Questione di parole

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il venerdì, 31 agosto 2007,10:01

Io non sono di certo una cima, ho a malapena finito il liceo scientifico – che mi faceva schifo – solo ed esclusivamente per avere un pezzo di carta. Non ho fatto l’università perché non ho trovato niente che mi ispirasse. E ho preferito lavorare perché avevo bisogno di soldi. Questo, in breve, la mia carriera scolastica. Certo, oggi, 10 anni dopo l’esame di maturità mi piacerebbe iscrivermi all’università. Frequentare qualcosa che mi interessi veramente, farlo PER ME e basta. Non per avere una cosa da incorniciare in casa, ma per soddisfazione personale, ecco. Si, lo farei. Ma a parte questo che non c’entra nulla, anche se non ho studiato e non sono un premio Nobel (ma nemmeno Brut…) ho rispetto per la lingua italiana. Intendiamoci, pure io ogni tanto faccio certi strafalcioni che non sono da poco. Per esempio ho scoperto da poco che “quel è” si scrive senza l’apostrofo. Lo so, a quasi 30 anni non è bello, ma è una cosa alla quale non avevo mai fatto caso. Eppure leggo. Leggo *decinaia e decinaia* di libri. Piu’ o meno tutti i generi. Vado a periodi. Da ragazzina, introno ai 16 anni mi scoppiavo dei mattoni assurdi perché volevo fare l’intellettualloide (intellettuale non è proprio adatto a me). Poi ho avuto il periodo thriller e mi sono appassionata al genere, poi ogni tanto ho ancora il periodo “spegniamo il cervello” in cui qualche “i love shopping” et similia arrivano sul mio comodino. Mi piace approfondire gli argomenti a me cari e sono una persona curiosa, che credo sia il mio miglior pregio e il mio peggior difetto. Con la curiosità non si è mai morti dentro. E’ pur vero che non sempre è una cosa positiva. A volte la mia curiosità mi ha spinta a scelte di vita non proprio ortodosse, ma no è il caso di parlarne. Non piu’. Comunque, tornando al discorso iniziale (un altro mio difetto è quello di saltare di palo in frasca) dicevo, non sono una cima ma non rasento a malapena l’italiano. Con Mr. T il nostro gioco era riprendersi per i congiuntivi sbagliati, che nella lingua parlata sembrano essere caduti in disuso. Io stessa faccio quest’errore. Se solo pensassi un microsecondo in piu’ eviterei tante forme sbagliate. Pero’ per lo meno non dico cose come “se avrei” e “se potrei”. Quindi mi reputo una persona mediamente ignorante. Ma solo mediamente. Il problema nasce quando la persona che in questo momento ti ha rapito se non proprio il cuore, almeno un’altra parte di te, che vedi bello come il sole, interessante, solare, ironico, poliedrico e metteteci tutti gli aggettivi positivi che vi vengono in mente ti manda un messaggio sul cellulare e tu sei lì con la bustina che lampeggia sul display che quando vedi il mittente le cavallette nello stomaco saltano tutte assieme e ti si azzera la salivazione e hai le mani sudaticce che quasi il telefono ti sguscia via dalle mani e apri febbricitante la bustina per scoprire che lui è invitato a cena da amici  e che faranno la paella e che ha un amico che è un ottimo SCEF. Scritto così. SCEF! Siccome sei pinola e non vuoi pensare che sia possibile scrivere una cosa del genere inizia a dirti: eh ma sai, il T9 è programmato in italiano, forse non se ne è accorto. Beh, ma in fondo no ha studiato il francese, uno si puo’ anche sbagliare. Probabilmente sta scrivendo il messaggio mentre guida e davanti a lui c’è stato un tamponamento con una mucca posteggiata in mezzo alla strada e non ha avuto modo di rileggere il messaggio prima di spedirlo. Oppure mentre lo stava scrivendo è entrata un’ape nell’abitacolo della macchina e nel tentare di cacciarla via ha schiacciato i tasti sbagliati. O...insomma, te la racconti. E quel che è peggio è che ci credi. E continui a vederlo come l’uomo con il sorriso strappamutande che ti fa ridere e al quale davvero non riesci a dire di no, perché è quello che finalmente ti ha strappato dal cure Mr. T e che per una volta nella vita vorresti essere coinvolta in una storia, non in stile bungee jumping come hai sempre fatto nella vita che “tanto poi si torna indietro”. E passano le serate a chiacchierare, e le telefonate, e gli sms e tenti di infilar e ogni tanto qualche film leggermente diverso da Eccezziunale veramente (che per altro reputo anche io un cult) e tenti di fargli apprezzare un film che è per te il principe di tutti i film comici e quando è finito ti dice “ma è vecchio che è girato in bianco e nero?”e tu pensi immediatamente alla faccia che potrebbe fare Mel Brooks davanti a un’affermazione del genere e stringi i denti quando tu una sera d’estate ti definisci un “Dr. Jekill e Mr Hyde” quando lui ti risponde – probabilmente anche convinto di colpirti per la citazione - “gobba? Quale gobba?” scambiandolo per Frankeinstein Jr. Ma non vuoi vedere che il tuo Principe si sta trasformando in rospo. Non puoi accettare questo e quindi ti illudi che “puo’ capitare a tutti”. Fai finta di niente quando ti scrive senza l'apostrofo nei messaggi perché pensi che voglia solo fare in fretta. Ma poi c’è la classica goccia che fa traboccare il vaso e quando leggi “L ai fatta la spesa o passo io a prendere le birre”(anacoluto a parte, che tutto sommato a me non dispiace, come avevo già detto, anche se è sbagliato) tu per un attimo pensi “ho letto male” e allora torni indietro e rileggi. Ma quell’h proprio non c’è. Guardi se ha mandato un secondo sms scrivendo “scusa, ho dimenticato l’h” o qualcosa di simile, ma non c’è nient’altro nei messaggi in ricezione. Rispondi un po’ titubante e un po’ con la delusione sperando che sia solo sfuggita da qualche parte. Si prospetta una serata carina, birra e dvd sul divano. Comunque sarà piacevole. Ma lo strappamutande cade nuovamente e ti scrive di nuovo un sms dicendo che i suoi amici ANNO deciso di andare alla sagra del tortello ripieno, e se tu hai voglia di andarci. Anzi probabilmente se non fosse stato scritto direttamente a me a questo punto dovrei scrivere se tu AI voglia di andarci. E proprio non ce la fai. Ti viene un groppo in gola e anche un po’ voglia di vomitare. E sinceramente mi vedo già proiettata nel futuro con tanti piccoli strappamutandini che metteranno le H un po’ dove capita e mi viene in mente un racconto che avevo letto alle elementari con la maestra Nadia dove un accento una volta era caduto su un faro trasformandolo in un faro’ e rido, rido da sola pensando che ha ragione la mia amica quando mi dice che io ho bisogno dell’uomo TT, che non è riferito all’Audi ma al Taci e Trombami. Il che non è nemmeno corretto, perché quando parla almeno non si sa se ci mette l’h oppure no.  Forse era piu’ facile una volta dove non esistevano i telefonini e i messaggini. Uno era costretto a telefonarti a casa (con il batticuore che rispondesse la mamma, o peggio, il papà) e era costretto a parlarti e almeno evitava certe figuracce. Come è capitato alla mia amica con un tizio che un girono ROMANTICISSIMO le ha scritto “mi fai venire il battuQuore”. Inutile dire che la mia amica ha cancellato il numero.

stare bene

Scarabocchiato in un momento di follia da Stex77 il mercoledì, 22 agosto 2007,09:40

Stanotte ho dormito dall’altra parte del letto. Quella che fino a poco tempo fa sostenevo essere la parte di Mr. T. Verso il calorifero. Io dormo dall’altra parte. Sempre. Cioè, di solito. Stamane mi sono svegliata “di là”. Che è l’unica definizione alternativa che ho trovato. Possibile che dopo quasi due anni continui ad indentificarla come “dove dormiva Mr. T”? No! Anche a Picchio le prime volte che si fermava a dormire da me dicevo “Tu dormi dalla parte di Mr. T” E si incazzava a morte. Con ragione. Ieri sera mi ha chiamata. Picchio. Non Mr. T. Alle 18.30 circa. Io avevo già cenato. Avevo fame. E se una ha fame, ha fame, eccheccazzo. A mezzogiorno avevo fatto un finto-pasto e a casa mi sarei mangiata un cinghiale in corsa, con pelo e zoccoli annessi. Picchio mi propone una pizza. Gli spiego la cosa. Guarda l’ora “ma non sono nemmeno le sette!” “Dillo al mio stomaco, pirla! Mica ho mangiato un orologio” Ok, passa a prendersi la pizza lui e se la porta da me. Si, la birra c’è rompicoglioni che non sei altro. Tranquillo. Si, è in frigo. Non è calda. Ecco. Io che mi ero già vista il film della mia serata: divano, pancia piena, tazzona di tea tiepido sulla mensola accanto al divano, la mia felpa di Sing Sing grigio topo, taglia orca assassina addosso e i calzini antiscivolo arancioni, il mio libercolo che mi fa ridere. Niente di tutto questo. Un’ora dopo Picchio sta salendo le scale verso casa mia. E io sono lì che lo aspetto sulla porta con le braccia conserte e rido già. Ha la barba incolta. Barba, che eufemismo! Ha 4 peli in croce nonostante l’età. E’ come i sedicenni, non gli cresce mica piu’ di tanto. Ha le chiazze. Mentre mangia la pizza, tutt’e due sul tappeto del salotto a gambe incrociate, lui con una Ceres tra le mani (che io odio per fortuna) e io con una Coca Cola Zero (che non so perché ma mi fa venire in mente sempre Muccino nella pubblicità della Vodafone) chiacchieriamo di cazzate. Mi offre ripetutamente la birra per farmi cadere in tentazione. Non cedo. Faccio il caffè. Non ho lo zucchero in casa. Io non lo uso. No, non ho nemmeno il latte. Senti ma se sei venuto a scroccare la cena dillo. Domani ti do le chiavi e vai al supermercato e ti compri quello che vuoi e rimpingui frigorifero e dispensa. No, non l’ho fatta nemmeno stasera la spesa. Non ne avevo voglia. Ho della roba in freezer. Ma come fai ad avere fame dopo una pizza 4 formaggi bianca + salame piccante? E pesi trenta chili con la merenda in tasca! Come sarebbe sto dimagrendo troppo? Non è vero. Si ho perso qualcosa. Qualcosa come 10 chili. In un mese e mezzo. No, non sto facendo la fame. Sto mangiando. Te lo giuro. No, niente dita in gola. Da quanto? Mumble mumble. Non lo so. Non li conto. Sicuramente piu’ di due mesi. Sicuro. Te lo giuro. Non ti direi mai una bugia. Ok, non piu’. Non ti direi piu’ una bugia. Il passato è passato. Perché se io saprebbe….se io sapressi…se io soppressi?!?!?!? Ridiamo. Cazzo! Il caffè! Allora per te niente? Ma come? Ma guarda che il caffè va preso così, nudo e crudo. O meglio nudo e cotto. Perché è caldo. L’acqua bolle, quindi è cotto, in qualche modo. No, non ho né zucchero né latte (arimo’!). Il latte mi fa acido in pancia, e lo zucchero non lo uso. Ah, ma ho dello zucchero di canna da qualche parte. No, quello non si fuma. Te lo giuro STO MAN-GIAN-DO! Come te lo devo dire? Vuoi qualcosa di scritto? Non ti fidi? Perché io mi fido, tu ti fidi e egli sifilide? Ok la pianto. Ci guardiamo un film? Italiano dai. No, non ho voglia del Signore degli anelli, che domani ci trovano qui spalmati sul tappeto in stato semicomatoso tipo Trainspotting nella scena della Madre Superiora. Bevo. Coca Cola Zero. Muccino. Silvio Muccino. Ma non prima maniera che non si capisce un cazzo e serve l’interprete. Piu’ in là. Quello con Verdone. No, non l’ultimo, quello prima. Il penultimo? Eh beh, se non è l’ultimo ma quello prima sarà il penultimo. Ok, vada per Manuale d’amore. Dovrei vedere anche il 2. Sono curiosa. Ok, metti su il dvd che io prendo il caffè. No, quella è la MIA tazza, lo sai che non la puoi nemmeno toccare. Come sarebbe non c’è “inizio film”? Pirla, hai messo il dvd “contenuti speciali". Quello non è il film. Sei un pasticcio ambulante. Ridiamo. Ci spalmiamo sul tappeto. Cosa l’ho comprato a fare il divano? Per poggiare la schiena, giusto. Che palle sta pioggia. Chiudi la finestra che non si sente il film. Si ma così fa caldo. Magari togliere quei 5 maglioni che hai addosso è il caso. Non credi? Cazzi tuoi. Muori di caldo allora. Ridiamo. Qualsiasi cazzata. Ridiamo. Io sto bene così. No, la felpa non me la tolgo. Si, con l’anacoluto! A me piacciono gli anacoluti. Mi hanno sempre ricordato il gufo della Spada nella Roccia, che si chiamava Anacleto ma è lo stesso. Anacleto. Bel nome. Quasi quasi compro un cane e lo chiamo Anacleto. No, meglio un gatto. Nero. No, quello nero se è maschio lo chiamo Cagliostro. Se è femmina Morgana. Ho già decido. A pelo lungo. Sul letto. Va beh, se non ci vuole stare ce lo piazzo io. Ce lo inchiodo. Come sarebbe non sono capace? Va beh ma il quadro venuto giu’ è un dettaglio. E poi mica faccio il quadraio di mestiere. Come nessuno fa il quadraio? Beh, all’inizio ci sarà stato qualcuno che per primo ha deciso di mettere su una parete un quadro, no? Beh, quello diventa automaticamente un quadraio. Da grande voglio fare il quadraio. Piu’ che altro ho fatto la quadrata. O la tonda. No, non è vero che sono dimagrita troppo. Ancora pochi chili e poi mi fermo. Me lo dice anche il Dottor C che sto facendo un buon lavoro. Domenica mangio pure i ravioli. Sbav. Sbav. Ravioli. Detto alla Homer Simpson. No, quello è O. J. Simpson, è un altro, ti sbagli. E’ un po’ diversa la cosa. Ma come? Ci sono già la Buy e Rubini? E il pezzo prima? Ce lo siamo perso? No, cazzarola. No dai, stai zitto che tra poco c’è la Littizzetto. Quella mi fa moritre. Quando le spacca il tergicristallo. Ma te la ricordi quella volta che abbiamo lavato i vetri con la birra? Che puzza terrificante in macchina! Si, ma era un porcaio quella macchina. Ma dai! Ma se mentre guidavi io tagliavo il salame! Che dementi che siamo. Si, è vero, ci siamo divertiti. E’ vero. Ma ora è di nuovo come prima. Si, lo so che vi siete mollati. No, non me lo hai detto tu, l’ho saputo da tua sorella. Ma no, dai non ne parliamo che non ne ho voglia. A meno che non ne abbia voglia tu. Ma si che ti abbraccio sciocco. Ma no che io e te si sarà sempre qui insieme.A quanto? 35 anni? Come Julia Roberts ne “il matrimonio del mio migliore amico”? E chi ci mettiamo a fare la parte di Ruper Everett? Quel fico paura! Si lo so che è gay ma fammi sognare almeno un minuto. Dammi solo un minuto un soffio di fiato, un attimo ancoraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa. Stare insieme è finito abbiamo capito…ops…forse ho sbagliato canzone. Ahia! I pizzicotti a tua sorella! Stronzo! Va beh, ma non sei sportivo. A me mica mi facevo le coccole quando mi sono mollata con Mr. T. NON ERA UNO STRONZO! Beh, forse un po’. Ok, un po’ tanto stronzo. Ho capito. Ascolta. Facciamo così: discorsi vietati: Mr. T  e Vanessa. Non parliamone. Ok? Ok. Dai, che andiamo a nanna, sono stanca. Mi hai rotto il mio programma serale. No, non tre ballerini brasiliani. Era andare a nanna presto. Come sarebbe a dire che non ne sono capace? Il martedì è serata-nanna. Mangio presto e volo a letto prima delle nove. Va beh, che c’entra è solo perché ho problemi ad addormentarmi che poi chiudo la luce a mezzanotte passata. Come sei pignolo. Si, tu dormi dal calorifero. No, lo sai che quella è la mia parte del letto. Non Rompere. E’ sempre stata mia. Ok, te la cedo ma solo perché almeno hai la luce vicina. E non svegliarmi all’alba domattina. A che ora devi alzarti? Ehhhhhhhhhhhhhhhhhh?!?!?! Ma le sei non è un orario UMANO! Ok, basta che nn mi svegli. Bacio della buona notte. E non russare. Non sono io quella che russa. Ok, non mi sono mai sentita, ma dormo sempre da sola io che ne so? Ok, ti credo. No, non è il caso di registrare, grazie. Ok, bacio. Buonanotte. E svegliarsi la mattinaaaaaaaaaaaaaaa con la voglia di parlare…….solo con te…..e non è niente di specialeeeeeeeeeeeeeeeeeeee….ma questo mi fa stare beneeeeeeeeeeee.