Come Volevasi Dimostrare.

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il venerdì, 12 ottobre 2007,08:28

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Cosa avevo detto, o meglio, scritto, a proposito delle probabilità di incontrare il Principe Azzurro?

Che poi a me l'azzurro non mi piace nemmeno tanto.

Facciamo il Principe Grigio che va un po' su tutto.

Pero' il grigio è un po' triste, facciamolo Grigio Perla, vah.

Anzi no, Grigio Pirla nel mio caso è molto più adeguato.

Riprendiamo: che cosa avevo detto a propo...va beh, insomma.

Come volevasi dimostrare.

Imbottigliata nel traffico cittadino, stavo già pregustandomi la seratina che mi volevo dedicare: bagno caldo con il bagnoschiuma che fa sembrare la vasca un'enorme meringa, telefono staccato, la minestra pronta in pentola che cuoce mentre mi *bagnoschiumo* tutta dalla testa ai piedi, magari uno scrub per coccolare un po' la pelle, sette etti di crema, un bel libro da leggere sul divano con addosso il pigiamino "dormi & gioca" con le ghette felpate che è l'anoressizzante del sesso peggio del gambaletto antistupro, ma è comodo. E poi a nanna presto. Un programma niente male.

Arrivo a casa e apro l'acqua della vasca per riempirla e mentre mi spoglio suona il telefono. Bene. L'ultima telefonata e poi mi posso dedicare totalmente alla serata.

E' il mio socio che mi ricorda che domani abbiamo una scadenza importante e non posso assolutamente dimenticare le ultime stampe. Sorrido tra me e me perchè, scaltra come una faina, sapendo di poterle dimenticare, due giorni fa le ho riposte nei cassetti della sua scrivania chiusi a chiave.

Così gli dico di stare tranquillo e mi appunto mentalmente di recuperare le chiavi della cassettiera se mai domani dovessi cambiare borsa. Non vorrei dimenticarle a casa.

Frugo nella borsa e non le trovo. Probabilmente le ho dimenticate nella giacca che avevo lunedì. Ricordo perfettamente di averli messi nella cassettiera lunedì. Rien. Nella giacca non ci sono. Torno alla borsa e controllo meglio tra il portafoglio, le chiavi di casa, i fazzoletti, i tampax, la scatolina con spazzolino e dentifricio, la borsetta dei trucchi, il cavo usb che non trovavo stamattina, la spina tedesca, le lampadine che devo comprare con lo stesso attacco che le ho già sbagliate due volte, la macchina fotografica, le posate di plastica nella confezione trasparente che mi sono rimaste in borsa dall'ultima volta che ho mangiato al Burger King, la lista della spesa, l'agenda e non so cos'altro ma delle chiavi non c'è traccia. Mi siedo sul divano e ricostruisco la settimana. Ricordo perfettamente che era lunedì.

Mumble mumble. Dove le avro' messe? Sicuramente avevo un'altra borsa. Apro tutte le borse in mio possesso, comprese quelle che non metto da sei stagioni ma delle chiavi non c'è traccia. Quella sera quando sono uscita dove sono andata? Direttamente a casa. Niente spesa, niente apertivo con le amiche, niente cene fuori. Ufficio-casa. Diretta. Senza passare dal via. Forse mi sono cadute in macchina.

Si, potrebbe essere. Mi infilo i pantaloni della tuta, le prime scarpe da tennis che trovo, senza le calze, così come sono, a piedi nudi, una felpa senza nemmeno mettermi la maglietta,  i capelli tirati su che sembro pettinata con i petardi; afferro le chiavi della macchina e quelle di casa e mi precipito per le scale. Corro verso la macchina e...sbonk!

Incontro LUI: Francesco. Sogno proibito di cinque anni di liceo di una ragazzina grassa, timida, con l'apparecchio ai denti per i primi tre anni e "fidanzata" con un Babbo (perchè già all'epoca ero speciallizzanda in uomini di Serie B) per tutta la durata del liceo.

Lui, non bello ma affascinante (avevo già buon gusto all'epoca) fidanzato con una fica stratosferica del liceo liceo linguistico a fianco e che, ovviamente, non si accorgeva nemmeno dell'esistenza del protozoo scrivente.

Lo incontro così: lui bello come il sole con un paio di jeans da stupro sul posto, la camicia da togliergli  morsi, quell'occhialino da vista senza montatura e un sorriso da strappamutande che è tutto un dire. Scende da un fuoristada che costa la metà di Del Piero. Io con la faccia sconvolta piu' di Materazzi dopo la testata di Zidane, vestita che sembro rotolata nell'armadio cosparsa di Vinavil e i capelli con la piega fatta da mocio vileda. Anzi no, mocio vileda sta meglio.

Si ferma e sorride come se avesse visto la Dama con l'ermellino di Leonardo. Io sembro l'Urlo di Munch. Trafelata nemmeno avessi or ora finito di scalare l'Everest a mani nude e portando una gerla di carbone sulle spalle (che non so che immagine sia, ma rende l'idea) gli dico (bugiarda, ma scaltra come una volpe!) che sono lì per fare la mia consueta corsetta serale e sto rientrando a casa. Ci si ferma a parlare del piu' e del meno. E Guendalina? Ah, vi siete lasciati? Ooooooooooooooh mi dispiace. Falsa come i soldi del monopoli. Eh, ma guarda succede. ANCHE IO NON STO PIU'CON FEDERICO, SAI?!?!?! Eh no, sai, le storie da adolescenti... Eh, ma cosa ci fai qui? Ah, ti sei trasferito da poco (per un attimo temo che l'ormone mi salti fuori dalle orbite ma evidentemente fingo bene e lui non sembra accorgersi di nulla). Eh no, io abito qui da cinque anni. NO NO NIENTE CONVIVENZA. IO STO DA SOLA! Ma certo che ci prendiamo qualcosa assieme, una sera di queste. No guarda non ho il cellulare con me, sai PER ANDARE A CORRERE non me lo porto appresso. Ma si certo, segnatelo. Chiamami, ci si prende un aperitivo una sera. Ah, vieni a correre anche tu? Ma ceeeerto, tutte le volte che vuoi. Ma si, piu' o meno sempre verso quest'ora, sai, tra l'ufficio e tutto il resto prima non ce la faccio. Come dici? Sarebbe meglio la mattina? Ma sai che non ci avevo mai pensato? (ma se a me non mi sveglia nemmeno una centrale nucrelare che esplode). Certo: rimaniamo d'accordo così. Ciao ciao.

Mi dirigo verso la macchina che non mi ricordo nemmeno che cacchio ero scesa a fare. Ah, si. Le chiavi. Apro la portiera dalla parte del passeggero ed eccole lì le bastarde: tra la portiera e il sedile. Brillano.

Poco male, torno a casa piu' leggera per aver ritrovato le chiavi che mettero' in borsa immediatamente e con il sorriso sul cuore per aver rivisto Francesco. Salgo le scale di casa con gli occhi a cuoricino mentre penso a lui sul muretto che fumava la pipa nell'intervallo (era troppo avanti! fumava la pipa!!!) e intanto pregusto il lieto concludersi della mia serata con il mio bagno e...no! MERDA! L'ACQUA! Ho lasciato l'acqua della vasca aperta. Faccio l'ultima rampa di scale salendo i gradini tre a tre e arrivo alla porta. Entro come l'uragano Jane e arrivo giusto in tempo per chiudere il rubinetto. Ancora due minuti e mi si sarebbe allagata la casa!

Mi spoglio e riesco finalmente a immergermi nella vasca da bagno per il mio meritato relax. Pìrìpì! Messaggio. "Mi ha fatto un piacere immenso vederti di nuovo. Che ne dici domani mattina alle cinque e mezza di vedersi per una corsa? Dopo facciamo colazione assieme. Frà"

Maporcaccalamiserialadraeancheunpozozza! Io che credevo di essere uscita dal tunnel degli uomini di Serie B. Dopo il Bastardo, il Bandito, il Buliccio, il Babbo, la Bavosa...pure un novello Baldini di doveva capitare?!??!?!

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