Mi fidanzo ergo sum

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il venerdì, 26 settembre 2008,01:06

No, fermi tutti che qui non si parla di me! Non mi fidanzo, state tranquilli, deve ancora nascere quello che leggeràma soprattutto COMPRENDERA' il famoso o famigerato bugiardino.
Il punto è uno: le donne sono convinte che...riformulo: LA MAGGIOR PARTE delle donne è convinta che sarà COMPLETA solo quando e se troverà l'uomo.
Sono nell'età critica. 30 anni ma vado per i 25. E intorno vedo le mie amiche che si affannano alla corsa dell'orologio biologico. A me sta cosa mi mette l'angoscia. A un certo punto una mattina si svegliano e nella lista della spesa mettono: pane, latte, marito e pupo (con la minuscola, non quello con la maiuscola anche se sta nel cestino anzichè nel carrello). Così. Si svegliano con quest'idea. E poco importa se il tipo è alto, basso, bello, brutto, riccio, calvo, ricco, pov...ricco o tanto ricco. Si convincono persino che da lontano somigli a Robbie Williams, non si rendono conto che da vicino somiglia a Mughini. No, non gliene frega niente. DEVONO sposarsi. DEVONO procreare. DEVONO comprare le tende (questa cosa delle tende io proprio non la capisco ma sembra che tutte abbiano un debole per le tende. io personalmente ho un debole per le scarpe che -come mi ha detto la psicologa - è dettato dal fatto che sia che io ingrassi sia che io dimagrisca mi andranno sempre bene. Effettivamente le tende seguono lo stesso principio). Quante volte ho sentito "ora si che mi sento completa" Ma perchè? Prima posteggiavi sui disabili? No, fatemi capire perchè io se ho vissuto per...ipotesi....15 anni almeno senza uomo (facciamo una media) ora mi devo reputare INCOMPLETA perchè SINGLE.
Le amiche sposate ti guardano come se avessi la peste. Poi in realtà rosicano perchè tu puoi andare al cinema da sola a vedere un film strappalacrime al quale loro marito non le porterà mai ma loro non possono lasciarlo a casa perchè "non è bello" (il gesto o il marito? ).
"Ora mi sento realizzata". Si vede che lavare le mutande sgommate del marito, raccattare i calzini Hyroshima, sacrificare metà del tuo armadio, della scarpiera e dover cucinare ogni sera è un modo per realizzarsi.
Oppure quelle ancora single ma ancora alla disperata ricerca dell'altra metà della mela (io come minimo devo cercare l'altra metà dell'anguria) affermano "quando lo incontrero' lo riconoscero' tra mille e allora saro' felice" con gli occhi a "kiss me licia" e il naso sempre un po' all'insu'.
Mi domando perchè la gente aspetta di essere felice anzichè assaporare cio' che ha fino a "succhiare il midollo della vita". Perchè rimangono lì ad aspettare un tram che si chiama desiderio. E se quel giorno c'è sciopero? Che fai? Rimani lì fino all'indomani? Sono diventata piu' pratica. Sono single e faccio la vita da single. Sono single per scelta di un altro. Ma mi adeguo e faccio cio' che posso fare per essere felice ORA QUI E ADESSO. Non come anni fa che mi ripetevo instancabilmente: "quando saro' magra allora SI CHE SARO' FELICE" B-A-L-L-E!!! Ero magra e mezza morta. Ero di una tristezza infinita. Non posso lasciare che la mia felicità dipenda dal peso, dai soldi, o da un uomo. Io voglio essere felice grassa o magra ricca o povera single o sposata. E se poi sono lì che aspetto il mio tram chiamato desiderio e magari temendo che non ne passino piu' salto sul primo tram chiamato serial killer? Che faccio? E' facile sbagliare tram al giorno d'oggi. Insomma, puo' capitare. Io sul tram voglio vedere la scritta bella luminosa, se no piuttosto vado a piedi. Ho due gambe per camminare e non saliro' sul primo tram solo perchè saro' stanca di aspettare. Mi fanno specie le amiche che "oramai ho l'età giusta". E' come volersi infilare un vestito che non è della propria taglia. Puo' essere di sartoria, bellissimo, all'ultima moda ma se non è della mia taglia faro' sempre la parte del cotechino fuori stagione. Per cosa poi? Per la festa? Per l'abito bianco? Conosco coppie che si sono separate prima che arrivasse l'album finito. Erano quelle del "finalmente mi sento completa" che poi iniziano a sentire scricchiolare il rapporto e allora decidono di fare un figlio perchè "quando saro' mamma allora si che saro' felice" E poi? I figli crescono e se ne vanno e ti ritrovi con quello che "era passato di lì' per caso" e se a 30anni ancora ancora avevi una vita sociale a farti stare in piedi a 60 è un po' piu' difficile. Le vedi che sono attaccate ai propri compagni come malati terminali alle flebo. Che se lui non c'è loro non muovono un dito, che senza di lui non vanno da nessuna parte. E poi? Se tutto finisce? Senza quella flebo come faranno? No, io preferisco essere così. Sicuramente cinica, sicuramente autoritaria, sicuramente troppo indipendente, ma non voglio che la mia felicità sia appesa a una flebo, a chi passerà per sbaglio, a un figlio che potrei non avere mai, ai chili in meno, ai soldi in piu'. Io voglio essere felice con questa Stefania che conosco. Quella che scrive alle due di notte sul blog e se anche fa rumore non deve chiedere scusa a nessuno, quella che spegne una sigaretta dopo l'altra e chi se ne frega se nuoce gravemente alla salute, quella che beve latte di soia freddo di frigo. Tutto il resto, casomai, se sarà, se accadrà sarà solo un valore aggiunto.

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Dopo la B viene la C

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il giovedì, 04 settembre 2008,13:42

(questo a dimostrazione che so le prime tre lettere dell'alfabeto)

E per la precisione la C di COZZA.

 

Eh si, perché dopo una serie di uomini di serie B dei quali per ora sopravvive solo il Bandito, mi si è appioppata addosso LA COZZA.

 

Dicesi cozza: Mytilidae è una famiglia di molluschi bivalvi, l'unica dell'ordine Mytiloida, conosciuti comunemente come mitili o mitilidi. Talvolta con il nome di mitili vengono identificate le specie del solo genere Mytilus.

La parola mitile, usata comunemente, è invece errata in quanto il singolo esponente di quest'ordine va definito mitilo.

Questa è la definizione che ci fornisce uicchipedia.

 

Poi c’è la mia, che ovviamente non ha niente a che vedere con gustosissimi risotti ai frutti di mare.

 

La cozza è quell’uomo, o meglio, ragazzo che conosci una sera, ci scappa qualcosa perché tutto sommato non sembra male ma che devi ancora studiare. Ma lui, attaccandosi appunto come una cozza, ti tampina allo sfinimento.

 

Ora, la cozza in questione è un pivello che dimostrava piu’ anni di quelli dichiarati dalla carta d’identità. Di quelli che la prima sera parli un po’ di tutto e si salva, ma appena fai accenno a musica/film/libri che avevi letto da adolescente cade dal pero perché lui in quegli anni ci voleva tutto che non avesse ancora il pannolino addosso.

 

La cozza in questione è belloccia, occhi verdi, fisico atletico, abbastanza simpatico, assenza di stempiature e/o piazza in testa (questo doveva farmi drizzare le antenne)

MA

(e il MA è ENORME) è nato nel 1984.

 

Ora, io di 1984 conosco solo il libro di Orwell (Orbene, tradotto)

 

ORBENE, dicevamo: che ci sto a fare io con uno che non ha nemmeno visto Paolo Rossi ai Mondiali dell’82 e che considera “Corona” musica REVIVAL?

 

Sono io forse da revival?

 

Forse si, ma non è questo il punto. Dopo che ti cazzio una ventina di messaggi, non ti rispondo al telefono se non scocciata dicendoti che ok, è stata una bella serata ma è tutto finito lì, dopo che mi invento un viaggio chiamando duemilacinquecento  persone che abitino lontane da me per poter avere la scusa di partire venerdì e tornare lunedì, dopo che mi dici che non passiamo abbastazna tempo insieme perché io non ne ho mai, dopo che i miei tre allenamenti settimanali sono diventatiimprovvisamente sei solo per avere la scusa di non doverti incontrare, mi sembra che il messaggio sia abbastazna chiaro, no?

 

E INVECE NO.

 

Invece bisogna scrivere a caratteri cubitali che NON C’E’ TRIPPA PER I GATTI! Perché LA COZZA mica si arrende! No, no. Passa sotto casa tua e tu lo individui già a 200 metri di distanza e ti acquatti sotto i sedili della macchina fino a che non sparisce.

 

Telefona per sapere dove sei perché ha visto la tua macchina sotto casa e tu sei costretta a inventare una serie di cazzate del tipo “ho il gatto con il morbillo e l’ho portato dal veterinario a Porto Empedocle”

 

Insomma, la cozza non si scolla, non c’è niente da fare.

 

Lui è dolce poverino. Talmente dolce che mi fa venire il diabete via SMS. E poi, c’è una cosa che non tollero. Lui i messaggi li scrive in CODICEFISCALESE. Io odio i “ciao, cm v’?”-“cs fai sts?”-“c ved?”

 

Ma cazzarola, sei dotato di favella come la maggior parte dei comuni mortali abitanti questo pianeta, saprai una sottospecie di Italiano in modo tale da poter scrivere una frase di senso compiuto, no? E allora: USALO!

 

Insomma, sono destinata a vivere nell’ombra. Oramai non posso piu’ uscire di casa. Sono assediata. E io che in cuor mio sogno sempre di incontrare l’amore dei miei sogni sotto casa e invece c’è la cozza che fa da portiere, oramai. Forse perchè non gli ho consegnato le istruzioni per l'uso.

 

Pero’ ho saputo che alle Canarie è stata vietata la pesca delle cozze per 4 anni. E se mi trasferissi?

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Vomitando parole

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il lunedì, 25 febbraio 2008,22:17

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Da ieri sera mi ronza in testa questa frase. Non riesco a non pensarci, forse perchè chi me l'ha detta è il mio migliore amico. Una di quelle serate perfette davanti a una birra, facciamo due, meglio tre a chiacchierare su un muretto perche nei locali non si puo' piu' fumare. Quelle serate che anche se febbraio il cappotto è quasi di troppo, quelle serate liquide che scorrono proprio come la birra. E di punto in bianco lui ti fa la domanda che qualsiasi trentenne odia. No, non è che taglia porto, quella è la seconda domanda che una trentenne odia. La domanda in questione è "ma sentimentalmente come sei messa?" STRAGULP! La birra va inevitabilmente di traverso. E la mente viaggia indietro nel tempo come un film a ritroso e ti vedi tra ignoranti, bavose, casi umani, banditi, bastardi, pseudofidanzatichesipaganoilviaggioconlamanteconlatuacartadicredito, migliori amici che di punto in bianco si accorgono che c'è qualcosa di piu' ma che alla prima occasione ritrattano e vorresti girarti a guardarlo con un sorriso e poter rispondere "tutto benissssssssimo" ma la tua faccia si trasforma in un grosso punto interrogativo.

"E certo! Se tu fossi meno pretenziosa"

RIPOSSEDUTA a confronto sembra Mary Poppins! Gli sarei saltata alla giugulare. PRETENZIOSA IO???????????

Solo perchè mi piacerebbe avere un fidanzato che non si paghi i viaggi con l'amante con la mia carta di credito? E oltretutto - per rincarare la dose - sia così pirla da lasciare la SUA mail configurata sul MIO pc e arrivi A ME la conferma del viaggio?

Solo perchè se io dedico dopo la suddetta batosta di partire per le Canarie da sola mi chiami mentre sono spaparanzata al sole caldissimo il giorno dopo il suo compleanno per dirmi "ma non mi hai nemmeno fatto gli auguri"?

Solo perchè vorrei una persona che non mi dicesse "ok, ti ho costretta a mollare il tuo ex con il quale stavi di 5 anni, ma non ti ho mai promesso niente di serio"?

Solo perchè dopo che mi sono fatta un culo come una capanna per dimagrire e ho perso 60 chili (praticamente una sorella gemella) non ho voglia di sentirmi dire "e ma ora a letto ho paura di romperti"?

Solo perchè vorrei una persona che non parli solo in STAMPATELLO da quanto è ignorante?

Solo perchè adoro il teatro e il cinema e non voglio essere costretta ad andare sempre con la mia amica perchè "io stasera sono stanco"? Invece io passo 12 ore al giorno in casa a mettermi le dita nel naso secondo lui.

Solo perchè avrei voglia di una persona con la quale posso cenare a un orario decente senza aspettare che accompagni a casa la fidanzata per mangiare poi verso la mezzanotte?

Solo perchè se guardo un paio di scarpe di Miu Miu non ho voglia di sentirmi dire "ma se sono uguali a qualsiasi altra scarpa che costa un decimo"?

Solo perchè adoro l'uomo vestito classico e non uno che si rotola nell'armadio cosparso di vinavil?

Solo perchè ho paura della moglie che mi dia una coltellata alle spalle?

Solo perchè dopo 5 anni che siamo amici ad un tratto si è reso conto che per me provava qualcosa di piu' e io litigo con la sua ex nonchè la mia migliore amica e dopo tre giorni mi sento dire "ho scherzato, non ne sono mica tanto sicuro"?

Solo perchè mi piace essere tenuta a braccetto per il viale quando si cammina insieme e mi sento dire "scusa, ma hai dei problemi con i tacchi che ti appendi?"

Solo perchè se in una sera particolarmente focosa decido di aprire la porta con solo il cappotto addosso e sotto niente e mi dice "copriti che l'aria s'è messa fredda"?

Solo perchè se vado dal parrucchiere e mi faccio da bionda a mora non ho voglia di dover fare il balletto sotto il lampadario per poi sentirmi dire "hai cambiato qualcosa?"?

Solo perchè se appendo io un quadro in casa lui ha il diritto di dirmi che è messo storto e poi per metterlo dritto mi tira giu' l'intonaco con un buco tre metri per due?

Solo perchè mi sono permessa di arredare casa (MIA) senza chiedere parere  e la volta dopo prima di compare una cassettiera lo chiedo mi sento dire "e a me che importa? ARRANGIATI"?

Solo perchè se una sera lo chiamo dicendo "Amore, sto portando papà all'ospedale, ha avuto un ictus" non ho voglia di sentirmi rispondere "va bene, chiamami quando hai finito"?

Solo perchè sa che sono vegetariana e per Natale mi regala la pelliccia?

Solo perchè quando ho capito che stavo sprofondandoe ho deciso dimia spontanea volontà per il ricovero al centro per i disturbi alimentari gli ho chiesto una mano confessando quello che ero mi ha liquidata dicendomi "hai bisogno di un uomo, è meglio che la finiamo qui"? E cos' era lui? Un protozoo?

Solo perchè quel giorno che gli ho detto "stai attento che con l'antibiotico la pillola non fa effetto" ha detto che era SICURISSIMO per poi telefonarmi tre giorni dopo e dire che non era poi così tanto sicuro?

IO SAREI PRETENZIOSA?

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Sesso sesso sesso sono un’assetatooooooooooooooooooo

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il martedì, 19 febbraio 2008,01:53

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(Alè, la prossima settimana voglio vedere i contatti che mi spara shinistat con un titolo del genere…ed è solo l'inizio)

Non era questo che cantava Zucchero un po’ di anni fa? Ho fatto una ricerchina su google. Era il 1989. io avevo….mumble….12 anni. Ecco, io all’epoca sentivo ‘sta canzone e arrossivo. Ma proprio tanto, mi imbarazzava. Oggi, un po’ di anni dopo (ma non tanti eh?!?!?! SIA CHIARO!) in una serata tranquilla ovunque mi giri sento parlare di sesso e di certo non arrossisco piu’. Ameno che non mi stia provando l’ennesimo fard comprato, ma questo è un altro discorso. Comunque, ero sul blog del mio fratellino e leggo questo.

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Insomma, per essere chiari precisi e (CIR)concisi, facciamo due conti. Scriviamo i dati come alle medie…
Misura standard di un uomo (ho detto standard non i non plus ultra, per usare un francesismo, anche se è inglese): 16 cm
Colpi necessari per un orgasmo femminile: 30
Ora, qualcuna, alla vista di 30 colpi dirà ma Dio lo volesse trenta e basta… Mentre altre diranno boia dopo 30 colpi dormo già da un ora e un quarto… Mentre, voce comune di tutti i maschi, c’arrivassi a trenta colpi, dopo sette sbavo e mi fa già male la milza.
Quindi, togliendo 2 cm, per ovvia approssimazione (non vi posso dire sempre tutto) otteniamo:

14 x 30 = 420 cm

Visto che se moltiplichi il mascarpone con i pavesini, ottieni un tiramisù, il risultato è ovviamente in centimetri… Quindi ad orgasmo, mie care, vi prendete 420 cm del vecchio baffuto pennellone!!
Per il conto fatto in precedenza, se in un mese ci sono 20 orgasmi:
420 x 20 = 8400 cm

Il mese!!! Sempre per la solita regola del tiramisù, ecc ecc…
Dato che in un anno ci sono 12 mesi (se bisestile ce ne sono 13, ma solo per il calendario tusco - tracamano - cubano) l’equazione trigonometrica sarà:
8400 x 12 = 100800 cm

L’anno!!! Che in metri fa circa 1008, ovvero 1,08 chilometri!!! Mica male, no?
Ne conviene, stringendo perché mi sono dilungato al qVanto (si scrive tutto attaccato??) care mie fanciulle, non dite non vedo mai nessuno io, perché insomma 1,08 chilometri di baffuto da qualche parte devono pure entrare… Ma soprattutto non dite ho una vita vuota perché da qualche parte va pur messo!!!

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Ora, Frè, la matematica non è un’opinione e questo è un dato di fatto. E sono d’accordo sulle varie moltiplicazioni di cui parli perché come abbiamo detto sono calcoli scientifici. E sia chiaro che non parlo di lui, anche perché è mio fratello e sarebbe incestuoso, ma riconduco un attimo la cosa alla mia poca esperienza di donna.

Ma possibile che la maggior parte degli uomini pensi ancora solo ai centimetri e ai colpi dati?  Va beh, passi per i centimetri perchè lo sappiamo tutte che quando diciamo "non è la dimensione che conta" un poco mentiamo. Non sarà importante fino a un certo punto ma sotto una certa misura allora tanto vale arrangiarsi da sole. E dai, inutile che facciate la faccia del tipo "ohibo', perdindirindina, ma che sconcezze" che se Dio non avesse voluto la masturbazione TRAKKETE ci avrebbe fatti tutti quanti con le braccia piu' corte! Ora parliamoci chiaro. E’ un clitoride, non è mica la sfinge. E che nessuna inizi a dire “eh, ma che modi, che discorsi” perché di Fiche di Cristallo ne ho conosciute per così. Di quelle che ti dicono “ah, io certe cose non le faccio” che poi sono quelle che arrivano vergini al matrimonio per una questione di culo. E che se riescono a sposarsi solo loro sanno quello che hanno dovuto ingoiare. Eh si, perché io saro’ sempre quella fuori dal coro, quella che si vive il sesso in maniera libertina e “da uomo” come spesso mi sono sentita dire. Ma mi domando io: esco con uno che mi piace (se non mi piace nemmeno ci esco) perché devo fare finta per almeno tre appuntamenti che non voglio finirci a letto se già quando mi ha chiesto il numero di telefono stavo pensando di strappargli le mutande di dosso? No, perché a me sta cosa dei teatrini e delle tattiche e di giocare a scacchi mica mi sta bene. Ok, è vero che gli uomini si fanno un’idea sbagliata di me, ma meglio saperlo prima che dopo. Voglio dire: io esco con questo qui che mi piace-quello di prima. E una sera ci vado a bere una birra insieme e sul portone di casa tanti cari saluti. E la volta dopo mi invita a ristorante e magari sbevazzo un po’ di piu’ (che se non si capisse dal blog a me il vino non dispiace affatto) e poi sotto casa a fare testina per non farsi baciare, e casomai un bacetto che si dai, poverino ha offerto pure lui (apro la parentesi: che poi non è che tanti offrono la cena come pegno? Lascio in sospeso la domanda, fatevela da soli e datevi una risposta, alla Marzullo). E la terza sera si opta per il cinema che già si è costretti a fare gomito-gomito quindi il contatto fisico c’è per forza, ma è la terza sera e mica posso dirgli di salire a casa mia che non sta bene. E poi la quarta sera alè, via libera, liberi tutti, finalmente sei lì e….ti ritrovi un lombrico che …niente…un piede…fermo immobile. Manco il soccorso ACI lo tira su. E io perché dovrei aver sprecato tre sere? Meglio saperlo subito. Via il dente via il dolore. Poi faccio pure in tempo ad affezionarmi e mica è facile insomma.
Oppure, di peggio, quello in tre sere ha già preso confidenza ed è di quelli che ti propone subito l’incontro a tre con la tua migliore amica. Poi, da notare che non è ma la loro migliore amica, ma sempre la nostra: Questa la devo ancora capire.
Ma c’è di peggio. C’è quello del “sei stata a letto con molti uomini?” e io quelli li scaraventerei dal settimo piano, senza nemmeno passare dal via a ritirare le ventimilalire (ma a proposito: ora hanno messo 20 euro nel monopoli nuovo?Eh, sono domande anche queste). Che, povero figlio dell’ignoranza con il q.i. di un parquet. Se ripensi bene la domanda non è che abbia molto senso. E ti spiego perchè:


1-potrei aver avuto un solo uomo in tutta la vita ma con il quale ho iniziato a fare sesso a 13 anni e che ha avuto l’opportunità di trombarmi tutte le sere. E questo, per i calcoli matematici di prima fanno circa 6200 amplessi mas meno.

2-potrei aver avuto un uomo per ogni sera diversa ma che per molteplici motivi l’amplesso non arrivava mai al dunque e qui non oso nemmeno fare il calcolo e probabilmente sarei già diventata lesbica. No, non sono quelli che ci vedono da lontano, quella è un’altra cosa.

3-potrei aver avuto un discreto numero di uomini medio dotati medio durevoli e qui la cosa a parer mio si complica ulteriormente perché come lo calcoliamo il medio?

Ora, devo forse mettermi io un conta colpi alla patata per riuscire a rispondere alla tua domanda? E soprattutto: da che cosa puoi dedurre se sono pochi o molti? Ma soprattutto, a questo punto, sono io un chilometro zero o un usato garantito?

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mumble mumble

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il venerdì, 30 novembre 2007,16:07

La solitudine è solo un accrescitivo

 

Se stai bene stai benissimo

 

Ma se stai male stai malissimo

categoria:stex e i voli pindarici, stex e gli uomini, stex e le emozioni
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Periodo un po’ così

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il mercoledì, 31 ottobre 2007,18:08

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 Stex – struzzo mode- on

 

Inutile, ogni tanto qualche scivolone c’è ed è inutile che io mi sforzi di uscire da un bozzolo che mi tiene caldo, ritornano i fantasmi del passato, ritornano le ossessioni, le compulsioni, i ritmi frenetici, il controllo assoluto di tutti e tutto, le modalità non proprio da manuale nel condurre una vita e allora ci rintana un po’ in se’ stessi, per perdersi e ritrovarsi, per guardarsi in faccia e dirsi “ehi, guarda quanta strada hai fatto, non vorrai mollare  la presa proprio ora, no?” No, la risposta è no, non si molla mai. E allora ti riprendi la vita nelle mani e la mattina sembra un po’ meno nera, e magari ricominci a sorridere

 

Stex-struzzo mode-off

 

E allora, abbiamo detto che ci si rialza? Certo, un po’ come quando si vede una donna incinta sul tram che ci si alza e la si fa accomodare. Insomma, poco importa se la carta di credito ha fatto piu’ strisci del mio ginecologo o se la casa trabocca di vestiti nuovi e creme e cremine e profumi che tanto non usero’ mai, l’importante è che la mattina ci si svegli con il sorriso, anche se è presto, prestissimo. Si, perché la promessa è stata mantenuta, e il Novello Baldini ha avuto VERAMENTE il coraggio di farsi vivo alle ore 5.30 del mattino. Ma potevo io, innamorata di lui da millanta anni farmi trovare impreparata? No, e allora ci si sveglia non alle 5 per essere pronti, no no. Alle 4. Eh si, nemmeno io sapevo che esistesse quest’ora del mattino. L’avevo vista spessissimo a tarda notte, un po’ sfocata dal rhum, ma giuro che ignoravo esistesse nella mattinata. E la radio sveglia che a quell’ora non trasmette niente di interessante mi sveglia dal torpore delle mie golosissime 4 ore di sonno, 4 Siore e Siori!

Si perché la mattinata inizia con la colazione dei campioni: un’intera Bialetti colma di caffè versata nella mia tazza preferita, la Mug con il cane. E mentre tento di capire se sono viva o no inizio a pensare a come mi posso presentare. Eh si, perché si che si va a correre ma qui parliamo di Lui, mica pizza e fichi! Se mi presentassi con gli occhi gonfi come due canotti, quel colorito color sogliola surgelata e i capelli pettinati con i petardi, si trasformerebbe in men che non si dica in Abebe Bikila. No, così non và, ci vuole strategia. E così inizia il restauro di prima mattina.

Perchè voglio essere perfetta, così si inizia con le cremine perché la pelle va idratata, il correttore perchè ci sono quei brutti segnacci sulla faccia che il cuscino mi ha lasciato, un po’ di illuminante che qui le sigarette si fanno sentire, un po’ di fondotinta color naturale per uniformare l’incarnato, un velo di cipria per opacizzare, che poi togliero’ con il pennello perché convoglio che si veda. E gli occhi? La mia parte migliore sono gli occhi, tanto vale fare qualcosa per valorizzarli, e allora, quell’ombretto marrone steso bene bene che non si veda giusto per dare profondità allo sguardo, una passata di kajal io la metterei, pero’ effettivamente si vedrebbe che sono truccata. Soluzioni? Idea! Il Kajal beige che si vede e non si vede. E poi un paio di passate di mascara per fare gli occhi da cerbiatta. Insomma, ad occhio e croce una ventina di euro spalmati sulla faccia che non si devono vedere. Questa si che è coerenza. E poi l’acqua profumata che sembra che io sotto le ascelle per natura ho due Arbre Magique alla Vaniglia. E l’ultima passata di colluttorio che non sia mai che la Bagna Caùda di ieri si senta ancora.

Nota per i non Piemontesi: la Bagna Caùda è un tipico anticoncezionale del posto. Ehm, no, è un piatto tipico del posto, a base di aglio e acciughe, una cosina leggera leggera adatta proprio agli spuntini pre-corsa. Solitamente fa l’effetto che si vedeva nella pubblicità progresso di qualche anno fa contro l’Aids, quella con l’alone fuxia, solo che in questo caso l’alone potrebbe essere piu’ o meno verde, ecco.

E così dopo aver passato la sera prima da Decatlon a scegliere la mise perfetta mi ritrovo con Pantajazz neri (si sa che il nero snellisce) di quelli con il accetti al ginocchio, maglietta nera,felpina nera da annodare dopo i primi tre minuti di corsa in vita che è double face. Non nel senso che si gira e ha un altro colore, semplicemente ha la doppia funzionalità della scusa del “sai, se ho freddo almeno ce l’ho” quando in realtà serve solo a nascondere –inutilmente aggiungerei – il culo grosso. Coda di cavallo d’ordinanza e già che ci siamo, esageriamo e facciamo i professionali, cardiofrequenzimetro al posto con fascia toracica (sia mai che la voglia vedere…. La fascia toracica, of course)

Eccomi pronta, ore 5.22.

Suona il cellulare

Gulp.

Ho un balzo al cuore

Ho la salivazione azzerata

Rispondo.

“Ste, mannaggia, piove, facciamo un altro giorno?”

 

Ma perché io non apro le finestre la mattina Santa Cleopatra?!?!?!?!?!

Come Volevasi Dimostrare.

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il venerdì, 12 ottobre 2007,08:28

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Cosa avevo detto, o meglio, scritto, a proposito delle probabilità di incontrare il Principe Azzurro?

Che poi a me l'azzurro non mi piace nemmeno tanto.

Facciamo il Principe Grigio che va un po' su tutto.

Pero' il grigio è un po' triste, facciamolo Grigio Perla, vah.

Anzi no, Grigio Pirla nel mio caso è molto più adeguato.

Riprendiamo: che cosa avevo detto a propo...va beh, insomma.

Come volevasi dimostrare.

Imbottigliata nel traffico cittadino, stavo già pregustandomi la seratina che mi volevo dedicare: bagno caldo con il bagnoschiuma che fa sembrare la vasca un'enorme meringa, telefono staccato, la minestra pronta in pentola che cuoce mentre mi *bagnoschiumo* tutta dalla testa ai piedi, magari uno scrub per coccolare un po' la pelle, sette etti di crema, un bel libro da leggere sul divano con addosso il pigiamino "dormi & gioca" con le ghette felpate che è l'anoressizzante del sesso peggio del gambaletto antistupro, ma è comodo. E poi a nanna presto. Un programma niente male.

Arrivo a casa e apro l'acqua della vasca per riempirla e mentre mi spoglio suona il telefono. Bene. L'ultima telefonata e poi mi posso dedicare totalmente alla serata.

E' il mio socio che mi ricorda che domani abbiamo una scadenza importante e non posso assolutamente dimenticare le ultime stampe. Sorrido tra me e me perchè, scaltra come una faina, sapendo di poterle dimenticare, due giorni fa le ho riposte nei cassetti della sua scrivania chiusi a chiave.

Così gli dico di stare tranquillo e mi appunto mentalmente di recuperare le chiavi della cassettiera se mai domani dovessi cambiare borsa. Non vorrei dimenticarle a casa.

Frugo nella borsa e non le trovo. Probabilmente le ho dimenticate nella giacca che avevo lunedì. Ricordo perfettamente di averli messi nella cassettiera lunedì. Rien. Nella giacca non ci sono. Torno alla borsa e controllo meglio tra il portafoglio, le chiavi di casa, i fazzoletti, i tampax, la scatolina con spazzolino e dentifricio, la borsetta dei trucchi, il cavo usb che non trovavo stamattina, la spina tedesca, le lampadine che devo comprare con lo stesso attacco che le ho già sbagliate due volte, la macchina fotografica, le posate di plastica nella confezione trasparente che mi sono rimaste in borsa dall'ultima volta che ho mangiato al Burger King, la lista della spesa, l'agenda e non so cos'altro ma delle chiavi non c'è traccia. Mi siedo sul divano e ricostruisco la settimana. Ricordo perfettamente che era lunedì.

Mumble mumble. Dove le avro' messe? Sicuramente avevo un'altra borsa. Apro tutte le borse in mio possesso, comprese quelle che non metto da sei stagioni ma delle chiavi non c'è traccia. Quella sera quando sono uscita dove sono andata? Direttamente a casa. Niente spesa, niente apertivo con le amiche, niente cene fuori. Ufficio-casa. Diretta. Senza passare dal via. Forse mi sono cadute in macchina.

Si, potrebbe essere. Mi infilo i pantaloni della tuta, le prime scarpe da tennis che trovo, senza le calze, così come sono, a piedi nudi, una felpa senza nemmeno mettermi la maglietta,  i capelli tirati su che sembro pettinata con i petardi; afferro le chiavi della macchina e quelle di casa e mi precipito per le scale. Corro verso la macchina e...sbonk!

Incontro LUI: Francesco. Sogno proibito di cinque anni di liceo di una ragazzina grassa, timida, con l'apparecchio ai denti per i primi tre anni e "fidanzata" con un Babbo (perchè già all'epoca ero speciallizzanda in uomini di Serie B) per tutta la durata del liceo.

Lui, non bello ma affascinante (avevo già buon gusto all'epoca) fidanzato con una fica stratosferica del liceo liceo linguistico a fianco e che, ovviamente, non si accorgeva nemmeno dell'esistenza del protozoo scrivente.

Lo incontro così: lui bello come il sole con un paio di jeans da stupro sul posto, la camicia da togliergli  morsi, quell'occhialino da vista senza montatura e un sorriso da strappamutande che è tutto un dire. Scende da un fuoristada che costa la metà di Del Piero. Io con la faccia sconvolta piu' di Materazzi dopo la testata di Zidane, vestita che sembro rotolata nell'armadio cosparsa di Vinavil e i capelli con la piega fatta da mocio vileda. Anzi no, mocio vileda sta meglio.

Si ferma e sorride come se avesse visto la Dama con l'ermellino di Leonardo. Io sembro l'Urlo di Munch. Trafelata nemmeno avessi or ora finito di scalare l'Everest a mani nude e portando una gerla di carbone sulle spalle (che non so che immagine sia, ma rende l'idea) gli dico (bugiarda, ma scaltra come una volpe!) che sono lì per fare la mia consueta corsetta serale e sto rientrando a casa. Ci si ferma a parlare del piu' e del meno. E Guendalina? Ah, vi siete lasciati? Ooooooooooooooh mi dispiace. Falsa come i soldi del monopoli. Eh, ma guarda succede. ANCHE IO NON STO PIU'CON FEDERICO, SAI?!?!?! Eh no, sai, le storie da adolescenti... Eh, ma cosa ci fai qui? Ah, ti sei trasferito da poco (per un attimo temo che l'ormone mi salti fuori dalle orbite ma evidentemente fingo bene e lui non sembra accorgersi di nulla). Eh no, io abito qui da cinque anni. NO NO NIENTE CONVIVENZA. IO STO DA SOLA! Ma certo che ci prendiamo qualcosa assieme, una sera di queste. No guarda non ho il cellulare con me, sai PER ANDARE A CORRERE non me lo porto appresso. Ma si certo, segnatelo. Chiamami, ci si prende un aperitivo una sera. Ah, vieni a correre anche tu? Ma ceeeerto, tutte le volte che vuoi. Ma si, piu' o meno sempre verso quest'ora, sai, tra l'ufficio e tutto il resto prima non ce la faccio. Come dici? Sarebbe meglio la mattina? Ma sai che non ci avevo mai pensato? (ma se a me non mi sveglia nemmeno una centrale nucrelare che esplode). Certo: rimaniamo d'accordo così. Ciao ciao.

Mi dirigo verso la macchina che non mi ricordo nemmeno che cacchio ero scesa a fare. Ah, si. Le chiavi. Apro la portiera dalla parte del passeggero ed eccole lì le bastarde: tra la portiera e il sedile. Brillano.

Poco male, torno a casa piu' leggera per aver ritrovato le chiavi che mettero' in borsa immediatamente e con il sorriso sul cuore per aver rivisto Francesco. Salgo le scale di casa con gli occhi a cuoricino mentre penso a lui sul muretto che fumava la pipa nell'intervallo (era troppo avanti! fumava la pipa!!!) e intanto pregusto il lieto concludersi della mia serata con il mio bagno e...no! MERDA! L'ACQUA! Ho lasciato l'acqua della vasca aperta. Faccio l'ultima rampa di scale salendo i gradini tre a tre e arrivo alla porta. Entro come l'uragano Jane e arrivo giusto in tempo per chiudere il rubinetto. Ancora due minuti e mi si sarebbe allagata la casa!

Mi spoglio e riesco finalmente a immergermi nella vasca da bagno per il mio meritato relax. Pìrìpì! Messaggio. "Mi ha fatto un piacere immenso vederti di nuovo. Che ne dici domani mattina alle cinque e mezza di vedersi per una corsa? Dopo facciamo colazione assieme. Frà"

Maporcaccalamiserialadraeancheunpozozza! Io che credevo di essere uscita dal tunnel degli uomini di Serie B. Dopo il Bastardo, il Bandito, il Buliccio, il Babbo, la Bavosa...pure un novello Baldini di doveva capitare?!??!?!

categoria: , stex e gli uomini, stex e lo sport, stex e il lavoro
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Dario mi ha tenuta sveglia tutta la notte.

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il giovedì, 11 ottobre 2007,09:28

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Che dire?

Oggi è una di quelle mattine in cui mi sono svegliata con il sorriso.

E che sorriso!

Joker di Batman a confronto sembra appena tornato da un funerale.

Mica pizza e fichi.

E’ vero, sono un po’ stanca, la notte in bianco ad una cera età inizia a farsi sentire ma quando ne vale la pena….

Ecco perché hanno inventato le creme per il contorno occhi e le mascherine da far gelare in frigo che poi prendono l’odore di cipolla e di dado Knorr.

Insomma, Dario mi ha tenuta sveglia tutta la notte.

Sotto il piumone azzurro, quello caldo caldo e soffice soffice.

D'altronde, come resistere alla sua parlata napoletana?

Quella che mi fa scoppiare a ridere fino alle lacrime reclinando la test indietro per smuovere i capelli.

Quella che mi fa quasi arrivare alle lacrime, quella che mi fa sentire lo stomaco che sussulta.

Quello che mi lucida gli occhi di commozione.

Questo quasi quarantenne mi fa impazzire.

O come si definisce lui, il ventenne che sta festeggiando l’anniversario dei suoi vent’anni.

Questo ragazzo imprigionato in un corpo di uomo che mi racconta del suo rapporto con la fidanzata, oramai ex, un po’ turbolento, e l’analisi che ne è seguita.

E i suoi sogni di bambino che non risono realizzati. Ma in fondo: quanti di noi possono dire di aver fatto quello che sognavano da bambini?

Quanti sono diventati astronauti o prime ballerine o calciatori, o majorette.

Quanti?

E lui non è di certo diverso.

E’ qui che mi racconta fitto fitto la storia della sua vita, le aspettative che aveva in lei e quello che avrebbe voluto fare e di sua nipote e della sua famiglia.

E la notte scorre veloce fino a sprofondare nelle braccia di Morfeo.

Ma io non riesco a dormire.

Mi giro e mi rigiro nel letto ma non riesco a prendere sonno.

Scendo a chiudere una finestra.

Scendo in salotto a spegnere il dvd che non si sa perché è rimasto acceso.

Bevo un bicchiere di latte caldo.

E torno a letto, scalza, a rintanarmi sotto quel piumone.

E quando lo vedo lì sul cuscino.

Con quel suo pizzetto curato, quei capelli un po’ scompigliati che iniziano a diventare un po’ sale e pepe, quegli occhi azzurri che mi hanno stregata non resisto.

 

 

 

 

Riapro i libro e ricomincio a leggere.

Dario Cassini “E’ vent’anni che ho vent’anni” pagine 147.

14 euro spesi bene.

categoria:stex e i libri, stex e gli uomini
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Assente giustificata

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il venerdì, 28 settembre 2007,16:44

.....

.....

.....Vorrei poter scrivere che è tanto tempo che non aggiorno il blog perché ho vinto un viaggio intorno al mondo, oppure che Clooney si è innamorato di me e mi ha rapita per una settimana romantica sul lago di Como, o ancora che sono stata selezionata dalla Nasa ed ero intenta a seguire un corso di aggiornamento. Ma purtroppo non c’è niente di tutto questo. E’ un periodo pieno. Non ho un minuto libero e fatico persino a trovare il tempo per dormire. Per di più, visto che  me piace complicarmi la vita, sono stata impegnata a sistemare l’ennesimo caso umano. Certe volte mi convinco quasi che io viva per il blog. Nel senso che colleziono determinate occasioni per poterle scrivere. Perché io ho la caratteristica di mettermi a guardarmi. E non è un errore di digitazione stavolta. No no, mi siedo e mi guardo come se fossi a teatro. Certe volte sono esilarante.

Ora, il tizio in questione, ne avevamo già parlato, non mi ha mollata un attimo. Alla fine ho ceduto. Ho fatto un ultimo tentativo dicendogli “sono libera solo lunedì 24 settembre, dopo quella data la prima disponibile è il 14 dicembre” sperando che fosse un appuntamento abbastanza bislacco da farlo desistere.

Mi sbagliavo.

Evidentemente io avevo avuto l’idea ma il tizio è anche piu’ bislacco di me. Ho anche confidato nel fatto che il lunedì la maggior parte degli esercizi è chiusa per turno, peccato che abbia ribattuto dicendo che mi avrebbe invitata a cena da lui e avrebbe cucinato lui. Mumble mumble…..ho tirato fuori due o tre allergie, un virus contagioso e una celiachia. Giusto per metterlo in difficoltà. Niente da fare, si è ingegnato e ha fatto tutta roba che “potevo mangiare anche io” (dire che ero allergica a lui mi sembrava davvero scortese).

Ho fatto una telefonata alle 20.30 dicendo che avrei ritardato per questioni di lavoro. Il che è vero. Non nel senso che a quell’ora ero a lavorare, ma ero vestita ancora da ufficio, il che significava gonnellina frou foru bianca e nera, magliettina nera aderente, scarpa con il tacco, borsetta bon ton, una parvenza di trucco e i capelli legati in modo decisamente professionale. Insomma, volevo passare da casa a mettermi la tuta dell’adidas e le nike schifose. O comunque un abbigliamento piu’ comodo, e decisamente meno curato e sensuale. Insomma, mi precipito a casa, mi faccio una doccia di corsa, mi vesto con un paio di pantajazz, una  maglietta semplicissima, le scarpe da running, capelli bagnati, occhiali da vista, struccata. Cazzo, peggio di così non riesco a conciarmi. L’unica soluzione è una cicatrice sulla faccia forse ma non mi sembra il caso. Insomma, se mi vede così la smetterà di spaccare i maroni, no?

Arrivo fa lui del tipo “scusami tanto ma PROPRIO non ce l’ho fatta prima”.

Mi accoglie con un “come sei bella, così semplice!”. O è totalmente ottenebrato dalla mia bellezza (…leggasi: deve cambiare spacciatore) oppure è falso come i soldi del Monopoli.

Il tizio ha apparecchiato in giardino, tavolino da due, candele, tutto un sevizio che se va bene arriva dritto da Tiffany, Christal nel secchio e tutti i crismi possibili. Cazzarola, qui si aspettava Audrey Hepburn ed è arrivata Pippicalzelunghe (nemmeno. Sotto i pantajazz ho il calzino di cotone a coste, corto di quelli che ti lasciano il segno dell’elastico).

Mi attacco alla bottiglia dello Champagne per tentare di togliermi dall’imbarazzo. A parte che io sono piu’ il tipo da Lambrusco, Dolcetto, tutt’al piu’ da vino bianco come che so io...un Arneis, un Pigato e non certo da Champagne, poi a me lo champagne mi da subito alla testa (meglio, penso, così forse mi farà quest’effetto). Dicevo a parte questo, mi salta la mosca al naso quando tira fuori le fragole. A parte che non è stagione e le avrà comprate a carati, a me le fragole “nature” non mi piacciono. Per me le fragole significano solo una cosa: gelato alla vaniglia! Faccio buon viso a cattivo gioco e mi pappo pure le fragole mentre aspetto che sia pronta la cena. Si chiacchiera del piu’ e del meno abbastanza bene anche se io mi faccio abbastanza i cazzi miei rispondendo a svariati messaggi del Bandito sul cellulare. Parlo del mio amico Picchio e questo qui ad un tratto SI PERMETTE di dirmi se posso non nominarlo perché E’ GELOSO.

Alt.

Fermi tutti.

Pugno.

Qui urge Bugiardino.

Peccato non averlo appresso.

Devo ricordarmi di portarlo con me.

Lo guardo come piu’ o meno si guarderebbe un topo morto nel proprio piatto. Anzi no, peggio e gli dico subito che ha sbagliato candeggio con la sottoscritta.

Sembra capire (speriamo)

Inutile cincischiare, al momento del dolce, ci prova.

Il mio cellulare è muto.

Lo guardo insistentemente (il cellulare, non il caso umano) ma non fa cenni di vita.

Eppure avevo chiesto alla mia amica di chiamarmi a una determinata ora per avvisarmi che mi stava andando a fuoco la casa ma per ora non si è fatta sentire.

Nemmeno il mio amico finanziere con il quale mi ero messa d’accordo sta facendo irruzione facendo finta di arrestarmi.

Inutile, scruto il cielo e non vedo la presenza di elicotteri dei Carabinieri.

Niente di tutto quello cui avevo pensato.

Panico

Panico

Panico

Mi alzo dalla sedia per mettermi in movimento, almeno, penso, saro’ piu’ difficile da raggiungere e…oppporcapupazza! Mi ricordo solo adesso che mi sono alzata che il tipo è piu’ basso di me! Ora, io capisco che non possano essere tutti giocatori di pallacanestro. Pero’ io non ce la faccio, a me guardare un uomo (uomo?) dall’alto in basso mi fa impressione, mi sembra di baciare un bambino. All’inizio rido tra il finto imbarazzato e una paresi. Dopodichè inizio a buttare lì qualche scusa del tipo classico: sai è un periodo in cui non so cosa voglio dalla vita, non me la sento, per carità TU MI PIACI (….) ma davvero io in questo momento non posso. E poi guarda, da qualche tempo sto già frequentando un’altra persona, capisci che NON SAREBBE GIUSTO (….) nei suoi confronti. Poi, appareniamo A DUE MONDI COSI’ DIFFERENTI che proprio non mi ci vedo PERO’ SE VUOI POSSIAMO RIMANERE AMICI.

Ehi, nemmeno un uomo sarebbe stato capace di meglio, 15 anni di fregature mi hanno permesso di collezionare un libretto di scuse degno di nota (ricordarsi di mettere un post sulle scuse piu’ utilizzate e far collaborare nei commenti tutti i miei amici bloggers!)

Insomma, mezz’ora dopo sono sulla porta di casa con il classico “allora ci sentiamo” (scordatelo, sottospecie di bavosa!!!) finalmente libera di poter andare a casetta e dormire “a uomo di leonardo” spalmata dal una parte all’altra del letto.

Salgo in macchina giuliva e felice di aver finalmente cestinato il caso umano quando….DLIN DLON! Messaggio. Ok, chi cazzo sarà a quest’ora? LUI ISSO LUIMEDESIMO

Io non ci credo.

“lo so che fai la reticente perché non vuoi sprecare subito una storia, ma io non ti lascio andare così facilmente. Grazie della bellissima serata. Non vedo l’ora che ci sia un’altra occasione. P.S. sono ancora indeciso se ti preferisco in gonna, in tuta o…nuda.”

Maporcaccialamiseriazozzaimpestata!

Vi prego, svegliatemi da quest'incubo!

Datemi un pizzicotto!

Ma come glielo devo far capire a questo coso?

Datemi il numero di Bin Laden, iscrivetemi alla mailing list di Al qaeda.

Fate qualcosa Vi prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrego!

Sigh...sob...

SIBBBBBBBBBBBBBBBBBBBB (...SOB...SOB...)

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il mercoledì, 05 settembre 2007,07:54

 

Che poi starebbe per Specializzata In Bastardi, Banditi, Bulicci, Babbi.

Questa in breve la me medesima, io stessa, la sottoscritta, mettetelo come volete. Che io sia una donna fuori dal comune si è già detto, e non mi va ripetere l’ovvio. Il punto è che stanotte mentre ero nel mio lettino che non riuscivo a prendere sonno nemmeno dandomi una martellata sulla testa, nemmeno bevendo un whiskey doppio, nemmeno contando le pecore ero lì che fissavo il soffitto nero (che in realtà è bianco, ma al buio sembra nero) e il rosso della sigaretta che sfrigola (si, fumo in camera, vivo da sola e nessuno mi puo’ spaccare i maroni per questo) e pensavo agli ultimi anni passati in falsa singletudine. Falsa perché comunque qualche pezzo di animale che mi gravitava intorno c’era sempre. Singletudine perché comunque mi reputavo libera come l’aria. Almeno psicologicamente parlando. E piu’ o meno ho collezionato una serie di B, anzi, una serie di uomini di Serie B che corrispondo alle categorie sopraelencate.

 

Il Bastardo: tutte noi ne abbiamo avuto uno. Quello che ci ha rapito il cuore e che proprio “non c’è trippa pe’ i gatti” quello che non sarà mai nostro ma se ci chiama non riusciamo proprio proprio a dire di no, come alla Tinsemmal con le verdurine (che io detesto per altro, puzza di cadavere quelle roba). Quello che se ci pensiamo razionalmente siamo capaci di dire “io con uno così? MAIIIIIIIIIII” Che se lo frequenta la nostra migliore amica la mettiamo in guardia e tentiamo in tutti i modi di dissuaderla da questa pseudo-relazione. Se invece siamo noi le interessate, allora nei momenti di lucidità pensiamo “ah no, stavolta on mi frega, stavolta se mi chiama gli dico che non ci sono e che esco con le amiche. Anzi no, gli dico vagamente che ho già un impegno così magari pensa pure che si tratti di un altro uomo, così magari si ingelosisce un po’. Anzi, faccio di meglio, mi metto alla ricerca di un vero appuntamento così se ci becchiamo in giro mi vede con uno. Poco importa se è mio cugino, lui non lo sa e non lo deve sapere” Salvo poi quando suona il telefono ed è Il Bastardo, mandare raffiche di sms a mezza compagnia per fare Bonolis e tirare un pacco clamoroso o scusarsi con il cugino di 5° grado accusando un mal di testa o la nausea. E poter finalmente richiamare Il Bastardo e chiedere “Allora? A che ora ci vediamo?”. Mandando a puttane tutti i nostri propositi di Bella e Irraggiungibile. Che non sono né l’una né l’altra. Io. Ha la capacita di trasformarti i un uomo e far confluire il sangue che solitamente ti arriva al cervello direttamente nelle mutande. Ti ha praticamente lobotomizzata e tu non lo sai. Ecco, io di tipi piu’ o meno così non ne ho avuti molti, ma quelli che ci sono stati hanno lasciato il segno non diro’ “io con uno così mai piu’” perché so che appena lo dico ne spunta un altro. Piu’ Bastardo del precedente.

 

Quello appena spuntato non è proprio Bastardo. E’ piu’ Bandito. Perché il Bandito è piu’ subdolo del Bastardo. Perchè oltre a tutte le caratteristiche del Bastardo ha in piu’ la cosa di tenerti sulle spine facendoti credere che _forse_ tutto questo puo’ sfociare in una relazione. E’ quello che ti manda l’sms della buona notte. In realtà lavora alla Tim o alla Omitel ma tu lo ignori, e ha 72 schede con cui manda gli sms a tutte quelle che ha conosciuto. La sua rubrica del telefono non è divisa in gruppi come la tua che prevede: lavoro, famiglia, LE AMICHE, amici palestra, amici mare, amici montagna e cose così. La sua è divisa in: maschi, femmine trombate, femmine trombabili, femmine intrombabili. La sera si mette lì tranquillo tranquillo sul divano di casa e manda l’sms di rito. E tu, povera cretina, pensi subito “ma che carino. Mi manda anche l’sms della buonanotte, sembrava tanto uno stronzo. Forse la prima imperessione era sbagliata”. E anche se tutto sommato a te l’sms della buona notte ti da un po’ effetto Activia pensi che comunque sia una persona gentile, sembra quasi un essere umano. E dire che la prima volta ti era sembrato un filibustiere. Non sembrava. E’. Ma tu lo ignori. Viene a casa tua anche solo per guardare un film e inizia pensare che sia diverso dagli altri uomini che vogliono solo trombarti. In realtà viene lì per riempire la serata fino alla mezzanotte o giu’ di lì, orario in cui ha appuntamento con qualcuna che gliela dà.

 

Il Buliccio. Nella vita ne ho incontrati due. O pseudo tali. Uno è diventato un mio carissimo amico perché VERAMENTE Buliccio. Nel senso di omosessuale. Ci siamo conosciuti al corso di fotografia. Inutile dire che con la bellezza virile dell’uomo e le peculiarità femminili di una donna incarna, ancora oggi, l’uomo perfetto. Uno di quelli che quando arrivi al corso spettinata, trafelata, appena scesa dall’autobus iper-affollato, senza l’ombra di trucco è comunque in gradi di dirti “ma sai che con i capelli tirati su a quella maniera non stai affatto male? Dovresti portarli di piu’” uno al quale chiedi un consiglio su un vestito e non ti risponde guardando la televisione “si si va benissimo” ma è in grado di dirti “ma tesoro mio, quelle scarpe non centrano proprio niente. Non potresti mettere il sandalo gioiello che hai comprato lo scorso anno?” Insomma, uno che si ricorda che tu hai un paio di sandali gioiello (uno? Va beh, sorvoliamo) che starebbero d’incanto con quel vestito (tu intanto te le sei dimenticate in fondo alla scarpiera perché alla fine anche se compri scarpe della madonna la tua scelta è inesorabilmente orientata tu: texani, anfibi, sneakers) Pero’ sono cose che fanno piacere. Uno che non devi trascinare a teatro, è lui che ti chiama e ti dice cosa c’è in programma e ti propone la serata. Insomma, l’uomo perfetto. Solo che ha questo piccolo particolare che dopo che tu te ne sei perdutamente innamorata ti dice che ha conosciuto una persona al corso di fotografia al quale sarebbe interessato. Tu inizi a fantasticare ed avere gli occhi a cuoricino fino a che non ti dice che la persona in questione si chiama Andrea. Poco male, hai conquistato un amico prezioso, ma tant’è…un po’ ti girano. L’altro tipo di Buliccio invece è così solo per definizione. Semplicemente perché sembrerebbe interessante a prima vista e magari ti invita pure fuori a cena o per un cinema o per un aperitivo, ma al dunque il ragazzo si ritrae e ti lascia sul portone di casa con il bacio sulla guancia. La prima sera pensi che sia rispettoso. La seconda sera pensi che sia uno che ci vuole andare piano. La terza sera pensi che sia un timido. Al quarto bacio sulla guancia pensi che sia uno che ci vuole andare molto cauto. La quinta sera chiami il Bastardo perché se il Buliccio ti da un altro bacio sulla guancia potresti comprare un bazooka su e-bay (e non ci sono, ci ho guardato, non ci sono!)

 

Il Babbo è sicuramente il piu’ gettonato. Se c’è un Babbo nel raggio di 5 chilometri sono sicura che si azzecca alla sottoscritta. Non è la stessa cosa del caso umano. No, il Babbo forse è peggio del caso umano. Solitamente sulla carta funziona. Solitamente non è brutto, non è sfigato, si interessa di un sacco di cose magari che interessano pure te, è serio e lavoratore, ha una media cultura. E’ curioso e magari non è nemmeno scarso a letto. Pero’, ha sempre un pero’ che lo contraddistingue. Nella vita vera è Babbo. E non c’è altra definizione. Non riesco proprio a trovarne altra. E’ uno che lo vedi e pensi: *Babbo*. Ecco, quelli sono solitamente quelli che mi si appiccicano e non mi si schiodano piu’,, che anche se li mandi a stendere non capiscono. Il Babbo è una persona semplice. Mai usare giri di parole con lui che non funzionerebbero. Ho provato millemila tecniche. Del tipo: no, in questo secolo guarda, non ho nemmeno una serata libera. No, non mi puoi baciare, ho l’herpes. Contagiosissima. No, scusa, davvero stasera non posso, mi mancano ancora 2451658 pezzi per finire il mio puzzle. Niente, non funziona. Il Babbo torna sempre. Bisogna agire per vie direttissime e a volte nemmeno quelle funzionano. Inutile qualsiasi : guarda che non c’è trippa pe’ i gatti. No guarda scusa ma non mi interessi. In questo momento non ho voglia di niente e nessuno. Scusami, ma se vuoi possiamo rimanere amici. Anche queste gli lasciano comunque il barlume della speranza e il Babbo è convinto di poter tornare alla carica periodicamente a rifare la proposta, sperando che la tua idea cambi. E non cambia invece.

 

Certi animali non si estingueranno mai. E io in questi anni mi sento un po’ come se fossi Piero Angela e Licia Colo’ messi insieme.

categoria:stex e gli uomini, stex e il trombamico
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Questione di parole

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il venerdì, 31 agosto 2007,10:01

Io non sono di certo una cima, ho a malapena finito il liceo scientifico – che mi faceva schifo – solo ed esclusivamente per avere un pezzo di carta. Non ho fatto l’università perché non ho trovato niente che mi ispirasse. E ho preferito lavorare perché avevo bisogno di soldi. Questo, in breve, la mia carriera scolastica. Certo, oggi, 10 anni dopo l’esame di maturità mi piacerebbe iscrivermi all’università. Frequentare qualcosa che mi interessi veramente, farlo PER ME e basta. Non per avere una cosa da incorniciare in casa, ma per soddisfazione personale, ecco. Si, lo farei. Ma a parte questo che non c’entra nulla, anche se non ho studiato e non sono un premio Nobel (ma nemmeno Brut…) ho rispetto per la lingua italiana. Intendiamoci, pure io ogni tanto faccio certi strafalcioni che non sono da poco. Per esempio ho scoperto da poco che “quel è” si scrive senza l’apostrofo. Lo so, a quasi 30 anni non è bello, ma è una cosa alla quale non avevo mai fatto caso. Eppure leggo. Leggo *decinaia e decinaia* di libri. Piu’ o meno tutti i generi. Vado a periodi. Da ragazzina, introno ai 16 anni mi scoppiavo dei mattoni assurdi perché volevo fare l’intellettualloide (intellettuale non è proprio adatto a me). Poi ho avuto il periodo thriller e mi sono appassionata al genere, poi ogni tanto ho ancora il periodo “spegniamo il cervello” in cui qualche “i love shopping” et similia arrivano sul mio comodino. Mi piace approfondire gli argomenti a me cari e sono una persona curiosa, che credo sia il mio miglior pregio e il mio peggior difetto. Con la curiosità non si è mai morti dentro. E’ pur vero che non sempre è una cosa positiva. A volte la mia curiosità mi ha spinta a scelte di vita non proprio ortodosse, ma no è il caso di parlarne. Non piu’. Comunque, tornando al discorso iniziale (un altro mio difetto è quello di saltare di palo in frasca) dicevo, non sono una cima ma non rasento a malapena l’italiano. Con Mr. T il nostro gioco era riprendersi per i congiuntivi sbagliati, che nella lingua parlata sembrano essere caduti in disuso. Io stessa faccio quest’errore. Se solo pensassi un microsecondo in piu’ eviterei tante forme sbagliate. Pero’ per lo meno non dico cose come “se avrei” e “se potrei”. Quindi mi reputo una persona mediamente ignorante. Ma solo mediamente. Il problema nasce quando la persona che in questo momento ti ha rapito se non proprio il cuore, almeno un’altra parte di te, che vedi bello come il sole, interessante, solare, ironico, poliedrico e metteteci tutti gli aggettivi positivi che vi vengono in mente ti manda un messaggio sul cellulare e tu sei lì con la bustina che lampeggia sul display che quando vedi il mittente le cavallette nello stomaco saltano tutte assieme e ti si azzera la salivazione e hai le mani sudaticce che quasi il telefono ti sguscia via dalle mani e apri febbricitante la bustina per scoprire che lui è invitato a cena da amici  e che faranno la paella e che ha un amico che è un ottimo SCEF. Scritto così. SCEF! Siccome sei pinola e non vuoi pensare che sia possibile scrivere una cosa del genere inizia a dirti: eh ma sai, il T9 è programmato in italiano, forse non se ne è accorto. Beh, ma in fondo no ha studiato il francese, uno si puo’ anche sbagliare. Probabilmente sta scrivendo il messaggio mentre guida e davanti a lui c’è stato un tamponamento con una mucca posteggiata in mezzo alla strada e non ha avuto modo di rileggere il messaggio prima di spedirlo. Oppure mentre lo stava scrivendo è entrata un’ape nell’abitacolo della macchina e nel tentare di cacciarla via ha schiacciato i tasti sbagliati. O...insomma, te la racconti. E quel che è peggio è che ci credi. E continui a vederlo come l’uomo con il sorriso strappamutande che ti fa ridere e al quale davvero non riesci a dire di no, perché è quello che finalmente ti ha strappato dal cure Mr. T e che per una volta nella vita vorresti essere coinvolta in una storia, non in stile bungee jumping come hai sempre fatto nella vita che “tanto poi si torna indietro”. E passano le serate a chiacchierare, e le telefonate, e gli sms e tenti di infilar e ogni tanto qualche film leggermente diverso da Eccezziunale veramente (che per altro reputo anche io un cult) e tenti di fargli apprezzare un film che è per te il principe di tutti i film comici e quando è finito ti dice “ma è vecchio che è girato in bianco e nero?”e tu pensi immediatamente alla faccia che potrebbe fare Mel Brooks davanti a un’affermazione del genere e stringi i denti quando tu una sera d’estate ti definisci un “Dr. Jekill e Mr Hyde” quando lui ti risponde – probabilmente anche convinto di colpirti per la citazione - “gobba? Quale gobba?” scambiandolo per Frankeinstein Jr. Ma non vuoi vedere che il tuo Principe si sta trasformando in rospo. Non puoi accettare questo e quindi ti illudi che “puo’ capitare a tutti”. Fai finta di niente quando ti scrive senza l'apostrofo nei messaggi perché pensi che voglia solo fare in fretta. Ma poi c’è la classica goccia che fa traboccare il vaso e quando leggi “L ai fatta la spesa o passo io a prendere le birre”(anacoluto a parte, che tutto sommato a me non dispiace, come avevo già detto, anche se è sbagliato) tu per un attimo pensi “ho letto male” e allora torni indietro e rileggi. Ma quell’h proprio non c’è. Guardi se ha mandato un secondo sms scrivendo “scusa, ho dimenticato l’h” o qualcosa di simile, ma non c’è nient’altro nei messaggi in ricezione. Rispondi un po’ titubante e un po’ con la delusione sperando che sia solo sfuggita da qualche parte. Si prospetta una serata carina, birra e dvd sul divano. Comunque sarà piacevole. Ma lo strappamutande cade nuovamente e ti scrive di nuovo un sms dicendo che i suoi amici ANNO deciso di andare alla sagra del tortello ripieno, e se tu hai voglia di andarci. Anzi probabilmente se non fosse stato scritto direttamente a me a questo punto dovrei scrivere se tu AI voglia di andarci. E proprio non ce la fai. Ti viene un groppo in gola e anche un po’ voglia di vomitare. E sinceramente mi vedo già proiettata nel futuro con tanti piccoli strappamutandini che metteranno le H un po’ dove capita e mi viene in mente un racconto che avevo letto alle elementari con la maestra Nadia dove un accento una volta era caduto su un faro trasformandolo in un faro’ e rido, rido da sola pensando che ha ragione la mia amica quando mi dice che io ho bisogno dell’uomo TT, che non è riferito all’Audi ma al Taci e Trombami. Il che non è nemmeno corretto, perché quando parla almeno non si sa se ci mette l’h oppure no.  Forse era piu’ facile una volta dove non esistevano i telefonini e i messaggini. Uno era costretto a telefonarti a casa (con il batticuore che rispondesse la mamma, o peggio, il papà) e era costretto a parlarti e almeno evitava certe figuracce. Come è capitato alla mia amica con un tizio che un girono ROMANTICISSIMO le ha scritto “mi fai venire il battuQuore”. Inutile dire che la mia amica ha cancellato il numero.

istruzioni per l'uso

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il mercoledì, 29 agosto 2007,15:24

Metti caso che ti ritrovi in macchina con il tuo migliore amico che sembra un po’ un Principe, se vogliamo, ma dopo aver girato Trainspotting, ecco. Un Sick Boy vestito sportivo. Mettiamola così. Metti anche che il viaggio che era stato preventivato in ore 2 sulla tabella di marcia, causa imbecille che si incastra con il camion sotto la galleria diventi di ore 4. Metti anche caso che cassa numero 1 di birra stia piano piano diventando cassa numero mezza e si sta avvicinando sempre piu’ a cassa numero zero. Mettici tutto questo (e già non mi sembra male) e aggiungi che uno appena uscito dall’ uovo di pasqua ha sollevato un polverone perché:

 

1-     TU ti sei permessa di andare via tutta la sera con il tuo migliore amico. E sei un’idiota se pensi che il suo “no, figurati vai pure non sono affatto geloso” significhi realmente “no, figurati vai pure non sono affatto geloso”. In realtà dicendoti così vorrebbe dirti “possibile che non ci arrivi da sola insipida sgualdrina che appena ti vedo salire sulla sua macchina penso che voi due trombiate come ricci sull’autostrada alla *famolo strano* e io vorrei che invece stessi a casa a ricamare al tombolo mentre mi aspetti che rientro da una serata *biliardo e birra* con gli amici che stasera ho voglia di dormire da te”

 

2-     Accettato il fatto che tu comunque andrai via con il tuo amico perché avete bisogno di una serata insieme, il tizio in questione inizia a rafficare di domande del tipo “chi c’è, ma quanti siete, ma dove andate (un fiorino, aggiungerebbe Benigni)” sperando in un tuo “ma perché non vieni anche tu” che in realtà SAI che dovresti dire ma che in realtà NON VUOI dire perché l’amicizia tra te e Picchio è una cosa ESCLUSIVA, è come un paio di mutande, mica le presti in giro.

 

3-     Fattogli digerire il fatto uno e il fatto due tutto sembrerebbe a posto. SEMBREREBBE e io che a volte rasento a malapena l’ITAGLIANO so che mai tempo e modo verbale fu piu’ azzeccato. Si perché dopo la vostra seratina passata parlando di lei e di lui e dell’altro e dei progetti e di impegni da qui al duemilacentoventitrè siete belli belli in macchina di rientro che il tizio ha URGENTE BISOGNO di dirti un po’ di cose su quel lavoro che (forse) dovreste fare assieme (e ignora che nel preciso istante in cui butterai giu’ la comunicazione SE LO SCORDA che tu gli dia una mano per quel suo progetto del cazzo). Ti chiama e tu rispondi con le “esse” un po’ troppo “esce” perché la birra effettivamente era bella pesa soprattutto considerando che 8 lattine sono state aperte PRIMA di riuscire a infilare qualcosa nello stomaco che fosse qualcosa di lontanamente solido. Se poi ci mettiamo l’aggravante che quel pirla del tuo amico non sta zitto un minuto e ti scappa da ridere è abbastanza normale che il tizio se la prenda male.

 

E il viaggio in macchina delle successive ore due non puo’ che essere infarcito di pirla, testa di cazzo, coglione a altri soprannomi tanto carini che non è proprio il caso di scrivere. Il problema non è il fatto che si sia incazzato in sé, non è nemmeno il fatto che avrebbe voluto esserci anche lui magari alla cena (Picchio fa parte della mia vita da sempre, questo qui è arrivato domani e pretende di farne parte? Aria, bello!) Il problema è che lui è stato quello del “non ti prometto niente” e poi si comporta peggio del mio ex fidanzato. Dorme stile koala costringendomi a fuggire dalla morsa dei suoi abbracci fino alla mattina che sono letteralmente rotolata giu’ dal letto pigliando una capocciata mondiale sul comodino. Viene a casa mia a farsi raccontare delle vacanze che ho concluso , a vedere le foto, e se ne va 5 ore dopo soltanto dopo aver parlato (leggasi: non ci vediamo da 15 giorni e non mi dai nemmeno due timbulate date bene? Mah….), ti chiama ogni giorno che ha fatto il Signore solo per parlare, ti manda gli sms per aggiornarti sui suoi spostamenti del week end prossimo e ti manda il resoconto di quello appena passato. E non ha ancora capito di avere a che fare con una donna un po’ fuori dagli stereotipi comuni. Che non ha intenzione di avere a che fare con un uomo che le tenga sotto controllo la vita. Ma io mi domando se veramente ho fatto un corso specializzato per trovarli tutti io. Ora faccio veramente “Stex: manuale di istruzioni” così almeno uno arriva, mi vuole conoscere, gli consegno il bugiardino, se lo legge, se lo studia a memoria e se non gli vado bene in posologia e indicazioni, gira i tacchi e se ne va’.

 

PRIMA DELL’USO LEGGERE CON ATTENZIONE TUTTE LE INFORMAZIONI CONTENUTE NEL FOGLIO ILLUSTRATIVO

Questa è una persona autosufficiente che potete usare in caso di mancanza di affetto, voglia spasmodica di una relazione che non debba necessariamente sfociare in un matrimonio, serate divertenti, discorsi seri e inopportuni. Puo’ essere usato quindi senza ricetta ma va usato correttamente per assicurare l’efficacia e soprattutto la durata della stima che essa nutrirà nei vostri confronti.

Per maggiori informazioni rivolgersi alla diretta interessata.

Consultate il medico prima dell’assunzione in caso voi foste: psicotici, masochisti, calcio-dipendenti, palystation-dipendenti, allergici a qualsiasi manifestazione di affetto, sostenitori dell’anello di fidanzamento, allergici a qualsiasi proposta temporale al di fuori di “stasera”, sfigati in linea generale, mammoni, allergici agli amici di lei, gelosi.

 

Composizione:

persona unica e inscindibile anche se ha il peso di due. Altezza 171 cm, larghezza, anche. Massa grassa 24%, massa magra 76%. Materia grigia 100% Simpatia 100% Depressione n.p. Principio attivo: essere felice.

 

Come si presenta:

Capelli neri, tinti, in realtà sarebbe un castano dorato che fa tanto scialbo, occhi verdi, 2 per la precisione. Un piccolo neo al lato sinistro del labbro che vorrebbe piu’ marcato alla Julia Roberts ma l’unica volta in cui ha tentato di accentuarlo con una matita sembrava avesse un porro grosso come l’Australia. Pelle tendente al verdognolo quasi sempre. Peso specifico del plutonio, stazza da baobab e movenze da Bulldozer.

 

Che cosa è:

viene catalogata nell’ordine delle donne solo per il fatto di avere due pere. Ma questo non deve trarre in inganno. Non si aspetta che le apriate la portiera della porta del passeggero, anche perché vuole quasi sempre guidare lei e si siederebbe dalla parte sbagliata, quella senza volante. Non si aspetta che le mandiate i fiori e in ogni caso quando lo fate non mandate - in casi di festa della donna - le mimose che le fanno venire mal di testa e MAI MAI MAI le banalissime rose rosse. E’ una donna da rose tea (che ha imparato a chiamarle così solo grazie alla parole crociate della settimana enigmistica) , da margherite e da gigli bianchi (si, lo so, sembra stano anche alla fabbrica di produzione ma è così)

 

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio:

papà e mamma

 

Produttore e controllore finale:

un tizio che è scappato a Monaco di Baviera con la sua collega, i due bambini della suddetta e i tre cani e che ha avuto il coraggio di usare la mia carta di credito per pagare il viaggio. Tutto questo solo perché quando mi ha fatto *La Proposta* mettendomi l’anello al dito ho detto “si” e 5 giorni dopo ho detto “scusa, ho scherzato. Ci devo pensare”.

 

Perché si usa:

perché non si puo’ fare a meno di una Donna Esagerata con tutte le maiuscole del caso quale è il prodotto.

 

Quando non deve essere usato:

in caso smodato di svuotamento di coglioni, in stati depressivi dopo essere stati mollati dalla fidanzata storica, quando non c’è niente di meglio in giro da fare, quando si è già felicemente o infelicemente sposati/conviventi/fidanzati, quando sei una donna, quando vuoi fare l’amico ma in realtà sei l’avvoltoio che sta aspettando che lei sia abbastanza ubriaca per non ricordarsi il giorno dopo che cosa è successo.

 

Quando puo’ essere usato solo dopo aver consultato la sua migliore amica e il suo migliore amico:

se sei un suo ex e hai deciso di tornare alla carica devi prima passare dalla Corte Suprema.

 

Cosa fare durante la gravidanza e l’allattamento:

Se sei tu il responsabile prenditi tutte le responsabilità del caso.

Se non sei tu, non domandare “ma chi è il padre?”

 

Quali medicinali o alimenti possono modificare l’effetto del medicinale:

rimane pressoché una persona normale tranne in presenza di: pizza, birra, porto rosso, vino rosso, vino bianco, profiteroles, gelato al pistacchio, rhum scuro (meglio se con zucchero di canna e lime e mentuccia), funghi, grappa, fettuccine paglia e fieno con il pomodoro fatte dalla sua mamma, verdure di tutti i tipi tranne le rape, meringata, genepì.

 

Come usare questo medicinale:

non essere assillanti e nemmeno troppo menefreghisti, non voler per forza partecipare alle serate di sole donne organizzate in casa sua o delle sue amiche, non voler per forza conoscere i genitori, non voler entrare nel cuore del fratello, non azzardarsi mai a esprimere un giudizio negativo nei confronti delle sue amiche, non far mai notare che “stai mettendo su qualche chilo”, non lamentarsi se russa, non pretendere che sia vestita perfetta da capo a piedi specialmente durante il week end in cui è libera di girovagare per casa con una fascia rosa nei capelli, scalza e una felpa di Sing Sing vecchia di 12 anni che le sta oramai tre volte, non azzardarsi mai a toccare le sue scarpe e spostarle dall’ordine cromatico in cui sono state posizionate, non toccare i suoi  libri divisi per genere, autore, anno di edizione, non mescolare i dvd dei suoi film preferiti accostati per regista, non parlare e tantomeno domandare qualcosa pretendendo una risposta prima che abbia assunto il terzo caffè, non lamentarsi se non risponde alle telefonate e/o ai messaggi, è sempre colpa del telefonino, non pretendere che cammini mano nella mano con voi o che vi baci in pubblico, pena la morte, non lamentarsi degli orari di lavoro a cui si sottopone, non lamentarsi del disordine lasciato per casa, lei nel suo ordine ci capisce e se sistemate lei non troverà piu’ cio’ che sta cercando, non farle pesare il fatto che nel week end è quasi sempre in giro con il suo migliore amico, NON ESSERE ASSOLUTAMENTE GELOSI DEL SUO MIGLIORE AMICO, non pretendere di arrivare primi in classifica quando prima di voi ci sono nell’ordine: la sua famiglia di origine (il che comprende papà, mamma, fratello, cognata, nipote, cane, gatto, cavallo, criceto, zii acquisiti e non e così fino ai cugini di 14° grado), le sue amiche, il suo migliore amico, il lavoro. Che vi vada bene potete conquistare un 5° posto per il rotto della cuffia.

 

Quando e per quanto tempo:

a piccole dosi, preferibilmente la sera. Evitare accuratamente la mattina, per le prime 2 ore dal risveglio.

 

Istruzioni per l’apertura del contenitore:

un po’ di fantasia, bimbo. Come minimo hai 30 anni, non hai mai visto le api e i fiori?

 

Cosa fare se avete preso una dose eccessiva:

come minimo hai già tatuate sulla faccia 5 dita. Che ti vada bene.

 

Effetti indesiderati:

puo’ causare assuefazione, ma non è detto che la stessa cosa valga anche per lei nei tuoi confronti.

 

Scadenza e conservazione:

da qualche anno dimostra e dichiara sempre 25 anni. Il che significa ETERNA.

 

Revisione del foglio illustrativo fa parte del Ministero della Salute

Agosto 2007

 

Mo’ vediamo se il prossimo funziona.

 


 

 


un bullone è per sempre

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il venerdì, 24 agosto 2007,10:21

Tutta colpa di quella troia di cenerentola.  Eh si. E’ tutta colpa sua! Se Bisio anni fa scriveva quella Vacca di Nonna Papera, io ho tutto il diritto di dare della troia a Cenerentola e tutta la stirpe delle FdC ovvero, Fiche di Cristallo. Biancaneve sotto i nani, quell’altra Maiala della Bella addormentata che per quanto ne so io è l’unica ad essersi punta con un fuso. Io i fusi li trovo per strada. Solitamente tra i 30 e i 40 anni. Il problema non siamo noi fanciulle che crediamo di poter trovare per strada il Principe Azzurro sul cavallo bianco, il problema sono i Principi che si convincono che da qualche parte del mondo ci siano le loro Cenerentole. Con le scarpette di cristallo. Che se io mi azzardassi mai a mettere una scarpetta di cristallo, la voglio vedere dopo cedere sotto il mio peso. Ma poi, quando piove come si fa? Mi direbbe la nonna – donna d’altri tempi – quando piove si sta a casa. Si, come no. Solitamente quando piove a me succede quasi sempre di dover cambiare la ruota di scorta della macchina, altro che stare a casa. Io il Principe non so esattamente dove stia di casa. Intendo: in quale pianeta.  In realtà sono come i Gremlins, cambiano, si trasformano, andando avanti con l’età poi la maggior parte di loro ha sempre piu’ spesso il ciuffo bianco. Credono di svegliarti con un bacio come Biancaneve. Ma come ha detto Covatta, io la voglio vedere una che si è tenuta in bocca per 100 anni un pezzo di mela che fiatella che si ritrova. Io poi la mattina sono intrattabile. Non parlo fino al 4 caffè, figuriamoci baciare qualcuno. Al solo pensiero devo prendere il Geffer. Proprio non ce la posso fare. Già il fatto di dividere il talamo con qualcuno mi fa rabbrividire. Poi non si sa perché noi donne siamo sempre convinte che gli uomini ci debbano vedere come esseri perfettissimi. Persino Sex and the city ha dedicato una puntata intera a Carrie che ha fatto la cacca nel bagno di Big. Ma insomma, cosa credono? Che noi non caghiamo e che la nostra si autodistruggerà entro tre secondi? Ma a chi la vanno a raccontare? Una mia amica è rimasta sconvolta perché un giorno parlando con Picchio *ho avuto l’ardire*  di dirgli “che non riuscivo a fare la cacca da quattro giorni” e mi ha vista come un essere ultraterreno nemmeno avessi rivelato al mondo la formula della Coca Cola o avessi annunciato che si, ero stata io ad uccidere Kennedy. A me non sembrava di aver detto chissà che cosa e invece io l’avevo messa in imbarazzo perché avevo parlato DAVANTI A UN UOMO di non riuscire a fare la cacca. Ma io mica gli ho detto se aveva un moment rosa. E’ un discorso tabu’ per alcune evidentemente. Ma insomma, non è che Dio ci ha fatti poi tanto diversi, a noi ci ha tolto due etti e ci ha messo un paio di pere. Insomma, le differenza mi sembra che finiscano piu’ o meno lì. Potrei capire se gli avessi chiesto che so io, se pensava che fosse il caso o no di fare l’epidurale per il parto, ma non mi sembrava di aver rivelato chissà quale segreto. E invece sembrava che mi fossi permessa di parlare di una cosa che deve rimanere segreta. Le donne fanno la cacca ma non ditelo a nessuno. E’ come la masturbazione. Gli uomini ne parano tranquillamente mi sembra senza tanti problemi, le donne no. Guai a parlarne. Ma se Dio non avesse voluto la masturbazione ci avrebbe fatte con le braccia piu’ corte e avrebbe fatto nascere gli uomini con un manuale per le istruzioni su come va trattata una donna. Che certe volte ne trovi di quelli che sono come il polpo con le patate: tante mani ma freddi e che non sanno dove infilarle.  E alcuni sono fastidiosi come il prezzemolo che alcuni ristoranti ci piazzano dentro.

Pero’ ci sono ancora in giro uomini che pensano di aver a che fare con un branco di Belle Addormentate (e nel mio caso direi nemmeno bella, ma questo è un altro discorso). Niente parolacce che non sta bene, invece loro posso bestemmiare liberamente che – anzi… fico! E i capelli sempre in ordine e puliti ma che non si veda che sei stata dal parrucchiere, mi raccomando! Io mi pettino con i petardi, quando mi pettino. Anzi no, non mi pettino, odio i pettini, io ho solo la spazzola in casa e non la uso nemmeno sempre. In testa mi è stato messo uno scolapasta da bambina, ho i capelli come spaghetti, scendono giu’ come il filo a piombo. Come li metti stanno, e non mi stanno fermi nemmeno con gli elastici. Sono un caso disperato di capelli ribelli. Poco male, Fabi ci ha pure fatto una canzone sopra. Pero' lui è un uomo e va bene così, evidentemente. Adoro i trucchi ma non ne sono schiava, mi piace essere curata questo si, ma stamattina che non avevo voglia sono liscia liscia senza niente in faccia, nemmeno la crema. Che la do solo ed esclusivamente quando me ne ricordo o se ho un’eritema. Se mi metto l’eye liner faccio dei casini stratosferici che mi fanno uscire di casa che sembro un Furby.

Tengo all’igiene personale come qualsiasi persona dotata di buon senso ma non sono maniaca dei prodotti. Se mi devo fare il bidet posso prendere tranquillamente la prima cosa che capita. Invece al supermercato ci sono *decinaia e decinaia* di scaffali con il detergente all’acido lattico, e quello contro le allergie, e quello aromatizzato allo joghurt (giuro! L’ho visto ieri: joghurt e ylang ylang che ignoro totalmente cosa sia) che io quando ho letto joghurt ho subito pensato a una maialata degna di nota e ho  pensato “ma vai che non si usa piu’ la panna!” E invece mi sbagliavo. Poi c’è quello alla camomilla. Nemmeno avessi la patata nervosa. Alla camomilla. E perché invece non al rhum per le donne frigide allora che magari si disinibiscono un attimo? No, perché sono problemi seri anche questi. E magari ne facciamo pure uno alla pasta d’acciughe che lui preferisce il salato. Al gusto Ritz da accompagnare l’aperitivo. Ma per favore! O al Big Babol per gli under 15. Non dico di non lavarsi ma a tutto c’è un limite. E’ come tirare fuori un Labello al Gusto Minchia. Secondo me potrebbe avere un’impennata nelle vendite. Mi rifiuto di pensare che abbiamo bisogno di tutto questo. Non dico nemmeno di non lavarsi ma cazzarola, a tutto c’è un limite. Si che l’ascella del vicino è sempre piu’verde, in tram, pero’ basta un minimo della comune igiene personale.

E così ci sfiniamo dietro a tutte queste minchiate che si posso trovare in commercio. E la cosa peggiore secondo me è che gli uomini pensano davvero che “siamo così” quando ci svegliamo la mattina. Non è vero! Non è vero! Diffondiamo il messaggio che anche noi ci svegliamo con le caccole negli occhi e con la fiatella che mi devi stare a sei metri di distanza. Picchio lo sa, con Picchio divido viaggi e tenda da millanta anni, non ho problemi con lui. Russo pure. Si, le donne russano. Ecco svelato il mistero del Big Bang. E non sono l’unica, ho diviso una camerata con 20 ragazze in età adolescenziale e mi ricordo che ce n’erano per così che russavano. O si sono fatte tutte operare oppure alcune di loro russano ancora, di questo ne sono certa.

Non sono la Paris Hilton della situazione sempre alla moda. Ci sono giorni in cui vengo in ufficio – come oggi – con un vestitino piuttosto carino ma con i camperos perché voglio vivere comoda e non voglio studiare da fachiro e ci sono giorni in cui proprio non ne ho voglia, mi cospargo di vinavil e mi rotolo nell’armadio. Io non mi commuovo davanti ai bambini. Ok, adoro mia nipote ma perché è sangue del mio sangue, è normale, ma non sono una da “pucci pucci” e “micci micci” e “ghiri ghiri” che proprio no, non mi ci vedo. No, grazie. Non vado in estasi per un anello. Io sono una da pinze e trapano e martello. A me uno mi conquista il cuore se mi regala una punta nuova per il trapano, un cacciavite. Se poi mi prende pure una pappagallo allora sarà sicuramente il padre dei miei figli. Mi pettino con i petardi e posso fare tranquillamente la doccia fredda senza dire una parola, girare per strada con gli shorts di jeans, una maglietta con su scritto “mangia un castoro, salverai un albero” e un paio di anfibi viola a fiori gialli al 24 di agosto non mi fa pensare di essere “poco donna”. Cazzarola. Non è un abito che fa di me una donna. Vedo in giro comodini vestiti D & G che non hanno nemmeno la metà della “donnità” che ho io. Perché con la donnità ci nasci. Ok, magari la prima volta che mi ha vista il tizio che ero dietro a smontare il carburatore del motorino non è stato proprio il massimo stringergli la mano con le mani sporche (posso usare la scusante che avevamo 16 anni all’epoca?). Pero’ non ci vedo nemmeno niente di male.

Non ho mai avuto una gonna gialla, una camicia bianca con le maniche a palloncino e quel demenziale fiocchetto rosso nei capelli. Non mi sono rimasti i piedi taglia 32 come a Candy Candy che è diventata sei metri e trentatré di altezza e aveva sempre gli stessi stivali. E con i codini. Ma brutta demente hai 45 anni, 6 nipoti e giri ancora con i codini? Togliteli. Tagliati i capelli. Fai qualcosa!

Non sto qui a pettinare la bambole, e in tutta sincerità non l’ho mai fatto nemmeno da piccola. Ricordo ancora mia madre abbastanza terrorizzata quando mi ha ritrovata con la bambola con la pancia squartata e la sottoscritta, all’epoca seienne o settenne o giu’ di lì con le forbici in mano che sorridendo le rispondeva “volevo vedere cosa abbiamo dentro”. Io impazzivo per i lego. Le uniche bambole che mi piacevano erano le Barbie. Che pero’ poi gli facevo fare le cose porno con il Ken. Il Ken perché il Big Jim non aveva il pacco. Sono sempre stata un po’ anomala. Mio padre sognava una specie di Carla Fracci vestita di rosa con le treccine. Ha avuto una figlia che è un incrocio tra Terminator e Saddam Hussein. Ma che ci posso fare se a me piace smontare i motori delle macchine e delle moto e non sto lì ad anelare alla vita da principessa? Ma poi, sai che palle e il diadema, e la gonna che fruscia, e balli , che io poi ho la mobilità di un comodino per altro. Io adoro i bulloni. Altro che diamanti. Un bullone è per sempre. Meglio inox, grazie.

Carta moschicida per casi umani

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il giovedì, 23 agosto 2007,11:45

Io. Me medesima. Si perché io davvero non ne posso piu’. Se c’è un caso umano nel giro di decinaia e decinaia di chilometri si attacca addosso come una patella allo scoglio, di quelle che nemmeno un coltello da sub riesce a tirare via.

La saga dei casi umani è iniziata per fortuna abbastanza tardi. Fino ai miei 19 anni per mia fortuna ho avuto il mio primo fidanzamento durato ben 4 anni che se anche non è stato proprio come quello delle favole non ci mancava poi tanto. Come poi è normale che sia, quando hai 19 anni dici “eccheccazzo, prima di sposarmi questo voglio vedere cosa c’è in giro per il mondo” Ora, 10 anni dopo mi dico che forse avrei potuto benissimo sposarmi il piccolo Maurizio senza farmi troppe domande. Ma per lo meno mi sono divertita e ho conosciuto un sacco di gente con la quale avrei potuto scrivere uno di quei tanti libri di self-help che vanno di moda. "Piccoli casi umani" e il suo secondo volume "Piccoli casi umani crescono". Avrei riscosso un grande successo. Tra le mie amiche sicuro. Avrei potuto vendere credo almeno una decina di copie.

 

In cima al podio sempre lui, caso umano numero uno per eccellenza. Il rafficatore di sms. Trentenne schizoide amico di amici di amici che ha avuto da qualcuno di questi (e ancora non ho scoperto il colpevole) il mio numero di telefono. Anni tre per la precisione di sms a orari notturni quasi sempre tra le 3 e le 5 spesso concentrati nel week end, probabilmente quando il tasso alcolico inizia ad essere ben oltre non solo il palloncino, ma la mongolfiera. Con cadenza precisissima arrivano sms adulatori di una melensaggine da far salire la glicemia a chiunque. L’ottimo si raggiunge quando questi sms arrivano la notte tra la domenica e il lunedì almeno inizio la giornata ridendo inoltrando il messaggio di turno alla mia migliore amica che credo li stia raccogliendo in vista di farne un blog che sarebbe di sicuro successo. Nota bene: facendo due rapidi conti a spanne, 52 week end per 3 anni fanno circa 156 sms, che saranno sicuramente pochi ma facciamo finta che. Risposte da parte mia: NESSUNA: Mai che gli venga un dubbio?!?!? Mah….

 

Caso umano numero due: conosciuto in discoteca in una delle rarissime volte in cui ho accettato di recarmici. Belloccio, laureato, sportivo, romantico. Di una provincia vicina che si adegua perfettamente alla mia esigenza di non avere una piattola tra le palle tutti i giorni e nemmeno di vederlo con un volo intercontinentale a Natale e Ferragosto. Sulla carta funziona tutto. 15 giorni di vacanza con le amiche e anche lì l’sms di corteggiamento che qualsiasi donna avrebbe sempre voluto. Sembra perfettissimo. Inizio a pensare che o ce l’ha piccolo o non gli tiri. Al rientro dalle ferie posso constatare piacevolmente che non si tratta di nessuna delle due. Due mesi passati tra le nuvolette rosa e le lenzuola viola fino a una serata romantica in cui parla tu che parlo io mi dice che non gli ho chiesto una cosa. Inizio a scansionare mentalmente che cosa potevo aver mancato di così tremendo. Le analisi del sangue? Sarà malato di aids? Il compleanno? La religione? Mettiamo caso che è musulmano mi cambia la vita. Mumble mumble. Ma cosa cazzo non gli ho chiesto? Il conto in banca? La dichiarazione dei redditi? E’ un evasore fiscale, ecco. No, la fedina penale dovevo chiedergli. Ecco lo sapevo. Allora è un serial killer e adesso qui su questa panchina mi sgozza e mi ritrovano domani in un burrone con le mosche che mi volano intorno e…”non mi hai chiesto se sono single”

Dunque: fatemi capire. Questo qui MI viene a conoscere mentre IO sono al tavolo con le MIE amiche. MI chiede il numero di telefono. GLI do il numero di telefono. Inizia a mandare sms che non son scritti proprio da Suor Germana. Rispondo con toni che non sono AFFATTO di Suor Germana (e che vuole intendere intenda e gli altri vadano in camper o come cazzo gli pare). Ci vediamo al mio rientro dalle ferie e non certo per lezioni di ricamo al tombolo. Ecco. E adesso, dopo mesi due passati tra cene e scopate e scopate e chiacchiere e risate e scopate e cinema e..no, al cinema no, pero’ dopo va beh,. Non andiamo oltre insomma: ADESSO mi dici che IO dovevo chiederti se sei single? Boh…

 

Il caso umano numero tre lo abbiamo avuto tutte. Credo. E’ il tipo del “non riprometto niente” e a te sta bene così, quindi ti fai anche i cazzi tuoi (che poi volendo pignoleggiare è anche letteralmente sbagliato per una donna ma fa lo stesso) e poi te lo ritrovi sotto casa stile body-guard ma che di Kevin Costner non è che abbia poi molto, con fanali della macchina puntati addosso e domande del tipo ”chi era quello di ieri con la Citroen C3 targata XY pustufatrunt KZ color azzurro carta da zucchero ingiallita nel cassetto della nonna dal '32” e cose come “perché ieri mattina sei uscita di casa alle 7.52 anziché alle 8.00 e nella borsa non avevi messo i kleenex?” E tu sei lì che ti domandi: ma quando sono atterrati gli ufo? I cerchi nel grano a volte sembrano “unisci i puntini” della settimana enigmistica a confronto di certi personaggi.

 

L’ultimo caso umano (in senso temporale ma tra il primo e l’ultimo ce ne sono una valanga) è un grossista di dolciumi. Che se ci pensiamo bene, per una che da quando aveva 16 anni ha sofferto e sta tentando di uscire dai disturbi alimentari risuona un po’ come una bestemmia in chiesa. Il tizio in questione è – come spesso succede- amico di amici di amici con il quale una sera mi sono ritrovata a cena. Distanza tra di noi: circa 8 persone. Parole scambiate nell’occasione 3:”piacere, Stefania” quando sono arrivata. “Ciao” quando sono andata via.  Interessi comuni: non pervenuti. Prestanza fisica: alto che sta in piedi sotto un tavolino, capigliatura alla Kojak che avrei voluto regalargli un chupa chups per l’occasione, abbigliamento alla “c’ho troppo i sacchi, io” che ci mancava che avesse la pelle tatuata LV. Bicipite destro grosso come una coscia solo per poter sopportare l’orologio/pendolo d’oro (Rolex? Cartier?) che pesava come una Ferrari. Argomenti trattati: macchine, viaggi, SPA, investimenti in borsa e…altro? Mi sfugge. Sport? Libri? Musica? Film? Niente di tutto questo? Ovviamente, per la legge di Murphy se si deve appiccicare a qualcuno, quella sono io. Io che, come dice mia madre, se non fosse per la pillola sarei sempre incinta perché non so dire di no (oddio, non è che proprio la do via come un frisbee, pero’ che non so dire di no alla gente è abbastanza vero. In senso lato, of course). Vengo salvata in extremis dall’amica che deve vomitare per la troppa sangria (quando non tutto il male viene per nuocere). E torniamo a casa. Settimane dopo ci si ribecca, per sbaglio, a una festa. Saluto educatamente e mi fiondo sull’ *abbuffè* visto che è il mio giorno libero dalla mia rieducazione mentale ed alimentare (che detto così suona un po’ come una cosa da riformatorio, ma non è poi tanto distante) VOGLIO TUTTO QUELLO CHE MI PUO’ FAR VENIRE IL COLESTEROLO -in questo momento preciso in cui scrivo per esempio ho una voglia incommensurabile di kebab, ma non c'è un kebabbaro nel giro di 8 miglia-. Il tizio in questione mi marca  stretto nemmeno fosse …(i puntini servono a far mettere il vostro calciatore preferito, io di calcio non c’azzecco una fava). Io mi annego nella birra. L’idea è lampante: RUTTO così questo non puo’ voler stare con una donna che rutta come un cinghiale, parla come uno scaricatore di porto e mangia come un’idrovora. Non mi viene. Non riesco nemmeno a ruttare. Che donna di merda. Alla fine ci scappa l’invito a cena. Riesco a rinviare fino alla prossima settimana. Ora mi devo inventare qualcosa. Suggerimenti? Rapita dagli ufo? Mi è venuto il gomito del tennista e non riesco a tenere in mano la forchetta? Accetto e a metà cena mi faccio chiamare da un’amica facendo credere che la mia casa sta bruciando? Si accettano proposte.

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