Do you think i'm sexy?

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il mercoledì, 01 ottobre 2008,22:41

Mica pizza e fichi, stasera ci vado piu' pesante. Ricordo che mio fratello mi regalo' una lavagnetta in metallo, di quelle con i pennarelli cancellabili nel lontano 1990. Avevo 13 anni. C'era su titti che diceva "do you think i'm sexy?"

A ME? Ero già un paracarro all'epoca...va beh, il fratello si era sforzato. In fondo è un uomo anche lui, non si puo' petendere poi molto. Oggi a distanza di 20 anni la domanda è sempre quella (fai merenda con girella?).

Noi donne siamo sexy quando NON PENSIAMO di esserlo. Quando siamo sponanee. Quando usciamo dal bagno con l'asciugamano in testa a mo' di turbante come solo noi sappiamo mettere, il trucco ancora sbavato perchè non ci siamo struccate bene sotto la doccia, e magari l'ascella che avrebbe bisogno di una visitina da parte di Mister Rasoio. Noi siamo così, dolcemente complicate sempre piu' emozionate e depilate.

Poi quando ci impegniamo facciamo delle ciofeche. A parte che la maggior parte dell'abbigliamento intimo da donna DEVE essere stata inventata da un uomo. Perchè l'80% della roba è SCOMODISSIMA. Una donna con l'anatomia da donna non l'avrebbe mai inventata.

Il reggiseno: questa tortura continua che siamo costrette a indossare ogni giorno. Quest'elastico che ti stringe, ti lascia le sgommate sulla schiena, ti fa venire i solchi sulle spalle che sembra la pistina con cui giocavo da bambina con mio fratello. Quella delle macchinine telecomandate che poi era una ciofeca perchè aveva un solo comando tipo peretta dell'abat-jour e se mettevi le macchine sfalsate quella che mettevi prima finva prima, non avevano la velocità. Avevano solo "go" e "stop". Ecco, quei due solchi dove le macchinine passavano facendo la scintilla con il contattino di rame io la sera me le ritrovo pari pari sulle spalle. Perchè il REGGI-seno (lo dice la parola stessa) dovrebbe REGGERE. Ma i tiranti a volte mollano un po' gli ormeggi. Mica sono di Eternit. No, è cotone, quando va bene microfibra. E siccomela forza di gravità esiste, ecco lì che una persona con una taglia giunonica ha dei seri problemi a usare un REGGI-seno. Diverso il discorso per chi ha la retromarcia di tette. Che allora puo' comprarsi una bella prima e imbottirlo con qualche calzino, qualche fazzoletto, una michetta con la mortazza che almeno se uno arriva lì trova qualcosa da mordere. Il push up poi, non ne parliamo. Ne ho misurato uno per sbaglio e pensavo di soffocare. Ma che cavolo fano i push up per le quinte, mi domando. Fatelo fino alla terza, una con la quinta ha già i suoi problemi, ci metti pure il carico da 90 poi per forza una si sente frustrata. A parte che se io mi metto quel coso, uno arriva mette le mani ad altezza tette, io mi tolgo il reggiseno e deve abbassare le mani di altri 20 centimetri per trovarmele di nuovo. Ma poi, che senso ha? Ok, mi vendo bene, mi aumento una taglia, ma prima o poi il pacco si scarta e che ci fanno gli uomini con due prugne secche? Cioè, se uno si compra i meloni è perchè vuole i meloni. Se uno si compra le prugne è perchè vuole le prugne. Questione di gusti, non si discute. Ma se uno si compra i meloni  dentro ci trova le prunge UNO SI INCAZZA. E ha ragione!

L'eterno dilemma: SLIP O PERIZOMA. Io non ho ancora capito cosa preferiscano gli uomini. Anche perchè in tutta sincerità che io avessi indosso un completo di La Perla pagato un rene, o la mutanda sloggi con l'elastico slabbrato ela scritta cancellata le mie mutande arrivati a quel punto si volatilizzano. Così, come d'incanto. Io non riesco a portare altro che perizomi. Questione di abitudine. Sono comodi, non si vedono sotto nessun tipo di pantalone o gonna, sono semplici da lavare perchè uso quelli in microfibra non quelli in pizzo da tigre del ribaltabile. Se mi metto la mutanda, lo slip, la culotte dopo un po' una e solo una parte mi finisce in mezzo al sedere. E allora lì si che sono uccelli per diabetici perchè inizi a muoverti che sembra che hai una tarantola nelle mutande. E non ti dai pace fino a che non trovi un bagno per effettuare un'estrazione di tanga con la precisione di un chirurgo. Poi ci sono quelle che invece optano per il pratico: via la mutanda via il dilemma. Io non ce la farei mai, mi ritroverei la patatina findus nel giro di tre nano secondi. E dubito che la si possa mettere in forno 8 minuti. 

Le calze: e qui i sottogruppi sono una marea. Lasciamo perdere il calzino bianco di cotone, o peggio di spugna che certe donne mettono per andare a letto con la vaselina cosmetica per ammorbidire i piedini (e io sono una di queste che saltuariamente fa questa cosa INGUARDABILE ma tanto utile. Il bello è che io sono il peggio del peggio perchè non sopporto niente a letto quindi faccio la Maya desuda ma con il calzino. Spero sempre che non mi vada a fuoco la casa o che non mi venga un infarto perchè se mi trovano così quelli del 118 preferisco essere già morta!) . Poi c'è chi invece va a letto con il calzettone di tre taglie piu' grandi perchè ha i piedi usciti dalla ghiacciaia e fortunatamente non faccio parte di questa categoria ma ne conosco. Sono quelle che solitamente mettono il pigiama DENTRO ai calzini. Se il loro lui ha uno slancio erotico diventa un'impresa titanica tirare via tutto quel popo' di roba e prima che lei sia spogliata si è fatta mattina e lui ha già la valigetta pronta per andare a lavorare.

Il gambaletto. Il gambaletto è l'antistupro per eccellenza, con chiunque se ne parli tirerà fuori questa definizione. Specialmente in quell'improbabile color carne. Negli ultimi anni hanno tentato di ingentilirlo con bordi in pizzo ma brutto è e brutto rimane. E' come mettere gli occhiali con la montatura di D&G a Slot dei Goonies e sperare di migliorarlo. Non c'è gara.

Poi c'è la squadra del collant. Il classico. Velato o coprente fa sempre la sua bella figura sottole gonne, ma ahimè non è così bello a vedersi. Soprattutto perchè il collant per chi non è proprio Charlise Theron ha questo difetto di arrivare ad altezza ascella solitamente e spuntare per quei buoni 20 centrimetri dalla vita della gonna o del pantalone. Oppure se lo si compra a vita bassa ti fa il rotolino sul fianco che ha su il cartello "panettone del 2005". Insomma, il collant è comodo ma non sexy.

Quindi una si convince che le autoreggenti siano "la mecca". E spende un patello di soldi per un paio di gambaletti alti (perchè altro non sono). E se hai una percentuale di grasso superiore al 12% allora stai certa che l'effetto sarà qello del cotechino pronto per natale. La banda di pizzo emostatica ti si tatuerà alla coscia e non se ne andrà per i prossimi 2 giorni, e se decidi di comprarle piu' lunghe per evitare l'effetto salsiccia nella piega sottoculo stai certa che quando le toglie il silicone i farà pure la ceretta.

Infine sogno erotico di tutti gli uomini da Malzia con la Laura Antonelli ancora splendente è il REGGICALZE. Questa cosa con i tiranti che penzolano giu' e già dovrebbero fornirla con il libretto delle istruzioni. Una si impegna, mette le calze (che almeno non ti si tatuano sulla coscia) e poi tenta di mettere i maledetti ganci. Io ci ho provato. Lo giuro. A parte dover prendere una giornata di ferie, al primo passo mi si è fiondato l'elastico che mi ha presa a centro schiena e sono andata in giro con il bollino rosso come la TV vietata ai bambini. Il tempo di andare dal bagno alla camera da letto (e non abito a Versaille) ed erano già in un cantuccio.

Insomma, noi spendiamo un sacco i soldi. Un perizoma di La Perla ci costa una rata del mutuo. Gli uomini comprano la mutanda Ragno o Cagi in pacchi da tre a 5 euro. Noi siamo sempre lì ad affannarci per sembrare carine. E non ci rendiamo conto che se uno ci sceglie è perchè gli piacciamo per quello che siamo. Voglio dire non è che mi comprano a scatola chiusa. Pigliano me, non è che spogliando spogliando come se fossi una Matrioska questo si aspetta di trovare la Canalis. Ha scelto me per quella che sono. Quindi perchè dobbiamo sempre essere così pretenziose con noi stesse? Siamo così. Dolcemente complicate.

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Mi fidanzo ergo sum

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il venerdì, 26 settembre 2008,01:06

No, fermi tutti che qui non si parla di me! Non mi fidanzo, state tranquilli, deve ancora nascere quello che leggeràma soprattutto COMPRENDERA' il famoso o famigerato bugiardino.
Il punto è uno: le donne sono convinte che...riformulo: LA MAGGIOR PARTE delle donne è convinta che sarà COMPLETA solo quando e se troverà l'uomo.
Sono nell'età critica. 30 anni ma vado per i 25. E intorno vedo le mie amiche che si affannano alla corsa dell'orologio biologico. A me sta cosa mi mette l'angoscia. A un certo punto una mattina si svegliano e nella lista della spesa mettono: pane, latte, marito e pupo (con la minuscola, non quello con la maiuscola anche se sta nel cestino anzichè nel carrello). Così. Si svegliano con quest'idea. E poco importa se il tipo è alto, basso, bello, brutto, riccio, calvo, ricco, pov...ricco o tanto ricco. Si convincono persino che da lontano somigli a Robbie Williams, non si rendono conto che da vicino somiglia a Mughini. No, non gliene frega niente. DEVONO sposarsi. DEVONO procreare. DEVONO comprare le tende (questa cosa delle tende io proprio non la capisco ma sembra che tutte abbiano un debole per le tende. io personalmente ho un debole per le scarpe che -come mi ha detto la psicologa - è dettato dal fatto che sia che io ingrassi sia che io dimagrisca mi andranno sempre bene. Effettivamente le tende seguono lo stesso principio). Quante volte ho sentito "ora si che mi sento completa" Ma perchè? Prima posteggiavi sui disabili? No, fatemi capire perchè io se ho vissuto per...ipotesi....15 anni almeno senza uomo (facciamo una media) ora mi devo reputare INCOMPLETA perchè SINGLE.
Le amiche sposate ti guardano come se avessi la peste. Poi in realtà rosicano perchè tu puoi andare al cinema da sola a vedere un film strappalacrime al quale loro marito non le porterà mai ma loro non possono lasciarlo a casa perchè "non è bello" (il gesto o il marito? ).
"Ora mi sento realizzata". Si vede che lavare le mutande sgommate del marito, raccattare i calzini Hyroshima, sacrificare metà del tuo armadio, della scarpiera e dover cucinare ogni sera è un modo per realizzarsi.
Oppure quelle ancora single ma ancora alla disperata ricerca dell'altra metà della mela (io come minimo devo cercare l'altra metà dell'anguria) affermano "quando lo incontrero' lo riconoscero' tra mille e allora saro' felice" con gli occhi a "kiss me licia" e il naso sempre un po' all'insu'.
Mi domando perchè la gente aspetta di essere felice anzichè assaporare cio' che ha fino a "succhiare il midollo della vita". Perchè rimangono lì ad aspettare un tram che si chiama desiderio. E se quel giorno c'è sciopero? Che fai? Rimani lì fino all'indomani? Sono diventata piu' pratica. Sono single e faccio la vita da single. Sono single per scelta di un altro. Ma mi adeguo e faccio cio' che posso fare per essere felice ORA QUI E ADESSO. Non come anni fa che mi ripetevo instancabilmente: "quando saro' magra allora SI CHE SARO' FELICE" B-A-L-L-E!!! Ero magra e mezza morta. Ero di una tristezza infinita. Non posso lasciare che la mia felicità dipenda dal peso, dai soldi, o da un uomo. Io voglio essere felice grassa o magra ricca o povera single o sposata. E se poi sono lì che aspetto il mio tram chiamato desiderio e magari temendo che non ne passino piu' salto sul primo tram chiamato serial killer? Che faccio? E' facile sbagliare tram al giorno d'oggi. Insomma, puo' capitare. Io sul tram voglio vedere la scritta bella luminosa, se no piuttosto vado a piedi. Ho due gambe per camminare e non saliro' sul primo tram solo perchè saro' stanca di aspettare. Mi fanno specie le amiche che "oramai ho l'età giusta". E' come volersi infilare un vestito che non è della propria taglia. Puo' essere di sartoria, bellissimo, all'ultima moda ma se non è della mia taglia faro' sempre la parte del cotechino fuori stagione. Per cosa poi? Per la festa? Per l'abito bianco? Conosco coppie che si sono separate prima che arrivasse l'album finito. Erano quelle del "finalmente mi sento completa" che poi iniziano a sentire scricchiolare il rapporto e allora decidono di fare un figlio perchè "quando saro' mamma allora si che saro' felice" E poi? I figli crescono e se ne vanno e ti ritrovi con quello che "era passato di lì' per caso" e se a 30anni ancora ancora avevi una vita sociale a farti stare in piedi a 60 è un po' piu' difficile. Le vedi che sono attaccate ai propri compagni come malati terminali alle flebo. Che se lui non c'è loro non muovono un dito, che senza di lui non vanno da nessuna parte. E poi? Se tutto finisce? Senza quella flebo come faranno? No, io preferisco essere così. Sicuramente cinica, sicuramente autoritaria, sicuramente troppo indipendente, ma non voglio che la mia felicità sia appesa a una flebo, a chi passerà per sbaglio, a un figlio che potrei non avere mai, ai chili in meno, ai soldi in piu'. Io voglio essere felice con questa Stefania che conosco. Quella che scrive alle due di notte sul blog e se anche fa rumore non deve chiedere scusa a nessuno, quella che spegne una sigaretta dopo l'altra e chi se ne frega se nuoce gravemente alla salute, quella che beve latte di soia freddo di frigo. Tutto il resto, casomai, se sarà, se accadrà sarà solo un valore aggiunto.

categoria:stex e i voli pindarici, stex e gli uomini, stex e il cibo
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Alice

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il lunedì, 22 settembre 2008,21:10

Alice ha 26 anni.
Ci siamo conosciute al centro per i disturbi dell'alimentazione.
Io ero arrivata ed ero 4 volte il suo peso.
Lei era un pulcino bagnato infagottata in una felpa troppo grande con gli occhi spauriti che fissava il vuoto.
A me è venuto spontaneo avvicinarmi e tenderle la mano.
Forse l'ho stretta troppo forte, ora che ci ripenso.
Negli anni ci siamo continuamente scritte, continuamente sentite.
Un sms, una telefonata, una lettera, quelle vere scritte a mano.
Il pensierino a Natale che partiva nel pacchetto blu delle poste italiane.
Al centro ci incrociavamo qualche volta.
Un anno non c'era.
Ho temuto il peggio.
Quando una non torna al centro non sempre è una buona notizia.
Questa volta lo era.
Alice aveva preso peso, aveva di nuovo la fiducia che le era mancata.
Ero contenta di non vederla.
Anche se mi mancava.
Ma l'ho sentita serena nelle ultime telefonate.
Alice mi ha scritto stamattina un messaggio.
"è morto il mio migliore amico"
Ho pensato ore ed ore a cosa rispondere.
Troppo vuote le parole che comparivano sul display del cellulare.
Sono parole che non esistono.
Come dire "sono morto" nessuno lo dirà mai. Nessuno che è morto davvero potrà dirlo.
Le ho telefonato.
Poteva essere inopportuno ma l'ho fatto d'istinto.
Le ha fatto piacere.
Alice non ha pianto.
Non ha piu' lacrime oramai, mi ha detto.
"vorrei poter avere una pastiglia per dimenticare i ricordi brutti"
"mi metto all'opera e te laporto io domani stesso" le ho risposto d'istinto.
Poi ci siamo salutate e io ho continuato a guidare. E pensavo.
Pensavo alla pastiglia, a questa pillolina rosa da ingoiare che promette di cancellare tutti i ricordi brutti.
Poi ha cominciato a piovere. Proprio quello che ci voleva.
E a un tratto ho capito: se potessimo cancellare i ricordi brutti, che fine farebbero i ricordi belli?
Non sarebbero una cosa normale che nessuno riuscirebbe piu' ad apprezzare?
Non sarebbe uno spreco non avere il senso del dolore?
Se Alice non avesse passato cio' che ha passato quando era 37 chili, ora sarebbe lo stesso felice e orgogliosa di essere cio' che è adesso?
Alice tra qualche anno non si girerà indietro a guardarsi? Io credo di si, e vedrà i momenti passati con Manuel e sorriderà ancora ripensando a quelle piccole cose. Sarà un ricordo doloroso, ma sono certa che lei supererà anche questo.
Alice non si piegherà come non si è piegata nè spezzata negli anni. E dire che quel mucchietto d'ossa sembrava doversi rompere da un momento all'altro. Quel primo soggiorno insieme, l'ultimo giorno ci siamo abbracciate, avevo paura di romperla davvero.
Alice guardava i gatti in cortile e io le cantavo sempre *Alice guarda i gatti e i gatti guardano le alici*. E rideva. Quel sorriso tirato che solo lei ha.
Quel sorriso che anche Manuel ricorderà.
No, Alice. io la pastiglia per cancellare i brutti ricordi non la invento.

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Dopo la B viene la C

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il giovedì, 04 settembre 2008,13:42

(questo a dimostrazione che so le prime tre lettere dell'alfabeto)

E per la precisione la C di COZZA.

 

Eh si, perché dopo una serie di uomini di serie B dei quali per ora sopravvive solo il Bandito, mi si è appioppata addosso LA COZZA.

 

Dicesi cozza: Mytilidae è una famiglia di molluschi bivalvi, l'unica dell'ordine Mytiloida, conosciuti comunemente come mitili o mitilidi. Talvolta con il nome di mitili vengono identificate le specie del solo genere Mytilus.

La parola mitile, usata comunemente, è invece errata in quanto il singolo esponente di quest'ordine va definito mitilo.

Questa è la definizione che ci fornisce uicchipedia.

 

Poi c’è la mia, che ovviamente non ha niente a che vedere con gustosissimi risotti ai frutti di mare.

 

La cozza è quell’uomo, o meglio, ragazzo che conosci una sera, ci scappa qualcosa perché tutto sommato non sembra male ma che devi ancora studiare. Ma lui, attaccandosi appunto come una cozza, ti tampina allo sfinimento.

 

Ora, la cozza in questione è un pivello che dimostrava piu’ anni di quelli dichiarati dalla carta d’identità. Di quelli che la prima sera parli un po’ di tutto e si salva, ma appena fai accenno a musica/film/libri che avevi letto da adolescente cade dal pero perché lui in quegli anni ci voleva tutto che non avesse ancora il pannolino addosso.

 

La cozza in questione è belloccia, occhi verdi, fisico atletico, abbastanza simpatico, assenza di stempiature e/o piazza in testa (questo doveva farmi drizzare le antenne)

MA

(e il MA è ENORME) è nato nel 1984.

 

Ora, io di 1984 conosco solo il libro di Orwell (Orbene, tradotto)

 

ORBENE, dicevamo: che ci sto a fare io con uno che non ha nemmeno visto Paolo Rossi ai Mondiali dell’82 e che considera “Corona” musica REVIVAL?

 

Sono io forse da revival?

 

Forse si, ma non è questo il punto. Dopo che ti cazzio una ventina di messaggi, non ti rispondo al telefono se non scocciata dicendoti che ok, è stata una bella serata ma è tutto finito lì, dopo che mi invento un viaggio chiamando duemilacinquecento  persone che abitino lontane da me per poter avere la scusa di partire venerdì e tornare lunedì, dopo che mi dici che non passiamo abbastazna tempo insieme perché io non ne ho mai, dopo che i miei tre allenamenti settimanali sono diventatiimprovvisamente sei solo per avere la scusa di non doverti incontrare, mi sembra che il messaggio sia abbastazna chiaro, no?

 

E INVECE NO.

 

Invece bisogna scrivere a caratteri cubitali che NON C’E’ TRIPPA PER I GATTI! Perché LA COZZA mica si arrende! No, no. Passa sotto casa tua e tu lo individui già a 200 metri di distanza e ti acquatti sotto i sedili della macchina fino a che non sparisce.

 

Telefona per sapere dove sei perché ha visto la tua macchina sotto casa e tu sei costretta a inventare una serie di cazzate del tipo “ho il gatto con il morbillo e l’ho portato dal veterinario a Porto Empedocle”

 

Insomma, la cozza non si scolla, non c’è niente da fare.

 

Lui è dolce poverino. Talmente dolce che mi fa venire il diabete via SMS. E poi, c’è una cosa che non tollero. Lui i messaggi li scrive in CODICEFISCALESE. Io odio i “ciao, cm v’?”-“cs fai sts?”-“c ved?”

 

Ma cazzarola, sei dotato di favella come la maggior parte dei comuni mortali abitanti questo pianeta, saprai una sottospecie di Italiano in modo tale da poter scrivere una frase di senso compiuto, no? E allora: USALO!

 

Insomma, sono destinata a vivere nell’ombra. Oramai non posso piu’ uscire di casa. Sono assediata. E io che in cuor mio sogno sempre di incontrare l’amore dei miei sogni sotto casa e invece c’è la cozza che fa da portiere, oramai. Forse perchè non gli ho consegnato le istruzioni per l'uso.

 

Pero’ ho saputo che alle Canarie è stata vietata la pesca delle cozze per 4 anni. E se mi trasferissi?

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Generazione di fenomeni

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il giovedì, 21 febbraio 2008,01:10

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Io adoVo il cinema, se c'è una cosa alla quale non posso rinunciare è un buon film, sono malata, fissata, insomma: tutto quello che finisce in "ata". Fortuna vuole che io abbia un'amica che sia fissata quanto me e si riesce ad andare al cinema un paio di volte la settimana. E' vero, magari abbiamo gusti un po' differenti, ma come ogni bona amicizia che si rispetti si fa a turno. una sera scelgo io e una sera sceglie lei. Democrazia perfetta, andiamo avanti da anni e non abbiamo mai avuto problemi di nessun genere. il bello poi sta nella/e birra/e post-cinema nella quale scatta il dibattito.

Ebbene questa sera toccava scegliere a lei. Ci si vede come sempre al posteggio piu' comodo e nel tragitto a piedi si sceglie il film. Lei vorrebbe andare a vedere "scusa ma ti chiamo amore" perchè ha letto il libro e le piacerebbe vedere come è stato portato sullo schermo. Dopo il primo svenimento, faccio buon viso a cattivo gioco e accetto. In fondo cosa mi costa? (7 euro in realtà) E' la mia piu' cara amica, e stasera la scelta tocca a lei, non mi resta che accettare. Se solo avessi un'accetta in macchina. Risposta negativa: non c'è.

Prendiamo i biglietti, io come di consuetudine vado a prendermi le otto bottiglie di acqua che solitamente mi porto appresso e per un attimo sono tentata di metterci dentro della grappa, giusto per movimentare la serata.

Entriamo in sala, e la prima cosa che mi salta agli occhi è che l'età media non supera i 14 anni. in fondo cosa mi potevo aspettare da Moccia? (Moccia, ci rendiamo conto? M O C C I A ! ! !  E' un nome che mi evoca roba che cola dal naso)

E già capisco che sono fuori target. E anche fuori moda. Eh si perchè qui la divisa d'ordinanza per entrare a vedere questo film è: pantalone a vita bassa con tanto di canala del culo in mondovisione, magliettina - possibilmente a righe orizzontali - corta di quelle che se me la metto io dopo tre nano secondi ho già il colpo della strega, cintura bianca con la fibbia di lato, capello piastrato (biondo o moro non fa differenza, ma il riccio a quanto ho capito io è totalmente OUT!) con doppia opzione: riga laterale e con ciuffo spatasciato sulla fronte - a discerezione si puo' anche ornare con una mollettina con stellina e/o hello kitty oppure con la frangetta. Scarpe basse ma che siano o all star o nike quelle che costano un rene (non ricordo il nome preciso). Tutto questo se sei una donna. Se sei un uomo la parola d'ordine è solo una: la mutanda che spunta dal pantalone. Ho visto pantaloni che sfidavano la forza di gravità, sotto le anche. Ho persino pensato che i ragazzi di oggi si facciano tutti di Viagra perchè sarebbe stato l'unico modo per tenere su quei benedetti jeans.

Comunque, inizia il film. Finalmente silenzio, penso. E INVECE NO. Ai titoli di testa, al momento in cui compare la dicitura Raul Bova ....tadan! Parte l'applauso! Oh mon dieu! Io non volevo credere alle mie orecchie! Mi giro dalla mia amica gardandola e lei "no, ti prego, non te ne andare". La storia non la racconto nemmeno perchè tanto bene o male tutti avere avuto la "fortuna" di sentirne parlare.

Ora io mi domando: quante probabilità ha una ragazzina di 16 anni di mettersi con uno di 37? E poi, diciamocelo, non è proprio uno qualunque. No, è Raul Bova. Ora, a parte il fatto che quando io avevo 16 anni mi si fosse mai avvicinato uno di 37 (ma quando mai!) come minimo avrei chiamato la polizia. Comunque, se anche fosse accaduto, molto piu' probabilmente sarebbe stato un incrocio tra Denny De Vito e Franchino di Fantozzi. Lei no, questa Niki incontra il Bova. E che fa? Mica fa il carpentiere! No, Roul Bova fa il pubblicitario. Ha una porche e una casa strafiga con tanto di tetto panoramico sul quale, ovviamente, trombano. Pardòn, fanno l'amore. Eh si, perchè la ragazzina di 16 anni sa perfettamente che cosa significhi questa parola. E da qui tutta l'escalation di situazioni imbarazzanti. Lui che la presenta ai suoi amici, ovviamente anche loro tutti sulla 40ina e che fanno gli amici? Mica gli dicono: stai all'occhio che con quella finisci in galera, ma che stai a fa' che hai l'età per sposarti. No, che gli dicono?

C'ha delle amiche?!?!?!?!?!?!?

Ora, da che il mondo è mondo a me ogni volta che mi hanno detto "sai tizio stasera ha detto che viene con un amico" a me sono capitati dei cessi mostruosi. Delle cose inguardabili, ma davvero che sembavano appena usciti da un'autopsia. Oppure magari bellocci, passabili, insomma materassabili ma con il quoziente intellettivo di un bidet. Di quelli talmente ignoranti che parlano in STAMPATELLO. O allegri come una lapide. E Niki? Eh no! Niki, figa da paura, che esce con Raul Bova che fa? Porta le amiche che farebbero impallidire la Shiffer a pensare a quando aveva LEI 16 anni. Che ovviamente, loro A 16 ANNI possono permettersi di fare quello che vogliono, tornare a casa agli orari che vogliono, stare fuori tutta la notte, girare in macchina. Io a 16 anni dovevo tornare a casa alle 19.30 spaccate. E se per caso che so io, il bus forava, scendevo dall'autobus, cercavo una cabina, chiamavo casa avvisavo e poi aspettavo l'altro e risalivo. Mica c'erano i cellulari! Loro no. Loro fanno il cazzo che vogliono. Con i titpi di 40 anni. Per altro, soffiandoli a noi 30enni.

Ce n'è una che si salva, una tranquilla, VERGINE (si, perchè lei è quella strana a 'sto giro) che conosce un ragazzo della sua età, si piacciono, di danno appuntamento al parco per correre. Insomma, una cosa normale. E che fa? Finisce sotto una macchina! Ma cazzarola! Ma fammi tirare sotto la pornodiva che ha fatto piu' pompini che compiti di matematica, non farmi finire all'ospedale la ragazzina a piombo.

E Bova che fa? Bova VUOLE CONOSCERE I GENITORI DI LEI!!!!!!!!! Eh si, perchè la Niki che fa? Una mattina dopo che hanno materassato per bene lei se ne esce con "Scusa ma ti chiamo amore" Scusa ma ti chiamo AMORE? Scusa ma ti chiamo PEDOFILO! Hai 20 anni piu' di lei, potrebbe essere tua figlia tranquillamente e tu che fai? Vai a conoscere i genitori che sono 5 minuti piu' vecchi di te?

E lì mi sono arrivati tra capo e collo tutti i miei 30 anni. Chi è la madre di lei? CECILIA DAZZI. Ora,magari a molti questo nome non dirà nulla, ma per chi come me è cresciuta negli anni 80 prima a pane e "i ragazzi della terza C" e poi a pane e "i ragazzi del muretto" si ricorderà che lei interpetava Deborah.

Ora me la vedo lì che fa la parte della mamma. A me per poco non viene un coccolone. Sono proprio passata dall'altra parte della barricata.....Ebbene, se i piu' ricordano, la colonna sonora de "I ragazzi del muretto" era "Generazione di fenomeni" degli Stadio. Ma mi sa che adesso i fenomeni, sono altri. A me, per lo piu' sono sembrati fenomeni da baraccone.

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Sesso sesso sesso sono un’assetatooooooooooooooooooo

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il martedì, 19 febbraio 2008,01:53

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(Alè, la prossima settimana voglio vedere i contatti che mi spara shinistat con un titolo del genere…ed è solo l'inizio)

Non era questo che cantava Zucchero un po’ di anni fa? Ho fatto una ricerchina su google. Era il 1989. io avevo….mumble….12 anni. Ecco, io all’epoca sentivo ‘sta canzone e arrossivo. Ma proprio tanto, mi imbarazzava. Oggi, un po’ di anni dopo (ma non tanti eh?!?!?! SIA CHIARO!) in una serata tranquilla ovunque mi giri sento parlare di sesso e di certo non arrossisco piu’. Ameno che non mi stia provando l’ennesimo fard comprato, ma questo è un altro discorso. Comunque, ero sul blog del mio fratellino e leggo questo.

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Insomma, per essere chiari precisi e (CIR)concisi, facciamo due conti. Scriviamo i dati come alle medie…
Misura standard di un uomo (ho detto standard non i non plus ultra, per usare un francesismo, anche se è inglese): 16 cm
Colpi necessari per un orgasmo femminile: 30
Ora, qualcuna, alla vista di 30 colpi dirà ma Dio lo volesse trenta e basta… Mentre altre diranno boia dopo 30 colpi dormo già da un ora e un quarto… Mentre, voce comune di tutti i maschi, c’arrivassi a trenta colpi, dopo sette sbavo e mi fa già male la milza.
Quindi, togliendo 2 cm, per ovvia approssimazione (non vi posso dire sempre tutto) otteniamo:

14 x 30 = 420 cm

Visto che se moltiplichi il mascarpone con i pavesini, ottieni un tiramisù, il risultato è ovviamente in centimetri… Quindi ad orgasmo, mie care, vi prendete 420 cm del vecchio baffuto pennellone!!
Per il conto fatto in precedenza, se in un mese ci sono 20 orgasmi:
420 x 20 = 8400 cm

Il mese!!! Sempre per la solita regola del tiramisù, ecc ecc…
Dato che in un anno ci sono 12 mesi (se bisestile ce ne sono 13, ma solo per il calendario tusco - tracamano - cubano) l’equazione trigonometrica sarà:
8400 x 12 = 100800 cm

L’anno!!! Che in metri fa circa 1008, ovvero 1,08 chilometri!!! Mica male, no?
Ne conviene, stringendo perché mi sono dilungato al qVanto (si scrive tutto attaccato??) care mie fanciulle, non dite non vedo mai nessuno io, perché insomma 1,08 chilometri di baffuto da qualche parte devono pure entrare… Ma soprattutto non dite ho una vita vuota perché da qualche parte va pur messo!!!

*******************************************

Ora, Frè, la matematica non è un’opinione e questo è un dato di fatto. E sono d’accordo sulle varie moltiplicazioni di cui parli perché come abbiamo detto sono calcoli scientifici. E sia chiaro che non parlo di lui, anche perché è mio fratello e sarebbe incestuoso, ma riconduco un attimo la cosa alla mia poca esperienza di donna.

Ma possibile che la maggior parte degli uomini pensi ancora solo ai centimetri e ai colpi dati?  Va beh, passi per i centimetri perchè lo sappiamo tutte che quando diciamo "non è la dimensione che conta" un poco mentiamo. Non sarà importante fino a un certo punto ma sotto una certa misura allora tanto vale arrangiarsi da sole. E dai, inutile che facciate la faccia del tipo "ohibo', perdindirindina, ma che sconcezze" che se Dio non avesse voluto la masturbazione TRAKKETE ci avrebbe fatti tutti quanti con le braccia piu' corte! Ora parliamoci chiaro. E’ un clitoride, non è mica la sfinge. E che nessuna inizi a dire “eh, ma che modi, che discorsi” perché di Fiche di Cristallo ne ho conosciute per così. Di quelle che ti dicono “ah, io certe cose non le faccio” che poi sono quelle che arrivano vergini al matrimonio per una questione di culo. E che se riescono a sposarsi solo loro sanno quello che hanno dovuto ingoiare. Eh si, perché io saro’ sempre quella fuori dal coro, quella che si vive il sesso in maniera libertina e “da uomo” come spesso mi sono sentita dire. Ma mi domando io: esco con uno che mi piace (se non mi piace nemmeno ci esco) perché devo fare finta per almeno tre appuntamenti che non voglio finirci a letto se già quando mi ha chiesto il numero di telefono stavo pensando di strappargli le mutande di dosso? No, perché a me sta cosa dei teatrini e delle tattiche e di giocare a scacchi mica mi sta bene. Ok, è vero che gli uomini si fanno un’idea sbagliata di me, ma meglio saperlo prima che dopo. Voglio dire: io esco con questo qui che mi piace-quello di prima. E una sera ci vado a bere una birra insieme e sul portone di casa tanti cari saluti. E la volta dopo mi invita a ristorante e magari sbevazzo un po’ di piu’ (che se non si capisse dal blog a me il vino non dispiace affatto) e poi sotto casa a fare testina per non farsi baciare, e casomai un bacetto che si dai, poverino ha offerto pure lui (apro la parentesi: che poi non è che tanti offrono la cena come pegno? Lascio in sospeso la domanda, fatevela da soli e datevi una risposta, alla Marzullo). E la terza sera si opta per il cinema che già si è costretti a fare gomito-gomito quindi il contatto fisico c’è per forza, ma è la terza sera e mica posso dirgli di salire a casa mia che non sta bene. E poi la quarta sera alè, via libera, liberi tutti, finalmente sei lì e….ti ritrovi un lombrico che …niente…un piede…fermo immobile. Manco il soccorso ACI lo tira su. E io perché dovrei aver sprecato tre sere? Meglio saperlo subito. Via il dente via il dolore. Poi faccio pure in tempo ad affezionarmi e mica è facile insomma.
Oppure, di peggio, quello in tre sere ha già preso confidenza ed è di quelli che ti propone subito l’incontro a tre con la tua migliore amica. Poi, da notare che non è ma la loro migliore amica, ma sempre la nostra: Questa la devo ancora capire.
Ma c’è di peggio. C’è quello del “sei stata a letto con molti uomini?” e io quelli li scaraventerei dal settimo piano, senza nemmeno passare dal via a ritirare le ventimilalire (ma a proposito: ora hanno messo 20 euro nel monopoli nuovo?Eh, sono domande anche queste). Che, povero figlio dell’ignoranza con il q.i. di un parquet. Se ripensi bene la domanda non è che abbia molto senso. E ti spiego perchè:


1-potrei aver avuto un solo uomo in tutta la vita ma con il quale ho iniziato a fare sesso a 13 anni e che ha avuto l’opportunità di trombarmi tutte le sere. E questo, per i calcoli matematici di prima fanno circa 6200 amplessi mas meno.

2-potrei aver avuto un uomo per ogni sera diversa ma che per molteplici motivi l’amplesso non arrivava mai al dunque e qui non oso nemmeno fare il calcolo e probabilmente sarei già diventata lesbica. No, non sono quelli che ci vedono da lontano, quella è un’altra cosa.

3-potrei aver avuto un discreto numero di uomini medio dotati medio durevoli e qui la cosa a parer mio si complica ulteriormente perché come lo calcoliamo il medio?

Ora, devo forse mettermi io un conta colpi alla patata per riuscire a rispondere alla tua domanda? E soprattutto: da che cosa puoi dedurre se sono pochi o molti? Ma soprattutto, a questo punto, sono io un chilometro zero o un usato garantito?

categoria:stex e i voli pindarici, stex e gli uomini, stex e il trombamico
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Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il mercoledì, 06 febbraio 2008,15:25

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Per qualunque donna arriva prima o poi quel fatidico momento, quello che immaginiamo da tutta la vita e non abbiamo la minima idea di come reagiremo. IL PRIMO CAPELLO BIANCO. Ebbene si, superata la soglia dei trenta sta iniziando il decadimento totale del mio corpo,. Ho un vantaggio, peggio di come sono stata a 20 anni non è possibile, ergo non posso fare altro che migliorare, come il vino. Speriamo solo di non trasformarci in aceto….dalla regia di suggeriscono che peggio di così non è possibile. Grazie, anche io vi voglio bene. Ma ciancio alle bande, stamattina mi sono svegliata in piena tranquillità sonnacchiosa e desiderosa di rimanere a crogiolarmi nel pigiama per tutta la durata della colazione fino a che non mi sarei dedicata completamente a uno di quei bagni meravigliosi che mi ricordano bellezze antiche come Poppea o Cleopatra. E così, nel mio pigiama verde-fastidio e a piedi scalzi assaporando il tepore del parquet sono andata in bagno a lavarmi la faccia altrimenti per arrivare in cucina rischio di prendere tutti gli stipiti di casa. E considerate che vivo in un open-space. Di colpo mi sono resa conto che contrariamente a quanto pensassi OGGI NON E’ DOMENICA (a me questa frase ricorda immancabilmente una pubblicità in voga anni e anni fa, i primi surgelati della storia dei piatti pronti, i bambini sul pullman e il bimbo – che somigliava al bambino della Kinder modello vecchio – che dice “oggi mamma, mi fa le lasagne” e la bambina “lasagne? MA OGGI NON E’ DOMENICA”  poi va beh, c’era pure il babbo e il risotto alla pescatora, ma bene bene non me la ricordo. Era Findus? Boh, cerchero’ su you tube) Ma basta divagare, stavo dicendo: Di colpo mi sono resa conto che contrariamente a quanto pensassi OGGI NON E’ DOMENICA (e a me questa frase ricorda immancabilmente…ops…ho avuto un deja-vù!)

Mi avvicino al lavandino e mi lavo la faccia con l’acqua gelida sperando di svegliarmi, prendo il mio bell’asciugamanino giallo per asciugarmi e mi avvicino allo specchio per controllare che la mia faccia non sia sia incartapecorita del tutto nella notte, che non abbia subito le angherie di quei due o tre ettolitri di rhum che ieri io e mia sorella ci siamo fatte fuori e che tutto sommato possa essere ancora presentabile in questo mondo, e…ohibo’! Che vedo? LUI! E’ lì, con il suo ghigno beffardo che spunta dalla tempia destra e si incurva giu’ in un accenno di occhiolino. Come a dirti “eccomi qui, mi vedi? Ma si che mi vedi! Dai, non sono mica l’omino verde (*), mi vedi, vero?” Come negarlo? Se dico che non lo vedo mi dice che sta iniziao la presbiopia, se gli dico che lo vedo è come ammettere di essere già vecchia. Dentro e fuori. Che fare? Che dire? Ti vedo a metà? Ti vedo ma non ti vorrei vedere? Mumble mumble. Chiudo un occhio e lo guardo come quando si fa finta di non guardare ma si guarda. Solitamente questo capita agli uomini quando io h una scollatura piuttosto evidente o una gonna particolarmente corta. Io che ho piu’ cosce di un allevamento di polli a certe cose ci devo stare attenta. Comunque continuo a guardarlo di sottecchi, lui mi sida, ci guardiamo in cagnesco, io lo scruto con gli occhi a fessura, lui ride, lo vedo che ride e…..ta dan! Mascara nero e il gioco è fatto. Esco trionfante con il mio primo capello bianco ma nessuno è in grado di vederlo. Arrivo in ufficio e compongo il numero, Lui, il mio salvatore, il mio angelo custode. 

Esco dall'ufficio di corsa e arrivo da lui, il mio salvatore con le forbici in mano e soprattutto LA SPATOLA DEL COLORE.

Gli sussurro in un orecchio di colpire QUEL BASTARDO con un colpo di sole così forte che non riuscirà piu' a rialzarsi. E cosìì come le quindicenni mi faccio tentare dai colpi di sole. Il taglio è perfetto. Ma il colore comunque non mi convince. Mi sento un po' finta, un po'con i capelli Barbie - style. Angelo mi dice che mi illumina il volto. Sarà anche vero, ma io proprio non mi ci vedo. Poco male, con la velocità con ci crescono i capelli a me tra 10 giorni tagliero' questi capelli giallo polenta che poco si intonano al mio vestitino nuovo blu. Occhieggiava dal negozio dicendomi "sono scontato del 60%" potevo io lasciarlo lì? 

 

 

 

 

(*) Quella dell’omino verde non era una barzelletta di quando ero nana? Come diavolo faceva? Mumble, mumble….

 

mumble mumble

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il venerdì, 30 novembre 2007,16:07

La solitudine è solo un accrescitivo

 

Se stai bene stai benissimo

 

Ma se stai male stai malissimo

categoria:stex e i voli pindarici, stex e gli uomini, stex e le emozioni
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Voglio il nome di quella stronza!

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il martedì, 09 ottobre 2007,09:43

...

...

... 

Qui.

Adesso.

Subito

IMMEDIATAMENTE!

Si che oramai, facendo due conti a spanne sarà già morta,ma almeno voglio sapere chi devo maledire!

Voglio sapere chi cazzo è quella stronza che un giorno ha detto “mi depilo!”

Ma che cosa gli è saltato in mente, dico io!

Si perché da che il mondo è mondo io credo che il 90% delle donne combatta contro i peli!

Io mi reputo già fortunata. Almeno, già che mi hanno dato un culo grosso come una portaerei, una pelle a buccia d’arancia che fa invidia alle borse di Hermes, i capelli ad albero di natale e tutto quello che mi possono aver dato ALMENO in quello sono stati clementi e ne tengo giusto un po’ sulle gambe. E una manciata sparsa. Ma pochi pochi. Pero’ sempre da togliere sono!

Ora, siccome non è che sto qui tutti il giorno a pettinare le bambole e devo lavorare, e fare la spesa, e pulire la casa e…e…e… non è che abbia proprio tutto quel tempo da dedicare alla mia estetista. E se vogliamo pignoleggiare mi scoccia pure pagarla!

Giusto perché gli uomini che leggono (e so che ci siete, non nascondetevi dietro a un dito) sappiano a che cosa andiamo incontro noi donne.

Perché va bene che ogni tanto vi freghiamo i rasoi e vi lamentate che poi non tagliano piu’ (ma è vera sta cosa? Perché io non ci credo) ma  prima o poi io lo faccio: il rasoio? Eh no, caro mio, provati la ceretta sulla faccia che poi ne riparliamo.

Giuro che lo faccio!!!

Al caso umano di sicuro. Accetto un altro invito a cena, mi fermo a dormire lì (senza dargliela ovviamente) e la mattina con gli occhioni da Bambi gli dico “Amore Mio! Perché non provi a farti la ceretta?” Voglio proprio vedere…

Si perché tu sei lì con il tuo bel barattolo, le tue belle istruzioni, piazzi la cera nel microonde con la potenza giusta, la temperatura giusta e…ovviamente…ti finisce sul piatto girevole del microonde. E passi, pulirai dopo. Tiri fuori sto barattolo di lava incandescente e inizi l’operazione di spatolamento. L’ultimo modello ha pure la spatola che ti scrive “NO” se la temperatura della cera è troppo alta (lo giuro, controllate se non ci credete!). Solo che è una spatola cretina. Si, perché non è che nel mentre che la cera si raffredda la scritta sparisce. No, rimane lì. E quindi anche quando la cera si è totalmente solidificata c’è sempre il “NO” che ti dice che non la puoi usare. Poi, al secondo tentativo te ne freghi perché pensi che la spatola sia difettosa e ti fai una bolla su un ginocchio per averci spalmato sopra il magma!

Passiamo oltre. Dopo aver bestemmiato in turco per la temperatura riesci ad arrivare a un calore accettabile per il tuo tipo di pelle e inizia a spatolarti dal ginocchio in giu’ di una melassa nauseabonda che quando viaggia dal barattolo alla tua gamba fa tutti i filini che ti si spatasciano sul parquet. (E la rumena che ti da una mano in casa è in ferie per un mese, per non complicare le cose.)

Finalmente riesci anche a destreggiarti e arriva il momento di appiccicare la striscia. La fai aderire bene e ti manca il fiato al primo strattone che ti vengono i lucciconi agli occhi come solo a Mila di "Mila e Shiro - due cuori nella pallavolo" potevano venire. Così al secondo tentativo, dopo che hai fatto aderire la striscia (inutile, non puoi andare in giro con una striscia si e una striscia no) prima di trovare il coraggio ti fumi 32 sigarette (giusto perchè hai deciso di smettere).

Piano piano ci prendi la mano e non si sa se le tue gambe sono già totalmente anestetizzate, se il rhum che ti stai scolando fa effetto o se invece stai migliorando nella tecnica, alla fine non ti rendi nemmeno conto del male, sei praticamente assuefatta.

Ma poi hai la brillante idea riprovare a farla all’inguine. E solo chi è donna e chi ha fatto una ceretta puo’ capire che cosa significhi questo. A confronto essere scuoiati ed essere messi nel sale sembra una passeggiata. La cosa cretina è che è ottobre e che al mare non ci sei andata nemmeno in agosto. Ora, a che cazzo ti serve fare la ceretta all’inguine? Si chiama convenzione sociale. Si perché i maschietti secondo me sono pure convinti che noi senza peli ci nasciamo. Non sospettano nemmeno le atroci torture alla quale ci sottoponiamo, oltretutto pagando fior fiori di quattrini per essere sempre perfette. Non raccontiamocela: essere donna è un lavoro. Dovrebbero passarci lo stipendio solo per quello. E invece a quello si va ad aggiungere la condizione di donna-lavoratrice, donna-casalinga, donna-moglie, donna-madre. 5 stipendi. Allora si che posso anche stare al gioco, ma per lo stipendio che percepisco io, NO!

A parte il fatto che se tu non ti fai la ceretta le probabilità di trovare l’uomo della tua vita aumentano esponenzialmente, perché si sa, peggio stai conciata piu’ probabilità hai di incontrare Gorge Clooney mentre ti trascini in tuta con il naso gocciolante verso la farmacia con gli occhi cisposi e l’acetone. Dicevamo, a parte questo devi fare in modo che tutto sembri casuale.

Spiegometro: siccome le suddette possibilità aumentano quando hai i peli con i quali puoi comodamente fare le treccine alla Gullit, hai un occhio con un orzaiolo che potrebbe passare inosservato solo se sdrammatizzato con qualcosa di piu’ grande, per esempio l’Australia, hai tutti i vestiti in tintoria e l’unica cosa che ti resta a disposizione è una tuta in triacetato fuxia e gialla e un paio di nike che gli Stati Uniti continuano a spacciare per armi chimiche (fatta eccezione per le patofole a fomra di Lupo Alberto che per' non sono indicate per uscire di casa), se vuoi incontrare l’uomo dei tuoi sogni e fai tutto questo le possibilità aumentano in modo vertiginoso. Di contro, se le possibilità di incontrarlo sono alle stelle, con questa mise le possibilità di farlo somigliare ad Abebe Bikila sono ancora piu’ numerose. Quindi il trucco c’è ma non si vede è la porta per il successo.

Ovvero: fare finta di essere trascurata. In realtà ti sei fatta una doccia di 5 ore, hai passato 2 esfolianti diversi e un guanto di crine, hai lavato i capelli con tre shampoo differenti, hai fatto una maschera ai capelli ma poi li hai ricoperti di gel per dargli quell’aspetto che solo un settimana di influenza sa dare alla chioma, hai fatto una manicure e una pedicure perfetti ma senza dare niente che non sia lo smalto trasparente perché “non è che io stia qui tutto il giorno a non fare niente, non me ne frega niente di essere curata nei particolari”, indossi una tuta perché non te ne frega niente della moda. In realtà la tuta suddetta è l’unico modello tirato fuori da D & G e ti sei venduta un rene per acquistarla. Metti il marsupio che “le borse? Ah, sono un feticcio, mica ho bisogno di una borsa IO per sentirmi una donna” Solo che il marsupio in questione è costato come tre rate del mutuo. Ha sopra una H sospetta… metti un paio di scarpe da ginnastica a caso (leggasi: la nike mi ha chiamata personalmente per sapere e preferivo l’azzurro cielo o il tinta glicine) ed esci da casa come se fossi appena reduce da 8 giorni di ospedale con quell’aria un po’ sbattuta ma con un fondotinta che è preciso preciso uguale al tuo incarnato, un velo di ombretto marrone che scalda i tuoi toni ma senza sembrare truccata, quel velo di kajal all’interno della rima palpebrale, non vogliamo metterci anche due passate abbondanti di mascara già che ci siamo? Ma sì, mettiamole, e sei pronta a fare finta di essere così già la mattina quando ti svegli. Quando in realtà la mattina tutto questo è sparpagliato a caso. Magari pezzo per pezzo hai pure qualche lato buono ma è tutto un po’ a casaccio. Un po’ come dire, non so, ecco: Vomito di Picasso piu’ o meno.

Pero’ con questo tu sei strasicura che troverai l’uomo della tua vita. E questo ovviamente, non accade. Lo stesso vale per la ceretta. Se una donna media ha bisogno di una ceretta piu’ o meno ogni due mesi sei matematicamente certa che al 50esimo giorno dall’ultima tortura subìta ti arriverà la telefonata proprio di quel tipo che ti piace da anni, l’unico a non essere caso umano, e che la tua estetista è alle Bahamas a sperperare i quattrini che TU le hai lasciato. Nel caso tu sia la fortunata che riesce a trovare l’estetista e che per di piu’ le da anche l’appuntamento in tempo utile, i puntini rossi post-depilazione saranno la colonna sonora di tutta la serata e tu non vedrai l’ora di essere a casa tua togliere quei collant e infilarti nella vasca da bagno colma di ghiaccio e non sentirai una parola di quello che ti dirà a cena il tuo interlocutore. E sarai destinata a combattere contro pruriti e peli incarniti da qui alla prossima ceretta, per poi ricominciare a spatolare e strisciare e strappare e urlare così, vita natural durante. E tutto questo per colpa di una stronza che un giorno ha detto “mi depilo”. Non bastava pagare con il sangue - in comode rate mensili - il casino che ha fatto Eva per una mela? No?!?!?!

categoria:stex e i voli pindarici, stex e i cosmetici
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Assente giustificata

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il venerdì, 28 settembre 2007,16:44

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.....Vorrei poter scrivere che è tanto tempo che non aggiorno il blog perché ho vinto un viaggio intorno al mondo, oppure che Clooney si è innamorato di me e mi ha rapita per una settimana romantica sul lago di Como, o ancora che sono stata selezionata dalla Nasa ed ero intenta a seguire un corso di aggiornamento. Ma purtroppo non c’è niente di tutto questo. E’ un periodo pieno. Non ho un minuto libero e fatico persino a trovare il tempo per dormire. Per di più, visto che  me piace complicarmi la vita, sono stata impegnata a sistemare l’ennesimo caso umano. Certe volte mi convinco quasi che io viva per il blog. Nel senso che colleziono determinate occasioni per poterle scrivere. Perché io ho la caratteristica di mettermi a guardarmi. E non è un errore di digitazione stavolta. No no, mi siedo e mi guardo come se fossi a teatro. Certe volte sono esilarante.

Ora, il tizio in questione, ne avevamo già parlato, non mi ha mollata un attimo. Alla fine ho ceduto. Ho fatto un ultimo tentativo dicendogli “sono libera solo lunedì 24 settembre, dopo quella data la prima disponibile è il 14 dicembre” sperando che fosse un appuntamento abbastanza bislacco da farlo desistere.

Mi sbagliavo.

Evidentemente io avevo avuto l’idea ma il tizio è anche piu’ bislacco di me. Ho anche confidato nel fatto che il lunedì la maggior parte degli esercizi è chiusa per turno, peccato che abbia ribattuto dicendo che mi avrebbe invitata a cena da lui e avrebbe cucinato lui. Mumble mumble…..ho tirato fuori due o tre allergie, un virus contagioso e una celiachia. Giusto per metterlo in difficoltà. Niente da fare, si è ingegnato e ha fatto tutta roba che “potevo mangiare anche io” (dire che ero allergica a lui mi sembrava davvero scortese).

Ho fatto una telefonata alle 20.30 dicendo che avrei ritardato per questioni di lavoro. Il che è vero. Non nel senso che a quell’ora ero a lavorare, ma ero vestita ancora da ufficio, il che significava gonnellina frou foru bianca e nera, magliettina nera aderente, scarpa con il tacco, borsetta bon ton, una parvenza di trucco e i capelli legati in modo decisamente professionale. Insomma, volevo passare da casa a mettermi la tuta dell’adidas e le nike schifose. O comunque un abbigliamento piu’ comodo, e decisamente meno curato e sensuale. Insomma, mi precipito a casa, mi faccio una doccia di corsa, mi vesto con un paio di pantajazz, una  maglietta semplicissima, le scarpe da running, capelli bagnati, occhiali da vista, struccata. Cazzo, peggio di così non riesco a conciarmi. L’unica soluzione è una cicatrice sulla faccia forse ma non mi sembra il caso. Insomma, se mi vede così la smetterà di spaccare i maroni, no?

Arrivo fa lui del tipo “scusami tanto ma PROPRIO non ce l’ho fatta prima”.

Mi accoglie con un “come sei bella, così semplice!”. O è totalmente ottenebrato dalla mia bellezza (…leggasi: deve cambiare spacciatore) oppure è falso come i soldi del Monopoli.

Il tizio ha apparecchiato in giardino, tavolino da due, candele, tutto un sevizio che se va bene arriva dritto da Tiffany, Christal nel secchio e tutti i crismi possibili. Cazzarola, qui si aspettava Audrey Hepburn ed è arrivata Pippicalzelunghe (nemmeno. Sotto i pantajazz ho il calzino di cotone a coste, corto di quelli che ti lasciano il segno dell’elastico).

Mi attacco alla bottiglia dello Champagne per tentare di togliermi dall’imbarazzo. A parte che io sono piu’ il tipo da Lambrusco, Dolcetto, tutt’al piu’ da vino bianco come che so io...un Arneis, un Pigato e non certo da Champagne, poi a me lo champagne mi da subito alla testa (meglio, penso, così forse mi farà quest’effetto). Dicevo a parte questo, mi salta la mosca al naso quando tira fuori le fragole. A parte che non è stagione e le avrà comprate a carati, a me le fragole “nature” non mi piacciono. Per me le fragole significano solo una cosa: gelato alla vaniglia! Faccio buon viso a cattivo gioco e mi pappo pure le fragole mentre aspetto che sia pronta la cena. Si chiacchiera del piu’ e del meno abbastanza bene anche se io mi faccio abbastanza i cazzi miei rispondendo a svariati messaggi del Bandito sul cellulare. Parlo del mio amico Picchio e questo qui ad un tratto SI PERMETTE di dirmi se posso non nominarlo perché E’ GELOSO.

Alt.

Fermi tutti.

Pugno.

Qui urge Bugiardino.

Peccato non averlo appresso.

Devo ricordarmi di portarlo con me.

Lo guardo come piu’ o meno si guarderebbe un topo morto nel proprio piatto. Anzi no, peggio e gli dico subito che ha sbagliato candeggio con la sottoscritta.

Sembra capire (speriamo)

Inutile cincischiare, al momento del dolce, ci prova.

Il mio cellulare è muto.

Lo guardo insistentemente (il cellulare, non il caso umano) ma non fa cenni di vita.

Eppure avevo chiesto alla mia amica di chiamarmi a una determinata ora per avvisarmi che mi stava andando a fuoco la casa ma per ora non si è fatta sentire.

Nemmeno il mio amico finanziere con il quale mi ero messa d’accordo sta facendo irruzione facendo finta di arrestarmi.

Inutile, scruto il cielo e non vedo la presenza di elicotteri dei Carabinieri.

Niente di tutto quello cui avevo pensato.

Panico

Panico

Panico

Mi alzo dalla sedia per mettermi in movimento, almeno, penso, saro’ piu’ difficile da raggiungere e…oppporcapupazza! Mi ricordo solo adesso che mi sono alzata che il tipo è piu’ basso di me! Ora, io capisco che non possano essere tutti giocatori di pallacanestro. Pero’ io non ce la faccio, a me guardare un uomo (uomo?) dall’alto in basso mi fa impressione, mi sembra di baciare un bambino. All’inizio rido tra il finto imbarazzato e una paresi. Dopodichè inizio a buttare lì qualche scusa del tipo classico: sai è un periodo in cui non so cosa voglio dalla vita, non me la sento, per carità TU MI PIACI (….) ma davvero io in questo momento non posso. E poi guarda, da qualche tempo sto già frequentando un’altra persona, capisci che NON SAREBBE GIUSTO (….) nei suoi confronti. Poi, appareniamo A DUE MONDI COSI’ DIFFERENTI che proprio non mi ci vedo PERO’ SE VUOI POSSIAMO RIMANERE AMICI.

Ehi, nemmeno un uomo sarebbe stato capace di meglio, 15 anni di fregature mi hanno permesso di collezionare un libretto di scuse degno di nota (ricordarsi di mettere un post sulle scuse piu’ utilizzate e far collaborare nei commenti tutti i miei amici bloggers!)

Insomma, mezz’ora dopo sono sulla porta di casa con il classico “allora ci sentiamo” (scordatelo, sottospecie di bavosa!!!) finalmente libera di poter andare a casetta e dormire “a uomo di leonardo” spalmata dal una parte all’altra del letto.

Salgo in macchina giuliva e felice di aver finalmente cestinato il caso umano quando….DLIN DLON! Messaggio. Ok, chi cazzo sarà a quest’ora? LUI ISSO LUIMEDESIMO

Io non ci credo.

“lo so che fai la reticente perché non vuoi sprecare subito una storia, ma io non ti lascio andare così facilmente. Grazie della bellissima serata. Non vedo l’ora che ci sia un’altra occasione. P.S. sono ancora indeciso se ti preferisco in gonna, in tuta o…nuda.”

Maporcaccialamiseriazozzaimpestata!

Vi prego, svegliatemi da quest'incubo!

Datemi un pizzicotto!

Ma come glielo devo far capire a questo coso?

Datemi il numero di Bin Laden, iscrivetemi alla mailing list di Al qaeda.

Fate qualcosa Vi prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrego!

Sigh...sob...

Sono stata nominata.

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il venerdì, 14 settembre 2007,13:11

 

............E in piena regola da Grande Fratello (anche se io dovrei essere la Grande Sorella, o meglio la Sorella Grande) mi appresto ad entrare nel confessionale. Tutta “colpa” di Amelia. Se vi annoiate prendetevela con lei. In verità non so da che parte iniziare perché non credo che le mie curiosità siano tanto segrete. Ma riprovo. Devono essere otto (ma una volta non erano cinque? Boh…)

 

 

Numero uno: ho un ordine preciso nell’accendere e spegnere le luci di casa quando vado a dormire. Siccome quando sono in casa sembra di stare all’Enel e accendo tutto quello che trovo lasciandole spesso accese anche se non sono in quella stanza, prima di andare a dormire mi ritrovo a fare il giro di casa a spegnere tutto (perché odio dormire con qualche luce accesa, io devo dormire nel buio totale). Non riesco ad addormentarmi bene se non mi sono attenuta all’ordine di spegnimento degli interruttori cucina-salotto-bagno-accensione luce sopra al letto-spegnimento lampadario camera da letto. Se sbaglio l’ordine una volta sdraiata a letto sono capace di alzarmi, riaccendere tutto e spegnerlo nell’ordine giusto.

 

Numero due: tengo in un cantuccio dell’armadio i miei jeans taglia 60 Ora vesto una 48/50 e quando mi faccio prendere dalla depressione del “sono grassa-devo dimagrire-ho le forme di un budino” me li infilo e mi guardo e mi dico che sono stata brava e che non mi devo deprimere se mi manca ancora una taglia e mezza al peso forma.

 

Numero tre: sono “ortogonale”. Se sul tavolo ci sono due pacchetti di sigarette non riesco a resistere senza metterli uno affianco all’altro o uno sopra l’altro in modo che gli angoli combacino perfettamente. Lo stesso vale in presenza di cellulare + pacchetto di sigarette, per quanto sia comunque un risultato imperfetto. Per farmi impazzire bisogna far trovare accanto al pacchetto di sigarette un posacenere tondo (in casa mia non esistono, sono solo quadrati o rettangolari). Mi ingegnerò al punto di riuscire a formare un insieme che rispecchi il mio schema mentale di perfezione (quale sia ancora lo ignoro)

 

Numero quattro: devo avere l’accendino, rigorosamente Bic Grosso, in abbinamento al colore del pacchetto di sigarette. Non potrei mai avere un pacchetto di sigarette blu con un accendino arancione e viceversa. Di contro in borsa tengo sempre 3 o 4 accendini sparsi nel caso qualcuno rimanesse senza ed è mia cura appioppargli (si, anche in prestito) quello che meglio si abbina alle sigarette che fuma.

 

Numero cinque: non esco di casa senza almeno due paia di occhiali da sole, uno con lenti scure e uno con lenti piu’ chiare. In macchina ne ho sempre uno di riserva. Anche di sera devo avere con me gli occhiali, piuttosto li uso come cerchietto. Ed è l’articolo in assoluto in cui spendo di piu’

 

Numero sei: cambio il volume dell’autoradio solo ai multipli di 5, e non so il perché.

 

Numero sette: non uccidere. No, scusate, ho sbagliato. Ma di questi tempi è bene precisare. Dicevamo, numero sette…numero sette…ah, si, trovato! Scrivo solo con le penne nere. Odio le penne blu.

 

Numero otto: mangio la pizza partendo dall’esterno in perfetti cerchi concentrici lasciando il bordo che quando ho finito sembra il volante dell’automobile. Questo perché il centro solitamente ha la temperatura del magma (come diceva il vulcano piccolo, ”magma magma!!!!”) mentre all’esterno rimane meno calda.

 

Che fatica, ora mi tocca pure nominare un po’ di gente…mumble….non me ne vogliate, ma passo la palla a: Ladyhawhke73 (come potevi mancare?) Scheggia77, Sciarpi (eh si, ti tocca!) Celeno, Stre, Geggina, Alessiac, Razza75 e a tutti quelli che ne hanno voglia.

hai 30 anni....

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il venerdì, 07 settembre 2007,10:22

Hai 30 anni, quando ti sposi?

Hai 30 anni, non ti sposare e goditi la libertà

Hai 30 anni, quando ti decidi a fare un figlio?

Hai 30 anni, beata te! Guarda me che ho già due marmocchi e nemmeno il tempo per il parrucchiere

Hai 30 anni e un buon lavoro, goditelo.

Hai 30 anni e già lavori? Come mai non studi?

Hai 30 anni, hai tutta la vita davanti per fare cio’ che vuoi

Hai 30 anni, viaggia che se non lo fai adesso quando lo fai?

Hai 30 anni, cavalca l’onda che ai viaggi ci penserai quando sarai in pensione

Hai 30 anni, ma quand’è che metti la testa a posto?

Hai 30 anni, in jeans non dovresti piu’ metterli

Hai 30 anni, se non ti metti i jeans adesso quando lo fai? A 70 saresti ridicola.

Hai 30 anni, e una bella pelle, non darti nulla in faccia

Hai 30 anni, dovresti iniziare con l’antirughe se no poi te ne penti.

Hai 30 anni dovresti prendere una macchina piu’ seria

Hai 30 anni, se non vai in giro con il cabrio adesso quando lo fai?

Hai 30 anni, non puoi mica continuare ad andare in giro in motorino

Hai 30 anni, belli pero’ i viaggi in moto e tenda

Hai 30 anni forse dovresti andare in qualche resort, altro che campeggio.

Hai 30 anni, e hai già una casa? Beh, sono scelte

Hai 30 anni e vivi in affitto? Beh sono scelte ma sono soldi buttati

Hai 30 anni, se non pensi alla salute adesso poi te ne penti.

Hai 30 anni, se non ti ubrachi/droghi/mangi schifezze adesso quando lo fai?

Hai 30 anni, tagliati quei capelli

Hai 30 anni, se non porti i tagli spettinati adesso quando lo fai?

 

Io vorrei sapere che cazzo vuole la gente dai 30enni. Che poi io tra le altre cose di anni per la cronaca ne ho ancora 29 e vado per i 25.

categoria:stex e i voli pindarici
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Questione di parole

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il venerdì, 31 agosto 2007,10:01

Io non sono di certo una cima, ho a malapena finito il liceo scientifico – che mi faceva schifo – solo ed esclusivamente per avere un pezzo di carta. Non ho fatto l’università perché non ho trovato niente che mi ispirasse. E ho preferito lavorare perché avevo bisogno di soldi. Questo, in breve, la mia carriera scolastica. Certo, oggi, 10 anni dopo l’esame di maturità mi piacerebbe iscrivermi all’università. Frequentare qualcosa che mi interessi veramente, farlo PER ME e basta. Non per avere una cosa da incorniciare in casa, ma per soddisfazione personale, ecco. Si, lo farei. Ma a parte questo che non c’entra nulla, anche se non ho studiato e non sono un premio Nobel (ma nemmeno Brut…) ho rispetto per la lingua italiana. Intendiamoci, pure io ogni tanto faccio certi strafalcioni che non sono da poco. Per esempio ho scoperto da poco che “quel è” si scrive senza l’apostrofo. Lo so, a quasi 30 anni non è bello, ma è una cosa alla quale non avevo mai fatto caso. Eppure leggo. Leggo *decinaia e decinaia* di libri. Piu’ o meno tutti i generi. Vado a periodi. Da ragazzina, introno ai 16 anni mi scoppiavo dei mattoni assurdi perché volevo fare l’intellettualloide (intellettuale non è proprio adatto a me). Poi ho avuto il periodo thriller e mi sono appassionata al genere, poi ogni tanto ho ancora il periodo “spegniamo il cervello” in cui qualche “i love shopping” et similia arrivano sul mio comodino. Mi piace approfondire gli argomenti a me cari e sono una persona curiosa, che credo sia il mio miglior pregio e il mio peggior difetto. Con la curiosità non si è mai morti dentro. E’ pur vero che non sempre è una cosa positiva. A volte la mia curiosità mi ha spinta a scelte di vita non proprio ortodosse, ma no è il caso di parlarne. Non piu’. Comunque, tornando al discorso iniziale (un altro mio difetto è quello di saltare di palo in frasca) dicevo, non sono una cima ma non rasento a malapena l’italiano. Con Mr. T il nostro gioco era riprendersi per i congiuntivi sbagliati, che nella lingua parlata sembrano essere caduti in disuso. Io stessa faccio quest’errore. Se solo pensassi un microsecondo in piu’ eviterei tante forme sbagliate. Pero’ per lo meno non dico cose come “se avrei” e “se potrei”. Quindi mi reputo una persona mediamente ignorante. Ma solo mediamente. Il problema nasce quando la persona che in questo momento ti ha rapito se non proprio il cuore, almeno un’altra parte di te, che vedi bello come il sole, interessante, solare, ironico, poliedrico e metteteci tutti gli aggettivi positivi che vi vengono in mente ti manda un messaggio sul cellulare e tu sei lì con la bustina che lampeggia sul display che quando vedi il mittente le cavallette nello stomaco saltano tutte assieme e ti si azzera la salivazione e hai le mani sudaticce che quasi il telefono ti sguscia via dalle mani e apri febbricitante la bustina per scoprire che lui è invitato a cena da amici  e che faranno la paella e che ha un amico che è un ottimo SCEF. Scritto così. SCEF! Siccome sei pinola e non vuoi pensare che sia possibile scrivere una cosa del genere inizia a dirti: eh ma sai, il T9 è programmato in italiano, forse non se ne è accorto. Beh, ma in fondo no ha studiato il francese, uno si puo’ anche sbagliare. Probabilmente sta scrivendo il messaggio mentre guida e davanti a lui c’è stato un tamponamento con una mucca posteggiata in mezzo alla strada e non ha avuto modo di rileggere il messaggio prima di spedirlo. Oppure mentre lo stava scrivendo è entrata un’ape nell’abitacolo della macchina e nel tentare di cacciarla via ha schiacciato i tasti sbagliati. O...insomma, te la racconti. E quel che è peggio è che ci credi. E continui a vederlo come l’uomo con il sorriso strappamutande che ti fa ridere e al quale davvero non riesci a dire di no, perché è quello che finalmente ti ha strappato dal cure Mr. T e che per una volta nella vita vorresti essere coinvolta in una storia, non in stile bungee jumping come hai sempre fatto nella vita che “tanto poi si torna indietro”. E passano le serate a chiacchierare, e le telefonate, e gli sms e tenti di infilar e ogni tanto qualche film leggermente diverso da Eccezziunale veramente (che per altro reputo anche io un cult) e tenti di fargli apprezzare un film che è per te il principe di tutti i film comici e quando è finito ti dice “ma è vecchio che è girato in bianco e nero?”e tu pensi immediatamente alla faccia che potrebbe fare Mel Brooks davanti a un’affermazione del genere e stringi i denti quando tu una sera d’estate ti definisci un “Dr. Jekill e Mr Hyde” quando lui ti risponde – probabilmente anche convinto di colpirti per la citazione - “gobba? Quale gobba?” scambiandolo per Frankeinstein Jr. Ma non vuoi vedere che il tuo Principe si sta trasformando in rospo. Non puoi accettare questo e quindi ti illudi che “puo’ capitare a tutti”. Fai finta di niente quando ti scrive senza l'apostrofo nei messaggi perché pensi che voglia solo fare in fretta. Ma poi c’è la classica goccia che fa traboccare il vaso e quando leggi “L ai fatta la spesa o passo io a prendere le birre”(anacoluto a parte, che tutto sommato a me non dispiace, come avevo già detto, anche se è sbagliato) tu per un attimo pensi “ho letto male” e allora torni indietro e rileggi. Ma quell’h proprio non c’è. Guardi se ha mandato un secondo sms scrivendo “scusa, ho dimenticato l’h” o qualcosa di simile, ma non c’è nient’altro nei messaggi in ricezione. Rispondi un po’ titubante e un po’ con la delusione sperando che sia solo sfuggita da qualche parte. Si prospetta una serata carina, birra e dvd sul divano. Comunque sarà piacevole. Ma lo strappamutande cade nuovamente e ti scrive di nuovo un sms dicendo che i suoi amici ANNO deciso di andare alla sagra del tortello ripieno, e se tu hai voglia di andarci. Anzi probabilmente se non fosse stato scritto direttamente a me a questo punto dovrei scrivere se tu AI voglia di andarci. E proprio non ce la fai. Ti viene un groppo in gola e anche un po’ voglia di vomitare. E sinceramente mi vedo già proiettata nel futuro con tanti piccoli strappamutandini che metteranno le H un po’ dove capita e mi viene in mente un racconto che avevo letto alle elementari con la maestra Nadia dove un accento una volta era caduto su un faro trasformandolo in un faro’ e rido, rido da sola pensando che ha ragione la mia amica quando mi dice che io ho bisogno dell’uomo TT, che non è riferito all’Audi ma al Taci e Trombami. Il che non è nemmeno corretto, perché quando parla almeno non si sa se ci mette l’h oppure no.  Forse era piu’ facile una volta dove non esistevano i telefonini e i messaggini. Uno era costretto a telefonarti a casa (con il batticuore che rispondesse la mamma, o peggio, il papà) e era costretto a parlarti e almeno evitava certe figuracce. Come è capitato alla mia amica con un tizio che un girono ROMANTICISSIMO le ha scritto “mi fai venire il battuQuore”. Inutile dire che la mia amica ha cancellato il numero.

istruzioni per l'uso

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il mercoledì, 29 agosto 2007,15:24

Metti caso che ti ritrovi in macchina con il tuo migliore amico che sembra un po’ un Principe, se vogliamo, ma dopo aver girato Trainspotting, ecco. Un Sick Boy vestito sportivo. Mettiamola così. Metti anche che il viaggio che era stato preventivato in ore 2 sulla tabella di marcia, causa imbecille che si incastra con il camion sotto la galleria diventi di ore 4. Metti anche caso che cassa numero 1 di birra stia piano piano diventando cassa numero mezza e si sta avvicinando sempre piu’ a cassa numero zero. Mettici tutto questo (e già non mi sembra male) e aggiungi che uno appena uscito dall’ uovo di pasqua ha sollevato un polverone perché:

 

1-     TU ti sei permessa di andare via tutta la sera con il tuo migliore amico. E sei un’idiota se pensi che il suo “no, figurati vai pure non sono affatto geloso” significhi realmente “no, figurati vai pure non sono affatto geloso”. In realtà dicendoti così vorrebbe dirti “possibile che non ci arrivi da sola insipida sgualdrina che appena ti vedo salire sulla sua macchina penso che voi due trombiate come ricci sull’autostrada alla *famolo strano* e io vorrei che invece stessi a casa a ricamare al tombolo mentre mi aspetti che rientro da una serata *biliardo e birra* con gli amici che stasera ho voglia di dormire da te”

 

2-     Accettato il fatto che tu comunque andrai via con il tuo amico perché avete bisogno di una serata insieme, il tizio in questione inizia a rafficare di domande del tipo “chi c’è, ma quanti siete, ma dove andate (un fiorino, aggiungerebbe Benigni)” sperando in un tuo “ma perché non vieni anche tu” che in realtà SAI che dovresti dire ma che in realtà NON VUOI dire perché l’amicizia tra te e Picchio è una cosa ESCLUSIVA, è come un paio di mutande, mica le presti in giro.

 

3-     Fattogli digerire il fatto uno e il fatto due tutto sembrerebbe a posto. SEMBREREBBE e io che a volte rasento a malapena l’ITAGLIANO so che mai tempo e modo verbale fu piu’ azzeccato. Si perché dopo la vostra seratina passata parlando di lei e di lui e dell’altro e dei progetti e di impegni da qui al duemilacentoventitrè siete belli belli in macchina di rientro che il tizio ha URGENTE BISOGNO di dirti un po’ di cose su quel lavoro che (forse) dovreste fare assieme (e ignora che nel preciso istante in cui butterai giu’ la comunicazione SE LO SCORDA che tu gli dia una mano per quel suo progetto del cazzo). Ti chiama e tu rispondi con le “esse” un po’ troppo “esce” perché la birra effettivamente era bella pesa soprattutto considerando che 8 lattine sono state aperte PRIMA di riuscire a infilare qualcosa nello stomaco che fosse qualcosa di lontanamente solido. Se poi ci mettiamo l’aggravante che quel pirla del tuo amico non sta zitto un minuto e ti scappa da ridere è abbastanza normale che il tizio se la prenda male.

 

E il viaggio in macchina delle successive ore due non puo’ che essere infarcito di pirla, testa di cazzo, coglione a altri soprannomi tanto carini che non è proprio il caso di scrivere. Il problema non è il fatto che si sia incazzato in sé, non è nemmeno il fatto che avrebbe voluto esserci anche lui magari alla cena (Picchio fa parte della mia vita da sempre, questo qui è arrivato domani e pretende di farne parte? Aria, bello!) Il problema è che lui è stato quello del “non ti prometto niente” e poi si comporta peggio del mio ex fidanzato. Dorme stile koala costringendomi a fuggire dalla morsa dei suoi abbracci fino alla mattina che sono letteralmente rotolata giu’ dal letto pigliando una capocciata mondiale sul comodino. Viene a casa mia a farsi raccontare delle vacanze che ho concluso , a vedere le foto, e se ne va 5 ore dopo soltanto dopo aver parlato (leggasi: non ci vediamo da 15 giorni e non mi dai nemmeno due timbulate date bene? Mah….), ti chiama ogni giorno che ha fatto il Signore solo per parlare, ti manda gli sms per aggiornarti sui suoi spostamenti del week end prossimo e ti manda il resoconto di quello appena passato. E non ha ancora capito di avere a che fare con una donna un po’ fuori dagli stereotipi comuni. Che non ha intenzione di avere a che fare con un uomo che le tenga sotto controllo la vita. Ma io mi domando se veramente ho fatto un corso specializzato per trovarli tutti io. Ora faccio veramente “Stex: manuale di istruzioni” così almeno uno arriva, mi vuole conoscere, gli consegno il bugiardino, se lo legge, se lo studia a memoria e se non gli vado bene in posologia e indicazioni, gira i tacchi e se ne va’.

 

PRIMA DELL’USO LEGGERE CON ATTENZIONE TUTTE LE INFORMAZIONI CONTENUTE NEL FOGLIO ILLUSTRATIVO

Questa è una persona autosufficiente che potete usare in caso di mancanza di affetto, voglia spasmodica di una relazione che non debba necessariamente sfociare in un matrimonio, serate divertenti, discorsi seri e inopportuni. Puo’ essere usato quindi senza ricetta ma va usato correttamente per assicurare l’efficacia e soprattutto la durata della stima che essa nutrirà nei vostri confronti.

Per maggiori informazioni rivolgersi alla diretta interessata.

Consultate il medico prima dell’assunzione in caso voi foste: psicotici, masochisti, calcio-dipendenti, palystation-dipendenti, allergici a qualsiasi manifestazione di affetto, sostenitori dell’anello di fidanzamento, allergici a qualsiasi proposta temporale al di fuori di “stasera”, sfigati in linea generale, mammoni, allergici agli amici di lei, gelosi.

 

Composizione:

persona unica e inscindibile anche se ha il peso di due. Altezza 171 cm, larghezza, anche. Massa grassa 24%, massa magra 76%. Materia grigia 100% Simpatia 100% Depressione n.p. Principio attivo: essere felice.

 

Come si presenta:

Capelli neri, tinti, in realtà sarebbe un castano dorato che fa tanto scialbo, occhi verdi, 2 per la precisione. Un piccolo neo al lato sinistro del labbro che vorrebbe piu’ marcato alla Julia Roberts ma l’unica volta in cui ha tentato di accentuarlo con una matita sembrava avesse un porro grosso come l’Australia. Pelle tendente al verdognolo quasi sempre. Peso specifico del plutonio, stazza da baobab e movenze da Bulldozer.

 

Che cosa è:

viene catalogata nell’ordine delle donne solo per il fatto di avere due pere. Ma questo non deve trarre in inganno. Non si aspetta che le apriate la portiera della porta del passeggero, anche perché vuole quasi sempre guidare lei e si siederebbe dalla parte sbagliata, quella senza volante. Non si aspetta che le mandiate i fiori e in ogni caso quando lo fate non mandate - in casi di festa della donna - le mimose che le fanno venire mal di testa e MAI MAI MAI le banalissime rose rosse. E’ una donna da rose tea (che ha imparato a chiamarle così solo grazie alla parole crociate della settimana enigmistica) , da margherite e da gigli bianchi (si, lo so, sembra stano anche alla fabbrica di produzione ma è così)

 

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio:

papà e mamma

 

Produttore e controllore finale:

un tizio che è scappato a Monaco di Baviera con la sua collega, i due bambini della suddetta e i tre cani e che ha avuto il coraggio di usare la mia carta di credito per pagare il viaggio. Tutto questo solo perché quando mi ha fatto *La Proposta* mettendomi l’anello al dito ho detto “si” e 5 giorni dopo ho detto “scusa, ho scherzato. Ci devo pensare”.

 

Perché si usa:

perché non si puo’ fare a meno di una Donna Esagerata con tutte le maiuscole del caso quale è il prodotto.

 

Quando non deve essere usato:

in caso smodato di svuotamento di coglioni, in stati depressivi dopo essere stati mollati dalla fidanzata storica, quando non c’è niente di meglio in giro da fare, quando si è già felicemente o infelicemente sposati/conviventi/fidanzati, quando sei una donna, quando vuoi fare l’amico ma in realtà sei l’avvoltoio che sta aspettando che lei sia abbastanza ubriaca per non ricordarsi il giorno dopo che cosa è successo.

 

Quando puo’ essere usato solo dopo aver consultato la sua migliore amica e il suo migliore amico:

se sei un suo ex e hai deciso di tornare alla carica devi prima passare dalla Corte Suprema.

 

Cosa fare durante la gravidanza e l’allattamento:

Se sei tu il responsabile prenditi tutte le responsabilità del caso.

Se non sei tu, non domandare “ma chi è il padre?”

 

Quali medicinali o alimenti possono modificare l’effetto del medicinale:

rimane pressoché una persona normale tranne in presenza di: pizza, birra, porto rosso, vino rosso, vino bianco, profiteroles, gelato al pistacchio, rhum scuro (meglio se con zucchero di canna e lime e mentuccia), funghi, grappa, fettuccine paglia e fieno con il pomodoro fatte dalla sua mamma, verdure di tutti i tipi tranne le rape, meringata, genepì.

 

Come usare questo medicinale:

non essere assillanti e nemmeno troppo menefreghisti, non voler per forza partecipare alle serate di sole donne organizzate in casa sua o delle sue amiche, non voler per forza conoscere i genitori, non voler entrare nel cuore del fratello, non azzardarsi mai a esprimere un giudizio negativo nei confronti delle sue amiche, non far mai notare che “stai mettendo su qualche chilo”, non lamentarsi se russa, non pretendere che sia vestita perfetta da capo a piedi specialmente durante il week end in cui è libera di girovagare per casa con una fascia rosa nei capelli, scalza e una felpa di Sing Sing vecchia di 12 anni che le sta oramai tre volte, non azzardarsi mai a toccare le sue scarpe e spostarle dall’ordine cromatico in cui sono state posizionate, non toccare i suoi  libri divisi per genere, autore, anno di edizione, non mescolare i dvd dei suoi film preferiti accostati per regista, non parlare e tantomeno domandare qualcosa pretendendo una risposta prima che abbia assunto il terzo caffè, non lamentarsi se non risponde alle telefonate e/o ai messaggi, è sempre colpa del telefonino, non pretendere che cammini mano nella mano con voi o che vi baci in pubblico, pena la morte, non lamentarsi degli orari di lavoro a cui si sottopone, non lamentarsi del disordine lasciato per casa, lei nel suo ordine ci capisce e se sistemate lei non troverà piu’ cio’ che sta cercando, non farle pesare il fatto che nel week end è quasi sempre in giro con il suo migliore amico, NON ESSERE ASSOLUTAMENTE GELOSI DEL SUO MIGLIORE AMICO, non pretendere di arrivare primi in classifica quando prima di voi ci sono nell’ordine: la sua famiglia di origine (il che comprende papà, mamma, fratello, cognata, nipote, cane, gatto, cavallo, criceto, zii acquisiti e non e così fino ai cugini di 14° grado), le sue amiche, il suo migliore amico, il lavoro. Che vi vada bene potete conquistare un 5° posto per il rotto della cuffia.

 

Quando e per quanto tempo:

a piccole dosi, preferibilmente la sera. Evitare accuratamente la mattina, per le prime 2 ore dal risveglio.

 

Istruzioni per l’apertura del contenitore:

un po’ di fantasia, bimbo. Come minimo hai 30 anni, non hai mai visto le api e i fiori?

 

Cosa fare se avete preso una dose eccessiva:

come minimo hai già tatuate sulla faccia 5 dita. Che ti vada bene.

 

Effetti indesiderati:

puo’ causare assuefazione, ma non è detto che la stessa cosa valga anche per lei nei tuoi confronti.

 

Scadenza e conservazione:

da qualche anno dimostra e dichiara sempre 25 anni. Il che significa ETERNA.

 

Revisione del foglio illustrativo fa parte del Ministero della Salute

Agosto 2007

 

Mo’ vediamo se il prossimo funziona.

 


 

 


un bullone è per sempre

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il venerdì, 24 agosto 2007,10:21

Tutta colpa di quella troia di cenerentola.  Eh si. E’ tutta colpa sua! Se Bisio anni fa scriveva quella Vacca di Nonna Papera, io ho tutto il diritto di dare della troia a Cenerentola e tutta la stirpe delle FdC ovvero, Fiche di Cristallo. Biancaneve sotto i nani, quell’altra Maiala della Bella addormentata che per quanto ne so io è l’unica ad essersi punta con un fuso. Io i fusi li trovo per strada. Solitamente tra i 30 e i 40 anni. Il problema non siamo noi fanciulle che crediamo di poter trovare per strada il Principe Azzurro sul cavallo bianco, il problema sono i Principi che si convincono che da qualche parte del mondo ci siano le loro Cenerentole. Con le scarpette di cristallo. Che se io mi azzardassi mai a mettere una scarpetta di cristallo, la voglio vedere dopo cedere sotto il mio peso. Ma poi, quando piove come si fa? Mi direbbe la nonna – donna d’altri tempi – quando piove si sta a casa. Si, come no. Solitamente quando piove a me succede quasi sempre di dover cambiare la ruota di scorta della macchina, altro che stare a casa. Io il Principe non so esattamente dove stia di casa. Intendo: in quale pianeta.  In realtà sono come i Gremlins, cambiano, si trasformano, andando avanti con l’età poi la maggior parte di loro ha sempre piu’ spesso il ciuffo bianco. Credono di svegliarti con un bacio come Biancaneve. Ma come ha detto Covatta, io la voglio vedere una che si è tenuta in bocca per 100 anni un pezzo di mela che fiatella che si ritrova. Io poi la mattina sono intrattabile. Non parlo fino al 4 caffè, figuriamoci baciare qualcuno. Al solo pensiero devo prendere il Geffer. Proprio non ce la posso fare. Già il fatto di dividere il talamo con qualcuno mi fa rabbrividire. Poi non si sa perché noi donne siamo sempre convinte che gli uomini ci debbano vedere come esseri perfettissimi. Persino Sex and the city ha dedicato una puntata intera a Carrie che ha fatto la cacca nel bagno di Big. Ma insomma, cosa credono? Che noi non caghiamo e che la nostra si autodistruggerà entro tre secondi? Ma a chi la vanno a raccontare? Una mia amica è rimasta sconvolta perché un giorno parlando con Picchio *ho avuto l’ardire*  di dirgli “che non riuscivo a fare la cacca da quattro giorni” e mi ha vista come un essere ultraterreno nemmeno avessi rivelato al mondo la formula della Coca Cola o avessi annunciato che si, ero stata io ad uccidere Kennedy. A me non sembrava di aver detto chissà che cosa e invece io l’avevo messa in imbarazzo perché avevo parlato DAVANTI A UN UOMO di non riuscire a fare la cacca. Ma io mica gli ho detto se aveva un moment rosa. E’ un discorso tabu’ per alcune evidentemente. Ma insomma, non è che Dio ci ha fatti poi tanto diversi, a noi ci ha tolto due etti e ci ha messo un paio di pere. Insomma, le differenza mi sembra che finiscano piu’ o meno lì. Potrei capire se gli avessi chiesto che so io, se pensava che fosse il caso o no di fare l’epidurale per il parto, ma non mi sembrava di aver rivelato chissà quale segreto. E invece sembrava che mi fossi permessa di parlare di una cosa che deve rimanere segreta. Le donne fanno la cacca ma non ditelo a nessuno. E’ come la masturbazione. Gli uomini ne parano tranquillamente mi sembra senza tanti problemi, le donne no. Guai a parlarne. Ma se Dio non avesse voluto la masturbazione ci avrebbe fatte con le braccia piu’ corte e avrebbe fatto nascere gli uomini con un manuale per le istruzioni su come va trattata una donna. Che certe volte ne trovi di quelli che sono come il polpo con le patate: tante mani ma freddi e che non sanno dove infilarle.  E alcuni sono fastidiosi come il prezzemolo che alcuni ristoranti ci piazzano dentro.

Pero’ ci sono ancora in giro uomini che pensano di aver a che fare con un branco di Belle Addormentate (e nel mio caso direi nemmeno bella, ma questo è un altro discorso). Niente parolacce che non sta bene, invece loro posso bestemmiare liberamente che – anzi… fico! E i capelli sempre in ordine e puliti ma che non si veda che sei stata dal parrucchiere, mi raccomando! Io mi pettino con i petardi, quando mi pettino. Anzi no, non mi pettino, odio i pettini, io ho solo la spazzola in casa e non la uso nemmeno sempre. In testa mi è stato messo uno scolapasta da bambina, ho i capelli come spaghetti, scendono giu’ come il filo a piombo. Come li metti stanno, e non mi stanno fermi nemmeno con gli elastici. Sono un caso disperato di capelli ribelli. Poco male, Fabi ci ha pure fatto una canzone sopra. Pero' lui è un uomo e va bene così, evidentemente. Adoro i trucchi ma non ne sono schiava, mi piace essere curata questo si, ma stamattina che non avevo voglia sono liscia liscia senza niente in faccia, nemmeno la crema. Che la do solo ed esclusivamente quando me ne ricordo o se ho un’eritema. Se mi metto l’eye liner faccio dei casini stratosferici che mi fanno uscire di casa che sembro un Furby.

Tengo all’igiene personale come qualsiasi persona dotata di buon senso ma non sono maniaca dei prodotti. Se mi devo fare il bidet posso prendere tranquillamente la prima cosa che capita. Invece al supermercato ci sono *decinaia e decinaia* di scaffali con il detergente all’acido lattico, e quello contro le allergie, e quello aromatizzato allo joghurt (giuro! L’ho visto ieri: joghurt e ylang ylang che ignoro totalmente cosa sia) che io quando ho letto joghurt ho subito pensato a una maialata degna di nota e ho  pensato “ma vai che non si usa piu’ la panna!” E invece mi sbagliavo. Poi c’è quello alla camomilla. Nemmeno avessi la patata nervosa. Alla camomilla. E perché invece non al rhum per le donne frigide allora che magari si disinibiscono un attimo? No, perché sono problemi seri anche questi. E magari ne facciamo pure uno alla pasta d’acciughe che lui preferisce il salato. Al gusto Ritz da accompagnare l’aperitivo. Ma per favore! O al Big Babol per gli under 15. Non dico di non lavarsi ma a tutto c’è un limite. E’ come tirare fuori un Labello al Gusto Minchia. Secondo me potrebbe avere un’impennata nelle vendite. Mi rifiuto di pensare che abbiamo bisogno di tutto questo. Non dico nemmeno di non lavarsi ma cazzarola, a tutto c’è un limite. Si che l’ascella del vicino è sempre piu’verde, in tram, pero’ basta un minimo della comune igiene personale.

E così ci sfiniamo dietro a tutte queste minchiate che si posso trovare in commercio. E la cosa peggiore secondo me è che gli uomini pensano davvero che “siamo così” quando ci svegliamo la mattina. Non è vero! Non è vero! Diffondiamo il messaggio che anche noi ci svegliamo con le caccole negli occhi e con la fiatella che mi devi stare a sei metri di distanza. Picchio lo sa, con Picchio divido viaggi e tenda da millanta anni, non ho problemi con lui. Russo pure. Si, le donne russano. Ecco svelato il mistero del Big Bang. E non sono l’unica, ho diviso una camerata con 20 ragazze in età adolescenziale e mi ricordo che ce n’erano per così che russavano. O si sono fatte tutte operare oppure alcune di loro russano ancora, di questo ne sono certa.

Non sono la Paris Hilton della situazione sempre alla moda. Ci sono giorni in cui vengo in ufficio – come oggi – con un vestitino piuttosto carino ma con i camperos perché voglio vivere comoda e non voglio studiare da fachiro e ci sono giorni in cui proprio non ne ho voglia, mi cospargo di vinavil e mi rotolo nell’armadio. Io non mi commuovo davanti ai bambini. Ok, adoro mia nipote ma perché è sangue del mio sangue, è normale, ma non sono una da “pucci pucci” e “micci micci” e “ghiri ghiri” che proprio no, non mi ci vedo. No, grazie. Non vado in estasi per un anello. Io sono una da pinze e trapano e martello. A me uno mi conquista il cuore se mi regala una punta nuova per il trapano, un cacciavite. Se poi mi prende pure una pappagallo allora sarà sicuramente il padre dei miei figli. Mi pettino con i petardi e posso fare tranquillamente la doccia fredda senza dire una parola, girare per strada con gli shorts di jeans, una maglietta con su scritto “mangia un castoro, salverai un albero” e un paio di anfibi viola a fiori gialli al 24 di agosto non mi fa pensare di essere “poco donna”. Cazzarola. Non è un abito che fa di me una donna. Vedo in giro comodini vestiti D & G che non hanno nemmeno la metà della “donnità” che ho io. Perché con la donnità ci nasci. Ok, magari la prima volta che mi ha vista il tizio che ero dietro a smontare il carburatore del motorino non è stato proprio il massimo stringergli la mano con le mani sporche (posso usare la scusante che avevamo 16 anni all’epoca?). Pero’ non ci vedo nemmeno niente di male.

Non ho mai avuto una gonna gialla, una camicia bianca con le maniche a palloncino e quel demenziale fiocchetto rosso nei capelli. Non mi sono rimasti i piedi taglia 32 come a Candy Candy che è diventata sei metri e trentatré di altezza e aveva sempre gli stessi stivali. E con i codini. Ma brutta demente hai 45 anni, 6 nipoti e giri ancora con i codini? Togliteli. Tagliati i capelli. Fai qualcosa!

Non sto qui a pettinare la bambole, e in tutta sincerità non l’ho mai fatto nemmeno da piccola. Ricordo ancora mia madre abbastanza terrorizzata quando mi ha ritrovata con la bambola con la pancia squartata e la sottoscritta, all’epoca seienne o settenne o giu’ di lì con le forbici in mano che sorridendo le rispondeva “volevo vedere cosa abbiamo dentro”. Io impazzivo per i lego. Le uniche bambole che mi piacevano erano le Barbie. Che pero’ poi gli facevo fare le cose porno con il Ken. Il Ken perché il Big Jim non aveva il pacco. Sono sempre stata un po’ anomala. Mio padre sognava una specie di Carla Fracci vestita di rosa con le treccine. Ha avuto una figlia che è un incrocio tra Terminator e Saddam Hussein. Ma che ci posso fare se a me piace smontare i motori delle macchine e delle moto e non sto lì ad anelare alla vita da principessa? Ma poi, sai che palle e il diadema, e la gonna che fruscia, e balli , che io poi ho la mobilità di un comodino per altro. Io adoro i bulloni. Altro che diamanti. Un bullone è per sempre. Meglio inox, grazie.

up & down (down, down, down)

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il mercoledì, 11 luglio 2007,12:11

-mode depression on-

Mal di testa

Bruciori di stomaco

Nausea

Ansia

Mangio le unghie

Bevo caffè

Amaro

Bevo acqua

Amara anch’essa

Sapore di sangue e lacrime

Sull’orlo da due giorni

Fumo sigarette senza pensare

Rido poco

Penso meno

Mi incazzo di piu’

Scrocchio il collo verso sinistra

Giramenti di testa e giramenti di palle

Inviti a cena ai quali ho solo voglia di dire no

Pensare alla spesa da fare

Pensare al vestito da comprare

Pensare a prendere appuntamenti

No, no ho voglia di niente oggi

Capita

Ogni tanto capita di aver voglia del nulla

E oggi sono quelle giornate così

-mode depression off-

categoria:stex e i voli pindarici, stex e il cibo
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