Periodo un po’ così

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il mercoledì, 31 ottobre 2007,18:08

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 Stex – struzzo mode- on

 

Inutile, ogni tanto qualche scivolone c’è ed è inutile che io mi sforzi di uscire da un bozzolo che mi tiene caldo, ritornano i fantasmi del passato, ritornano le ossessioni, le compulsioni, i ritmi frenetici, il controllo assoluto di tutti e tutto, le modalità non proprio da manuale nel condurre una vita e allora ci rintana un po’ in se’ stessi, per perdersi e ritrovarsi, per guardarsi in faccia e dirsi “ehi, guarda quanta strada hai fatto, non vorrai mollare  la presa proprio ora, no?” No, la risposta è no, non si molla mai. E allora ti riprendi la vita nelle mani e la mattina sembra un po’ meno nera, e magari ricominci a sorridere

 

Stex-struzzo mode-off

 

E allora, abbiamo detto che ci si rialza? Certo, un po’ come quando si vede una donna incinta sul tram che ci si alza e la si fa accomodare. Insomma, poco importa se la carta di credito ha fatto piu’ strisci del mio ginecologo o se la casa trabocca di vestiti nuovi e creme e cremine e profumi che tanto non usero’ mai, l’importante è che la mattina ci si svegli con il sorriso, anche se è presto, prestissimo. Si, perché la promessa è stata mantenuta, e il Novello Baldini ha avuto VERAMENTE il coraggio di farsi vivo alle ore 5.30 del mattino. Ma potevo io, innamorata di lui da millanta anni farmi trovare impreparata? No, e allora ci si sveglia non alle 5 per essere pronti, no no. Alle 4. Eh si, nemmeno io sapevo che esistesse quest’ora del mattino. L’avevo vista spessissimo a tarda notte, un po’ sfocata dal rhum, ma giuro che ignoravo esistesse nella mattinata. E la radio sveglia che a quell’ora non trasmette niente di interessante mi sveglia dal torpore delle mie golosissime 4 ore di sonno, 4 Siore e Siori!

Si perché la mattinata inizia con la colazione dei campioni: un’intera Bialetti colma di caffè versata nella mia tazza preferita, la Mug con il cane. E mentre tento di capire se sono viva o no inizio a pensare a come mi posso presentare. Eh si, perché si che si va a correre ma qui parliamo di Lui, mica pizza e fichi! Se mi presentassi con gli occhi gonfi come due canotti, quel colorito color sogliola surgelata e i capelli pettinati con i petardi, si trasformerebbe in men che non si dica in Abebe Bikila. No, così non và, ci vuole strategia. E così inizia il restauro di prima mattina.

Perchè voglio essere perfetta, così si inizia con le cremine perché la pelle va idratata, il correttore perchè ci sono quei brutti segnacci sulla faccia che il cuscino mi ha lasciato, un po’ di illuminante che qui le sigarette si fanno sentire, un po’ di fondotinta color naturale per uniformare l’incarnato, un velo di cipria per opacizzare, che poi togliero’ con il pennello perché convoglio che si veda. E gli occhi? La mia parte migliore sono gli occhi, tanto vale fare qualcosa per valorizzarli, e allora, quell’ombretto marrone steso bene bene che non si veda giusto per dare profondità allo sguardo, una passata di kajal io la metterei, pero’ effettivamente si vedrebbe che sono truccata. Soluzioni? Idea! Il Kajal beige che si vede e non si vede. E poi un paio di passate di mascara per fare gli occhi da cerbiatta. Insomma, ad occhio e croce una ventina di euro spalmati sulla faccia che non si devono vedere. Questa si che è coerenza. E poi l’acqua profumata che sembra che io sotto le ascelle per natura ho due Arbre Magique alla Vaniglia. E l’ultima passata di colluttorio che non sia mai che la Bagna Caùda di ieri si senta ancora.

Nota per i non Piemontesi: la Bagna Caùda è un tipico anticoncezionale del posto. Ehm, no, è un piatto tipico del posto, a base di aglio e acciughe, una cosina leggera leggera adatta proprio agli spuntini pre-corsa. Solitamente fa l’effetto che si vedeva nella pubblicità progresso di qualche anno fa contro l’Aids, quella con l’alone fuxia, solo che in questo caso l’alone potrebbe essere piu’ o meno verde, ecco.

E così dopo aver passato la sera prima da Decatlon a scegliere la mise perfetta mi ritrovo con Pantajazz neri (si sa che il nero snellisce) di quelli con il accetti al ginocchio, maglietta nera,felpina nera da annodare dopo i primi tre minuti di corsa in vita che è double face. Non nel senso che si gira e ha un altro colore, semplicemente ha la doppia funzionalità della scusa del “sai, se ho freddo almeno ce l’ho” quando in realtà serve solo a nascondere –inutilmente aggiungerei – il culo grosso. Coda di cavallo d’ordinanza e già che ci siamo, esageriamo e facciamo i professionali, cardiofrequenzimetro al posto con fascia toracica (sia mai che la voglia vedere…. La fascia toracica, of course)

Eccomi pronta, ore 5.22.

Suona il cellulare

Gulp.

Ho un balzo al cuore

Ho la salivazione azzerata

Rispondo.

“Ste, mannaggia, piove, facciamo un altro giorno?”

 

Ma perché io non apro le finestre la mattina Santa Cleopatra?!?!?!?!?!

Voglio il nome di quella stronza!

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il martedì, 09 ottobre 2007,09:43

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Qui.

Adesso.

Subito

IMMEDIATAMENTE!

Si che oramai, facendo due conti a spanne sarà già morta,ma almeno voglio sapere chi devo maledire!

Voglio sapere chi cazzo è quella stronza che un giorno ha detto “mi depilo!”

Ma che cosa gli è saltato in mente, dico io!

Si perché da che il mondo è mondo io credo che il 90% delle donne combatta contro i peli!

Io mi reputo già fortunata. Almeno, già che mi hanno dato un culo grosso come una portaerei, una pelle a buccia d’arancia che fa invidia alle borse di Hermes, i capelli ad albero di natale e tutto quello che mi possono aver dato ALMENO in quello sono stati clementi e ne tengo giusto un po’ sulle gambe. E una manciata sparsa. Ma pochi pochi. Pero’ sempre da togliere sono!

Ora, siccome non è che sto qui tutti il giorno a pettinare le bambole e devo lavorare, e fare la spesa, e pulire la casa e…e…e… non è che abbia proprio tutto quel tempo da dedicare alla mia estetista. E se vogliamo pignoleggiare mi scoccia pure pagarla!

Giusto perché gli uomini che leggono (e so che ci siete, non nascondetevi dietro a un dito) sappiano a che cosa andiamo incontro noi donne.

Perché va bene che ogni tanto vi freghiamo i rasoi e vi lamentate che poi non tagliano piu’ (ma è vera sta cosa? Perché io non ci credo) ma  prima o poi io lo faccio: il rasoio? Eh no, caro mio, provati la ceretta sulla faccia che poi ne riparliamo.

Giuro che lo faccio!!!

Al caso umano di sicuro. Accetto un altro invito a cena, mi fermo a dormire lì (senza dargliela ovviamente) e la mattina con gli occhioni da Bambi gli dico “Amore Mio! Perché non provi a farti la ceretta?” Voglio proprio vedere…

Si perché tu sei lì con il tuo bel barattolo, le tue belle istruzioni, piazzi la cera nel microonde con la potenza giusta, la temperatura giusta e…ovviamente…ti finisce sul piatto girevole del microonde. E passi, pulirai dopo. Tiri fuori sto barattolo di lava incandescente e inizi l’operazione di spatolamento. L’ultimo modello ha pure la spatola che ti scrive “NO” se la temperatura della cera è troppo alta (lo giuro, controllate se non ci credete!). Solo che è una spatola cretina. Si, perché non è che nel mentre che la cera si raffredda la scritta sparisce. No, rimane lì. E quindi anche quando la cera si è totalmente solidificata c’è sempre il “NO” che ti dice che non la puoi usare. Poi, al secondo tentativo te ne freghi perché pensi che la spatola sia difettosa e ti fai una bolla su un ginocchio per averci spalmato sopra il magma!

Passiamo oltre. Dopo aver bestemmiato in turco per la temperatura riesci ad arrivare a un calore accettabile per il tuo tipo di pelle e inizia a spatolarti dal ginocchio in giu’ di una melassa nauseabonda che quando viaggia dal barattolo alla tua gamba fa tutti i filini che ti si spatasciano sul parquet. (E la rumena che ti da una mano in casa è in ferie per un mese, per non complicare le cose.)

Finalmente riesci anche a destreggiarti e arriva il momento di appiccicare la striscia. La fai aderire bene e ti manca il fiato al primo strattone che ti vengono i lucciconi agli occhi come solo a Mila di "Mila e Shiro - due cuori nella pallavolo" potevano venire. Così al secondo tentativo, dopo che hai fatto aderire la striscia (inutile, non puoi andare in giro con una striscia si e una striscia no) prima di trovare il coraggio ti fumi 32 sigarette (giusto perchè hai deciso di smettere).

Piano piano ci prendi la mano e non si sa se le tue gambe sono già totalmente anestetizzate, se il rhum che ti stai scolando fa effetto o se invece stai migliorando nella tecnica, alla fine non ti rendi nemmeno conto del male, sei praticamente assuefatta.

Ma poi hai la brillante idea riprovare a farla all’inguine. E solo chi è donna e chi ha fatto una ceretta puo’ capire che cosa significhi questo. A confronto essere scuoiati ed essere messi nel sale sembra una passeggiata. La cosa cretina è che è ottobre e che al mare non ci sei andata nemmeno in agosto. Ora, a che cazzo ti serve fare la ceretta all’inguine? Si chiama convenzione sociale. Si perché i maschietti secondo me sono pure convinti che noi senza peli ci nasciamo. Non sospettano nemmeno le atroci torture alla quale ci sottoponiamo, oltretutto pagando fior fiori di quattrini per essere sempre perfette. Non raccontiamocela: essere donna è un lavoro. Dovrebbero passarci lo stipendio solo per quello. E invece a quello si va ad aggiungere la condizione di donna-lavoratrice, donna-casalinga, donna-moglie, donna-madre. 5 stipendi. Allora si che posso anche stare al gioco, ma per lo stipendio che percepisco io, NO!

A parte il fatto che se tu non ti fai la ceretta le probabilità di trovare l’uomo della tua vita aumentano esponenzialmente, perché si sa, peggio stai conciata piu’ probabilità hai di incontrare Gorge Clooney mentre ti trascini in tuta con il naso gocciolante verso la farmacia con gli occhi cisposi e l’acetone. Dicevamo, a parte questo devi fare in modo che tutto sembri casuale.

Spiegometro: siccome le suddette possibilità aumentano quando hai i peli con i quali puoi comodamente fare le treccine alla Gullit, hai un occhio con un orzaiolo che potrebbe passare inosservato solo se sdrammatizzato con qualcosa di piu’ grande, per esempio l’Australia, hai tutti i vestiti in tintoria e l’unica cosa che ti resta a disposizione è una tuta in triacetato fuxia e gialla e un paio di nike che gli Stati Uniti continuano a spacciare per armi chimiche (fatta eccezione per le patofole a fomra di Lupo Alberto che per' non sono indicate per uscire di casa), se vuoi incontrare l’uomo dei tuoi sogni e fai tutto questo le possibilità aumentano in modo vertiginoso. Di contro, se le possibilità di incontrarlo sono alle stelle, con questa mise le possibilità di farlo somigliare ad Abebe Bikila sono ancora piu’ numerose. Quindi il trucco c’è ma non si vede è la porta per il successo.

Ovvero: fare finta di essere trascurata. In realtà ti sei fatta una doccia di 5 ore, hai passato 2 esfolianti diversi e un guanto di crine, hai lavato i capelli con tre shampoo differenti, hai fatto una maschera ai capelli ma poi li hai ricoperti di gel per dargli quell’aspetto che solo un settimana di influenza sa dare alla chioma, hai fatto una manicure e una pedicure perfetti ma senza dare niente che non sia lo smalto trasparente perché “non è che io stia qui tutto il giorno a non fare niente, non me ne frega niente di essere curata nei particolari”, indossi una tuta perché non te ne frega niente della moda. In realtà la tuta suddetta è l’unico modello tirato fuori da D & G e ti sei venduta un rene per acquistarla. Metti il marsupio che “le borse? Ah, sono un feticcio, mica ho bisogno di una borsa IO per sentirmi una donna” Solo che il marsupio in questione è costato come tre rate del mutuo. Ha sopra una H sospetta… metti un paio di scarpe da ginnastica a caso (leggasi: la nike mi ha chiamata personalmente per sapere e preferivo l’azzurro cielo o il tinta glicine) ed esci da casa come se fossi appena reduce da 8 giorni di ospedale con quell’aria un po’ sbattuta ma con un fondotinta che è preciso preciso uguale al tuo incarnato, un velo di ombretto marrone che scalda i tuoi toni ma senza sembrare truccata, quel velo di kajal all’interno della rima palpebrale, non vogliamo metterci anche due passate abbondanti di mascara già che ci siamo? Ma sì, mettiamole, e sei pronta a fare finta di essere così già la mattina quando ti svegli. Quando in realtà la mattina tutto questo è sparpagliato a caso. Magari pezzo per pezzo hai pure qualche lato buono ma è tutto un po’ a casaccio. Un po’ come dire, non so, ecco: Vomito di Picasso piu’ o meno.

Pero’ con questo tu sei strasicura che troverai l’uomo della tua vita. E questo ovviamente, non accade. Lo stesso vale per la ceretta. Se una donna media ha bisogno di una ceretta piu’ o meno ogni due mesi sei matematicamente certa che al 50esimo giorno dall’ultima tortura subìta ti arriverà la telefonata proprio di quel tipo che ti piace da anni, l’unico a non essere caso umano, e che la tua estetista è alle Bahamas a sperperare i quattrini che TU le hai lasciato. Nel caso tu sia la fortunata che riesce a trovare l’estetista e che per di piu’ le da anche l’appuntamento in tempo utile, i puntini rossi post-depilazione saranno la colonna sonora di tutta la serata e tu non vedrai l’ora di essere a casa tua togliere quei collant e infilarti nella vasca da bagno colma di ghiaccio e non sentirai una parola di quello che ti dirà a cena il tuo interlocutore. E sarai destinata a combattere contro pruriti e peli incarniti da qui alla prossima ceretta, per poi ricominciare a spatolare e strisciare e strappare e urlare così, vita natural durante. E tutto questo per colpa di una stronza che un giorno ha detto “mi depilo”. Non bastava pagare con il sangue - in comode rate mensili - il casino che ha fatto Eva per una mela? No?!?!?!

categoria:stex e i voli pindarici, stex e i cosmetici
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un bullone è per sempre

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il venerdì, 24 agosto 2007,10:21

Tutta colpa di quella troia di cenerentola.  Eh si. E’ tutta colpa sua! Se Bisio anni fa scriveva quella Vacca di Nonna Papera, io ho tutto il diritto di dare della troia a Cenerentola e tutta la stirpe delle FdC ovvero, Fiche di Cristallo. Biancaneve sotto i nani, quell’altra Maiala della Bella addormentata che per quanto ne so io è l’unica ad essersi punta con un fuso. Io i fusi li trovo per strada. Solitamente tra i 30 e i 40 anni. Il problema non siamo noi fanciulle che crediamo di poter trovare per strada il Principe Azzurro sul cavallo bianco, il problema sono i Principi che si convincono che da qualche parte del mondo ci siano le loro Cenerentole. Con le scarpette di cristallo. Che se io mi azzardassi mai a mettere una scarpetta di cristallo, la voglio vedere dopo cedere sotto il mio peso. Ma poi, quando piove come si fa? Mi direbbe la nonna – donna d’altri tempi – quando piove si sta a casa. Si, come no. Solitamente quando piove a me succede quasi sempre di dover cambiare la ruota di scorta della macchina, altro che stare a casa. Io il Principe non so esattamente dove stia di casa. Intendo: in quale pianeta.  In realtà sono come i Gremlins, cambiano, si trasformano, andando avanti con l’età poi la maggior parte di loro ha sempre piu’ spesso il ciuffo bianco. Credono di svegliarti con un bacio come Biancaneve. Ma come ha detto Covatta, io la voglio vedere una che si è tenuta in bocca per 100 anni un pezzo di mela che fiatella che si ritrova. Io poi la mattina sono intrattabile. Non parlo fino al 4 caffè, figuriamoci baciare qualcuno. Al solo pensiero devo prendere il Geffer. Proprio non ce la posso fare. Già il fatto di dividere il talamo con qualcuno mi fa rabbrividire. Poi non si sa perché noi donne siamo sempre convinte che gli uomini ci debbano vedere come esseri perfettissimi. Persino Sex and the city ha dedicato una puntata intera a Carrie che ha fatto la cacca nel bagno di Big. Ma insomma, cosa credono? Che noi non caghiamo e che la nostra si autodistruggerà entro tre secondi? Ma a chi la vanno a raccontare? Una mia amica è rimasta sconvolta perché un giorno parlando con Picchio *ho avuto l’ardire*  di dirgli “che non riuscivo a fare la cacca da quattro giorni” e mi ha vista come un essere ultraterreno nemmeno avessi rivelato al mondo la formula della Coca Cola o avessi annunciato che si, ero stata io ad uccidere Kennedy. A me non sembrava di aver detto chissà che cosa e invece io l’avevo messa in imbarazzo perché avevo parlato DAVANTI A UN UOMO di non riuscire a fare la cacca. Ma io mica gli ho detto se aveva un moment rosa. E’ un discorso tabu’ per alcune evidentemente. Ma insomma, non è che Dio ci ha fatti poi tanto diversi, a noi ci ha tolto due etti e ci ha messo un paio di pere. Insomma, le differenza mi sembra che finiscano piu’ o meno lì. Potrei capire se gli avessi chiesto che so io, se pensava che fosse il caso o no di fare l’epidurale per il parto, ma non mi sembrava di aver rivelato chissà quale segreto. E invece sembrava che mi fossi permessa di parlare di una cosa che deve rimanere segreta. Le donne fanno la cacca ma non ditelo a nessuno. E’ come la masturbazione. Gli uomini ne parano tranquillamente mi sembra senza tanti problemi, le donne no. Guai a parlarne. Ma se Dio non avesse voluto la masturbazione ci avrebbe fatte con le braccia piu’ corte e avrebbe fatto nascere gli uomini con un manuale per le istruzioni su come va trattata una donna. Che certe volte ne trovi di quelli che sono come il polpo con le patate: tante mani ma freddi e che non sanno dove infilarle.  E alcuni sono fastidiosi come il prezzemolo che alcuni ristoranti ci piazzano dentro.

Pero’ ci sono ancora in giro uomini che pensano di aver a che fare con un branco di Belle Addormentate (e nel mio caso direi nemmeno bella, ma questo è un altro discorso). Niente parolacce che non sta bene, invece loro posso bestemmiare liberamente che – anzi… fico! E i capelli sempre in ordine e puliti ma che non si veda che sei stata dal parrucchiere, mi raccomando! Io mi pettino con i petardi, quando mi pettino. Anzi no, non mi pettino, odio i pettini, io ho solo la spazzola in casa e non la uso nemmeno sempre. In testa mi è stato messo uno scolapasta da bambina, ho i capelli come spaghetti, scendono giu’ come il filo a piombo. Come li metti stanno, e non mi stanno fermi nemmeno con gli elastici. Sono un caso disperato di capelli ribelli. Poco male, Fabi ci ha pure fatto una canzone sopra. Pero' lui è un uomo e va bene così, evidentemente. Adoro i trucchi ma non ne sono schiava, mi piace essere curata questo si, ma stamattina che non avevo voglia sono liscia liscia senza niente in faccia, nemmeno la crema. Che la do solo ed esclusivamente quando me ne ricordo o se ho un’eritema. Se mi metto l’eye liner faccio dei casini stratosferici che mi fanno uscire di casa che sembro un Furby.

Tengo all’igiene personale come qualsiasi persona dotata di buon senso ma non sono maniaca dei prodotti. Se mi devo fare il bidet posso prendere tranquillamente la prima cosa che capita. Invece al supermercato ci sono *decinaia e decinaia* di scaffali con il detergente all’acido lattico, e quello contro le allergie, e quello aromatizzato allo joghurt (giuro! L’ho visto ieri: joghurt e ylang ylang che ignoro totalmente cosa sia) che io quando ho letto joghurt ho subito pensato a una maialata degna di nota e ho  pensato “ma vai che non si usa piu’ la panna!” E invece mi sbagliavo. Poi c’è quello alla camomilla. Nemmeno avessi la patata nervosa. Alla camomilla. E perché invece non al rhum per le donne frigide allora che magari si disinibiscono un attimo? No, perché sono problemi seri anche questi. E magari ne facciamo pure uno alla pasta d’acciughe che lui preferisce il salato. Al gusto Ritz da accompagnare l’aperitivo. Ma per favore! O al Big Babol per gli under 15. Non dico di non lavarsi ma a tutto c’è un limite. E’ come tirare fuori un Labello al Gusto Minchia. Secondo me potrebbe avere un’impennata nelle vendite. Mi rifiuto di pensare che abbiamo bisogno di tutto questo. Non dico nemmeno di non lavarsi ma cazzarola, a tutto c’è un limite. Si che l’ascella del vicino è sempre piu’verde, in tram, pero’ basta un minimo della comune igiene personale.

E così ci sfiniamo dietro a tutte queste minchiate che si posso trovare in commercio. E la cosa peggiore secondo me è che gli uomini pensano davvero che “siamo così” quando ci svegliamo la mattina. Non è vero! Non è vero! Diffondiamo il messaggio che anche noi ci svegliamo con le caccole negli occhi e con la fiatella che mi devi stare a sei metri di distanza. Picchio lo sa, con Picchio divido viaggi e tenda da millanta anni, non ho problemi con lui. Russo pure. Si, le donne russano. Ecco svelato il mistero del Big Bang. E non sono l’unica, ho diviso una camerata con 20 ragazze in età adolescenziale e mi ricordo che ce n’erano per così che russavano. O si sono fatte tutte operare oppure alcune di loro russano ancora, di questo ne sono certa.

Non sono la Paris Hilton della situazione sempre alla moda. Ci sono giorni in cui vengo in ufficio – come oggi – con un vestitino piuttosto carino ma con i camperos perché voglio vivere comoda e non voglio studiare da fachiro e ci sono giorni in cui proprio non ne ho voglia, mi cospargo di vinavil e mi rotolo nell’armadio. Io non mi commuovo davanti ai bambini. Ok, adoro mia nipote ma perché è sangue del mio sangue, è normale, ma non sono una da “pucci pucci” e “micci micci” e “ghiri ghiri” che proprio no, non mi ci vedo. No, grazie. Non vado in estasi per un anello. Io sono una da pinze e trapano e martello. A me uno mi conquista il cuore se mi regala una punta nuova per il trapano, un cacciavite. Se poi mi prende pure una pappagallo allora sarà sicuramente il padre dei miei figli. Mi pettino con i petardi e posso fare tranquillamente la doccia fredda senza dire una parola, girare per strada con gli shorts di jeans, una maglietta con su scritto “mangia un castoro, salverai un albero” e un paio di anfibi viola a fiori gialli al 24 di agosto non mi fa pensare di essere “poco donna”. Cazzarola. Non è un abito che fa di me una donna. Vedo in giro comodini vestiti D & G che non hanno nemmeno la metà della “donnità” che ho io. Perché con la donnità ci nasci. Ok, magari la prima volta che mi ha vista il tizio che ero dietro a smontare il carburatore del motorino non è stato proprio il massimo stringergli la mano con le mani sporche (posso usare la scusante che avevamo 16 anni all’epoca?). Pero’ non ci vedo nemmeno niente di male.

Non ho mai avuto una gonna gialla, una camicia bianca con le maniche a palloncino e quel demenziale fiocchetto rosso nei capelli. Non mi sono rimasti i piedi taglia 32 come a Candy Candy che è diventata sei metri e trentatré di altezza e aveva sempre gli stessi stivali. E con i codini. Ma brutta demente hai 45 anni, 6 nipoti e giri ancora con i codini? Togliteli. Tagliati i capelli. Fai qualcosa!

Non sto qui a pettinare la bambole, e in tutta sincerità non l’ho mai fatto nemmeno da piccola. Ricordo ancora mia madre abbastanza terrorizzata quando mi ha ritrovata con la bambola con la pancia squartata e la sottoscritta, all’epoca seienne o settenne o giu’ di lì con le forbici in mano che sorridendo le rispondeva “volevo vedere cosa abbiamo dentro”. Io impazzivo per i lego. Le uniche bambole che mi piacevano erano le Barbie. Che pero’ poi gli facevo fare le cose porno con il Ken. Il Ken perché il Big Jim non aveva il pacco. Sono sempre stata un po’ anomala. Mio padre sognava una specie di Carla Fracci vestita di rosa con le treccine. Ha avuto una figlia che è un incrocio tra Terminator e Saddam Hussein. Ma che ci posso fare se a me piace smontare i motori delle macchine e delle moto e non sto lì ad anelare alla vita da principessa? Ma poi, sai che palle e il diadema, e la gonna che fruscia, e balli , che io poi ho la mobilità di un comodino per altro. Io adoro i bulloni. Altro che diamanti. Un bullone è per sempre. Meglio inox, grazie.

Bene e male, ottimo e pessimo, vero e falso

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il mercoledì, 01 agosto 2007,15:16

O forse…non so…

In realtà non so nemmeno io

Per sommi capi

Perché i pensieri sono così tanti che non saprei da quale iniziare.

Il dottor C è andato in ferie, e io non so se mi sento orfana o l’amante abbandonata.

E’ contento (bene)

Ho perso 3 chili (ottimo)

Dichiarati

In realtà ne ho persi 7 (pessimo)

In 15 giorni (pessissimo)

E non gliel’ho detto (esiste qualcosa di piu’ pessimo del pessissimo?)

Io mi vedo bene (piu’ o meno)

E sto anche bene (piu’ o meno)

Mangio (vero)

Non sempre (vero anche questo)

Ma mangio

In realtà due cene le ho saltate perché ero stanca (falso)

Volevo andare a letto presto per saltare la cena (vero)

Ma ora non lo faccio piu’ (vero)

Tra due gironi parto per le ferie (bene o male?)

Devo ancora soltanto pensare a che cosa portarmi via

Me stessa, sicuramente e lo spazzolino

Il resto, fa volume.

Sono diventata maniaca della pulizia e dell’ordine

Della persona e della casa

Non esco di casa struccata (bene e male)

Non esco di casa senza il tacco (boh…)

Sto pensando a raparmi a zero i capelli

Il caldo soffoca

Non mi mangio piu’ le unghie (bene)

Sono schiava dello smalto (male)

La mamma mi aspetta a cena (bene)

Sono 5 giorni che non mi vede (male)

Mi vedrà decisamente troppo dimagrita (pessimo)

Non l’ho fatto apposta (vero e falso)

Mi riprendero’ in montagna (vero)

Mi mancano 8 chili al peso forma (bene)

Ne vorrei 15 in meno (male)

Mi accontentero’ di 10 (il medio giusto tra bene e male)

In montagna mangero’ sano (bene)

E tutti i giorni (bene)

Magari tre volte al giorno (bene)

Parto con Roberto (bene)

Dividiamo la tenda (bene)

Roberto russa (male)

La gente inizia già a sparlare (male)

Come ha sempre fatto (male)

Come era successo con il mio migliore amico Picchio (pessimo)

Verrà su anche lui (bene)

Dorme da solo (male)

Parte dopo pochi giorni (pessimo)

Ieri ci siamo visti (bene)

Gli ho parlato del tizio (bene)

L’ho rivisto la settimana scorsa (bene)

Non mi chiama da tre giorni (pessimo)

Picchio è sincero (bene)

Picchio mi vuole bene (bene)

Picchio mi dice che io sono troppo. (male)

Troppo intelligente

Troppo prosperosa

Troppo simpatica

Troppo dolce

Troppo lunatica

Troppa testa e troppe tette

(pessimo, pessimo, pessimo, pessimo)

Se lo sapevo nascevo Paris Hilton ma non mi risulta che sia stata convocata a Stoccolma….Lo dice come se fossero difetti. Mumble mumble…gli uomini sono strani. L’anno scorso mi ha dichiarato di essere innamorato di me e adesso di punto in bianco tutta sta roba dice che è TROPPO. Che spavento gli uomini (la mattina è probabile) che io li metto con le spalle al muro perché non trovano un argomento sul quale sentirsi superiori (ok, se uno magari mi parlasse ogni tanto di un fuoricampo baseball magari non avrei nulla da ribattere, ma evidentemente sono tutti piatti e prevedibili che parlano di calcio, corde, tennis o rafting o arrampicata o insomma, tutti argomenti che mastico quotidianamente assieme alle carote pre-pasto) Ergo, appena mi inquadrano scappano a gambe levate. Al matrimonio della mia migliore amica – dice lui – ero la piu’ elegante e a tono. Ho classe nel vestire (e dio solo sa che cosa intenda lui, ma non ero uscita dalla Maison Chanel, almeno credo) Ho carattere. Mi sono emozionata proprio quando non centrava nulla e quando nessuno se lo aspettava. Il trucco ha retto fino a sera (lui forse non conosce gli spray che rendono il trucco tatuato? Boh, no, forse no). Insomma, tutto quello che a me sembrava un pregio è un difetto. E’ riuscito persino a  dire “non puzzi mai”, sembri uscita da una rivista. Mo’ sta a vedere che devo stare tre o quattro giorni senza lavarmi perchè questo qui mi richiami…mah…gli uomini…gente strana…il mio amico piu’ di tutti. Ma per fortuna che c’è Riccardo che da solo gioca a biliardo..no, questo non c’entra nulla. Ma per fortuna (e stavolta sul serio) c’è la mia famiglia che mi dice “parti, vai, estraniati dal mondo e divertiti, non pensare al cibo né alla cura, goditi le ferie e non ti preoccupare, quando torni siamo qui” Ah, se non ci fossero loro! E l’ufficio incombe, e non riusciro’ a finire prima dipartire e mi toccherà di posticipare di un paio di gironi e evo ancora pensare allo zaino, a cosa portarmi, le medicine da comprare, il gatto da sistemare, la macchina fotografica da riparare e dio solo sa se riuscro’ a fare tutto. E intanto i pensieri si affollano e quando mi metto qui davanti al foglio bianco mi blocco e faccio dei casini e salto di palo in frasca senza sapere dove andare a parare. Ma sono viva. Incasinata ma viva. Serena? Forse un po’, quel peso, inutile nasconderlo, mi fa stare bene, e saliro’ lassu’ sulle mie montagne, con meno fiatone e piu’ gioia di vivere negli occhi e tornero’ giu’ sicuramente brillante, sicuramente meno mocio vileda che questi giorni ultimi. Non rileggo,. Inutile, cancellerei tutto. Chiudo per ferie e chissà se riapriro’ dopo ferragosto….