il sorriso sul cuore

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il martedì, 11 settembre 2007,08:48

Io lo chiamo il sorriso sul cuore. Quelle sere in cui vai a dormire stanca morta ma quando appoggi la testa sul cuscino ripensi alla giornata e sei soddisfatta di tutto quello che è successo, di tutto quello che hai detto, di tutto quello che hai fatto e ti rendi conti di averlo fatto solo per te. Solo per stare bene. E allora scansioni mentalmente la giornata, dalla mattina presto in cui ti sei svegliata con gli occhi stropicciati e la voglia di tornare alle tue lenzuola gialle ma anche se controvoglia ti sei trascinata in bagno a dare una parvenza semiumana a quella faccia decisamente troppo stropicciata dai bagordi della sera prima. E come ogni mattina ti riprometti che no, la prossima volta non ti farai di nuovo tre bicchieri di rhum che sono decisamente troppi. Soprattutto dopo una bottiglia e mezza di vino rosso, soprattutto dopo il rhum cooler dell’aperitivo, praticamente senza ginger-ale, per altro. Ma tanto sai che è una promessa da marinaio, presto fatta, presto dimenticata. E allora ciondoli fino al frigorifero in cucina per prendere i cucchiai che tieni dentro al porta uova per metterli sotto gli occhi e tentare di sgonfiare quelle borse che ti ritrovi, che non sono nemmeno firmate, ma il tentativo risulta nullo. Nemmeno trovando la valvola e aprendola riusciresti a sgonfiarli. Prendi distrattamente il succo di frutta ananas e cocco e ne versi un bicchiere mentre tiri giu’ una bustina di geffer sciolta direttamente sotto la lingua, e intanto accendi la macchina del caffè. E il telefono suona. “Si, sono sveglia, dieci minuti e sono pronta….no, davvero, te lo giuro, sono in piedi, sto facendo il caffè, ma sono praticamente pronta (sei ancora in mutande ma questo Picchio non lo deve sapere, lui è in macchina che sta arrivando, mica ha il videotelefono). No aspetta, come sarebbe sei qui sotto? Avevamo detto alle sei, e mancano ancora….GULP! Tre minuti…ok, Sali, rompipalle…si, ne faccio due….ah, guarda che non c’è né latte né zucchero…no, non avevo voglia di fare la spesa…senti…non sono nemmeno viva per discutere a quest’ora del mattino…ok, posteggia, io ti apro” Panico. Picchio è qui e tu sei in mutande, con una tazza in mano a forma di Will Coyote e una faccia che sembra uscita da un dipinto di Picasso. Ok, niente panico. Apri la porta  metti il gancio in modo che non si richiuda. E ti fiondi sotto la doccia. 5 piani di scale serviranno a qualcosa no? Si, servono se sei in bradipo, ma Picchio è praticamente l’allenatore di Carl Lewis. Arriva che hai appena dato lo shampoo sulla testa e sembri una meringa enorme ricoperta di panna. “SONO IN BAGNO, ARRIVO” urli. Esci alla velocità della luce con i capelli grondanti acqua, scalza e ti fiondi dentro a un paio di pantaloni bordeaux che potrebbero contenere te e un’altra persona. Cerchi una maglia nel cassetto che possa andare bene. Quella dell’Hard Rock Cafè di Barcellona puo’ andare. La infili e rimani impigliata con gli orecchini. Come sempre. Arriva in soccorso Picchio che ti libera dalla morsa della maglia non senza averti fatto il solletico mentre sei prigioniera dell’involontaria camicia di forza. Perdi tutte le forze e rischi di farti pipì addosso “dai sbrigati che siamo in ritardo” Lo guardi torvo e ti domandi “in ritardo per cosa? Siamo tu ed io oggi, mica abbiamo appuntamento con qualcuno” Ma non apri bocca perché non hai voglia di grugnire. Prendi le sigarette e dici “sono pronta”. Ti guarda e ride. Lo guardi con la faccia a punto interrogativo e non capisci. Forse non ti sei pettinata. Forse hai una riga verde sulla faccia. Forse hai un occhio nero e tu non lo sai, forse….”vieni scalza?” Ops…dettagli. Prendi un paio di All Star gialle e “guarda che con quelle sembri Pippo”. Fai una smorfia e le rimetti a posto. Allora prendi quelle Bordeaux e lo guardi con una faccia che sta già dicendo “prova a dire qualcosa su queste scarpe e te le tiro dietro, siamo in ritardo di due giorni non ho nessuna intenzione di cercare un altro paio”. Prendi lo zaino e scendete le scale di casa. Ti fermi accanto alla macchina di Picchio e lo guardi come a dire “allora? Non la apri?” Poi capisci che stai sbagliando macchina e allora fai finta di sistemarti i capelli specchiandoti nel finestrino, piu’ falsa di una banconota da sette euro. E vai avanti a testa bassa e molli lo zaino davanti al portellone e ti siedi al posto del passeggero e ti accendi la sigaretta aspettando che Picchio salti su e inizi a guidare. Verso le vostre montagne, verso la nostra giornatasolonostra verso…l’autogrill. Requisito essenziale per far iniziare bene la giornata è fermarsi all’autogrill. “Un caffè doppio, una spremuta d’arancia, un panino con caprino e crudo, una bottiglia di acqua grande e tre pacchetti di sigarette, grazie”. Picchio spalanca gli occhi come se avesse visto una scimmia dietro la cassa. Ti giri. Lo guardi e gli dici semplicemente “ho fame” e sorride. Mangi con calma, lentamente. Talmente lenta che un madonnaro è riuscito a farti il ritratto nel mentre. Lo guardi da dietro gli occhiali spessi tre metri e scuri scuri scuri scu…ok, si è capito. E sorseggi piano piano il caffè. Ti guarda. Ti guarda come fa sempre. E finita colazione balzate in piedi e andate verso la macchina. Prima una sigaretta pero’. Ci sta tutta. Fuori dall’autogrill. Ti fermi perché sei incapace di accendere la sigaretta camminando e nell’istante in cui ti fermi senti il suo abbraccio che ti imprigioni da dietro, con il naso appoggiato alla colonna vertebrale, come fa sempre. E non c’è niente di piu’ bello di quel gesto tra di voi che si ripete da anni. E sempre con sfumature diverse. Sempre pieno di significati che le parole non riuscirebbero ad esprimere. E lo sai che stavolta vuol dire che finalmente è bello vederti mangiare come una persona normale, che non si fa le paranoie davanti a un panino e non chiede piu’ il dietor nel caffè e non gira piu’ con il maglione intorno alla vita per nascondere il sedere ma sei una persona che è sicura di aver ritrovato quell’equilibrio o per lo meno una parvenza di esso. Guardi indietro e vedi gli anni passati e quasi ti vergogni di essere stata quella persona e non ti riconosci e vorresti tornare indietro, cancellare tutto con un colpo di spugna. Ma poi ti fermi e rifletti per un attimo e ti rendi conto che se così non fosse stato non avresti mai avuto la ricchezza di capire, di essere una persona diversa, con i suoi fantasmi che l’accompagnano e ti viene in mente John Nash. Anche se il paragone è un po’ azzardato. E guardi avanti e ti viene da ridere a pensare a Picchio che per anni si è battuto conto questi fantasmi e ora li vedi seduti sul sedile posteriore della macchina ma davanti ci siete tu e lui e lo prendi per mano, con quell’intreccio di dita che è solo vostro senza dire una parola perché sapete entrambe che cosa significano i vostri gesti. Quelle stesse dita che hanno scavato fino a ferirti dentro ora stringono la cosa piu’ preziosa che hai. E lo guardi di lato, spostando l’occhio senza girare la testa, perché non vuoi che se ne accorga. E ti senti serena, tranquilla, e appoggi la testa sul sedile facendoti cullare dal tepore della giornata, dalla sicurezza che lui è lì, accanto a te, da sempre e per sempre e quella leggerezza che hai sempre cercato ora la senti nel cuore.

istruzioni per l'uso

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il mercoledì, 29 agosto 2007,15:24

Metti caso che ti ritrovi in macchina con il tuo migliore amico che sembra un po’ un Principe, se vogliamo, ma dopo aver girato Trainspotting, ecco. Un Sick Boy vestito sportivo. Mettiamola così. Metti anche che il viaggio che era stato preventivato in ore 2 sulla tabella di marcia, causa imbecille che si incastra con il camion sotto la galleria diventi di ore 4. Metti anche caso che cassa numero 1 di birra stia piano piano diventando cassa numero mezza e si sta avvicinando sempre piu’ a cassa numero zero. Mettici tutto questo (e già non mi sembra male) e aggiungi che uno appena uscito dall’ uovo di pasqua ha sollevato un polverone perché:

 

1-     TU ti sei permessa di andare via tutta la sera con il tuo migliore amico. E sei un’idiota se pensi che il suo “no, figurati vai pure non sono affatto geloso” significhi realmente “no, figurati vai pure non sono affatto geloso”. In realtà dicendoti così vorrebbe dirti “possibile che non ci arrivi da sola insipida sgualdrina che appena ti vedo salire sulla sua macchina penso che voi due trombiate come ricci sull’autostrada alla *famolo strano* e io vorrei che invece stessi a casa a ricamare al tombolo mentre mi aspetti che rientro da una serata *biliardo e birra* con gli amici che stasera ho voglia di dormire da te”

 

2-     Accettato il fatto che tu comunque andrai via con il tuo amico perché avete bisogno di una serata insieme, il tizio in questione inizia a rafficare di domande del tipo “chi c’è, ma quanti siete, ma dove andate (un fiorino, aggiungerebbe Benigni)” sperando in un tuo “ma perché non vieni anche tu” che in realtà SAI che dovresti dire ma che in realtà NON VUOI dire perché l’amicizia tra te e Picchio è una cosa ESCLUSIVA, è come un paio di mutande, mica le presti in giro.

 

3-     Fattogli digerire il fatto uno e il fatto due tutto sembrerebbe a posto. SEMBREREBBE e io che a volte rasento a malapena l’ITAGLIANO so che mai tempo e modo verbale fu piu’ azzeccato. Si perché dopo la vostra seratina passata parlando di lei e di lui e dell’altro e dei progetti e di impegni da qui al duemilacentoventitrè siete belli belli in macchina di rientro che il tizio ha URGENTE BISOGNO di dirti un po’ di cose su quel lavoro che (forse) dovreste fare assieme (e ignora che nel preciso istante in cui butterai giu’ la comunicazione SE LO SCORDA che tu gli dia una mano per quel suo progetto del cazzo). Ti chiama e tu rispondi con le “esse” un po’ troppo “esce” perché la birra effettivamente era bella pesa soprattutto considerando che 8 lattine sono state aperte PRIMA di riuscire a infilare qualcosa nello stomaco che fosse qualcosa di lontanamente solido. Se poi ci mettiamo l’aggravante che quel pirla del tuo amico non sta zitto un minuto e ti scappa da ridere è abbastanza normale che il tizio se la prenda male.

 

E il viaggio in macchina delle successive ore due non puo’ che essere infarcito di pirla, testa di cazzo, coglione a altri soprannomi tanto carini che non è proprio il caso di scrivere. Il problema non è il fatto che si sia incazzato in sé, non è nemmeno il fatto che avrebbe voluto esserci anche lui magari alla cena (Picchio fa parte della mia vita da sempre, questo qui è arrivato domani e pretende di farne parte? Aria, bello!) Il problema è che lui è stato quello del “non ti prometto niente” e poi si comporta peggio del mio ex fidanzato. Dorme stile koala costringendomi a fuggire dalla morsa dei suoi abbracci fino alla mattina che sono letteralmente rotolata giu’ dal letto pigliando una capocciata mondiale sul comodino. Viene a casa mia a farsi raccontare delle vacanze che ho concluso , a vedere le foto, e se ne va 5 ore dopo soltanto dopo aver parlato (leggasi: non ci vediamo da 15 giorni e non mi dai nemmeno due timbulate date bene? Mah….), ti chiama ogni giorno che ha fatto il Signore solo per parlare, ti manda gli sms per aggiornarti sui suoi spostamenti del week end prossimo e ti manda il resoconto di quello appena passato. E non ha ancora capito di avere a che fare con una donna un po’ fuori dagli stereotipi comuni. Che non ha intenzione di avere a che fare con un uomo che le tenga sotto controllo la vita. Ma io mi domando se veramente ho fatto un corso specializzato per trovarli tutti io. Ora faccio veramente “Stex: manuale di istruzioni” così almeno uno arriva, mi vuole conoscere, gli consegno il bugiardino, se lo legge, se lo studia a memoria e se non gli vado bene in posologia e indicazioni, gira i tacchi e se ne va’.

 

PRIMA DELL’USO LEGGERE CON ATTENZIONE TUTTE LE INFORMAZIONI CONTENUTE NEL FOGLIO ILLUSTRATIVO

Questa è una persona autosufficiente che potete usare in caso di mancanza di affetto, voglia spasmodica di una relazione che non debba necessariamente sfociare in un matrimonio, serate divertenti, discorsi seri e inopportuni. Puo’ essere usato quindi senza ricetta ma va usato correttamente per assicurare l’efficacia e soprattutto la durata della stima che essa nutrirà nei vostri confronti.

Per maggiori informazioni rivolgersi alla diretta interessata.

Consultate il medico prima dell’assunzione in caso voi foste: psicotici, masochisti, calcio-dipendenti, palystation-dipendenti, allergici a qualsiasi manifestazione di affetto, sostenitori dell’anello di fidanzamento, allergici a qualsiasi proposta temporale al di fuori di “stasera”, sfigati in linea generale, mammoni, allergici agli amici di lei, gelosi.

 

Composizione:

persona unica e inscindibile anche se ha il peso di due. Altezza 171 cm, larghezza, anche. Massa grassa 24%, massa magra 76%. Materia grigia 100% Simpatia 100% Depressione n.p. Principio attivo: essere felice.

 

Come si presenta:

Capelli neri, tinti, in realtà sarebbe un castano dorato che fa tanto scialbo, occhi verdi, 2 per la precisione. Un piccolo neo al lato sinistro del labbro che vorrebbe piu’ marcato alla Julia Roberts ma l’unica volta in cui ha tentato di accentuarlo con una matita sembrava avesse un porro grosso come l’Australia. Pelle tendente al verdognolo quasi sempre. Peso specifico del plutonio, stazza da baobab e movenze da Bulldozer.

 

Che cosa è:

viene catalogata nell’ordine delle donne solo per il fatto di avere due pere. Ma questo non deve trarre in inganno. Non si aspetta che le apriate la portiera della porta del passeggero, anche perché vuole quasi sempre guidare lei e si siederebbe dalla parte sbagliata, quella senza volante. Non si aspetta che le mandiate i fiori e in ogni caso quando lo fate non mandate - in casi di festa della donna - le mimose che le fanno venire mal di testa e MAI MAI MAI le banalissime rose rosse. E’ una donna da rose tea (che ha imparato a chiamarle così solo grazie alla parole crociate della settimana enigmistica) , da margherite e da gigli bianchi (si, lo so, sembra stano anche alla fabbrica di produzione ma è così)

 

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio:

papà e mamma

 

Produttore e controllore finale:

un tizio che è scappato a Monaco di Baviera con la sua collega, i due bambini della suddetta e i tre cani e che ha avuto il coraggio di usare la mia carta di credito per pagare il viaggio. Tutto questo solo perché quando mi ha fatto *La Proposta* mettendomi l’anello al dito ho detto “si” e 5 giorni dopo ho detto “scusa, ho scherzato. Ci devo pensare”.

 

Perché si usa:

perché non si puo’ fare a meno di una Donna Esagerata con tutte le maiuscole del caso quale è il prodotto.

 

Quando non deve essere usato:

in caso smodato di svuotamento di coglioni, in stati depressivi dopo essere stati mollati dalla fidanzata storica, quando non c’è niente di meglio in giro da fare, quando si è già felicemente o infelicemente sposati/conviventi/fidanzati, quando sei una donna, quando vuoi fare l’amico ma in realtà sei l’avvoltoio che sta aspettando che lei sia abbastanza ubriaca per non ricordarsi il giorno dopo che cosa è successo.

 

Quando puo’ essere usato solo dopo aver consultato la sua migliore amica e il suo migliore amico:

se sei un suo ex e hai deciso di tornare alla carica devi prima passare dalla Corte Suprema.

 

Cosa fare durante la gravidanza e l’allattamento:

Se sei tu il responsabile prenditi tutte le responsabilità del caso.

Se non sei tu, non domandare “ma chi è il padre?”

 

Quali medicinali o alimenti possono modificare l’effetto del medicinale:

rimane pressoché una persona normale tranne in presenza di: pizza, birra, porto rosso, vino rosso, vino bianco, profiteroles, gelato al pistacchio, rhum scuro (meglio se con zucchero di canna e lime e mentuccia), funghi, grappa, fettuccine paglia e fieno con il pomodoro fatte dalla sua mamma, verdure di tutti i tipi tranne le rape, meringata, genepì.

 

Come usare questo medicinale:

non essere assillanti e nemmeno troppo menefreghisti, non voler per forza partecipare alle serate di sole donne organizzate in casa sua o delle sue amiche, non voler per forza conoscere i genitori, non voler entrare nel cuore del fratello, non azzardarsi mai a esprimere un giudizio negativo nei confronti delle sue amiche, non far mai notare che “stai mettendo su qualche chilo”, non lamentarsi se russa, non pretendere che sia vestita perfetta da capo a piedi specialmente durante il week end in cui è libera di girovagare per casa con una fascia rosa nei capelli, scalza e una felpa di Sing Sing vecchia di 12 anni che le sta oramai tre volte, non azzardarsi mai a toccare le sue scarpe e spostarle dall’ordine cromatico in cui sono state posizionate, non toccare i suoi  libri divisi per genere, autore, anno di edizione, non mescolare i dvd dei suoi film preferiti accostati per regista, non parlare e tantomeno domandare qualcosa pretendendo una risposta prima che abbia assunto il terzo caffè, non lamentarsi se non risponde alle telefonate e/o ai messaggi, è sempre colpa del telefonino, non pretendere che cammini mano nella mano con voi o che vi baci in pubblico, pena la morte, non lamentarsi degli orari di lavoro a cui si sottopone, non lamentarsi del disordine lasciato per casa, lei nel suo ordine ci capisce e se sistemate lei non troverà piu’ cio’ che sta cercando, non farle pesare il fatto che nel week end è quasi sempre in giro con il suo migliore amico, NON ESSERE ASSOLUTAMENTE GELOSI DEL SUO MIGLIORE AMICO, non pretendere di arrivare primi in classifica quando prima di voi ci sono nell’ordine: la sua famiglia di origine (il che comprende papà, mamma, fratello, cognata, nipote, cane, gatto, cavallo, criceto, zii acquisiti e non e così fino ai cugini di 14° grado), le sue amiche, il suo migliore amico, il lavoro. Che vi vada bene potete conquistare un 5° posto per il rotto della cuffia.

 

Quando e per quanto tempo:

a piccole dosi, preferibilmente la sera. Evitare accuratamente la mattina, per le prime 2 ore dal risveglio.

 

Istruzioni per l’apertura del contenitore:

un po’ di fantasia, bimbo. Come minimo hai 30 anni, non hai mai visto le api e i fiori?

 

Cosa fare se avete preso una dose eccessiva:

come minimo hai già tatuate sulla faccia 5 dita. Che ti vada bene.

 

Effetti indesiderati:

puo’ causare assuefazione, ma non è detto che la stessa cosa valga anche per lei nei tuoi confronti.

 

Scadenza e conservazione:

da qualche anno dimostra e dichiara sempre 25 anni. Il che significa ETERNA.

 

Revisione del foglio illustrativo fa parte del Ministero della Salute

Agosto 2007

 

Mo’ vediamo se il prossimo funziona.

 


 

 


stare bene

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il mercoledì, 22 agosto 2007,09:40

Stanotte ho dormito dall’altra parte del letto. Quella che fino a poco tempo fa sostenevo essere la parte di Mr. T. Verso il calorifero. Io dormo dall’altra parte. Sempre. Cioè, di solito. Stamane mi sono svegliata “di là”. Che è l’unica definizione alternativa che ho trovato. Possibile che dopo quasi due anni continui ad indentificarla come “dove dormiva Mr. T”? No! Anche a Picchio le prime volte che si fermava a dormire da me dicevo “Tu dormi dalla parte di Mr. T” E si incazzava a morte. Con ragione. Ieri sera mi ha chiamata. Picchio. Non Mr. T. Alle 18.30 circa. Io avevo già cenato. Avevo fame. E se una ha fame, ha fame, eccheccazzo. A mezzogiorno avevo fatto un finto-pasto e a casa mi sarei mangiata un cinghiale in corsa, con pelo e zoccoli annessi. Picchio mi propone una pizza. Gli spiego la cosa. Guarda l’ora “ma non sono nemmeno le sette!” “Dillo al mio stomaco, pirla! Mica ho mangiato un orologio” Ok, passa a prendersi la pizza lui e se la porta da me. Si, la birra c’è rompicoglioni che non sei altro. Tranquillo. Si, è in frigo. Non è calda. Ecco. Io che mi ero già vista il film della mia serata: divano, pancia piena, tazzona di tea tiepido sulla mensola accanto al divano, la mia felpa di Sing Sing grigio topo, taglia orca assassina addosso e i calzini antiscivolo arancioni, il mio libercolo che mi fa ridere. Niente di tutto questo. Un’ora dopo Picchio sta salendo le scale verso casa mia. E io sono lì che lo aspetto sulla porta con le braccia conserte e rido già. Ha la barba incolta. Barba, che eufemismo! Ha 4 peli in croce nonostante l’età. E’ come i sedicenni, non gli cresce mica piu’ di tanto. Ha le chiazze. Mentre mangia la pizza, tutt’e due sul tappeto del salotto a gambe incrociate, lui con una Ceres tra le mani (che io odio per fortuna) e io con una Coca Cola Zero (che non so perché ma mi fa venire in mente sempre Muccino nella pubblicità della Vodafone) chiacchieriamo di cazzate. Mi offre ripetutamente la birra per farmi cadere in tentazione. Non cedo. Faccio il caffè. Non ho lo zucchero in casa. Io non lo uso. No, non ho nemmeno il latte. Senti ma se sei venuto a scroccare la cena dillo. Domani ti do le chiavi e vai al supermercato e ti compri quello che vuoi e rimpingui frigorifero e dispensa. No, non l’ho fatta nemmeno stasera la spesa. Non ne avevo voglia. Ho della roba in freezer. Ma come fai ad avere fame dopo una pizza 4 formaggi bianca + salame piccante? E pesi trenta chili con la merenda in tasca! Come sarebbe sto dimagrendo troppo? Non è vero. Si ho perso qualcosa. Qualcosa come 10 chili. In un mese e mezzo. No, non sto facendo la fame. Sto mangiando. Te lo giuro. No, niente dita in gola. Da quanto? Mumble mumble. Non lo so. Non li conto. Sicuramente piu’ di due mesi. Sicuro. Te lo giuro. Non ti direi mai una bugia. Ok, non piu’. Non ti direi piu’ una bugia. Il passato è passato. Perché se io saprebbe….se io sapressi…se io soppressi?!?!?!? Ridiamo. Cazzo! Il caffè! Allora per te niente? Ma come? Ma guarda che il caffè va preso così, nudo e crudo. O meglio nudo e cotto. Perché è caldo. L’acqua bolle, quindi è cotto, in qualche modo. No, non ho né zucchero né latte (arimo’!). Il latte mi fa acido in pancia, e lo zucchero non lo uso. Ah, ma ho dello zucchero di canna da qualche parte. No, quello non si fuma. Te lo giuro STO MAN-GIAN-DO! Come te lo devo dire? Vuoi qualcosa di scritto? Non ti fidi? Perché io mi fido, tu ti fidi e egli sifilide? Ok la pianto. Ci guardiamo un film? Italiano dai. No, non ho voglia del Signore degli anelli, che domani ci trovano qui spalmati sul tappeto in stato semicomatoso tipo Trainspotting nella scena della Madre Superiora. Bevo. Coca Cola Zero. Muccino. Silvio Muccino. Ma non prima maniera che non si capisce un cazzo e serve l’interprete. Piu’ in là. Quello con Verdone. No, non l’ultimo, quello prima. Il penultimo? Eh beh, se non è l’ultimo ma quello prima sarà il penultimo. Ok, vada per Manuale d’amore. Dovrei vedere anche il 2. Sono curiosa. Ok, metti su il dvd che io prendo il caffè. No, quella è la MIA tazza, lo sai che non la puoi nemmeno toccare. Come sarebbe non c’è “inizio film”? Pirla, hai messo il dvd “contenuti speciali". Quello non è il film. Sei un pasticcio ambulante. Ridiamo. Ci spalmiamo sul tappeto. Cosa l’ho comprato a fare il divano? Per poggiare la schiena, giusto. Che palle sta pioggia. Chiudi la finestra che non si sente il film. Si ma così fa caldo. Magari togliere quei 5 maglioni che hai addosso è il caso. Non credi? Cazzi tuoi. Muori di caldo allora. Ridiamo. Qualsiasi cazzata. Ridiamo. Io sto bene così. No, la felpa non me la tolgo. Si, con l’anacoluto! A me piacciono gli anacoluti. Mi hanno sempre ricordato il gufo della Spada nella Roccia, che si chiamava Anacleto ma è lo stesso. Anacleto. Bel nome. Quasi quasi compro un cane e lo chiamo Anacleto. No, meglio un gatto. Nero. No, quello nero se è maschio lo chiamo Cagliostro. Se è femmina Morgana. Ho già decido. A pelo lungo. Sul letto. Va beh, se non ci vuole stare ce lo piazzo io. Ce lo inchiodo. Come sarebbe non sono capace? Va beh ma il quadro venuto giu’ è un dettaglio. E poi mica faccio il quadraio di mestiere. Come nessuno fa il quadraio? Beh, all’inizio ci sarà stato qualcuno che per primo ha deciso di mettere su una parete un quadro, no? Beh, quello diventa automaticamente un quadraio. Da grande voglio fare il quadraio. Piu’ che altro ho fatto la quadrata. O la tonda. No, non è vero che sono dimagrita troppo. Ancora pochi chili e poi mi fermo. Me lo dice anche il Dottor C che sto facendo un buon lavoro. Domenica mangio pure i ravioli. Sbav. Sbav. Ravioli. Detto alla Homer Simpson. No, quello è O. J. Simpson, è un altro, ti sbagli. E’ un po’ diversa la cosa. Ma come? Ci sono già la Buy e Rubini? E il pezzo prima? Ce lo siamo perso? No, cazzarola. No dai, stai zitto che tra poco c’è la Littizzetto. Quella mi fa moritre. Quando le spacca il tergicristallo. Ma te la ricordi quella volta che abbiamo lavato i vetri con la birra? Che puzza terrificante in macchina! Si, ma era un porcaio quella macchina. Ma dai! Ma se mentre guidavi io tagliavo il salame! Che dementi che siamo. Si, è vero, ci siamo divertiti. E’ vero. Ma ora è di nuovo come prima. Si, lo so che vi siete mollati. No, non me lo hai detto tu, l’ho saputo da tua sorella. Ma no, dai non ne parliamo che non ne ho voglia. A meno che non ne abbia voglia tu. Ma si che ti abbraccio sciocco. Ma no che io e te si sarà sempre qui insieme.A quanto? 35 anni? Come Julia Roberts ne “il matrimonio del mio migliore amico”? E chi ci mettiamo a fare la parte di Ruper Everett? Quel fico paura! Si lo so che è gay ma fammi sognare almeno un minuto. Dammi solo un minuto un soffio di fiato, un attimo ancoraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa. Stare insieme è finito abbiamo capito…ops…forse ho sbagliato canzone. Ahia! I pizzicotti a tua sorella! Stronzo! Va beh, ma non sei sportivo. A me mica mi facevo le coccole quando mi sono mollata con Mr. T. NON ERA UNO STRONZO! Beh, forse un po’. Ok, un po’ tanto stronzo. Ho capito. Ascolta. Facciamo così: discorsi vietati: Mr. T  e Vanessa. Non parliamone. Ok? Ok. Dai, che andiamo a nanna, sono stanca. Mi hai rotto il mio programma serale. No, non tre ballerini brasiliani. Era andare a nanna presto. Come sarebbe a dire che non ne sono capace? Il martedì è serata-nanna. Mangio presto e volo a letto prima delle nove. Va beh, che c’entra è solo perché ho problemi ad addormentarmi che poi chiudo la luce a mezzanotte passata. Come sei pignolo. Si, tu dormi dal calorifero. No, lo sai che quella è la mia parte del letto. Non Rompere. E’ sempre stata mia. Ok, te la cedo ma solo perché almeno hai la luce vicina. E non svegliarmi all’alba domattina. A che ora devi alzarti? Ehhhhhhhhhhhhhhhhhh?!?!?! Ma le sei non è un orario UMANO! Ok, basta che nn mi svegli. Bacio della buona notte. E non russare. Non sono io quella che russa. Ok, non mi sono mai sentita, ma dormo sempre da sola io che ne so? Ok, ti credo. No, non è il caso di registrare, grazie. Ok, bacio. Buonanotte. E svegliarsi la mattinaaaaaaaaaaaaaaa con la voglia di parlare…….solo con te…..e non è niente di specialeeeeeeeeeeeeeeeeeeee….ma questo mi fa stare beneeeeeeeeeeee.

Frullata

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il lunedì, 20 agosto 2007,11:01

Rientrare dalle ferie è sempre qualcosa di strano. Da un lato si vuole anche un po’ di normalità, dall’altro ci scoccia riprendere i ritmi, la sveglia che suona, il vicino di casa che rompe all’alba, i vestiti “da ufficio” che non ci si puo’ mica presentare in costume e pareo (ah no?) e la scarpa “decente” che l’infradito sarà pure comodo ma è inguardabile, e la spesa da fare e guarda che il frigorifero è vuoto e guarda che anche se ti vedi meglio forse qualche chilo lo hai pure preso, ma non è vero che sei piu’ tonica e si che lo sono, guarda qui che muscoli nelle gambe, ma ti sembrerà a te, ma no, guarda che sono tosta come un pezzo di marmo e guarda che domani devi riprendere per forza gli allenamenti sul tapiro e si che li riprendo ma solo due volte a settimana e no stasera non posso che devo finire di scrivere quel pezzo che lo devo consegnare a fine settimana, ma guarda che tutti sono utili ma nessuno è indispensabile, ma no ti sbagli io sono indispensabile e se non ci penso o gli altri mica ci pensano ECCHEPPALLE! FERMATI UN ATTIMO RIPRENDITI LA VITA IN MANO PER UN NANOSECONDO!

Andiamo CON OR-DI-NE HO DET-TO.

Urge visita al supermercato che stamattina quando ho aperto il frigorifero c’era uno yoghurt che si è impiccato, ha sofferto la solitudine. E la mattina inizia con una mug di caffè sorseggiata mentre tenti di infilare un sandalo bianco con il tacco prima di renderti conto che ti fa male la caviglia destra a tua insaputa, evidentemente due settimane di piedi scalzi e scarpe comode si fanno sentire. Via il sandalo e ben vengano gli stivali estivi con il tacco basso ma pur sempre eleganti che tanto fuori ha piovuto pure e allora il sandalo diventa persino ridicolo. Il vestito bianco e nero effetto optical non si trova. Non si sa dove sia finito, forse tenuto in ostaggio dalla tintoria che aprirà a fine mese. Poco male, si cambia programma. Ma qualcosa di comodo. Pantalone di lino largo largo e una maglia nera giusto perché il bikini non è indicato. Borsa a spalla e via, nella frescura del mattino dettata da questo temporale notturno del quale proprio non ti sei resa conto. E i buongiorno signora del bambino di tre anni che abita a piano due di questo condominio ti irrita. Dio quanto di irrita. Sorridi per convenienza ma chi ti conosce lo sa che non è un sorriso ma una paresi. Inforchi gli occhiali scuri dalla forma di televisore anni 70 e esci dal portone calcando i ciottoli della via diretta alla macchina. Che dio solo sa se riuscirai di nuovo a guidare nel traffico cittadino. E la sosta per il caffè? No, perché il solito bar è chiuso per ferie. Che bella pero’ la città quasi deserta ancora. Poche macchine, poche bici , pochi pedoni, ma tanti vigili come al solito e tu che nascondi il cellulare facendo finta di cambiare marcia per non farti togliere punti due dalla patente che non è proprio il caso. E urli all’interlocutore dall’altra parte. Solo il tuo amico Picchio puo’ chiamare a quell’ora indegna del mattino per mettersi d’accordo per il week end. Dell’8 dicembre pero’. E tu gli dici che a) sono le otto del mattino e non sei nemmeno sufficientemente viva per rispondere qualcosa di diverso da sgrunt b) l’8 dicembre non sai nemmeno se sarai ancora viva figurarsi dirgli si per un week end fuori porta che non sai nemmeno cosa mangerai stasera a cena. Fino a che implacabile il tuo ok, va bene, accetto, consideralo un si ti scappa. E ridete. E lo senti il suo sorriso dall’altra parte. Con gli occhi nocciola che gli brillano perché ha la certezza che tu ci sei. E sei piu’ viva e forte che mai. Nonostante questa vacanza separata che fa strano tra voi due. Ma che bello rivedersi dopo tutti questi giorni. Con le foto e i racconti e i “vorrei che ci fossi stato anche tu” detti quasi contemporaneamente davanti a una birra lui e a un’acqua tonica tu, che sai, il dottore mi ha vietato anche la birra con le pastiglie che sto prendendo e lo dici senza vergogna perché lui sa e capisce e non giudica e sorride anche se un po’ gli spiace che tu non sia piu’ la compagna di sbronze. Ma sei compagna in tutto il resto. E ogni tanto si insinua di nuovo il tarlo che vi suggerisce la gente. Del perché e del percome non state insieme voi due. E ogni tanto anche voi due ve lo domandate. Ma sapete che va bene così. Perchè tutto sarebbe un’altra cosa. Sarebbe un ricominciare da capo e nessuno dei due ha voglia di rovinare questo perfetto equilibrio sottile che c’è tra voi due. E di nuovo giu’ di risate fino a far male al pancia. E si torna a casa nella notte fresca del pre-temporale notturno che si scatenerà. Mano nella mano come due bambini. Il cich e ciach delle scarpe di gomma che risuona sull’asfalto e i silenzi così pieni che nessuno dei due si imbarazza. E salendo le scale di casa ti domandi che coaa vi siete detti e la risposta è ASSOLUTAMENTE NIENTE. Perché alla fine le serate con lui sono così. Si parla si parla e non si dice niente. Ma quella leggerezza nel cuore che senti è qualcosa di piu’ dell’amicizia pura e semplice. E’ qualcosa che va al di là di qualsiasi legame sia mai stato descritto. E non c’è niente di piu’ bello che sdraiarsi sul letto con la finestra aperta che fa entrare il rumore della pioggerellina inconsapevole che si scatenerà in un tornado notturno e sapere che al mondo lui c’è. Ed è lì. Per te. Sempre. E ricominciare la vita normale non è poi così grigio come puo’ sembrare se in questa normale vita c’è lui e la certezza che lui ti è mancato. E adesso, è di nuovo qui. Per te e con te.

viaggiando

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il lunedì, 16 luglio 2007,10:41

I viaggi in macchina con le amiche, le MIE amiche, sono quanto di piu’ bello possa portare nel cuore. Chilometri macinati in autostrada, mai al completo, perchè la macchina tutte tutte non ci tiene, sempre un po’ separate. Come le vicissitudini della vita. Ma il viaggio con l’aria condizionata a manetta mentre il termometro segna 37 gradi all’esterno e la meta dell’autogrill per il caffè di ordinanza, la sosta al bagno, o soltanto la sigaretta, che anche se siamo in 4 a fumare e solo una non fuma, non sta bene accendersene una e infastidire l’unica non viziosa del gruppo. E la radio che macina le canzoni stupide da poter cantare, e la sosta improvvisa sulla corsia d’emergenza che una deve vomitare che si sa, una che beve troppo c’è sempre, e i fazzolettini umidificati che noi ragazze li abbiamo sempre, perché c’è sempre un’amica che potrebbe averne bisogno, e la trousse a portata di mano che già c’hai ‘na faccia che pari uno zombie almeno rimettiti a posto quella matita nera che ti è scivolata fino allo zigomo, dai, passa avanti che se devi vomitare è meglio, tira giu’ il sedile che almeno stai piu’ comoda, e no non tipreoccupare che tanto lei è corta e non ha problemi di gambe, ma non che non volevo dire che sei bassa, sei proporzionata, stai bene, e dai che ti puoi permettere qualsiasi vestito tu, e ti da fastidio l’aria condizionata che se vuoi la spegniamo anche se quando arriviamo in fondo sembrerà di aver fatto il bagno turco, ma no dai che la benzina ci basta e di chi è questo telefono che suona? E’ il mio? Il tuo? Ma chi puo’ essere a quest’ora? No tranquille che non mi serve il cambio, una volta al volante mi sveglio e non ce n’è piu’ per nessuno, ma qualcuna di voi ha un chewingum che li ho dimenticati? No, dai togli quella canzone che mi fa venire da piangere  no, ti prego no, i cartoni animati no che poi iniziamo a fare le cretine e si dai non manca poi molto, almeno all’uscita dell’autostrada, poi chi puo’ dirlo dove finiamo, ma qualcuna la conosce la strada? E no, dai che è meglio l’aria condizionata che con i finestrini aperti non ci si sente se si parla, e quando mai si tace in questa macchina? Solo dopo un po’, solo quando chi guida rimane sola con i Police in sottofondo, quando tutte e quattro le altre hanno la testa reclinata indietro e gli occhi nascosti dagli occhiali da sole che anche le luci delle gallerie danno noia e poi tanto tra poco spunta l’alba e il sole da fastidio. Quando qualcuna di loro russa e tu che guidi le guardi nello specchietto retrovisore per capire chi è l’autrice di cotanto ronf ronf, quando avresti voglia di una sigaretta ma non l’accendi. E le guardi e pensi che ne avete già passate tante e tante ancora ne dovranno accadere da quel giorno in cui vi siete conosciute sui banchi di suola, e la promessa di essere una testimone dell’altra e finora è stato così e mettersi d’accordo per non rubarsi i nomi delle figlie che chissà come mai siamo tutte convinte che avremo delle femmine come i maschi nel nostro clan non potessero entrare e la certezza che loro saranno sempre lì. Per te. E tu per loro.

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