Periodo un po’ così

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il mercoledì, 31 ottobre 2007,18:08

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 Stex – struzzo mode- on

 

Inutile, ogni tanto qualche scivolone c’è ed è inutile che io mi sforzi di uscire da un bozzolo che mi tiene caldo, ritornano i fantasmi del passato, ritornano le ossessioni, le compulsioni, i ritmi frenetici, il controllo assoluto di tutti e tutto, le modalità non proprio da manuale nel condurre una vita e allora ci rintana un po’ in se’ stessi, per perdersi e ritrovarsi, per guardarsi in faccia e dirsi “ehi, guarda quanta strada hai fatto, non vorrai mollare  la presa proprio ora, no?” No, la risposta è no, non si molla mai. E allora ti riprendi la vita nelle mani e la mattina sembra un po’ meno nera, e magari ricominci a sorridere

 

Stex-struzzo mode-off

 

E allora, abbiamo detto che ci si rialza? Certo, un po’ come quando si vede una donna incinta sul tram che ci si alza e la si fa accomodare. Insomma, poco importa se la carta di credito ha fatto piu’ strisci del mio ginecologo o se la casa trabocca di vestiti nuovi e creme e cremine e profumi che tanto non usero’ mai, l’importante è che la mattina ci si svegli con il sorriso, anche se è presto, prestissimo. Si, perché la promessa è stata mantenuta, e il Novello Baldini ha avuto VERAMENTE il coraggio di farsi vivo alle ore 5.30 del mattino. Ma potevo io, innamorata di lui da millanta anni farmi trovare impreparata? No, e allora ci si sveglia non alle 5 per essere pronti, no no. Alle 4. Eh si, nemmeno io sapevo che esistesse quest’ora del mattino. L’avevo vista spessissimo a tarda notte, un po’ sfocata dal rhum, ma giuro che ignoravo esistesse nella mattinata. E la radio sveglia che a quell’ora non trasmette niente di interessante mi sveglia dal torpore delle mie golosissime 4 ore di sonno, 4 Siore e Siori!

Si perché la mattinata inizia con la colazione dei campioni: un’intera Bialetti colma di caffè versata nella mia tazza preferita, la Mug con il cane. E mentre tento di capire se sono viva o no inizio a pensare a come mi posso presentare. Eh si, perché si che si va a correre ma qui parliamo di Lui, mica pizza e fichi! Se mi presentassi con gli occhi gonfi come due canotti, quel colorito color sogliola surgelata e i capelli pettinati con i petardi, si trasformerebbe in men che non si dica in Abebe Bikila. No, così non và, ci vuole strategia. E così inizia il restauro di prima mattina.

Perchè voglio essere perfetta, così si inizia con le cremine perché la pelle va idratata, il correttore perchè ci sono quei brutti segnacci sulla faccia che il cuscino mi ha lasciato, un po’ di illuminante che qui le sigarette si fanno sentire, un po’ di fondotinta color naturale per uniformare l’incarnato, un velo di cipria per opacizzare, che poi togliero’ con il pennello perché convoglio che si veda. E gli occhi? La mia parte migliore sono gli occhi, tanto vale fare qualcosa per valorizzarli, e allora, quell’ombretto marrone steso bene bene che non si veda giusto per dare profondità allo sguardo, una passata di kajal io la metterei, pero’ effettivamente si vedrebbe che sono truccata. Soluzioni? Idea! Il Kajal beige che si vede e non si vede. E poi un paio di passate di mascara per fare gli occhi da cerbiatta. Insomma, ad occhio e croce una ventina di euro spalmati sulla faccia che non si devono vedere. Questa si che è coerenza. E poi l’acqua profumata che sembra che io sotto le ascelle per natura ho due Arbre Magique alla Vaniglia. E l’ultima passata di colluttorio che non sia mai che la Bagna Caùda di ieri si senta ancora.

Nota per i non Piemontesi: la Bagna Caùda è un tipico anticoncezionale del posto. Ehm, no, è un piatto tipico del posto, a base di aglio e acciughe, una cosina leggera leggera adatta proprio agli spuntini pre-corsa. Solitamente fa l’effetto che si vedeva nella pubblicità progresso di qualche anno fa contro l’Aids, quella con l’alone fuxia, solo che in questo caso l’alone potrebbe essere piu’ o meno verde, ecco.

E così dopo aver passato la sera prima da Decatlon a scegliere la mise perfetta mi ritrovo con Pantajazz neri (si sa che il nero snellisce) di quelli con il accetti al ginocchio, maglietta nera,felpina nera da annodare dopo i primi tre minuti di corsa in vita che è double face. Non nel senso che si gira e ha un altro colore, semplicemente ha la doppia funzionalità della scusa del “sai, se ho freddo almeno ce l’ho” quando in realtà serve solo a nascondere –inutilmente aggiungerei – il culo grosso. Coda di cavallo d’ordinanza e già che ci siamo, esageriamo e facciamo i professionali, cardiofrequenzimetro al posto con fascia toracica (sia mai che la voglia vedere…. La fascia toracica, of course)

Eccomi pronta, ore 5.22.

Suona il cellulare

Gulp.

Ho un balzo al cuore

Ho la salivazione azzerata

Rispondo.

“Ste, mannaggia, piove, facciamo un altro giorno?”

 

Ma perché io non apro le finestre la mattina Santa Cleopatra?!?!?!?!?!

Come Volevasi Dimostrare.

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il venerdì, 12 ottobre 2007,08:28

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Cosa avevo detto, o meglio, scritto, a proposito delle probabilità di incontrare il Principe Azzurro?

Che poi a me l'azzurro non mi piace nemmeno tanto.

Facciamo il Principe Grigio che va un po' su tutto.

Pero' il grigio è un po' triste, facciamolo Grigio Perla, vah.

Anzi no, Grigio Pirla nel mio caso è molto più adeguato.

Riprendiamo: che cosa avevo detto a propo...va beh, insomma.

Come volevasi dimostrare.

Imbottigliata nel traffico cittadino, stavo già pregustandomi la seratina che mi volevo dedicare: bagno caldo con il bagnoschiuma che fa sembrare la vasca un'enorme meringa, telefono staccato, la minestra pronta in pentola che cuoce mentre mi *bagnoschiumo* tutta dalla testa ai piedi, magari uno scrub per coccolare un po' la pelle, sette etti di crema, un bel libro da leggere sul divano con addosso il pigiamino "dormi & gioca" con le ghette felpate che è l'anoressizzante del sesso peggio del gambaletto antistupro, ma è comodo. E poi a nanna presto. Un programma niente male.

Arrivo a casa e apro l'acqua della vasca per riempirla e mentre mi spoglio suona il telefono. Bene. L'ultima telefonata e poi mi posso dedicare totalmente alla serata.

E' il mio socio che mi ricorda che domani abbiamo una scadenza importante e non posso assolutamente dimenticare le ultime stampe. Sorrido tra me e me perchè, scaltra come una faina, sapendo di poterle dimenticare, due giorni fa le ho riposte nei cassetti della sua scrivania chiusi a chiave.

Così gli dico di stare tranquillo e mi appunto mentalmente di recuperare le chiavi della cassettiera se mai domani dovessi cambiare borsa. Non vorrei dimenticarle a casa.

Frugo nella borsa e non le trovo. Probabilmente le ho dimenticate nella giacca che avevo lunedì. Ricordo perfettamente di averli messi nella cassettiera lunedì. Rien. Nella giacca non ci sono. Torno alla borsa e controllo meglio tra il portafoglio, le chiavi di casa, i fazzoletti, i tampax, la scatolina con spazzolino e dentifricio, la borsetta dei trucchi, il cavo usb che non trovavo stamattina, la spina tedesca, le lampadine che devo comprare con lo stesso attacco che le ho già sbagliate due volte, la macchina fotografica, le posate di plastica nella confezione trasparente che mi sono rimaste in borsa dall'ultima volta che ho mangiato al Burger King, la lista della spesa, l'agenda e non so cos'altro ma delle chiavi non c'è traccia. Mi siedo sul divano e ricostruisco la settimana. Ricordo perfettamente che era lunedì.

Mumble mumble. Dove le avro' messe? Sicuramente avevo un'altra borsa. Apro tutte le borse in mio possesso, comprese quelle che non metto da sei stagioni ma delle chiavi non c'è traccia. Quella sera quando sono uscita dove sono andata? Direttamente a casa. Niente spesa, niente apertivo con le amiche, niente cene fuori. Ufficio-casa. Diretta. Senza passare dal via. Forse mi sono cadute in macchina.

Si, potrebbe essere. Mi infilo i pantaloni della tuta, le prime scarpe da tennis che trovo, senza le calze, così come sono, a piedi nudi, una felpa senza nemmeno mettermi la maglietta,  i capelli tirati su che sembro pettinata con i petardi; afferro le chiavi della macchina e quelle di casa e mi precipito per le scale. Corro verso la macchina e...sbonk!

Incontro LUI: Francesco. Sogno proibito di cinque anni di liceo di una ragazzina grassa, timida, con l'apparecchio ai denti per i primi tre anni e "fidanzata" con un Babbo (perchè già all'epoca ero speciallizzanda in uomini di Serie B) per tutta la durata del liceo.

Lui, non bello ma affascinante (avevo già buon gusto all'epoca) fidanzato con una fica stratosferica del liceo liceo linguistico a fianco e che, ovviamente, non si accorgeva nemmeno dell'esistenza del protozoo scrivente.

Lo incontro così: lui bello come il sole con un paio di jeans da stupro sul posto, la camicia da togliergli  morsi, quell'occhialino da vista senza montatura e un sorriso da strappamutande che è tutto un dire. Scende da un fuoristada che costa la metà di Del Piero. Io con la faccia sconvolta piu' di Materazzi dopo la testata di Zidane, vestita che sembro rotolata nell'armadio cosparsa di Vinavil e i capelli con la piega fatta da mocio vileda. Anzi no, mocio vileda sta meglio.

Si ferma e sorride come se avesse visto la Dama con l'ermellino di Leonardo. Io sembro l'Urlo di Munch. Trafelata nemmeno avessi or ora finito di scalare l'Everest a mani nude e portando una gerla di carbone sulle spalle (che non so che immagine sia, ma rende l'idea) gli dico (bugiarda, ma scaltra come una volpe!) che sono lì per fare la mia consueta corsetta serale e sto rientrando a casa. Ci si ferma a parlare del piu' e del meno. E Guendalina? Ah, vi siete lasciati? Ooooooooooooooh mi dispiace. Falsa come i soldi del monopoli. Eh, ma guarda succede. ANCHE IO NON STO PIU'CON FEDERICO, SAI?!?!?! Eh no, sai, le storie da adolescenti... Eh, ma cosa ci fai qui? Ah, ti sei trasferito da poco (per un attimo temo che l'ormone mi salti fuori dalle orbite ma evidentemente fingo bene e lui non sembra accorgersi di nulla). Eh no, io abito qui da cinque anni. NO NO NIENTE CONVIVENZA. IO STO DA SOLA! Ma certo che ci prendiamo qualcosa assieme, una sera di queste. No guarda non ho il cellulare con me, sai PER ANDARE A CORRERE non me lo porto appresso. Ma si certo, segnatelo. Chiamami, ci si prende un aperitivo una sera. Ah, vieni a correre anche tu? Ma ceeeerto, tutte le volte che vuoi. Ma si, piu' o meno sempre verso quest'ora, sai, tra l'ufficio e tutto il resto prima non ce la faccio. Come dici? Sarebbe meglio la mattina? Ma sai che non ci avevo mai pensato? (ma se a me non mi sveglia nemmeno una centrale nucrelare che esplode). Certo: rimaniamo d'accordo così. Ciao ciao.

Mi dirigo verso la macchina che non mi ricordo nemmeno che cacchio ero scesa a fare. Ah, si. Le chiavi. Apro la portiera dalla parte del passeggero ed eccole lì le bastarde: tra la portiera e il sedile. Brillano.

Poco male, torno a casa piu' leggera per aver ritrovato le chiavi che mettero' in borsa immediatamente e con il sorriso sul cuore per aver rivisto Francesco. Salgo le scale di casa con gli occhi a cuoricino mentre penso a lui sul muretto che fumava la pipa nell'intervallo (era troppo avanti! fumava la pipa!!!) e intanto pregusto il lieto concludersi della mia serata con il mio bagno e...no! MERDA! L'ACQUA! Ho lasciato l'acqua della vasca aperta. Faccio l'ultima rampa di scale salendo i gradini tre a tre e arrivo alla porta. Entro come l'uragano Jane e arrivo giusto in tempo per chiudere il rubinetto. Ancora due minuti e mi si sarebbe allagata la casa!

Mi spoglio e riesco finalmente a immergermi nella vasca da bagno per il mio meritato relax. Pìrìpì! Messaggio. "Mi ha fatto un piacere immenso vederti di nuovo. Che ne dici domani mattina alle cinque e mezza di vedersi per una corsa? Dopo facciamo colazione assieme. Frà"

Maporcaccalamiserialadraeancheunpozozza! Io che credevo di essere uscita dal tunnel degli uomini di Serie B. Dopo il Bastardo, il Bandito, il Buliccio, il Babbo, la Bavosa...pure un novello Baldini di doveva capitare?!??!?!

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