le alici*. E rideva. Quel sorriso tirato che solo lei ha.
Quel sorriso che anche Manuel ricorderà.
No, Alice. io la pastiglia per cancellare i brutti ricordi non la invento.

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Tornare a casa, in quel primo giorno di autunno.

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il domenica, 21 settembre 2008,22:52

Il bello di partire è anche tornare a casa propria. Lo diceva mio nonno, marinaio, mai conosciuto. Quello che voleva una nipotina femmina per insegnarle a pescare, fare i nodi, andare per funghi. Ma c'era già mio fratello, obbiettava mia madre. Troppo effemminato. E aveva ragione. Sarei stata la nipote perfetta di mio nonno. Quella che a funghi ci va e chiede agli altri "ma questo si mangia?" e che gli altri guardano con odio dovendo ammettere che ho appena trovato un porcino. Quella che va a pescare, ma solo in apnea perchè, poverine le esche.....mi fanno impressione....quella che...i nodi? Ce ne sono solo due: quelli che tengono e quelli che non tengono. Semplice. Poi la FINDUS mi ha rubato lo slogan e adesso eccola là in televisione. Comunque mio nonno aveva ragione: il bello è tornare a casa. Anche se abiti al quinto piano senza ascensore e sei partita con tre valigie di cui una vuota che a ritorno è immancabilmente piena. Anche se quando arrivi c'è l'alluvione e tu abiti in una strada non carrabile. Anche se appena entrata nel portone smette di piovere. Anche se è domenica e nel frigo c'è un solo fermento lattico sopravvissuto alla settimana di stenti. Anche se pure il riso è scaduto. Anche se hai lasciato un casino immane perchè sei partita come sempre in fretta e furia. Ma è bello aprire la porta di casa e vedere la cesta della biancheria in mezzo al salotto, il calzino spaiato che non trovavi per partire che penzola dall'oblo' della lavatrice, il dentifricio finito sul bancone del bagno e per fortuna c'è quello che avevi in viaggio, la crema ancora aperta che oramai è diventata marrone. Ti fa sentire a casa. La radiosveglia che lampeggia perchè nel frattempo deve essere mancata la corrente e che segna le 07:00 da almeno 4 minuti. E' bello. Ti senti finalmente a casa. Anche se con le valigie da disfare, anche con la roba da lavare e stirare. Sistemare le gonnelline di lino leggere leggere e i costumi da bagno, e le canotte sempre un po' troppo scollate. Anche se oggi è il primo giorno di autunno e finalmente non ci sono piu' scuse e si rientra nei maglioni, piano piano. Sempre piu' spessi e caldi, i cappotti, gli stivali, il trucco che non cola, i profumi vanigliosi, le calze di nylon, lo smalto rosso sulle mani, la tazza con il caffè bollente che sembra appena prelevato dall'Etna e invece è solo frutto della Napoletana, le creme profumate che non danno fastidio sulla pelle, i guanti fin dal mattino, i cappelli, le sciarpe avvolgenti, le felpe portate col cappuccio sulla testa e i piumoni nel letto nei quali avvogersi a bozzolo per rinascere solo la mattina. Il primo giorno d'autunno a me fa lo stesso effetto della primavera. Animale notturno da sempre, amo le giornate che si accorciano, stare alla finestra sorseggiando dalla mia tazza preferita il mio caffè guardando fuori il nulla, o magari quella pioggerellina leggera leggera che inizia facendo salire la nebbia. Mi piace passare le serate in casa a leggere un libro. Organizzare le serate al cinema solo per stare un po' al calduccio, e farsi gelare il naso che diventa rosso appena usciti. Cenare con il minestrone o prendere un cappuccino con un'amica al bar in un pomeriggio di shopping. Sono strana, lo so. Normale non rientra nel mio vocabolario, e non ci tengo nemmeno.

categoria:stex e la casa
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Dopo la B viene la C

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il giovedì, 04 settembre 2008,13:42

(questo a dimostrazione che so le prime tre lettere dell'alfabeto)

E per la precisione la C di COZZA.

 

Eh si, perché dopo una serie di uomini di serie B dei quali per ora sopravvive solo il Bandito, mi si è appioppata addosso LA COZZA.

 

Dicesi cozza: Mytilidae è una famiglia di molluschi bivalvi, l'unica dell'ordine Mytiloida, conosciuti comunemente come mitili o mitilidi. Talvolta con il nome di mitili vengono identificate le specie del solo genere Mytilus.

La parola mitile, usata comunemente, è invece errata in quanto il singolo esponente di quest'ordine va definito mitilo.

Questa è la definizione che ci fornisce uicchipedia.

 

Poi c’è la mia, che ovviamente non ha niente a che vedere con gustosissimi risotti ai frutti di mare.

 

La cozza è quell’uomo, o meglio, ragazzo che conosci una sera, ci scappa qualcosa perché tutto sommato non sembra male ma che devi ancora studiare. Ma lui, attaccandosi appunto come una cozza, ti tampina allo sfinimento.

 

Ora, la cozza in questione è un pivello che dimostrava piu’ anni di quelli dichiarati dalla carta d’identità. Di quelli che la prima sera parli un po’ di tutto e si salva, ma appena fai accenno a musica/film/libri che avevi letto da adolescente cade dal pero perché lui in quegli anni ci voleva tutto che non avesse ancora il pannolino addosso.

 

La cozza in questione è belloccia, occhi verdi, fisico atletico, abbastanza simpatico, assenza di stempiature e/o piazza in testa (questo doveva farmi drizzare le antenne)

MA

(e il MA è ENORME) è nato nel 1984.

 

Ora, io di 1984 conosco solo il libro di Orwell (Orbene, tradotto)

 

ORBENE, dicevamo: che ci sto a fare io con uno che non ha nemmeno visto Paolo Rossi ai Mondiali dell’82 e che considera “Corona” musica REVIVAL?

 

Sono io forse da revival?

 

Forse si, ma non è questo il punto. Dopo che ti cazzio una ventina di messaggi, non ti rispondo al telefono se non scocciata dicendoti che ok, è stata una bella serata ma è tutto finito lì, dopo che mi invento un viaggio chiamando duemilacinquecento  persone che abitino lontane da me per poter avere la scusa di partire venerdì e tornare lunedì, dopo che mi dici che non passiamo abbastazna tempo insieme perché io non ne ho mai, dopo che i miei tre allenamenti settimanali sono diventatiimprovvisamente sei solo per avere la scusa di non doverti incontrare, mi sembra che il messaggio sia abbastazna chiaro, no?

 

E INVECE NO.

 

Invece bisogna scrivere a caratteri cubitali che NON C’E’ TRIPPA PER I GATTI! Perché LA COZZA mica si arrende! No, no. Passa sotto casa tua e tu lo individui già a 200 metri di distanza e ti acquatti sotto i sedili della macchina fino a che non sparisce.

 

Telefona per sapere dove sei perché ha visto la tua macchina sotto casa e tu sei costretta a inventare una serie di cazzate del tipo “ho il gatto con il morbillo e l’ho portato dal veterinario a Porto Empedocle”

 

Insomma, la cozza non si scolla, non c’è niente da fare.

 

Lui è dolce poverino. Talmente dolce che mi fa venire il diabete via SMS. E poi, c’è una cosa che non tollero. Lui i messaggi li scrive in CODICEFISCALESE. Io odio i “ciao, cm v’?”-“cs fai sts?”-“c ved?”

 

Ma cazzarola, sei dotato di favella come la maggior parte dei comuni mortali abitanti questo pianeta, saprai una sottospecie di Italiano in modo tale da poter scrivere una frase di senso compiuto, no? E allora: USALO!

 

Insomma, sono destinata a vivere nell’ombra. Oramai non posso piu’ uscire di casa. Sono assediata. E io che in cuor mio sogno sempre di incontrare l’amore dei miei sogni sotto casa e invece c’è la cozza che fa da portiere, oramai. Forse perchè non gli ho consegnato le istruzioni per l'uso.

 

Pero’ ho saputo che alle Canarie è stata vietata la pesca delle cozze per 4 anni. E se mi trasferissi?

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