Assente giustificata

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il venerdì, 28 settembre 2007,16:44

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.....Vorrei poter scrivere che è tanto tempo che non aggiorno il blog perché ho vinto un viaggio intorno al mondo, oppure che Clooney si è innamorato di me e mi ha rapita per una settimana romantica sul lago di Como, o ancora che sono stata selezionata dalla Nasa ed ero intenta a seguire un corso di aggiornamento. Ma purtroppo non c’è niente di tutto questo. E’ un periodo pieno. Non ho un minuto libero e fatico persino a trovare il tempo per dormire. Per di più, visto che  me piace complicarmi la vita, sono stata impegnata a sistemare l’ennesimo caso umano. Certe volte mi convinco quasi che io viva per il blog. Nel senso che colleziono determinate occasioni per poterle scrivere. Perché io ho la caratteristica di mettermi a guardarmi. E non è un errore di digitazione stavolta. No no, mi siedo e mi guardo come se fossi a teatro. Certe volte sono esilarante.

Ora, il tizio in questione, ne avevamo già parlato, non mi ha mollata un attimo. Alla fine ho ceduto. Ho fatto un ultimo tentativo dicendogli “sono libera solo lunedì 24 settembre, dopo quella data la prima disponibile è il 14 dicembre” sperando che fosse un appuntamento abbastanza bislacco da farlo desistere.

Mi sbagliavo.

Evidentemente io avevo avuto l’idea ma il tizio è anche piu’ bislacco di me. Ho anche confidato nel fatto che il lunedì la maggior parte degli esercizi è chiusa per turno, peccato che abbia ribattuto dicendo che mi avrebbe invitata a cena da lui e avrebbe cucinato lui. Mumble mumble…..ho tirato fuori due o tre allergie, un virus contagioso e una celiachia. Giusto per metterlo in difficoltà. Niente da fare, si è ingegnato e ha fatto tutta roba che “potevo mangiare anche io” (dire che ero allergica a lui mi sembrava davvero scortese).

Ho fatto una telefonata alle 20.30 dicendo che avrei ritardato per questioni di lavoro. Il che è vero. Non nel senso che a quell’ora ero a lavorare, ma ero vestita ancora da ufficio, il che significava gonnellina frou foru bianca e nera, magliettina nera aderente, scarpa con il tacco, borsetta bon ton, una parvenza di trucco e i capelli legati in modo decisamente professionale. Insomma, volevo passare da casa a mettermi la tuta dell’adidas e le nike schifose. O comunque un abbigliamento piu’ comodo, e decisamente meno curato e sensuale. Insomma, mi precipito a casa, mi faccio una doccia di corsa, mi vesto con un paio di pantajazz, una  maglietta semplicissima, le scarpe da running, capelli bagnati, occhiali da vista, struccata. Cazzo, peggio di così non riesco a conciarmi. L’unica soluzione è una cicatrice sulla faccia forse ma non mi sembra il caso. Insomma, se mi vede così la smetterà di spaccare i maroni, no?

Arrivo fa lui del tipo “scusami tanto ma PROPRIO non ce l’ho fatta prima”.

Mi accoglie con un “come sei bella, così semplice!”. O è totalmente ottenebrato dalla mia bellezza (…leggasi: deve cambiare spacciatore) oppure è falso come i soldi del Monopoli.

Il tizio ha apparecchiato in giardino, tavolino da due, candele, tutto un sevizio che se va bene arriva dritto da Tiffany, Christal nel secchio e tutti i crismi possibili. Cazzarola, qui si aspettava Audrey Hepburn ed è arrivata Pippicalzelunghe (nemmeno. Sotto i pantajazz ho il calzino di cotone a coste, corto di quelli che ti lasciano il segno dell’elastico).

Mi attacco alla bottiglia dello Champagne per tentare di togliermi dall’imbarazzo. A parte che io sono piu’ il tipo da Lambrusco, Dolcetto, tutt’al piu’ da vino bianco come che so io...un Arneis, un Pigato e non certo da Champagne, poi a me lo champagne mi da subito alla testa (meglio, penso, così forse mi farà quest’effetto). Dicevo a parte questo, mi salta la mosca al naso quando tira fuori le fragole. A parte che non è stagione e le avrà comprate a carati, a me le fragole “nature” non mi piacciono. Per me le fragole significano solo una cosa: gelato alla vaniglia! Faccio buon viso a cattivo gioco e mi pappo pure le fragole mentre aspetto che sia pronta la cena. Si chiacchiera del piu’ e del meno abbastanza bene anche se io mi faccio abbastanza i cazzi miei rispondendo a svariati messaggi del Bandito sul cellulare. Parlo del mio amico Picchio e questo qui ad un tratto SI PERMETTE di dirmi se posso non nominarlo perché E’ GELOSO.

Alt.

Fermi tutti.

Pugno.

Qui urge Bugiardino.

Peccato non averlo appresso.

Devo ricordarmi di portarlo con me.

Lo guardo come piu’ o meno si guarderebbe un topo morto nel proprio piatto. Anzi no, peggio e gli dico subito che ha sbagliato candeggio con la sottoscritta.

Sembra capire (speriamo)

Inutile cincischiare, al momento del dolce, ci prova.

Il mio cellulare è muto.

Lo guardo insistentemente (il cellulare, non il caso umano) ma non fa cenni di vita.

Eppure avevo chiesto alla mia amica di chiamarmi a una determinata ora per avvisarmi che mi stava andando a fuoco la casa ma per ora non si è fatta sentire.

Nemmeno il mio amico finanziere con il quale mi ero messa d’accordo sta facendo irruzione facendo finta di arrestarmi.

Inutile, scruto il cielo e non vedo la presenza di elicotteri dei Carabinieri.

Niente di tutto quello cui avevo pensato.

Panico

Panico

Panico

Mi alzo dalla sedia per mettermi in movimento, almeno, penso, saro’ piu’ difficile da raggiungere e…oppporcapupazza! Mi ricordo solo adesso che mi sono alzata che il tipo è piu’ basso di me! Ora, io capisco che non possano essere tutti giocatori di pallacanestro. Pero’ io non ce la faccio, a me guardare un uomo (uomo?) dall’alto in basso mi fa impressione, mi sembra di baciare un bambino. All’inizio rido tra il finto imbarazzato e una paresi. Dopodichè inizio a buttare lì qualche scusa del tipo classico: sai è un periodo in cui non so cosa voglio dalla vita, non me la sento, per carità TU MI PIACI (….) ma davvero io in questo momento non posso. E poi guarda, da qualche tempo sto già frequentando un’altra persona, capisci che NON SAREBBE GIUSTO (….) nei suoi confronti. Poi, appareniamo A DUE MONDI COSI’ DIFFERENTI che proprio non mi ci vedo PERO’ SE VUOI POSSIAMO RIMANERE AMICI.

Ehi, nemmeno un uomo sarebbe stato capace di meglio, 15 anni di fregature mi hanno permesso di collezionare un libretto di scuse degno di nota (ricordarsi di mettere un post sulle scuse piu’ utilizzate e far collaborare nei commenti tutti i miei amici bloggers!)

Insomma, mezz’ora dopo sono sulla porta di casa con il classico “allora ci sentiamo” (scordatelo, sottospecie di bavosa!!!) finalmente libera di poter andare a casetta e dormire “a uomo di leonardo” spalmata dal una parte all’altra del letto.

Salgo in macchina giuliva e felice di aver finalmente cestinato il caso umano quando….DLIN DLON! Messaggio. Ok, chi cazzo sarà a quest’ora? LUI ISSO LUIMEDESIMO

Io non ci credo.

“lo so che fai la reticente perché non vuoi sprecare subito una storia, ma io non ti lascio andare così facilmente. Grazie della bellissima serata. Non vedo l’ora che ci sia un’altra occasione. P.S. sono ancora indeciso se ti preferisco in gonna, in tuta o…nuda.”

Maporcaccialamiseriazozzaimpestata!

Vi prego, svegliatemi da quest'incubo!

Datemi un pizzicotto!

Ma come glielo devo far capire a questo coso?

Datemi il numero di Bin Laden, iscrivetemi alla mailing list di Al qaeda.

Fate qualcosa Vi prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrego!

Sigh...sob...

Carta moschicida per casi umani

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il giovedì, 23 agosto 2007,11:45

Io. Me medesima. Si perché io davvero non ne posso piu’. Se c’è un caso umano nel giro di decinaia e decinaia di chilometri si attacca addosso come una patella allo scoglio, di quelle che nemmeno un coltello da sub riesce a tirare via.

La saga dei casi umani è iniziata per fortuna abbastanza tardi. Fino ai miei 19 anni per mia fortuna ho avuto il mio primo fidanzamento durato ben 4 anni che se anche non è stato proprio come quello delle favole non ci mancava poi tanto. Come poi è normale che sia, quando hai 19 anni dici “eccheccazzo, prima di sposarmi questo voglio vedere cosa c’è in giro per il mondo” Ora, 10 anni dopo mi dico che forse avrei potuto benissimo sposarmi il piccolo Maurizio senza farmi troppe domande. Ma per lo meno mi sono divertita e ho conosciuto un sacco di gente con la quale avrei potuto scrivere uno di quei tanti libri di self-help che vanno di moda. "Piccoli casi umani" e il suo secondo volume "Piccoli casi umani crescono". Avrei riscosso un grande successo. Tra le mie amiche sicuro. Avrei potuto vendere credo almeno una decina di copie.

 

In cima al podio sempre lui, caso umano numero uno per eccellenza. Il rafficatore di sms. Trentenne schizoide amico di amici di amici che ha avuto da qualcuno di questi (e ancora non ho scoperto il colpevole) il mio numero di telefono. Anni tre per la precisione di sms a orari notturni quasi sempre tra le 3 e le 5 spesso concentrati nel week end, probabilmente quando il tasso alcolico inizia ad essere ben oltre non solo il palloncino, ma la mongolfiera. Con cadenza precisissima arrivano sms adulatori di una melensaggine da far salire la glicemia a chiunque. L’ottimo si raggiunge quando questi sms arrivano la notte tra la domenica e il lunedì almeno inizio la giornata ridendo inoltrando il messaggio di turno alla mia migliore amica che credo li stia raccogliendo in vista di farne un blog che sarebbe di sicuro successo. Nota bene: facendo due rapidi conti a spanne, 52 week end per 3 anni fanno circa 156 sms, che saranno sicuramente pochi ma facciamo finta che. Risposte da parte mia: NESSUNA: Mai che gli venga un dubbio?!?!? Mah….

 

Caso umano numero due: conosciuto in discoteca in una delle rarissime volte in cui ho accettato di recarmici. Belloccio, laureato, sportivo, romantico. Di una provincia vicina che si adegua perfettamente alla mia esigenza di non avere una piattola tra le palle tutti i giorni e nemmeno di vederlo con un volo intercontinentale a Natale e Ferragosto. Sulla carta funziona tutto. 15 giorni di vacanza con le amiche e anche lì l’sms di corteggiamento che qualsiasi donna avrebbe sempre voluto. Sembra perfettissimo. Inizio a pensare che o ce l’ha piccolo o non gli tiri. Al rientro dalle ferie posso constatare piacevolmente che non si tratta di nessuna delle due. Due mesi passati tra le nuvolette rosa e le lenzuola viola fino a una serata romantica in cui parla tu che parlo io mi dice che non gli ho chiesto una cosa. Inizio a scansionare mentalmente che cosa potevo aver mancato di così tremendo. Le analisi del sangue? Sarà malato di aids? Il compleanno? La religione? Mettiamo caso che è musulmano mi cambia la vita. Mumble mumble. Ma cosa cazzo non gli ho chiesto? Il conto in banca? La dichiarazione dei redditi? E’ un evasore fiscale, ecco. No, la fedina penale dovevo chiedergli. Ecco lo sapevo. Allora è un serial killer e adesso qui su questa panchina mi sgozza e mi ritrovano domani in un burrone con le mosche che mi volano intorno e…”non mi hai chiesto se sono single”

Dunque: fatemi capire. Questo qui MI viene a conoscere mentre IO sono al tavolo con le MIE amiche. MI chiede il numero di telefono. GLI do il numero di telefono. Inizia a mandare sms che non son scritti proprio da Suor Germana. Rispondo con toni che non sono AFFATTO di Suor Germana (e che vuole intendere intenda e gli altri vadano in camper o come cazzo gli pare). Ci vediamo al mio rientro dalle ferie e non certo per lezioni di ricamo al tombolo. Ecco. E adesso, dopo mesi due passati tra cene e scopate e scopate e chiacchiere e risate e scopate e cinema e..no, al cinema no, pero’ dopo va beh,. Non andiamo oltre insomma: ADESSO mi dici che IO dovevo chiederti se sei single? Boh…

 

Il caso umano numero tre lo abbiamo avuto tutte. Credo. E’ il tipo del “non riprometto niente” e a te sta bene così, quindi ti fai anche i cazzi tuoi (che poi volendo pignoleggiare è anche letteralmente sbagliato per una donna ma fa lo stesso) e poi te lo ritrovi sotto casa stile body-guard ma che di Kevin Costner non è che abbia poi molto, con fanali della macchina puntati addosso e domande del tipo ”chi era quello di ieri con la Citroen C3 targata XY pustufatrunt KZ color azzurro carta da zucchero ingiallita nel cassetto della nonna dal '32” e cose come “perché ieri mattina sei uscita di casa alle 7.52 anziché alle 8.00 e nella borsa non avevi messo i kleenex?” E tu sei lì che ti domandi: ma quando sono atterrati gli ufo? I cerchi nel grano a volte sembrano “unisci i puntini” della settimana enigmistica a confronto di certi personaggi.

 

L’ultimo caso umano (in senso temporale ma tra il primo e l’ultimo ce ne sono una valanga) è un grossista di dolciumi. Che se ci pensiamo bene, per una che da quando aveva 16 anni ha sofferto e sta tentando di uscire dai disturbi alimentari risuona un po’ come una bestemmia in chiesa. Il tizio in questione è – come spesso succede- amico di amici di amici con il quale una sera mi sono ritrovata a cena. Distanza tra di noi: circa 8 persone. Parole scambiate nell’occasione 3:”piacere, Stefania” quando sono arrivata. “Ciao” quando sono andata via.  Interessi comuni: non pervenuti. Prestanza fisica: alto che sta in piedi sotto un tavolino, capigliatura alla Kojak che avrei voluto regalargli un chupa chups per l’occasione, abbigliamento alla “c’ho troppo i sacchi, io” che ci mancava che avesse la pelle tatuata LV. Bicipite destro grosso come una coscia solo per poter sopportare l’orologio/pendolo d’oro (Rolex? Cartier?) che pesava come una Ferrari. Argomenti trattati: macchine, viaggi, SPA, investimenti in borsa e…altro? Mi sfugge. Sport? Libri? Musica? Film? Niente di tutto questo? Ovviamente, per la legge di Murphy se si deve appiccicare a qualcuno, quella sono io. Io che, come dice mia madre, se non fosse per la pillola sarei sempre incinta perché non so dire di no (oddio, non è che proprio la do via come un frisbee, pero’ che non so dire di no alla gente è abbastanza vero. In senso lato, of course). Vengo salvata in extremis dall’amica che deve vomitare per la troppa sangria (quando non tutto il male viene per nuocere). E torniamo a casa. Settimane dopo ci si ribecca, per sbaglio, a una festa. Saluto educatamente e mi fiondo sull’ *abbuffè* visto che è il mio giorno libero dalla mia rieducazione mentale ed alimentare (che detto così suona un po’ come una cosa da riformatorio, ma non è poi tanto distante) VOGLIO TUTTO QUELLO CHE MI PUO’ FAR VENIRE IL COLESTEROLO -in questo momento preciso in cui scrivo per esempio ho una voglia incommensurabile di kebab, ma non c'è un kebabbaro nel giro di 8 miglia-. Il tizio in questione mi marca  stretto nemmeno fosse …(i puntini servono a far mettere il vostro calciatore preferito, io di calcio non c’azzecco una fava). Io mi annego nella birra. L’idea è lampante: RUTTO così questo non puo’ voler stare con una donna che rutta come un cinghiale, parla come uno scaricatore di porto e mangia come un’idrovora. Non mi viene. Non riesco nemmeno a ruttare. Che donna di merda. Alla fine ci scappa l’invito a cena. Riesco a rinviare fino alla prossima settimana. Ora mi devo inventare qualcosa. Suggerimenti? Rapita dagli ufo? Mi è venuto il gomito del tennista e non riesco a tenere in mano la forchetta? Accetto e a metà cena mi faccio chiamare da un’amica facendo credere che la mia casa sta bruciando? Si accettano proposte.

categoria:stex e gli uomini, stex e i casi umani
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